AutoreTopic: Lettera di Beppe Grillo al Capo della Polizia  (Letto 10920 volte)


Offline castoro

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« Risposta #75 il: 04 Agosto 2011, 14:35:16 »
Se esiste disinformazione e' proprio dall'altra parte della barricata

Ancora???  :136:
Dispiace ma niente sta mai da una parte sola... ripeto: magari!

Niente starà solo da una parte ma i grandi mezzi di informazione non sono in mano alla polizia ... E se guardi bene il "mostro" appare sempre più il poliziotto che fa il più piccolo errore che chiunque altro sbagli ... questo detto senza prendere le difese di nessuno ...
"tu non commetti troppi errori", diceva il vecchio maestro al valoroso guerriero, "ma ne commetti, quindi poso guidarti ..."

Offline celeste

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« Risposta #76 il: 04 Agosto 2011, 14:50:09 »
Concordo castoro, ma fino ad un certo punto. Non è possibile che la colpa sia sempre e solo dei giornalisti.

Offline harryb

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« Risposta #77 il: 04 Agosto 2011, 15:20:12 »
E chi dice che sia solo dei giornalisti?
La colpa, diciamo le responsabilità perché si sta parlando di argomenti di vasta portata, sono quasi sempre provenienti da più parti.
Io, che sono un poliziotto ottuso, metto sempre al primo posto la politica.
Esempio? TAV. Chi ha deciso? La politica. Ergo?
Poi, ci sono le corresponsabilità e qui se la giocano, anzi, ce la giochiamo in molti.
Il G8 di Genova e' un'evento che non e' stato ancora analizzato con la giusta serenità, quindi non e' facile parlarne.
Ma chi fu a scegliere Genova come teatro della riunione? La politica.
E chi fu che scaldo' ben bene gli animi di chi si preparava a parteciparvi? La stampa? La tv?
Poi ci sono quelli che a Genova vollero esserci a tutti i costi.
Chi per ideale sincero, chi per professione, chi perché non aveva di meglio da fare.
Infine ci siamo noi. Che magari avremmo fatto anche a meno di star li in quelle giornate assolate di luglio, ma che per dovere siam dovuti andare. Abbiamo anche le nostre responsabilità, diamine.
Ma fu tutta colpa nostra? Solo noi il mostro?
Non traggo nessuna conclusione su com'è andata a finire. Ho le mie idee e non pretendo di cambiarle agli altri.
Dico solo che alla fine, chi ha pagato e' stata solo ed esclusivamente la Polizia di Stato. Solo lei. I soliti "informati" ci accusano pure della morte di Giuliani, pensate un po'...
Altri soggetti invece hanno tratto lauti guadagni da quell'esperienza e quando in una cosa qualcuno ci guadagna, spesso non e' per caso...
« Ultima modifica: 04 Agosto 2011, 15:22:00 da harryb »

Offline celeste

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« Risposta #78 il: 04 Agosto 2011, 16:00:55 »
Be', quelli che puntano il dito contro i mass-media, per non ammettere le proprie responsabilità ci sono e come e ci saranno sempre.
Hai sicuramente ragione quando dici che la colpa arriva da più parti, e anche dai politici, che fanno e poi se ne lavano le mani e i piedi. Al G8 gli animi dei Poliziotti furono scaldati? Concordo, ma fino a un certo punto, perchè poi ognuno ha il proprio cervello ed è responsabile delle azioni che compie.
Alla fine ha pagato solo la Polizia di Stato in termini di immagine, è vero e questo mi dispiace sinceramente perchè non è giusto che anche chi si è comportato correttamente ci sia andato di mezzo. Però anche per questa generalizzazione che ne è scaturita, di chi  è la colpa? Sempre da più parti arriva, siamo  sempre lì.

Offline castoro

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« Risposta #79 il: 04 Agosto 2011, 16:45:05 »
Concordo castoro, ma fino ad un certo punto. Non è possibile che la colpa sia sempre e solo dei giornalisti.

D'accordo celeste ma il rapporto è fortemente sbilanciato. pacotom, che ha grande esperienza nel suo lavoro, ha postato in questa discussione un suo scritto del 2001. Ha avuto tra l'altro il merito di ricordare un gesto di protesta di due agenti sotto processo che quell'anno si incatenarono a Palermo davanti al palazzo di giustizia protestando la loro innocenza dopo anni di attesa, una prima condanna. Fu un gesto forte e nello stesso tempo molto umano. Tanto più forte in quanto io non credo che ci fosse attorno a quei due agenti, nella pubblica opinione, un buon clima, proprio per il fatto che erano poliziotti e da un poliziotto nessuno si aspetta mai gesti eclatanti. E perché uno non deve aspettarseli se vedi la tua vita improvvisamente trascinata nell'ignominia e tu credi nelle tue ragioni? La vita di un poliziotto non vale meno di quella di chi non lo è. La stampa i mezzi di informazione (anche la politica come si dice qui sopra) con una parola, un'immagine, un video può distruggerti nei casi peggiori e può determinare la percezione che il pubblico ha di un certo evento di un certo comportamento (parliamo delle forze dell'ordine), e anche quando quel comportamento è giusto può trasformarlo nel suo contrario. Due carabinieri che intervengono perché una coppia nuda fa l'amore in macchina in pieno centro a Biella furono chiamati da un giornale nuove truppe teodem (accusa rivolta anche alla cassazione in questi giorni perché non ha voluto declassare il reato). E perché truppe teodem? che hanno fatto di male quei carabinieri o chiunque intervenga in quelle situazioni? Se vogliamo prendiamola anche a ridere, il questore a questo punto dovrebbe emanare una bella circolare: quando beccate una coppietta nuda in macchina in pieno centro invitateli ad attendere, correte a comprare una bottiglia di champagne coi fondi nostri e portategliela. Con gli auguri della questura e dei media. Questo finché il codice non venga adeguato ai combiamenti nella morale. A me quando ero militare a ventanni e la morale era un tantino più stretta (ma neanche tanto) andò veramente meglio, ero in campagna con la mia ragazza, i carabinieri ci illuminarono con la torcia io rimasi a bocca aperta e loro mi dissero solo: andatevene da qua che è isolato e pericoloso. Insomma uno può andare avanti all'infinito, puoi portare il caso del video propinato a centinaia di migliaia di utenti di YouTube (lo trovi nella discussione che ho aperto sul "baratro tra cittadini e polizia" in questa stessa sezione, postato da un utente) in cui si vedono i passanti inferociti contro gli agenti rei di aver bloccato un ciclista. Non spiega niente il video. Non ti dice perché l'hanno bloccato. Mostra solo degli agenti cattivi che in sei circondano un povero ragazzo in bicicletta. Quanti sono quelli che si vanno a fare il giro dei siti per capire che cosa aveva fatto quel ciclista? Questa si chiama propaganda. Abbastanza simile a quella usata da Grillo per tirare l'acqua al suo mulino con la sua lettera.  
« Ultima modifica: 04 Agosto 2011, 16:49:04 da castoro »
"tu non commetti troppi errori", diceva il vecchio maestro al valoroso guerriero, "ma ne commetti, quindi poso guidarti ..."

Offline Cleanhead

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« Risposta #80 il: 04 Agosto 2011, 16:46:56 »
Se esiste disinformazione e' proprio dall'altra parte della barricata

Ancora???  :136:
Dispiace ma niente sta mai da una parte sola... ripeto: magari!
E' sempre tutto complicato e cercare di schematizzare, riassumere realtà estremamente sfaccettate in pochi passaggi di causa-effetto ricostruendone modelli semplificati più comodi da afferrare, che si riescono a contenere in un unico sguardo, conduce precisamente a quelle generalizzazioni che impediscono alle persone di formare "il proprio pensiero in modo individuale" per cui qualcuno si convince "di essere sempre dalla parte giusta" e perde l'interesse ad "accedere a tutte le informazioni e cercare di capire".
Il concetto stesso di "barricata" è frutto di questo tipo di generalizzazioni. E ci si cade di continuo...  [02]

Poi, per carità, viva le opinioni diverse - io, per quel che vale, ho scritto la mia.

...se mi citi va benissimo ma per completezza dovresti citare tutta la mia frase...che appunto terminava con " .....perche' li dell'informazione poco importa"

..poi mi trovi concorde che nessuno è mai solo e sempre dalla parte giusta, ma non è neanche dalla parte sbagliata se lo dicono i giornalisti o peggio un Grillo qualsiasi.
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
„Za wolność waszą i nasza”
Credo in un solo Dio.
Cleanhead 6969-06 (così è contento Manconi)

Bethlehem

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« Risposta #81 il: 04 Agosto 2011, 17:31:57 »
...se mi citi va benissimo ma per completezza dovresti citare tutta la mia frase...che appunto terminava con " .....perche' li dell'informazione poco importa"

Scusa, non volevo stravolgere il senso della tua frase, era solo per focalizzare  [04]

..poi mi trovi concorde che nessuno è mai solo e sempre dalla parte giusta, ma non è neanche dalla parte sbagliata se lo dicono i giornalisti o peggio un Grillo qualsiasi.

E ci mancherebbe! Se tutte le generalizzazioni fanno danni, quelle faziose funzionali ai linciaggi populisti sono inqualificabili  [64]

Offline moloc

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« Risposta #82 il: 15 Agosto 2011, 08:23:42 »
c'è la risposta di Agnoletto , ne discutiamo?

ad esempio dice:
"c’è il caso di Perugini che è stato condannato in appello per una violenza su un pestaggio che c’è stato su un ragazzino. Non ha ricorso in Cassazione, quindi la sua condanna è definitiva, ma non è stato rimosso, anzi è stato promosso, oggi è vice-questore a Alessandria. Ma le rimozioni sono addirittura previste direttamente dall’Unione Europea. In particolare ci sono delle sentenze della Corte Europea che sostiene la necessità di sospendere il personale di Polizia addirittura quando è sotto processo e di rimuoverli se condannati, un principio applicato in tutta Europa, deciso dalla Corte Europea, non applicato in Italia."

http://www.beppegrillo.it/2011/08/la_polizia_e_le/index.html#*va3*

Offline Gigio72

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« Risposta #83 il: 31 Agosto 2011, 18:20:04 »
In un paese che manca di equità etica, morale e politica il numero sul casco sarebbe l'ennesimo colpo all'enorme incapacità del sistema di tutelare chi fa il proprio lavoro (il nostro), magari anche sbagliando, ma cerca di farlo spesso in condizioni limite come in quella del G8.
In altre sezioni, che tu celeste leggi e che da anni segui, assistiamo a racconti dove il collega, 20gg s.c di pronto soccorso a seguito di un intervento o di una resistenza attiva subita, vede il suo arrestato uscire dal tribunale il giorno dopo il quale si congeda salutandolo con il ghigno satanico: "ci vediamo alla prossima".
In democrazie vere, serie, che tutelano se stesse e che quando si parla di Stato si parla di gente che davvero vede nel sistema un perseguimento di obbiettivi comune il casco numerato è non solo giusto ma legittimo e sacrosanto, in Italia a queste condizioni no, non lo è!
Potrai non essere d'accordo come forse non lo è il signor Grillo ma sono stufo di scendere in strada tutti i giorni e oltre a non poter fornire al cittadino vere e  serie risposte sempre più spesso vengo solo considerato un buffone, per giunta violento anche se non torco mai un capello a nessuno, dalla maggioranza dei cittadini.

Getile Sig. Postman78,
mi sono iscritto a questo forum con la precisa intenzione di risponderle.
Complimenti a lei, al suo lavoro se lo fa con diligenza e senso del dovere come dice, ma quando i poliziotti fanno gruppo come pare stia facendo lei per difendere comportamenti tutt` altro che esemplari di propri colleghi, lei passa dalla parte del torto.
Se alcuni suoi colleghi hanno "sbagliato" come dice lei, lei dovrebbe essere il primo ad ammetterlo e a chiedere che chi ha sbagliato paghi, nella misura del danno arrecato.
Se e` vero che dei suoi colleghi condannati (anche in maniera non definitiva, ma pur sempre condannati da un Tribunale Italiano) hanno fatto carriera, dovrebbero essere proprio i poliziotti onesti come lei dice di essere ad arrabbiarsi del fatto.
Trincerarsi dietro a ragioni che saranno esistenti (condizioni limite del lavoro, collega ricoverato per 20 gg. eccetera) per giustificare fatti gravi che avvengono da parte della polizia la fa passare dalla parte del torto.

Cordiali saluti,
Luigi

postman78

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« Risposta #84 il: 02 Settembre 2011, 01:59:12 »
In un paese che manca di equità etica, morale e politica il numero sul casco sarebbe l'ennesimo colpo all'enorme incapacità del sistema di tutelare chi fa il proprio lavoro (il nostro), magari anche sbagliando, ma cerca di farlo spesso in condizioni limite come in quella del G8.
In altre sezioni, che tu celeste leggi e che da anni segui, assistiamo a racconti dove il collega, 20gg s.c di pronto soccorso a seguito di un intervento o di una resistenza attiva subita, vede il suo arrestato uscire dal tribunale il giorno dopo il quale si congeda salutandolo con il ghigno satanico: "ci vediamo alla prossima".
In democrazie vere, serie, che tutelano se stesse e che quando si parla di Stato si parla di gente che davvero vede nel sistema un perseguimento di obbiettivi comune il casco numerato è non solo giusto ma legittimo e sacrosanto, in Italia a queste condizioni no, non lo è!
Potrai non essere d'accordo come forse non lo è il signor Grillo ma sono stufo di scendere in strada tutti i giorni e oltre a non poter fornire al cittadino vere e  serie risposte sempre più spesso vengo solo considerato un buffone, per giunta violento anche se non torco mai un capello a nessuno, dalla maggioranza dei cittadini.

Getile Sig. Postman78,
mi sono iscritto a questo forum con la precisa intenzione di risponderle.
Complimenti a lei, al suo lavoro se lo fa con diligenza e senso del dovere come dice, ma quando i poliziotti fanno gruppo come pare stia facendo lei per difendere comportamenti tutt` altro che esemplari di propri colleghi, lei passa dalla parte del torto.
Se alcuni suoi colleghi hanno "sbagliato" come dice lei, lei dovrebbe essere il primo ad ammetterlo e a chiedere che chi ha sbagliato paghi, nella misura del danno arrecato.
Se e` vero che dei suoi colleghi condannati (anche in maniera non definitiva, ma pur sempre condannati da un Tribunale Italiano) hanno fatto carriera, dovrebbero essere proprio i poliziotti onesti come lei dice di essere ad arrabbiarsi del fatto.
Trincerarsi dietro a ragioni che saranno esistenti (condizioni limite del lavoro, collega ricoverato per 20 gg. eccetera) per giustificare fatti gravi che avvengono da parte della polizia la fa passare dalla parte del torto.

Cordiali saluti,
Luigi

La ringrazio per la considerazione gentile Luigi
Le rispondo dicendo essere assolutamente d'accordo con ciò che sostiene e forse, a posteriori, temo che non a tutti sia chiaro il messaggio che non è certo mia intenzione parteggiare con chi travalica aldilà delle regole, regole che ricordo esistono, o dovrebbero esistere da ambo le parti ma che troppo spesso la società civile, anche quando di fatto è guerra, pretende solo da una (e lei sa bene quale!).
La mia posizione, che non rinnego, è semplicemente suffragata dal fatto che, purtroppo, in Italia non è possibile sentirsi tutelati se 9 volte su 10 chi lancia una bomba carta ferendo gravemente i miei colleghi o non viene identificato o comunque patirà sanzioni penali del tutto risibili.
Lei a seguito di questo potrà anche sostenere che, se non ci sentiamo tutelati, le indicazioni dell'uscita sono chiare e visibili ma credo anche che se tra quei feriti, tra gli uomini in divisa, ci sono anche quelli che ci credono sul serio non credo sia giusto, in nome dei cittadini onesti, rinunciare al proprio amato lavoro semplicemente perchè è più conveniente mettere quattro firme, in quel caso, vigliacche e andare via.
Se da quel mio scritto traspae una sorta di giustificazione al travalicare le regole posso anche convenire con quella interpretazione ma VOI (e mi consenta la distanza) cittadini vedete troppe fiction, non considerate mai che quando è guerra è guerra per tutti e i poliziotti sono uomini che vengono sbattuti in situazioni che lei, aldilà del suo monitor dove sta leggendo in questo momento, nemmeno immagina.
Da quella finestra virtuale non vede le nostre sofferenze, la nostra umanità, le nostre difficoltà che possono essere quelle del più istruito e intelligente o quelle del più stupido e ignorante: uomini caro Luigi, uomini come quelli con cui si struscia tutte le mattine in metropolitana, uomini come sua moglie, i suoi figli o i suoi migliori cari....uomini come me, come i miei colleghi che, mi perdonerà se per amore, rispetto, comprensione da queste pagine cerco di valorizzare e far comprendere a chi, come lei, giustamente e comodamente, viene qui a esercitare il suo sacrosanto diritto di critica...e mi vorrà perdonare se, in quelle situazioni, tra quei feriti, ci sono anche amici e affetti cari che mi riguardano...perchè io ho scelto da che parte stare e stia sicuro, caro Luigi, non certo dalla parte dei violenti di nessuna fazione e di nessun colore politico.

Un saluto e grazie per l'intervento

Michele Rinelli

Offline Gigio72

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« Risposta #85 il: 02 Settembre 2011, 03:21:35 »
Gentile Sig. Michele,
innanzitutto la ringrazio per la sua civile risposta.
Vorrei farle notare che, purtroppo, il fatto che in Italia spesso chi commette reati la fa franca non e` un problema che riguarda la polizia solamente, ma un po` tutti.
Basta guardare quanti politici (di ogni parte politica) rubano milioni e vengono protetti dai loro capi e la fanno franca e senza un giorno di galera.
Anche il problema della violenza non riguarda solo i poliziotti, basta solo vedere i politici, i giudici, i magistrati e gli imprenditori uccisi dalla mafia. 
Le assicuro che e` molto poco piacevole per un medico fare tutti i giorni sacrosanti il proprio lavoro con dedizione e poi vedersi passato davanti da un collega solo perche` e` legato al politico locale anche se lui non fa una mazza tutto il giorno e sa un quarto delle cose che dovrebbe sapere
(questo lasciando da parte il discorso mazzette e soldi che girano in maniera piu` o meno disonesta)
Capisco che anche che alle volte il poliziotto debba proteggersi nelle situazioni al limite calcando un po` la mano se bisogna, nessuno dice di no.
Questo non toglie che nonostante il rispetto che io ho per la Polizia, anzi, PROPRIO per il rispetto che ho per la maggior parte dei poliziotti onesti ritengo che nei gravi casi in cui poliziotti si macchiano di crimini gravi (come e` successo alla scuola Diaz) questi dovrebbe essere criticati dai colleghi in primis, e non protetti o giustificati.
So bene che questa  abitudine di proteggere chi sbaglia per "spirito di corpo" non avviene solo nella polizia, ma anche nelle scuole, negli ospedali, per non parlare in politica.
In ospedale molto spesso il collega che causa danni anche gravi al paziente magari per una leggerezza personale viene spesso protetto dai colleghi, anziche` criticato, soprattutto se il paziente che soffre e` un poveraccio che non ha mezzi economici per difendersi.
E anche in ospedale girano le solite scuse (lavoriamo tante ore, se noi sbagliamo veniamo subito messi sotto i riflettori, etc. etc.)
E` un` abitudine sbagliata, in quanto poi la gente pensa che tutti i medici/poliziotti siano delle persone che fanno del male agli altri, e questo non e` vero.

Non che io intenda convincerla, voglio solo offrirle il mio punto di vista.

Saluti,
Luigi Cremonesi

P.S.
Il discorso Grillo non c` entra niente nel discorso.
Non stimo certo una persona che fa le pulci a tutti e poi si mette in tasca 4 milioni all` anno

postman78

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« Risposta #86 il: 02 Settembre 2011, 09:09:41 »
Gentile Sig. Michele,
(..)
Luigi Cremonesi

P.S.
Il discorso Grillo non c` entra niente nel discorso.
Non stimo certo una persona che fa le pulci a tutti e poi si mette in tasca 4 milioni all` anno

Purtroppo non posso continuare nella sua giusta disquisizione per non travalicare le regole, queste forse per cerri versi più facilmente sanzionabili del forum.
Ovviamente nessuno vieta di aprire in una delle tante sezioni una discussione in merito o comunque rimanere qui a disquisire in maniera più completa anche grazie al suo punto di vista.