AutoreTopic: Vi chiedo come dovrei operare in questo caso.  (Letto 5160 volte)


Offline G.P.G. 3

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 17065
  • che te guardi...
« Risposta #25 il: 08 Giugno 2012, 09:13:35 »
dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI

L'altra Perugia ostaggio della droga

la Scampia umbra nelle mani dei tunisini
Cocaina. Eroina. Ketamina. Exstasy. Anfetamina. Marijuana. Hashish. Popper. Mentre nel resto d'Italia le morti collegate al consumo di sostanze stupefacenti diminuiscono, nella cittadina medioevale aumentano. Sullo storico Corso Vannuci alle cioccolaterie si sostituiscono i kebab. E in Piazza IV novembre tutte le sere si assiste alle risse tra tunisini, albanesi e nigeriani che si contendono il territoio

PERUGIA - Ci sono giorni che la danno anche gratis. E in altri la piazzano a dieci, quindici euro a bustina. Lo fanno per conquistare nuovi clienti e non perdere i vecchi, invogliati da una concorrenza spietata. Offerte promozionali nel più esagerato supermarket degli stupefacenti. Una volta Perugia era una città tranquilla, oggi si muore di droga cinque volte di più che in ogni altro luogo d'Italia.

La fiera dello spaccio è qui, qui nella Perugia della vendita porta a porta, il giro di giostra costa poco, si compra tutto alla luce del sole, ce n'è per tutti i gusti. Cocaina. Eroina. Ketamina. Exstasy. Anfetamina. Marijuana. Hashish. Popper. Stimolanti. Allucinogeni. Antidepressivi. Da iniettare, da sniffare, da fumare. Naturali o sintetiche le droghe hanno fatto diventare questa città l'ultimo cimitero del buco, l'ultima frontiera dell'overdose. In qualunque altra regione o provincia del Nord e del Sud i morti scendono anno dopo anno e qui invece salgono. Nel 2011 sono stati ventisei, nel 2010 ventiquattro. A Milano 13. A Napoli 29. A Bologna 7. A Bari 1. Un tasso di mortalità di 4,1 ogni 100 mila abitanti contro lo 0,9 della media nazionale. E aumentano, aumentano sempre. Nei primi cinque mesi del 2012 sono già arrivati a dodici. Lunedì 4 giugno, il tredicesimo. Un tunisino ritrovato in un anfratto sotto la collina, la sua casa.

È un massacro senza fine in questa Perugia fino a qualche tempo fa fuori rotta dalle grandi piste del crimine, silenziosa e ordinata, scelta come capitale delle droghe per la sua lontananza dal clamore e per quei suoi trentamila studenti acquartierati intorno alle università, un richiamo irresistibile, la piazza ideale per vendere tutto quello che si può vendere a prezzi stracciati. Tunisini. Albanesi. Nigeriani. E dietro di loro napoletani e calabresi. Tutti insieme l'hanno conquistata e devastata. Chi sta avvelenando Perugia?

Kebab al posto delle cioccolaterie
Venite a scoprire con noi come è cambiato il volto di Perugia da quando qualcuno ha deciso che doveva diventare una sorta di Scampia in mezzo a tesori medievali e rinascimentali, palazzi sontuosi, oratori e monasteri, rocche, vicoli che si arrampicano e che precipitano, gioielli di scultura, pozzi etruschi, fontane. Al posto delle antiche ed eleganti cioccolatterie sul corso Vannucci ci sono i kebab, paninerie e paninoteche, vetrine piene di cianfrusaglie, baretti che vendono sbobba alcolica a pochi centesimi, fumi di agnello arrosto e puzzo di pi******, vedette, spacciatori sulle scalinate del Duomo, le bustine infilate nelle fessure fra pietra e pietra delle case nobiliari, tre puscher di qua e sei pusher di là, uno squillo di cellullare, scambi veloci, qualche euro che passa di mano. "Li vediamo dappertutto, smerciano droga davanti a tutti e a qualunque ora", racconta Maria Luisa De Marco de "L'Altra Libreria", una sorella morta l'anno scorso per overdose e la sua bella bottega al centro di quello che lei chiama il "triangolo delle Bermude", via Ulisse Rocchi, piazza Danti, via delle Cantine, un crocevia dove i soliti dieci o venti spacciatori attirano i clienti per far scivolare una bustina nelle loro tasche. Fino a una trentina di anni fa, nel centro storico, abitavano più di 30 mila perugini. Ora ce ne sono meno di 6 mila. Negli scantinati, nei bassi, nei sottoscala  -  tutti affittati a peso d'oro e spesso in nero  -  vivono gli studenti e anche loro, i venditori porta a porta. Prima in questa Perugia passeggiavano le mamme con le carrozzine, ora s'inseguono i tossici e si accendono furibonde risse fra bande rivali. E' un'altra città. Se la sono presa quelli.

E' sotto assedio. Quando fa buio, c'è il coprifuoco. "L'altra sera ho visto un gruppo di tunisini che menavano colpi di bastone contro alcune automobili, dopo un po' i poliziotti hanno dirottato il traffico e chiuso le strade, corso Vannucci era loro territorio fino al giorno del fattaccio", ricorda Walter Cardinali, proprietario dell'hotel "Decò" e uno degli animatori dell'associazione "Pro Ponte". Il "fattaccio" è avvenuto l'8 maggio. Nel salotto di Perugia, colpi di pistola e coltellate fra tunisini e albanesi. Una partita di droga non pagata. Dal giorno dopo la città è stata "militarizzata". Gipponi di polizia, carabinieri e finanza da una parte in piazza Italia e dall'altra in piazza IV Novembre, controlli, posti di blocco, fermi, retate. Gli spacciatori sono stati cacciati finalmente dal corso principale. Si sono spostati a qualche decina di metri. In via della Viola. In via del Dado. In via della Gabbia. In vicolo Volta della Pace. In via della Brocca. In via della Cupa. E giù al Campaccio. Continuano lì a vendere la loro roba. Ma come è stata possibile questa spaventosa invasione di pusher, in una città calma e pacifica come Perugia?
07 giugno 2012
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2012/06/07/news/perugia_capitale_della_droga-36729859/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep%2Dit%2Finchiesta%2Ditaliana%2F2012%2F06%2F07%2Fnews%2Falla_fiera_dello_spaccio%2D36729988%2F



 dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI

I traffici fanno paura ai cittadini

già si intravede l'ombra della mafia Piazza IV novembre, con al centro la fontana Maggiore
Perugia ha paura di quello che sta succedendo. Il sindaco Wladimiro Boccali chiede allo Stato di "riappropriarsi del territorio". E annunciua delle iniziative per "blindare il centro storico", come l'apertura di una nuova caserma. E nella guerra tra spacciatori e città, c'è chi sospetta che si stia inserendo anche la criminalità organizzata. Ma la partita è tutta da giocare
I pizzini di Lampedusa. Nell'ultimo anello della catena sono quasi tutti tunisini, gli spacciatori di strada. Ragazzi, approdati con i barconi. A molti di loro la polizia di frontiera ha sequestrato bigliettini con il nome di un bar di Perugia. Sapevano già dove andare prima di sbarcare in Europa. Tutti con una meta: corso Vannucci. Li aspettavano altri connazionali. Questi giovanissimi magrebini provengono quasi tutti da uno stesso quartiere di Tunisi  -  quello di Hammamet, dicono loro  -  e la leggenda metropolitana racconta che con lo spaccio di eroina e cocaina riescano a guadagnare anche 30 mila euro al mese. Fesserie. Sono tutti morti di fame, si trascinano, molti di loro sono "sfasciati", vendono la droga per racimolare qualche soldo e poi "farsela". Sopra di loro c'è un clan di albanesi. Piccoli grossisti. E poi anche corrieri nigeriani che vanno e vengono da Napoli, da Roma, forse dalla Calabria. E' un traffico ben regolato. Poca droga alla volta, un flusso continuo. Non ci sono grandi magazzini di stupefacenti a Perugia, non si stoccano grandi quantità in zona, l'ero o la coca arrivano in piccole quantità ma sempre. Chi la vende a Perugia non sa da chi la compra e da dove viene. Il sospetto è che camorra e 'ndrangheta riforniscano i gruppi criminali minori. Le mafie, Perugia l'hanno sub-appaltata. Il lavoro sporco è per loro, per chi è abituato ad entrare ed uscire di galera. I tunisini sono carne da macello per i boss.

Per molto tempo tutti hanno finta di niente. Forze di polizia. Magistratura. Amministratori. Commercianti. Poi si sono ritrovati quella valanga di morti per overdose e le vie della loro città in mano agli spacciatori. E si sono messi paura. Soltanto negli ultimi dodici mesi, la polizia ha arrestato 221 persone per reati legati agli stupefacenti. E' da poco che è cominciata davvero la guerra contro lo spaccio. Un nuovo questore nel 2011, un'attività investigativa più intensa, summit, comitati per l'ordine pubblico e la sicurezza, viaggi della speranza al Viminale. Ma perché è passato tutto questo tempo? Perché hanno lasciato Perugia nella morsa dello spaccio per tanti anni?

Gli interessi inconfessabili Meglio tardi che mai, vero sindaco? "Ho chiesto un intervento molto forte e visibile, i cittadini hanno paura, lo Stato deve riappropriarsi di questo territorio", risponde Wladimiro Boccali, primo cittadino di Perugia che qualche giorno fa ha parlato di "un pezzo del centro storico rimasto fuori controllo delle istituzioni per alcune decine di minuti" e ha annunciato che, d'ora in poi, il Comune si costituirà parte civile contro gli spacciatori. L'altra settimana prima ha scritto e poi incontrato il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, c'erano anche il capo della Polizia Antonio Manganelli e il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Leonardo Gallitelli. A Perugia si riaprirà una piccola caserma nel centro storico, invieranno reparti mobili per la prevenzione. Basterà?

"Perugia non è Napoli, la città ormai ha consapevolezza del fenomemo e tutto è recuperabile, siamo già tornati nella metà campo degli avversari", dice ancora Boccali alludendo ai gipponi che  -  dopo il "fattaccio"  -  presidiano Piazza Italia e piazza Danti come i blindati davanti all'aula bunker di Palermo negli anni del maxi processo. Ma le risulta che molti suoi concittadini si arricchiscono con gli spacciatori, affittando le cantine nel centro storico? "Ho già firmato una delibera che blocca l'uso dei pian terreni", spiega il sindaco che di colpe, in verità, non ne ha se non quella di avere aspettato un po' troppo prima di alzare la voce. Si è barcamenato, ha preso tempo. Ci volevano quelle pistolettate e quelle coltellate dell'altra notte per risvegliare tutti. Qualche bar ha assoldato i "buttafuori" per impedire l'ingresso a brutti ceffi, un paio di pub hanno la chiusura forzata a mezzanotte. A quell'ora i tunisini sono in piena azione. Sempre gli stessi e sempre diversi. Se ne andranno mai dalla "loro" Perugia?

Mafiosizzata o capitale del buco In città ci sono due partiti. Quello che sostiene che la mafia non c'è e quell'altro che garantisce che ha già allungato le mani lì dal terremoto di 15 anni fa. I primi negano anche sotto tortura la "mafiosizzazione" di Perugia, gli altri spiegano che i Casalesi e i boss della 'Ndrangheta si sono già "sistemati" in Umbria. Già confiscati beni mafiosi, già scoperti prestanome. Un terzo punto di vista  -  a metà strada  -  lo fornisce Fausto Cardella, il procuratore capo di Terni che dopo il 1992 ha indagato sulle stragi siciliane: "E' normale che ci siano tentativi di inserimento in una regione come questa, ma ancora non risulta una penetrazione vera e propria, solo episodi. Sul fenomeno dello spaccio non servono interventi speciali ma è necessaria un'attività costante, quotidiana". Quella che  -  di sicuro  -  è mancata.

Sono solo spacciatori o sono avanguardie dei clan? Marcello Catanelli, della Direzione regionale di Sanità, il capo di una piccola task force che segue le vittime delle tossicodipendenze, è certo che ci sia dell'altro: "Questi morti sono solo la punta dell'iceberg, l'aspetto più clamoroso di un meccanismo di infiltrazione capillare. Qui c'è un'offerta qualificata di stupefacenti, c'è un marketing, una strategia sofisticata, nulla è casuale di ciò che sta accadendo in questi anni a Perugia". Il primo allarme era stato lanciato da una esperta del suo staff, Angela Bravi. E' dal 2007 che lei denuncia tutto. L'hanno lasciata sola con i suoi tossici. La città si è voltata dall'altra parte.

Come finirà questa guerra con gli spacciatori e resisterà il primato dei morti per droga di Perugia? I giornali locali quasi ogni mattina dedicano il grande titolo di prima pagina a un sequestro o a un arresto. Una cronista, Vanna Ugolini, ha scritto anche un bel libro  -  Nel nome della cocaina, la droga di Perugia raccontata dagli spacciatori  -  che svela i retroscena di tante vite in ostaggio. Come quelle di via del Silenzio. Un vicolo ripido, un muro, una scritta: "Via tutti i tunisini di merda". Quelli che incontra ogni giorno e ogni notte anche il professore Maurizio Tittarelli, insegnante d'inglese che abita proprio qui. L'altra sera ha visto due pusher, avevano appena adocchiato un cliente. Poi hanno infilato la bustina in un grande vaso pieno di terra che il professore ha nel suo giardino. Tittarelli ha chiamato la polizia: "Mettono sempre la droga nella terra del mio vaso, cosa devo fare?". Gli hanno risposto: "Al posto della terra, il vaso lo riempia con il cemento, così la droga non ce la metteranno più".

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2012/06/07/news/i_traffici_fanno_paura_ai_cittadini_gi_si_intravede_l_ombra_della_mafia-36733009/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep%2Dit%2Finchiesta%2Ditaliana%2F2012%2F06%2F07%2Fnews%2Falla_fiera_dello_spaccio%2D36729988%2F
« Ultima modifica: 08 Giugno 2012, 09:16:12 da G.P.G. 3 »
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline Cleanhead

  • Amministratore
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 19059
  • Utente Desindacalizzato
« Risposta #26 il: 08 Giugno 2012, 09:44:27 »
...già in tutto questo bell'articolo il giornalista si è dimenticato di dire che ci sono spacciatori perchè ci sono acquirenti. Quindi dovrebbe anche farci sapere cosa ne pensa in merito all'uso della droga, se è uno totalmente contro oppure se magari una cannetta ogni tanto non fa male....
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
„Za wolność waszą i nasza”
Credo in un solo Dio.
Cleanhead 6969-06 (così è contento Manconi)

Offline diabolik

  • Membro Attivo
  • ***
  • Post: 1452
« Risposta #27 il: 08 Giugno 2012, 10:30:58 »
L'unica soluzione che vedo è dura, indigeribile, ma necessaria: decreto d'urgenza della presidenza del c.d.m. per considerare ogni violenza contro persone e mezzi delle forze dell'ordine atti di insurrezione armata, sospensione temporanea delle garanzie costituzionali, coprifuoco, rastrellamenti, deportazioni e rimpatrio immediato a cura del paese di provenienza: altro che riportarveli in aereo, è feccia vostra, venitevela a prendere e portate pure qualche soldino per i danni. Il tutto a cura dell'esercito: è GUERRA, o no? Dice che l'esercito non si può utilizzare, è attività di polizia... Boh, forse avevo capito male:
http://www.repubblica.it/politica/2012/05/13/news/terrorismo_viminale-35029178/?ref=HREC1-1
ROMA - Massima allerta per terrorismo dice il ministro Cancellieri che annuncia "l'impegno dell'esercito" a difesa degli obiettivi sensibili.

quoto, cmq se uno Stato non ha il controllo del proprio territorio...... :136: :136: :136:

Offline G.P.G. 3

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 17065
  • che te guardi...
« Risposta #28 il: 08 Giugno 2012, 10:40:16 »
.....a me personalmente ,visto quanto sopra, piacerebbe che si facesse qualcosa di concreto oltre a sostituire la terra dei vasi con il cemento... battute a parte togliamo questa m***a dalla circolazione !
 
Del giornalista di che cosa pensa delle canne o delle pippe non mi tange nulla .....  a tal proposito servirebbero più fatti e meno pugnette / parole.

Ridiamo questa splendida cittadina ai suoi.... cittadini ed a tutti coloro che vogliono in santa pace visitarla.
« Ultima modifica: 08 Giugno 2012, 10:44:05 da G.P.G. 3 »
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline dago113

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 12730
  • Utente desindacalizzato
« Risposta #29 il: 08 Giugno 2012, 10:57:05 »
...già in tutto questo bell'articolo il giornalista si è dimenticato di dire che ci sono spacciatori perchè ci sono acquirenti. Quindi dovrebbe anche farci sapere cosa ne pensa in merito all'uso della droga, se è uno totalmente contro oppure se magari una cannetta ogni tanto non fa male....

Quoto. Il problema è la domanda, non l'offerta. l'Italia è piena di miniere che, per quanto ancora produttive sono state abbandonate perchè ai padroni "costava" pagare gli operai. Se si dotassero le "vittimedelladroga" di pala e piccone e le si mandassero a lavorare in qualche miniera per uno-due anni a scopo "terapeutico" credo che la domanda scomparirebbe.
" hoc est sic est aliut fieri non licet"  Iscrizione latina.

"Preferisco i cattivi ai cretini, poichè ogni tanto i primi si riposano" Talleyrand

"Es ist keine Schande in Aktion, Leiden ist eine Schande"Walther Rathenau

Capo sezione N.W.O. di Miris'cis

Offline G.P.G. 3

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 17065
  • che te guardi...
« Risposta #30 il: 08 Giugno 2012, 11:10:33 »

Quoto. Il problema è la domanda, non l'offerta.

...diciamo tutti e due...che è meglio... [04]
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline Cleanhead

  • Amministratore
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 19059
  • Utente Desindacalizzato
« Risposta #31 il: 08 Giugno 2012, 11:12:35 »
..uno è la causa e uno l'effetto....impossib ile risolvere gli effetti se non si cura la causa.......ma poi non sarebbe politicamente corretto e non ci si potrebbe mettere in mezzo la "solita" Polizia buona per tutte le stagioni !!!
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
„Za wolność waszą i nasza”
Credo in un solo Dio.
Cleanhead 6969-06 (così è contento Manconi)

Offline G.P.G. 3

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 17065
  • che te guardi...
« Risposta #32 il: 08 Giugno 2012, 11:23:30 »
.....mettere in mezzo la solita Polizia  [63] .....è finita sta storiella sappiamo tutti dove è il problema...
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline dago113

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 12730
  • Utente desindacalizzato
« Risposta #33 il: 08 Giugno 2012, 11:27:50 »
Roberto, io non ho mai sentito di uno spacciatore che punta il coltello alla gola dei passanti e gli dice "Fatti 'sta canna/pera/pippata o ti sgozzo!". 
" hoc est sic est aliut fieri non licet"  Iscrizione latina.

"Preferisco i cattivi ai cretini, poichè ogni tanto i primi si riposano" Talleyrand

"Es ist keine Schande in Aktion, Leiden ist eine Schande"Walther Rathenau

Capo sezione N.W.O. di Miris'cis

Offline G.P.G. 3

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 17065
  • che te guardi...
« Risposta #34 il: 08 Giugno 2012, 11:39:07 »
Roberto, io non ho mai sentito di uno spacciatore che punta il coltello alla gola dei passanti e gli dice "Fatti 'sta canna/pera/pippata o ti sgozzo!".
....... ci mancherebbe... ma non puoi dire che il problema è solo la domanda....

fino a quando faremo "finta" di combattere il narcotraffico e a chi spaccia offriamo dei soggiorni limitatissimi nelle patrie galere il problema rimarrà irrisolto. Nulla centrano la Polizia/ CC/ G.d.F.
« Ultima modifica: 08 Giugno 2012, 11:43:04 da G.P.G. 3 »
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline davvero

  • Membro Junior
  • **
  • Post: 135
« Risposta #35 il: 08 Giugno 2012, 12:19:52 »
fino a quando faremo "finta" di combattere il narcotraffico e a chi spaccia offriamo dei soggiorni limitatissimi nelle patrie galere il problema rimarrà irrisolto. Nulla centrano la Polizia/ CC/ G.d.F.

Già... ma se poi si combatte veramente questa piaga come faranno parte dei nostri politici ad apprrovvigionarsi della "preziosa merce"?
Una Guardia di PS è come un diamante ... è per sempre.

Offline harryb

  • Membro Veteran
  • *****
  • Post: 3221
« Risposta #36 il: 08 Giugno 2012, 12:29:52 »
Giusto, chi spaccia deve ammuffire in galera. Ma se il consumatore fosse messo in condizioni di non nuocere, a se stesso ed agli altri, son sicuro che il fenomeno si ridimensionerebbe.
Inutile prendersi in giro, oggi i consumatori sono milioni. Lasciamo perdere lo stereotipo del tossico ante litteram, quello pustoloso che "viveva" nelle stazioni o nei parchi pubblici. Se ne vedono sempre meno e ciò contribuisce ad offuscare nell'immaginario collettivo il concetto di droga-pericolo sociale.
Il problema viene dagli insospettabili, gente apparentemente per bene, con una buona posizione sociale, che più o meno abitualmente assume le droghe del benessere, cocaina in primis. Se ogni tossico fosse circondato da un'aureola viola (tipo la vecchia pubblicità progresso contro l'HIV, per capirsi), garantisco che le nostre città risplenderebbero al buio!
Ti droghi? Liberissimo di farlo, ma perdi i requisiti morali per poter ottenere o mantenere la patente di guida, ad esempio. Revoca totale.
Ti piace la pippatella del sabato sera? Bravo, complimenti... continua, continua ma sappi che non potrai mai più detenere armi od essere titolare di un passaporto. E così via, fino ad arrivare ad un'aumento di pressione fiscale a carico di chi risulta essere assuntore regolare. Ovviamente, al fine di contribuire al contenimento della spesa sanitaria.

Offline dago113

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 12730
  • Utente desindacalizzato
« Risposta #37 il: 08 Giugno 2012, 14:41:32 »
Io estenderei ancora di più il concetto di Harry.

Ti droghi? benissimo: ritiro di patente di guida, passaporto etc

Continui a drogarti? benissimo-2. Un anno di colonia agricola, a coltivare ed allevare per produrre alimentari destinati alle mense di ospedali, carceri eccetera. Io Stato, ti garantisco nel frattempo che durante questo anno dedicato alla comunità avrai le cure necessarie a "ripulirti" e che quando avrai terminato il servizio di lavoro obbligatorio riavrai il tuo precedente posto di lavoro

Insisti nel drogarti? benissimo- 3. Perdi il precedente posto di lavoro e ti fai DUE anni di colonia agricola.

Persisti nel drogarti? ma allora sei proprio un fesso! Cinque anni di miniera al ritmo di 15-18 ore al giorno e poi vedremo se avrai ancora voglia di farti!
" hoc est sic est aliut fieri non licet"  Iscrizione latina.

"Preferisco i cattivi ai cretini, poichè ogni tanto i primi si riposano" Talleyrand

"Es ist keine Schande in Aktion, Leiden ist eine Schande"Walther Rathenau

Capo sezione N.W.O. di Miris'cis

Offline G.P.G. 3

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 17065
  • che te guardi...
« Risposta #38 il: 08 Giugno 2012, 15:06:34 »
Ma perchè non dare la priorità a chi la produce, a chi la commercializza a chi la spaccia ?
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline Cleanhead

  • Amministratore
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 19059
  • Utente Desindacalizzato
« Risposta #39 il: 08 Giugno 2012, 15:38:40 »
Ma perchè non dare la priorità a chi la produce, a chi la commercializza a chi la spaccia ?

..perchè sarebbe ed è una battaglia persa ! inutile combattere chi la produce, la commercializza e la spaccia se la domanda rimane sempre alta ! ci sarà sempre qualcuno che sarà attratto dai facili guadagni e la guerra alla produzione commmercio e spaccio non farà altro che aumentare il prezzo e quindi attrarre sempre nuovi soggetti. La battaglia deve essere fatta all'incontrario eliminando la domanda con campagne serie contro la droga e non con gli ammiccamenti soliti.." ma una cannetta non ha mai ammazzato nessuno.:" vallo a dire in Messico....
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
„Za wolność waszą i nasza”
Credo in un solo Dio.
Cleanhead 6969-06 (così è contento Manconi)

Offline G.P.G. 3

  • Membro Super
  • ******
  • Post: 17065
  • che te guardi...
« Risposta #40 il: 08 Giugno 2012, 16:14:48 »
Sono dell' idea contraria, tagliare i rifornimenti significherebbe anche migliorare il sistema di controllo. Credo che ancora non si sia capito bene che questo è un problema mondiale.
Appunto..vallo a dire al Messico....e non solo....abbandonati al loro destino.....alla volontà di chi li vuole produttori "indisturbati". A chi sta pagando carissimo l'indifferenza mondiale.
Questa è la campagna che andrebbe fatta.
Non  esiste volontà perchè gli interessi economici sono immensi e trovano coinvolti proprio coloro che si trovano in plancia di comando.
Campagne serie contro la droga non esistono, sono solo dei paliativi...chi è stato vicino a certe persone sa benissimo che spesso e volentieri è tutto inutile.
Senza contare lo sviluppo di droghe che rendono ancora più difficoltoso ogni tentativo di recupero.
Le battaglie si vincono e si perdono...l'importante è vincere la guerra....ma se non c'è la volontà allora è tutto inutile.....
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline Cleanhead

  • Amministratore
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 19059
  • Utente Desindacalizzato
« Risposta #41 il: 08 Giugno 2012, 16:22:45 »
Sono punti di vista . Di certo è sicuramente più facile e economico combattere l uso piuttosto che fare una guerra mondiale contro i cartelli della droga .
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
„Za wolność waszą i nasza”
Credo in un solo Dio.
Cleanhead 6969-06 (così è contento Manconi)

Offline diabolik

  • Membro Attivo
  • ***
  • Post: 1452
« Risposta #42 il: 09 Giugno 2012, 10:13:12 »
Giusto, chi spaccia deve ammuffire in galera. Ma se il consumatore fosse messo in condizioni di non nuocere, a se stesso ed agli altri, son sicuro che il fenomeno si ridimensionerebbe.
 Ma se ormai cari colleghi con sta faccenda del sovraffollamento e dei costi per lerario ce nes ono più agli arresti domiciliari che dentro!!

Ti droghi? Liberissimo di farlo, ma perdi i requisiti morali per poter ottenere o mantenere la patente di guida, ad esempio. Revoca totale.

giustissimo: legislazione serie e soprattutto effettiva estesaa tutti, tutti, parlamentari compresi!!

Ti piace la pippatella del sabato sera? Bravo, complimenti... continua, continua ma sappi che non potrai mai più detenere armi od essere titolare di un passaporto.

e interdizione perpetua dai pp.uu.

mi sa che siamo su marte..... [29]

bope

  • Visitatore
« Risposta #43 il: 09 Giugno 2012, 10:34:37 »
L'altra Perugia ostaggio della droga
la Scampia umbra nelle mani dei tunisini
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2012/06/07/news/perugia_capitale_della_droga-36729859/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2Finchiesta-italiana%2F2012%2F06%2F07%2Fnews%2Falla_fiera_dello_spaccio-36729988%2F
Cocaina. Eroina. Ketamina. Exstasy. Anfetamina. Marijuana. Hashish. Popper. Mentre nel resto d'Italia le morti collegate al consumo di sostanze stupefacenti diminuiscono, nella cittadina medioevale aumentano. Sullo storico Corso Vannuci alle cioccolaterie si sostituiscono i kebab. E in Piazza IV novembre tutte le sere si assiste alle risse tra tunisini, albanesi e nigeriani che si contendono il territoio
PERUGIA - Ci sono giorni che la danno anche gratis. E in altri la piazzano a dieci, quindici euro a bustina. Lo fanno per conquistare nuovi clienti e non perdere i vecchi, invogliati da una concorrenza spietata. Offerte promozionali nel più esagerato supermarket degli stupefacenti. Una volta Perugia era una città tranquilla, oggi si muore di droga cinque volte di più che in ogni altro luogo d'Italia.

La fiera dello spaccio è qui, qui nella Perugia della vendita porta a porta, il giro di giostra costa poco, si compra tutto alla luce del sole, ce n'è per tutti i gusti. Cocaina. Eroina. Ketamina. Exstasy. Anfetamina. Marijuana. Hashish. Popper. Stimolanti. Allucinogeni. Antidepressivi. Da iniettare, da sniffare, da fumare. Naturali o sintetiche le droghe hanno fatto diventare questa città l'ultimo cimitero del buco, l'ultima frontiera dell'overdose. In qualunque altra regione o provincia del Nord e del Sud i morti scendono anno dopo anno e qui invece salgono. Nel 2011 sono stati ventisei, nel 2010 ventiquattro. A Milano 13. A Napoli 29. A Bologna 7. A Bari 1. Un tasso di mortalità di 4,1 ogni 100 mila abitanti contro lo 0,9 della media nazionale. E aumentano, aumentano sempre. Nei primi cinque mesi del 2012 sono già arrivati a dodici. Lunedì 4 giugno, il tredicesimo. Un tunisino ritrovato in un anfratto sotto la collina, la sua casa.

È un massacro senza fine in questa Perugia fino a qualche tempo fa fuori rotta dalle grandi piste del crimine, silenziosa e ordinata, scelta come capitale delle droghe per la sua lontananza dal clamore e per quei suoi trentamila studenti acquartierati intorno alle università, un richiamo irresistibile, la piazza ideale per vendere tutto quello che si può vendere a prezzi stracciati. Tunisini. Albanesi. Nigeriani. E dietro di loro napoletani e calabresi. Tutti insieme l'hanno conquistata e devastata. Chi sta avvelenando Perugia?

Kebab al posto delle cioccolaterie
Venite a scoprire con noi come è cambiato il volto di Perugia da quando qualcuno ha deciso che doveva diventare una sorta di Scampia in mezzo a tesori medievali e rinascimentali, palazzi sontuosi, oratori e monasteri, rocche, vicoli che si arrampicano e che precipitano, gioielli di scultura, pozzi etruschi, fontane. Al posto delle antiche ed eleganti cioccolatterie sul corso Vannucci ci sono i kebab, paninerie e paninoteche, vetrine piene di cianfrusaglie, baretti che vendono sbobba alcolica a pochi centesimi, fumi di agnello arrosto e puzzo di pi******, vedette, spacciatori sulle scalinate del Duomo, le bustine infilate nelle fessure fra pietra e pietra delle case nobiliari, tre puscher di qua e sei pusher di là, uno squillo di cellullare, scambi veloci, qualche euro che passa di mano. "Li vediamo dappertutto, smerciano droga davanti a tutti e a qualunque ora", racconta Maria Luisa De Marco de "L'Altra Libreria", una sorella morta l'anno scorso per overdose e la sua bella bottega al centro di quello che lei chiama il "triangolo delle Bermude", via Ulisse Rocchi, piazza Danti, via delle Cantine, un crocevia dove i soliti dieci o venti spacciatori attirano i clienti per far scivolare una bustina nelle loro tasche. Fino a una trentina di anni fa, nel centro storico, abitavano più di 30 mila perugini. Ora ce ne sono meno di 6 mila. Negli scantinati, nei bassi, nei sottoscala  -  tutti affittati a peso d'oro e spesso in nero  -  vivono gli studenti e anche loro, i venditori porta a porta. Prima in questa Perugia passeggiavano le mamme con le carrozzine, ora s'inseguono i tossici e si accendono furibonde risse fra bande rivali. E' un'altra città. Se la sono presa quelli.

E' sotto assedio. Quando fa buio, c'è il coprifuoco. "L'altra sera ho visto un gruppo di tunisini che menavano colpi di bastone contro alcune automobili, dopo un po' i poliziotti hanno dirottato il traffico e chiuso le strade, corso Vannucci era loro territorio fino al giorno del fattaccio", ricorda Walter Cardinali, proprietario dell'hotel "Decò" e uno degli animatori dell'associazione "Pro Ponte". Il "fattaccio" è avvenuto l'8 maggio. Nel salotto di Perugia, colpi di pistola e coltellate fra tunisini e albanesi. Una partita di droga non pagata. Dal giorno dopo la città è stata "militarizzata". Gipponi di polizia, carabinieri e finanza da una parte in piazza Italia e dall'altra in piazza IV Novembre, controlli, posti di blocco, fermi, retate. Gli spacciatori sono stati cacciati finalmente dal corso principale. Si sono spostati a qualche decina di metri. In via della Viola. In via del Dado. In via della Gabbia. In vicolo Volta della Pace. In via della Brocca. In via della Cupa. E giù al Campaccio. Continuano lì a vendere la loro roba. Ma come è stata possibile questa spaventosa invasione di pusher, in una città calma e pacifica come Perugia?

Offline Cleanhead

  • Amministratore
  • Membro Super
  • *****
  • Post: 19059
  • Utente Desindacalizzato
« Risposta #44 il: 09 Giugno 2012, 12:13:03 »
..Bope sei un giorno e un'ora indietro....rimetti la "sveglia" !  [30] [30] [30] [30]
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
„Za wolność waszą i nasza”
Credo in un solo Dio.
Cleanhead 6969-06 (così è contento Manconi)