AutoreTopic: Brutta bestia il pregiudizio  (Letto 2773 volte)


Offline Ulysse

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« il: 19 Novembre 2011, 21:31:23 »
http://www.grnet.it/sicurezza/forze-dellordine/polizia-di-stato/3389-occupytrieste-un-poliziotto-tenta-il-dialogo-con-i-manifestanti

Citazione
Roma, 19 nov - In merito al susseguirsi delle manifestazioni da parte del movimento studentesco "Occupytrieste", che da settimane si mobilita per chiedere spazi sociali per tutti, il segretario provinciale del sindacato di Polizia ADP (Autonomi di Polizia) Maurizio Cudicio  ha voluto toccare con mano ed essere presente di persona ad una riunione svoltasi in Piazza Unità d’Italia a Trieste il giorno 16.

«Vorrei precisare - dichiara Cudicio - innanzi tutto che credo sia necessario essere vicini alla gente e tanto più alle giovani generazioni per capire, dialogare e comprendere il loro linguaggio. Detto ciò, ho dovuto mio malgrado constatare, ancora una volta, una netta divisione tra società civile e Forze dell'Ordine. Uno dei relatori durante il discorso, dopo aver tracciato per pochi minuti i motivi per i quali  sono scesi in piazza, ha iniziato ad attaccare con frasi irriverenti e offensive e senza alcun ritegno la figura del poliziotto fino ad arrivare dentro la divisa, colpendo dritto al cuore».

«Io - prosegue Cudicio -  mi sono dovuto trattenere per ovvi motivi, conscio del fatto che un mio intervento avrebbe potuto scatenare reazioni strumentalizzabili. Consapevole di ciò mi sono quindi dovuto limitare ad ascoltare. Il giovane, forse dovuto all’enfasi del momento e dalla folla che lo stava applaudendo,  tra le varie disquisizioni indicava "gli sbirri" come il reale problema della società e quindi la malattia da estirpare».

"Lo sbirro non pensa con la propria testa - lo sbirro se gli viene dato un ordine picchia anche donne e i bambini e quando torna a casa è sereno perché non ha una coscienza". Il relatore poi ha rincarato la dose: "Quando hanno giurato gli sbirri erano consapevoli che sarebbero diventati, di fatto, servi dello Stato e quindi schiavi del padrone" e ancora "godono nel picchiare e non guardano in faccia nessuno e se vedono una persona a terra indifesa, la picchiano con ancora più gusto". «Ma - sottolinea Cudicio - non è finita. Alla conclusione del discorso, dopo aver  proiettato video con degli scontri dove non si vedeva assolutamente nulla di rilevante, un altro relatore ha preso in mano il microfono paragonandoci a squadristi fascisti».

«Ancora una volta se fosse necessario, ribadisco in qualità di rappresentante sindacale , ma anche da poliziotto e soprattutto da uomo, che noi siamo al servizio del cittadino e che se dobbiamo rispondere a qualcuno è solamente alla Costituzione e alle Leggi. Non siamo servi di nessuno e quando andiamo a casa abbiamo come tutti una famiglia che ci aspetta. Quando guardiamo negli occhi i nostri figli,  trasmettiamo loro tutto il nostro bene, consci del fatto che ogni santo giorno lottiamo in strada per il loro futuro. Vogliamo dare sicurezza e tranquillità a tutti senza distinzioni di religioni, sesso o colore; non abbiamo pregiudizi e vogliamo dialogare con la gente e forse è giunto il momento di dire BASTA con le strumentalizzazioni e BASTA con le ideologie errate. Voglio ricordare ai relatori che ci hanno "schernito" in piazza davanti a tanti giovani, che se oggi possono  urlare per i propri diritti e possono insultarci liberamente è anche merito di chi ogni giorno da' loro la possibilità di riunirsi in totale sicurezza».

«Se posso aggiungere ancora una cosa - conclude Cudicio - , voglio far sapere a tutti che la maggior parte dei poliziotti che si infortuna durante gli scontri di piazza, il giorno dopo è ancora al proprio  posto perché nonostante l’età media sia di 48 anni, nonostante le divise non adeguate e con mezzi a dir poco obsoleti,  vogliono essere sempre presenti al servizio del cittadino, credendo nel proprio lavoro che non è, come detto da qualcuno, quello di picchiare la gente ma quello di assicurare lo svolgimento pacifico di ogni manifestazione».



Leggete questo articolo,ma sopratutto leggete le belle parole che un civile cittadino giovane - il futuro dell'Italia - rivolge verso la categoria dei Poliziotti. O come ci definisce lui "sbirri".

Mi sono sentito chiamare in mille maniere da certa gente, l'ultima il 15 ottobre quando mi hanno chiamato "cane", ma non mi urta affatto, forse perché oramai l'esperienza mi ha abituato a sopportare. MA ciò che mi riesce difficile  sopportare ancora è sapere che ci sono genitori che insegnano ancora certe frasi ai figli.

Genitori che non consci degli errori fatti in passato, perseverano con i loro figli educandoli di odio verso i miei colleghi in divisa. Genitori che quando i figli vengono arrestati ci dicono "sono bravi ragazzi" oppure " è colpa delle compagnie che frequenta". Non ho mai sentito dire da un genitore "ho sbagliato io" oppure "rispetta il lavoro di tutti, sbirri compresi". Mai ho ascoltato questa frase, ecco forse perché ci sono ancora giovani già troppo vecchi in questo paese che non ha mai apprezzato il lavoro straordinario che facciamo, oltre l'ordinario.

Lavoro fatto anche di situazioni come quella di Trieste o come mille altre ne capitano ogni giorno in tutte le città d'Italia, dove purtroppo vivono questi vecchi giovani personaggi che non saranno mai il futuro del dell'Italia, ma solo la sua parte più triste e desolante. Quella che più vedono al mondo.
« Ultima modifica: 20 Novembre 2011, 10:59:22 da Cleanhead »
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Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline harryb

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« Risposta #1 il: 19 Novembre 2011, 23:14:40 »
Sei stato troppo buono Ulysse. Il titolo poteva essere: Brutte bestie gli idioti.
Il pregiudizio può essere usato come giustificazione fino ad un certo punto, oltre il quale c'e' solo l'idiozia.
E cercar di ragionare con gente che nel 2011 usa ancora stereotipi come quelli letti nell'articolo che hai linkato, beh, si perde solo tempo.

Offline atlas

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« Risposta #2 il: 20 Novembre 2011, 01:55:26 »
alla fine dell' art. c' è la possibilità di commentare, sicuramente lo avrai fatto

anche se credo serva a poco... [69]
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Offline castoro

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« Risposta #3 il: 20 Novembre 2011, 03:10:30 »
http://www.grnet.it/sicurezza/forze-dellordine/polizia-di-stato/3389-occupytrieste-un-poliziotto-tenta-il-dialogo-con-i-manifestanti

... Leggete questo articolo,ma sopratutto leggete le belle parole che un civile cittadino giovane - il futuro dell'Italia - rivolge verso la categoria dei Poliziotti. O come ci definisce lui "sbirri" ...

Cito solo l'inizio della tua riflessione ma ovviamente mi riferisco a tutto il pezzo. Mi mantengo come sempre sul generale. Secondo me non è pregiudizio, o forse sì, ma comunque è più l’idea di quello "spirito rivoluzionario" che tantissimi giovani credono di incarnare (lo siamo stati tutti ragazzi , no? E molti di noi hanno figli). La polizia rappresenta la legge, l’ordine, e in qualche modo dà l’impressione di difendere il potere costituito - ma vaglielo a spiegare che non è esattamente così: il fatto è che ai "rivoluzionari" la legge non è mai piaciuta, soprattutto se è una legge che si trovano davanti bella e fatta. Salvo mettere la coda tra le gambe tra dieci anni, quando li ritroverai in giacca e cravatta a fare la fila al bancomat o con le golden card o nei migliori ristoranti.

Quando andavo all’università, quante interruzioni di questi scalmanati mi sono dovuto sorbire! io che andavo per seguire le lezioni di quello o quel grande anziano professore e loro che le interrompevano saltando sulla cattedra: la noia panica delle loro tirate politichesi, il linguaggio appreso in famiglia o nelle sedi di movimenti o partiti e che ripetevano a pappagallo. Mai nessuno che pensasse con la testa sua, ci sentivi la famiglia sessantottina o comunque l’ideologia dietro. Era l’ideologia che parlava per loro. E non è cambiato niente. Anche in epoca di indignati o occupy. Io non parlavo quasi mai o se parlavo era per interrompere a mia volta quel mare di idiozie. Interrompevo per dire che cosa? neanche mi ricordo, qualcosa tipo: "morale della favola?" e mi sentivo rispondere: "zitto tu, occhi storti, che sei appena arrivato e non sai di che stiamo parlando".

Questo tipo di persone non hanno mai rappresentato il mio cruccio principale. E non saprei nemmeno come affrontare una discussione sugli insulti alla polizia. Mio padre era un uomo d’azione ma era anche una persona coltissima che leggeva Voltaire, e aveva però un pregio, e magari era un difetto: parlava pochissimo, quindi se è vero che tali padri tali figli, io avevo comunque pochissimo da dire a ventanni, visto che effettivamente avevo e ho ripreso da lui, che tra l’altro persi quando avevo ancora 17 anni (si ammalò per una gran vigliaccata che gli fecero col lavoro, non si riprese più: il mio grande padre fuori si manteneva calmo e sereno come sempre e dentro il veleno se lo mangiava – capitoletto per la discussione che hai aperto sulle somatizzazioni cui vanno incontro gli sbirri.) Dicevo, non saprei bene come affrontare questa questione. Ma se anche tu portassi avanti il seguente argomento: "guardate che gli sbirri sono uomini e donne come tutti gli altri, hanno famiglia, figli, leggono, vanno ai concerti, votano a destra o a sinistra, amano, si ammalano per il lavoro, vengono feriti, cadono, finiscono sulla sedia a rotelle eccetera eccetera", ti sentiresti rispondere: "povera famiglia! Chi gliel’ha detto di fare lo sbirro? Poteva fare un lavoro come tanti altri" …

Che ho imparato io da una vita condotta cercando di calarmi sempre nei panni dei miei nemici? che secondo me in questa questione che tu sollevi è inutile prendersela più di tanto: sarà che con gli anni mi sono fatto pessimista: il poliziotto è condannato all’incomprensione anche nei paesi un po’ più "marziali", irreggimentati. Qualcosa forse può cambiare nelle relazioni polizia-cittadini: arriveranno più minuetti e salamelecchi, ma non più di tanto. Tanto vale quindi fare bene il proprio lavoro e non concedere agli idioti l’alibi del poliziotto piagnone o che cerca di piacere. Come diceva quello scrittore: non è l’arte che deve farsi popolare: è il pubblico che deve farsi artistico, migliorarsi e anche innalzarsi, perché no? al di sopra dei pregiudizi. Altrimenti si resti come si è: credo si possa trovare un certo gusto anche a rotolarsi nel brago.   
« Ultima modifica: 20 Novembre 2011, 03:16:40 da castoro »
"tu non commetti troppi errori", diceva il vecchio maestro al valoroso guerriero, "ma ne commetti, quindi poso guidarti ..."

giacal

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« Risposta #4 il: 20 Novembre 2011, 10:32:07 »
Ulysse....ancora ci badi a queste farneticazioni?????
Al di là dei contenuti, mi preoccupa di più lo "stile": richiama molto quello dei volantini con la stessa a cinque punte degli anni Settanta.....

Offline Skymap

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« Risposta #5 il: 20 Novembre 2011, 12:04:11 »
Beh, qualcuno diceva << ciascuno può dire quello che vuole >>

Balzac invece usava dire << non credo a quello che dicono le persone, perchè le persone possono dire qualunque cosa >>.

Posto che a me quando  mi dicono << sbirro>> non mi tocca, ma paradossalmente mi piace perchè io sono  uno sbirro   [42]   [03]

Poco mi frega di come la pensano     [42]   

Sappiano che avranno bisogno di noi comunque la pensino. 

 [36] [36]


Skymap

La teoria precede la pratica, ma senza quest'ultima la prima non ha senso          ( L. Da Vinci)

Offline atlas

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« Risposta #6 il: 20 Novembre 2011, 13:23:33 »
 [54] [54] [54]
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Offline kronos

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« Risposta #7 il: 20 Novembre 2011, 15:57:52 »
Quasi niente da dire = inutile parlare!
Questo "demente", ha seri problemi di cognizione. Ha asserito delle cose per le quali noi poiveri "sbirri" non dobbiamo fare altro che aiutarlo nel caso lo incontrassimo.
« Ultima modifica: 20 Novembre 2011, 16:01:03 da kronos »

Offline Ulysse

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« Risposta #8 il: 20 Novembre 2011, 17:50:14 »
 Io non bado più alle parole da molto tempo, credo da dopo che sono diventato ausiliario, quindi un lustro fa, bado semmai al fatto che non è cambiato nulla nel mio lustro - se non che mi sono invecchiato - nella mentalità delle persone.
E mai possibile che la pochezza culturale di questo paese è sempre più radicata?
E mai possibile che questo paese ha sentito sempre e solo questi rivoluzionari di "cartone" e mai invece la necessità di cambiare reagendo più che rivoluzionando?
Possibile che nessuno di questi soggetti durante tutti questi anni,nella loro immensa cultura "demagogica" non ha mai capito le parole di Tomasi Di Lampedusa nel suo libro più bello "il gattopardo" in merito alla rivoluzione?

Credetemi è veramente triste il confronto con altre realtà d'Europa e del mondo dove della "rivoluzione" ne hanno fatto insegnamento, mentre da noi il termine, fin troppo abusato, è utilizzato solo per attaccare dei veri LAVORATORI.
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Offline atlas

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« Risposta #9 il: 20 Novembre 2011, 18:45:22 »
ma quali rivoluzionari, quelli se piove, scappano tutti
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Offline castoro

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« Risposta #10 il: 20 Novembre 2011, 22:08:52 »


... Balzac invece usava dire << non credo a quello che dicono le persone, perchè le persone possono dire qualunque cosa >> ...

magari questi leggessero un po' di balzac, ad esempio Gosbeck, il ritratto del "mirabile" usuraio, oppure il contratto di matrimonio - una mia vecchissima edizione francese di questo bel contratto la dimenticai anni fa sull'aereo e magari se la fosse inguattata uno di loro, mi risarcirebbe del dispiacere che provai per averla persa  ... chissà forse intuirebbero qualcosa della vita che contestano a pancia piena, a vescica ugualmente colma e fermiamoci lì 
« Ultima modifica: 20 Novembre 2011, 22:10:36 da castoro »
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Offline Cleanhead

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« Risposta #11 il: 20 Novembre 2011, 22:43:32 »
..credo che questi individui abbiano più piena la vescica che la pancia, certamente amanti del buon vino e della schiumosa birra! Le parole di questi disadattati sociali sono rutti senza rumore, flatulenze senza puzza, sono cervelli senza cervello, sono solo scatole piene del riempimento che altri hanno confezionato per loro. Nessun essere dotato della minima intelligenza potrebbe mai pronunciare consapevolmente determinati concetti. A meno  di sapere perfettamente e di farlo con cattiva coscienza, per riempire altre scatole più vuote di loro.
Balzac ha centrato in pieno. La cosa importante è guardare oltre, come quando si passeggia e si incontra un escremento di cane, lo si guarda quel tanto che basta per non pestarlo.... [45] [45] [45] [44] [44] [44]
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
„Za wolność waszą i nasza”
Credo in un solo Dio.
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Offline WebCop

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« Risposta #12 il: 20 Novembre 2011, 23:24:16 »
il segretario provinciale del sindacato di Polizia ADP (Autonomi di Polizia) Maurizio Cudicio  ha voluto toccare con mano ed essere presente di persona ad una riunione svoltasi in Piazza Unità d’Italia a Trieste il giorno 16.
Un nuovo Sindacato ???  [64] [34]

Per il resto, solite farneticazioni da decerebrati, niente di nuovo, trovo che non meritino alcun commento.
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (F.Nietzsche)

Offline davvero

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« Risposta #13 il: 21 Novembre 2011, 15:24:10 »
Personalmente credo di aver avuto pochissimi pregiudizi verso chiunque, la parola stessa può avere forme diverse se andiamo ad analizzare sinonimi e contrari ma alla fine è sempre in nostro cervello che comanda e che ci guida nella nostra vita quotidiana.

Lotta Continua ne aveva a migliaia nei nostri confronti nel periodo degli anni  di piombo, e proprio in quel periodo riuscii a togliermi una bella soddisfazione.
Perquisizioni a tappeto in tutta la provincia a numerosi esponenti del movimento, a me toccò il nipote di un famosissimo ex sindaco di Firenze, la perquisizione dette esito negativo ma trovammo dei documenti in cui il "signorino" veniva citato come erede di un castello situato a una trentina di kilometri dalla città.
Il decreto prevedeva perquisizione estesa a tutti i luoghi della di lui pertinenza.
Partimmo in quattro più lui per il castello, durante il viaggio lui rideva, rideva e continuava a ridere a crepapelle, noi con gli sguardi ci chiedevamo cosa avesse tanto da ridere.
Lo scoprimmo all'arrivo, un castello mezzo diroccato di dimensioni enormi, dall'entrata e in tutti i suoi locali a volte mezzi diroccati gli spazi erano notevolmente ampi, avremmo impiegato anni per cercare qualcosa che neanche noi sapevamo cosa fosse.
E lui rideva, rideva, ora sapevamo perchè.
Il sottufficiale che ci coordinava ordinò di rientrare in sede, giunti in città lasciammo il tizio in un posto suggeritoci da lui stesso e mentre si accingeva a scendere dall'auto lo bloccai per un braccio e gli sussurrai:- A buon rendere!
Lui ancor di più divertito si allontanò ridendo ancora.
Un pomeriggio dell'estate successiva mentre ero di pattuglia in città arrivato in Piazza Santa Croce noto con piacere tutto il gota dirigenziale di Lotta Continua seduto sulla scalinata mentre conversavano piacevolmente, fermo l'auto sotto la scalinata e faccio per scendere, il collega che li conosceva benissimo mi blocca per il braccio e mi fa:- Cosa vuoi fare, lascia perdere che questi sò pericolosi.
N'te preoccupà, lo voglio solo salutà!!! Rispondo.
Salgo le scale, mi avvicino a lui e abbracciandolo stretto dico ad alta voce:- Loreeeeeeee.....com e stai.... da quanto non ci vediamo!!!!!
Inizio a baciarlo anche ripetutamente sulle guance, cercava invano di liberarsi dalla mia stretta ma più ci provava più stringevo, sottovoce iniziò a dirmi:- Dai questo non me lo puoi fare d'avanti a tutti i miei amici....sei un bastardo...
Alla fine lo mollo e mentre mi ravvio verso l'auto con sorriso a trentadue denti gli sussurro:- Te l'avevo detto.... a buon rendere.
Pregiudizi ne puoi avere quanti ne vuoi nei nostri confronti ma cogli@ni nò.
Il collega mi urlava mentre ci allontanavamo:- Tu sì pazz, a chì sfaccimm m'hanno messo insieme in servizio.
E mentre me ne diceva di tutti i colori io ridevo, ridevo, ridevo.
Una Guardia di PS è come un diamante ... è per sempre.

Offline Ulysse

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« Risposta #14 il: 21 Novembre 2011, 16:53:19 »
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ah.........questi sbirri........... [36] [36] [36] [36] [36] [36] [36] [36] [51] [51] [51] [51] [51] [51]
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Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline Alby

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« Risposta #15 il: 28 Novembre 2011, 22:23:29 »
Purtroppo si tratta di pregiudizi radicati, che vengono dal lontano passato. E che si tramandano con facilità. Sarebbe interessante approfondire. Quello che non sopporto è questo “porsi contro” a priori, a tutti i costi, sempre e comunque, e il contestarvi con insulti personali e gratuiti, che negano la dignità umana.


Mi sono sentito chiamare in mille maniere da certa gente, l'ultima il 15 ottobre quando mi hanno chiamato "cane",

L’insulto «cane», gridato così, a bruciapelo, credo che sia una delle cose più disturbanti in assoluto. Qualcosa di vigliacco e senza senso, paragonabile all’insulto di Sordi nei Vitelloni di Fellini, quando il grido «Lavoratoriiii!!!» era seguito da pernacchia e gesto dell’ombrello. Ecco, l’intento di chi ha gridato cane era proprio quello: non protesta ma irrisione e dileggio.

Offline hermione

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« Risposta #16 il: 29 Novembre 2011, 13:24:07 »
Certo che gli insulti fanno male. Sempre! Anche quando non ci vuoi pensare... quando poi provengono da simili esseri anche di più. Anche se non ci vuoi pensare....
Questi sono soltanto nullità con la testa piena di nulla perchè qualunque ideologia se non è supportata da basi concrete è un vuoto completo. Vanno a scuola, magari all'università perchè non hanno altro da fare, perchè i soldi che vengono pagati per la loro istruzione non li sudano loro stessi.... perchè dell'istruzione a loro NON frega niente. Come tutti gli esseri più idioti sono convinti di non aver nulla da imparare quando invece ne avrebbero molto. Salvo poi, tra qualche anno, piegarsi a novanta gradi al sistema che tanto adesso odiano ma che in futuro darà loro di che riempirsi la pancia..... oppure al loro compagno di cella ben più grosso e robusto. A seconda dei casi....
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Chesterfeld

Offline puma37

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« Risposta #17 il: 30 Novembre 2011, 14:28:41 »
secondo me, uno dei nostri limiti è proprio quello di indignarci per le parole di questi... non saprei nemmeno come definirli. sappiamo che le loro parole non sono frutto di un'elaborazione mentale, ma solo l'espressione dell'odio nei nostri confronti che qualcuno ha insegnato loro.
eppure continuiamo a farci venire il sangue amaro ogni volta che qualcuno ripete questo copione ormai sbiadito, mentre dovremmo reagire nell'unico modo sensato, ovvero come suggerì Virgilio a Dante "non ragioniam di lor, ma guarda e passa".

Offline hermione

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« Risposta #18 il: 30 Novembre 2011, 16:07:19 »
Infatti..... da essere umano cosa fece Dante? Guardò, ragionò, parlò e finì in esilio....
Credo che sia non nella natura umana fregarsene al 100%. C'è e ci sarà sempre una percentuale, alta o bassa dipende dal singolo individuo, che ci farà dire... però... e di conseguenza ci si arrabbierà sempre....
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Chesterfeld

Offline aubrey

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« Risposta #19 il: 15 Dicembre 2011, 19:53:49 »
Io non bado più alle parole da molto tempo, credo da dopo che sono diventato ausiliario, quindi un lustro fa, bado semmai al fatto che non è cambiato nulla nel mio lustro - se non che mi sono invecchiato - nella mentalità delle persone.
E mai possibile che la pochezza culturale di questo paese è sempre più radicata?
E mai possibile che questo paese ha sentito sempre e solo questi rivoluzionari di "cartone" e mai invece la necessità di cambiare reagendo più che rivoluzionando?
Possibile che nessuno di questi soggetti durante tutti questi anni,nella loro immensa cultura "demagogica" non ha mai capito le parole di Tomasi Di Lampedusa nel suo libro più bello "il gattopardo" in merito alla rivoluzione?

Credetemi è veramente triste il confronto con altre realtà d'Europa e del mondo dove della "rivoluzione" ne hanno fatto insegnamento, mentre da noi il termine, fin troppo abusato, è utilizzato solo per attaccare dei veri LAVORATORI.


non preoccuparti Ulysse...vedrai che l'anno prossimo o se vuoi tra pochi mesi questi ragazzotti pieni di voglia rivoluzionaria saranno costretti a crescere...ed anche in fretta!!!
Quello che mi preoccupa fortemente è che, come fai giustamente osservare tu, la totale o quasi assenza di Cultura si rifletterà negativamente anche sulle rivolte sociali prossime venture....
la cultura serve anche e soprattutto nelle rivoluzioni!

Offline castoro

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« Risposta #20 il: 15 Dicembre 2011, 20:23:35 »
non preoccuparti Ulysse...vedrai che l'anno prossimo o se vuoi tra pochi mesi questi ragazzotti pieni di voglia rivoluzionaria saranno costretti a crescere...ed anche in fretta!!!
Quello che mi preoccupa fortemente è che, come fai giustamente osservare tu, la totale o quasi assenza di Cultura si rifletterà negativamente anche sulle rivolte sociali prossime venture....
la cultura serve anche e soprattutto nelle rivoluzioni!

le nuove generazioni vivono escusivamente di internet, la cultura passa tutta per internet, una specie di grande filtro per chi decidedi usarlo col granello di sale o al contrario un immane guazzabuglio senza capo né coda ... una volta un intellettuale francese rispose a una domanda sulla confusione della cultura moderna: "è una cultura confusa perché diffusa ..."  [01] si un po' sembra preoccupare ma ci preoccupa perché non siamo più noi questa generazione ... inoltre io le rivoluzioni le ho sempre viste con un certo sospetto, anche quelle del passato, bene o male noi che pensiamo diessere figli della rivoluzione francese siamo invece figli della redingote, che nonostante il nome viene dall'inglese, della giacca vittoriana, che è l'antenata della giacca e cravatta di oggi e facciamo le file al bancomat, e usiamo le carte di credito, come dire: city finanziaria trionfante, e la gran bretagna se si esclude un brevissimo periodo ha sempre e solo avuto la monarchia
"tu non commetti troppi errori", diceva il vecchio maestro al valoroso guerriero, "ma ne commetti, quindi poso guidarti ..."