AutoreTopic: "guardie" e ladri nel supermarket: i professionisti dell'antitaccheggio...  (Letto 6600 volte)


Offline sabredog

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« il: 28 Dicembre 2011, 23:44:22 »
Sono nel supermarket diretro casa, in una zona di Roma a ridosso del centro storico, frequentato per due terzi da persone anziane. Sembra che nei giorni scorsi all'interno, o nei pressi,  del locale siano stati arrestati due rapinatori, personalmente ho visto bloccare, giorni fà,  dal direttore e dal suo vice una ragazza straniera che nascondeva addosso 180 euro di salami e scatolette di tonno.
Questa mattina nel locale vedo uno strano soggetto: vestito come Tomas Millian quando interpretava l'ispettore Nico Giraldi, scarpe in gomma molto comode, barba non rasata, capelli ai "quattro formaggi", percorre le corsie del negozio come se fosse il padrone, non guarda negli occhi e spintona leggeremente le persone anziane che non sono pronte a sgombrare il corridoio al suo passaggio. Chi sarà mai costui? Non è un agente di polizia o un carabiniere (perché non agirebbe così), non è un malintenzionato (troppo maldestro), vuoi vedere che è alla ricerca di taccheggiatori? Risposta esatta!!!
Fermo restando che comportandosi in questo modo (1) non nè individuerà neppure uno, (2) non serve come deterrente perché privo di qualsiasi segno identificativo, (3) semmai potrà allontanare qualche cliente onesto...Mi chiedo: ma la tutela dei beni privati di un negozio non può essere effettuata solo da (A) un dipendente diretto del negozio stesso, (B) un dipendente di un Istituto di Vigilanza, con la qualifica di "guardia giurata" e in divisa o identificabile dal distintivo dell'istituto permanentemente indossato? Magari mi sbaglio io, il giovanotto era una guardia giurata nella divisa del suo istituto, ma se così non fosse, questo individuo cosa ci stava a fare?

Offline atlas

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« Risposta #1 il: 29 Dicembre 2011, 01:56:47 »
in genere chi fà antifurto nei grandi magazzini è personale (approvato dalla Questura, quindi non pregiudicato) di 'agenzie investigative' o 'Istituti di polizia privata' (che ne hanno l' appalto, quindi esterne) in abiti civili; il settore è variegato e mai seriamente e chiaramente riformato; diversi gli 'Istituti di vigilanza privata'; in gergo sono 'osservatori' e 'testimoni', ma anche le guardie giurate in divisa non è escluso, anche se loro più per prevenzione e repressione del reato di rapina a mano armata. La questione, di fatto in fatto, è più complessa di quel che sembra; se non si sà operare il rischio di andare sotto indagine è elevato, anche perchè non sempre il gerente in caso di 'fermo' (e anche quì...), una volta chiamata la polizia sporge denuncia, soprattutto quando trattasi di cose di tenue valore. La merce è assicurata, pare un pò tutto un 'atto dovuto' e poi i sindacati..., perchè di fatto queste persone, se sono valide, più di una volta hanno scoperto ammanchi fatti dal personale 'interno', anche stessi direttori, anche d' accordo con stessi agenti privati...insomma un pò un...burdell (come dicono a Milano)
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Offline sabredog

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« Risposta #2 il: 29 Dicembre 2011, 08:43:16 »
Negli anni ottanta, da "ragazzino" andavo alla "Rinascente" di piazza Colonna a Roma, lì mi divertivo a spiare le persone che contrastavano i furti della merce esposta...Ricordo un quarantenne, già con tutti i capelli bianchi, che aveva il dono di natura di individuare i malintenzionati con un semplice sguardo, ricordo una volta che aveva fermato un distinto signore che nascondeva nelle maniche un pò abbondanti del suo Loden una grossa quantità di pettini in corno e lamette da barba...Ho finito col farmelo amico, e ho saputo che era dipendente del maggiore istituto di vigilanza di Roma e che lavorava in borghese perché la licenza dell'Istituto permetteva anche attività investigativa.
Poi gli anni sono passati, certamente chi effettua questi servizi avrà i requisiti morali per farlo, ma questa sorta di deregulation strisciante che è avvenuta negli anni, non nasconde qualche insidia? Se io privato cittadino trovo un ladro in casa mia, posso (1) farlo o farmelo scappare; (2) bloccarlo e consegnarlo SUBITO alla Polizia o ai Carabinieri. Certamente dopo averlo bloccato e, magari verificato se e cosa ha rubato, non posso dirgli " mi riprendo i miei salamini e le mie scatolette di tonno, ciao e buon Natale!". In fondo la Legge esiste per tutelare le vittime dei furti ma anche e soprattutto assicurare la civile convivenza fra tutti, sbaglio?

Offline G.P.G. 3

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« Risposta #3 il: 29 Dicembre 2011, 09:08:31 »
MINISTERO DELL'INTERNO

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
Prot: nr. 559/C.14426.10089.D Roma, 23 ottobre 1996
Oggetto: ART. 134 T.U.L.P.S.

REGIME GIURIDICO DEI SERVIZI DI ANTITACCHEGGIO

AI PREFETTI DELLA REPUBBLICA LORO SEDI
AL COMMISSARIO DEL GOVERNO PER LA PROVINCIA DI TRENTO
AL COMMISSARIO DEL GOVERNO PER LA PROVINCIA DI BOLZANO
AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA
VALLE D’AOSTA AOSTA
AI QUESTORI DELLA REPUBBLICA LORO SEDI
E, PER CONOSCENZA:
AL COMMISSARIO DELLO STATO NELLA REGIONE SICILIANA PALERMO
AL RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO NELLA REGIONE SARDA CAGLIARI
AL COMMISSARIO DEL GOVERNO NELLA REGIONE
FRIULI VENEZIA GIULIA TRIESTE
AI COMMISSARI DEL GOVERNO NELLE REGIONI A STATUTO
ORDINARIO LORO SEDI
AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI COORDINAMENTO
DELLA VALLE D’AOSTA AOSTA
AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI ROMA
AL COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA ROMA


Come è noto questo Ministero, con la circolare n. 559/C.21581.10089.D(1) dell'11 luglio 1988,
recante direttive di ordine generale in materia di vigilanza privata, ha provveduto a fornire
chiarimenti in merito al regime giuridico dei servizi di varia natura, comunemente designati con il
termine «antitaccheggio», volti a salvaguardare i beni esposti alla pubblica fede all'interno di
esercizi commerciali.
In particolare in quella occasione si è affermato che tali attività, sostanziandosi in una forma di
sorveglianza sull'integrità dei beni, costituiscono una particolare modalità di espletamento della
vigilanza privata e, pertanto, possono essere svolte soltanto da soggetti a ciò abilitati a mente
dell'art. 134 del testo unico sulle leggi della pubblica sicurezza.
In particolare in quella occasione si è affermato che tali attività, sostanziandosi in una forma di
sorveglianza sull'integrità dei beni, costituiscono una particolare modalità di espletamento della
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vigilanza privata e, pertanto, possono essere svolte soltanto da soggetti a ciò abilitati a mente
dell'art. 134 del testo unico sulle leggi della pubblica sicurezza.
Successivamente alla diramazione di tale circolare che ha innovato precedenti indirizzi formulati da
questa amministrazione, la qualificazione giuridica del cosiddetto antitaccheggio e,
conseguentemente, il cennato orientamento ministeriale è stato oggetto di numerose pronunce da
parte delle giurixxxzioni amministrative (di ciò si è data ampia notizia con le circolari n.
559/C.21218.10089.D.A.49(37) del 22 novembre 1994 e n. 559/C.6094.10089.D.A.49(37) del 26
aprile 1995) e penali, le quali si sono orientate, prevalentemente, in senso diverso da quello
sopradescritto.
Questa circostanza, unitamente all'ordinanza numero 2003/96 datata 24 luglio 1996, con cui il TAR
Lombardia, in sede cautelare, ha sospeso l'efficacia della circolare n. 559/C.21581.10089.D(1)1
dell'11 luglio 1988, induce questo Ministero a riesaminare la questione al fine di stabilire, anche alla
luce dei risultati ermeneutici raggiunti dalla giurisprudenza, quale sia il regime giuridico al quale
vanno assoggettati i servizi in parola.
A tal fine giova preliminarmente osservare che i furti di beni esposti alla pubblica fede negli
esercizi commerciali ed in particolare in quelli della grande distribuzione, rappresentano un aspetto
di un fenomeno più ampio che nel linguaggio tecnico viene sovente definito con l'espressione
«differenze inventariali».
Dalle notizie acquisite attraverso i rapporti fatti qui pervenire dalle SS.LL., dalle missive qui
indirizzate, nel tempo, da operatori del settore e da studi comparsi sulla stampa quotidiana, si può
evincere che le «differenze inventariali» dei prodotti sono dovute, in misura diversa, sia a
comportamenti dolosi (è appunto il caso dei furti) sia a fatti meramente accidentali (è il caso della
rottura delle confezioni con fuoriuscita delle merci in esse contenute).
L'attività mirante a ridurre questi fenomeni consiste in tre differenti categorie di servizi e cioè:
a) opera di consulenza mirante ad ottimizzare l'organizzazione del lavoro all'interno dell'esercizio
commerciale ed ad individuare le necessarie procedure di controllo;
b) opera di vigilanza sui beni;
c) raccolta di informazioni intorno alle cause di varia natura che determinano gli ammanchi di
merci.
Orbene, non sembra dubbio che i servizi sub a), attinendo esclusivamente alla ricerca del migliore
assetto aziendale, non sono riconducibili a nessuna delle fattispecie autorizzatorie contemplate dalla
vigente legislazione di pubblica sicurezza; a ben diverse considerazioni si deve, invece, giungere
relativamente alle altre tipologie di servizi sopra indicati.
Tali attività rientrano, infatti, chiaramente nelle figure della vigilanza e dell'investigazione privata e,
quindi, nel regime giuridico ex art. 134 del testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza.
Pertanto, a parziale modifica di quanto affermato sul punto nella circolare n.
559/C.21581.10089.D(1) dell'11 luglio 1988, si ritiene che l'antitaccheggio, a seconda delle
concrete modalità con cui viene disimpegnato, possa essere espletato sia da istituti di investigazione
sia da istituti di vigilanza privata.
In tal senso è, peraltro, possibile rinvenire diverse pronunce giurisprudenziali (si vedano in
particolare le sentenze preture Milano 28 ottobre 1994 n. 6528 e TAR Puglia (Lecce), sezione I, 1°
aprile 1995, n. 206).
Ciò posto, occorre a questo punto chiarire quali operazioni di antitaccheggio possano essere
disimpegnate dall'una o dall'altra categoria di soggetti abilitati ai sensi dell'art. 134 del testo unico
delle leggi sulla pubblica sicurezza.
A tal proposito, si rappresenta che l'investigazione e la vigilanza hanno una propria distinta
oggettività: la prima, infatti, consiste nella raccolta di elementi informativi intorno a fatti o
circostanze verificatisi che rivestono interesse per il soggetto committente; la seconda, invece,
consiste in una sorveglianza su uno o più beni volta a prevenire o a respingere, in situazioni di
flagranza, eventuali aggressioni ed offese.
Tenendo presente questa distinzione, è possibile definire il rispettivo ambito di azione degli istituti
di investigazione e di vigilanza.
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Infatti gli istituti di investigazione potranno compiere servizi di antitaccheggio che consistano nella
raccolta di informazioni e di indizi utili ad individuare le cause degli ammanchi di merce che il
titolare dell'esercizio commerciale abbia riscontrato o sospetti si siano verificati, a segnalare i
reparti dell'esercizio maggiormente soggetti a tali fenomeni, nonché gli eventuali rimedi. Nello
svolgimento di tali operazioni gli istituti di investigazione potranno utilizzare all'interno della
struttura commerciale propri dipendenti anche privi di divisa i cui nominativi siano stati comunicati
preventivamente al prefetto ai sensi dell'art. 259 del regio decreto n. 635 del 1940.
Diversamente gli istituti di vigilanza potranno compiere tutti gli atti che si risolvono in una
sorveglianza sulle merci esposte alla pubblica fede volta a prevenire e scoraggiare possibili furti o
atti di danneggiamento. Tale attività potrà essere disimpegnata da guardie giurate dipendenti
dall'istituto di vigilanza che indossino la divisa regolarmente approvata ai sensi del combinato
disposto degli articoli 230 e 254 del regio decreto n. 635 del 1940.
I signori prefetti vorranno, pertanto esaminare le istanze loro rivolte, tendenti ad ottenere
l'autorizzazione ex art. 134 del testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza a svolgere i servizi di
antitaccheggio alla luce delle indicazioni sopradescritte specificando, nella licenza, a seconda dei
casi, quali operazioni possano essere svolte.
I signori questori vorranno, per parte loro, disporre accurati controlli affinché gli istituti di vigilanza
e di investigazione non mettano in essere atti che travalichino i rispettivi limiti di azione, adottando
eventualmente tutti i necessari provvedimenti.

Poiché l'utenza dei servizi di antitaccheggio è costituita, in via principale, da esercizi commerciali si
pregano i signori prefetti di voler dare comunicazione della presente circolare alle locali camere di
commercio, industria ed artigianato ed agricoltura, affinché ne rendano edotte le categorie
interessate.
Si resta in attesa di un cortese cenno di ricevuta ed assicurazione.
P. IL MINISTRO
CAPO DELLA POLIZIA MASONE

http://www.guardiegiurateincongedo.it/Circolare%20del%2023.10.96.pdf
« Ultima modifica: 29 Dicembre 2011, 09:14:08 da G.P.G. 3 »
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline Johnnolo

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« Risposta #4 il: 29 Dicembre 2011, 09:14:15 »
Guardia e antitaccheggio sono due lavori differenti. L'operatore antitaccheggio deve individuare furti e - con il consenso della persona interessata - constatare se ci siano state eventuali ruberie. Insomma, "io ti chiedo di farmi vedere che c'hai lì, se vuoi, se non vuoi risolvo diversamente". Se il cliente/ladro/vecchia non collaborano si comunica l'accaduto al capo o direttamente alle forze dell'ordine. E' obbligatorio mantenere l'equilibrio fra cortesia -> dovere -> e soprattutto il "non pisc1are fuori dal vasino" perché bisogna ricordare che stanno parlando con un cittadino che gode di tutti quei diritti garantiti dalla nostra sacrosanta costituzione e l'antitaccheggiatore non ha il diritto di calpestarli. Se non si ha la certezza che abbia sottratto alcunché ci si limita a registrare il numero di targa della sua automobile, se appiedato si prende nota di dettagli utili per la segnalazione agli organi competenti.

L'operatore è vestito in civile e con tesserino esposto, non è autorizzato a possedere armi. Gli è concesso - se vuole - il gap nascosto. Quest'ultimo non è obbligatorio.

La GPG con l'antitaccheggio c'entrano come i cavoli a merenda.

Qualche mio conoscente fa 'sto lavoro, se lavoro si può definire... mah.
« Ultima modifica: 29 Dicembre 2011, 09:15:52 da Johnnolo »

Offline atlas

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« Risposta #5 il: 29 Dicembre 2011, 18:44:36 »
 [01] tutto giusto, ma...se in alcuni centri commerciali, la g.p.g. in divisa (quindi armata) c' è , in funzione antirapina e generalmente o fuori o anche all' interno, se, al di là delle casse (tutto il giorno in piedi, magari l' occhio ce lo butta) si accorge che una persona si è 'occultata' un art., dopo che questa ha valicato le famose casse, dici che non la ferma? Viene utilizzata anche per prevenzione di furti all' interno?

Certo

tutto dipende da come ci si 'accorda' all' italiana

così come la gpg all' esterno di una banca o di 'zona', diurna e notturna, magari 'integra' con qualche 'spontaneo' regalino da altri che non sono contrattualizzati.


PS: alla fine...non ci vedo nulla di 'male'
con la crisi poi...
« Ultima modifica: 29 Dicembre 2011, 18:47:43 da atlas »
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Offline sabredog

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« Risposta #6 il: 29 Dicembre 2011, 21:26:53 »
Ringrazio a tutti delle risposte.
Vorrei chiarire una cosa: non sono affatto contrario a servizi di vigilanza all'interno dei grandi magazzini, credo che sarebbe opportuno che chi effettua questi servizi sia immediatamente identificabile dai clienti, per evitare tutta una serie di equivoci.
Cerco di fare un esempio concreto. Abito a Roma e molti esercizi si avvalgono di varie forme di sorveglianza, in genere con operatori che indossano una divisa con il logo della società dalla quale dipendono o un completo giacca e pantaloni neri. Fin qui nulla da dire, nulla da dire se operano insieme sorveglianti in "divisa" con altri in borghese, la cosa che non mi convince è la presenza di persone che effettuano un servizio di sorveglianza in perfetto anonimato, magari proprio durante le festività natalizie, si tratterà delle migliori persone del mondo, ma ...

Comunque, facciamo quattro risate insieme

http://www.youtube.com/watch?v=3GOExQymx9Q

Offline atlas

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« Risposta #7 il: 30 Dicembre 2011, 03:27:32 »
...è facccciamole

ma non è che t' hanno...pizzicato?  [51] [51] [51] [51]

àmmè sì  [01]

scherzo, meglio morire chè fare una figura del genere... :136:

comunque quì il "taglio della mano" per il ladro non c' è e 'la galera è dura, ma la pagnotta è sicura'  [51] [51] [51] [51]
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« Risposta #8 il: 30 Dicembre 2011, 08:39:43 »
tutto dipende da come ci si 'accorda' all' italiana

così come la gpg all' esterno di una banca o di 'zona', diurna e notturna, magari 'integra' con qualche 'spontaneo' regalino da altri che non sono contrattualizzati.PS: alla fine...non ci vedo nulla di 'male'
con la crisi poi...

............ [20]  non ho capito...puoi spiegarti meglio....
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Offline atlas

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« Risposta #9 il: 30 Dicembre 2011, 23:04:07 »
tutto dipende da come ci si 'accorda' all' italiana

così come la gpg all' esterno di una banca o di 'zona', diurna e notturna, magari 'integra' con qualche 'spontaneo' regalino da altri che non sono contrattualizzati.PS: alla fine...non ci vedo nulla di 'male'
con la crisi poi...

............ [20]  non ho capito...puoi spiegarti meglio....

 [20] anch' io non ho ti ho capito, se riesci a spiegarti meglio---
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« Risposta #10 il: 31 Dicembre 2011, 12:27:42 »
...che cosa significa:
 integrare con qualche spontaneo..tra virgolette...regali no da altri che non sono contrattualizzati.. .  [20] [20]
« Ultima modifica: 31 Dicembre 2011, 12:29:38 da G.P.G. 3 »
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline atlas

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« Risposta #11 il: 31 Dicembre 2011, 19:14:33 »
non conosco a fondo il mondo delle gg, 'particolari', ho scritto ' "magari" integra', questo vuol dire che non è che sia 'consuetudine' di tutte, sicuramente c' è chi non lo fà

se, ipotesi, il titolare di un bar dove la gpg si và spesso a bere un caffè je dice: 'à nando, stanotte quando passi, damme n' occhio al locale' e poi gli viene offerto un capuccino, 'ripeto' non ci VEDO  [20]  [20]  [20] nulla di male

buon servizio stanotte... [01]

...è ssorridi...
« Ultima modifica: 31 Dicembre 2011, 19:16:44 da atlas »
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« Risposta #12 il: 31 Dicembre 2011, 19:44:34 »
non conosco a fondo il mondo delle gg, 'particolari', ho scritto ' "magari" integra', questo vuol dire che non è che sia 'consuetudine' di tutte, sicuramente c' è chi non lo fà

se, ipotesi, il titolare di un bar dove la gpg si và spesso a bere un caffè je dice: 'à nando, stanotte quando passi, damme n' occhio al locale' e poi gli viene offerto un capuccino, 'ripeto' non ci VEDO  [20]  [20]  [20] nulla di male

buon servizio stanotte... [01]

...è ssorridi...

...... l'occhio si butta a TUTTI per quello che è possibile,utenti o non utenti,amici o non amici......vada per il caffè offerto....
......regalie ed integrazioni , no....suona male....   [04]

Grazie ....buon servizio a tutti coloro che questa notte sono impegnati  [16]
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Offline atlas

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« Risposta #13 il: 01 Gennaio 2012, 04:30:38 »

...... l'occhio si butta a TUTTI per quello che è possibile,utenti o non utenti,amici o non amici......vada per il caffè offerto....
......regalie ed integrazioni , no....suona male....   [04]

Grazie ....buon servizio a tutti coloro che questa notte sono impegnati  [16]

sei un candido  [01]
sapessi quante cose ci sono che 'suonano male'...

che le si voglia ignorare, non vuol dire che non ci siano.
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« Risposta #14 il: 01 Gennaio 2012, 11:55:20 »
....non mi piace l'illecito...che è diverso.

Nessuno vuole ignorare, se si vuole evidenziare qualcosa va bene, ma che si faccia con i fatti senza generalizzare mettendo  in cattiva luce una categoria....che,oltretutto, dici di non conoscere molto bene.  [13]
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Offline sabredog

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« Risposta #15 il: 03 Gennaio 2012, 00:42:22 »
Per Atlas:
ngli anni sessanta un amico/paesano di mio padre, sottufficiale in pensione delle Guardie di Pubblica Sicurezza, lavorava presso la "Standa" per fermare i taccheggiatori. Forse nel filmato di Nanni Loy (è la Standa di via del Gambero a Roma, che ora non c'è più) i due sorveglianti sono anche loro pensinati delle Forze dell'Ordine.
Negli anni ottanta il mio amico era una Guardia Giurata, lavorava nei grandi magazzini ma passava anche giornate nelle Hall di grandi alberghi per controllare chi le frequentava.
Oggi nei grandi negozi ci passa di tutto, in un caso ho parlato con un ragazzo del Senegal che in Italia era venuto per giocare a pallone in una grande squadra ma era stato messo alla porta, un altro mio amico, Omar, era uno studente di medicina ed un ex ufficiale dell'esercito senegallese.
Ma qualche volta...
http://www.youtube.com/watch?v=eOJud-aXSzw&feature=related

Ciao e buon anno, a te e a tutti gli amici del foruma.

Offline peace_and_love

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« Risposta #16 il: 03 Gennaio 2012, 00:49:14 »
...... l'occhio si butta a TUTTI per quello che è possibile,utenti o non utenti,amici o non amici......vada per il caffè offerto....


Vero che non dovrebbe fare la differenza farsi offrire un caffe', ma io conosco persone che nemmeno quello si fanno offrire, perche' poi le richieste "in cambio del caffe'" sono sempre poco oneste.
In ordine:
1. posso dire che ho un amico in *
2. magari passi su chiusura
3. magari mi dai il tuo numero che se succede qualcosa..

e questo per un caffe'?  [69]
Chi tocca soldato.blu, muore.

Offline G.P.G. 3

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« Risposta #17 il: 03 Gennaio 2012, 14:12:30 »
Peace, si parlava di un caffe offerto da un esercente di bar. La notte le città cambia volto e ci sono alcuni bar che hanno sommo piacere a vedere delle divise nel loro locale. (non tutti.. [03])
Che poi per noi diventa luogo di incontro nel classico attimo di stacco.Solitamente non viene offerto ma fatto pagare con lo sconticello.

Il "passi per la chiusura"  o se "succede qualcosa" è diverso e va oltre a quello che è il tuo normale servizio. Peggio se parliamo di regalini e/o integrazioni di cui sopra. Ripeto li andiamo sull'illecito.....e di questi tempi allora rischi di meno a fare il birbante.... [69]
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Offline sabredog

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« Risposta #18 il: 06 Gennaio 2012, 12:46:58 »
Ad un amico Guardia Giurata è capitato di prendere un caffè alle quattro di mattina in un bar sul GRA, oltre a pagare interamente la bevanda, ha avuto la ventura di bloccare un paio di balordi che tentavano una rapina: intervento della Polstrada, poi tutti a 200 Km/Hh verso i loro uffici...
E' la vita...

Comunque offrire un caffè ad un altro non mi sembra grave, accettarlo neppure...
E' grave tenere dei "povericristi" a 4,50 euro/ore per 6 ore a fare gli acchiappaladri senza formazione e senza coperture giuridiche valide. Ma di questo abbiamo già parlato.
Buona Befana a tutti.