AutoreTopic: i rapporti tra poliziotti e gente comune  (Letto 4112 volte)


Offline rosa

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« il: 04 Giugno 2012, 17:28:45 »
Ho trovato per caso questo forum e spero possiate aiutarmi a chiarire un dubbio.
Volevo sapere se è corretto che  ad un posto di blocco di Polizia, dove viene fermata una macchina , è lecito che il poliziotto:
-chieda i documenti anche ad altri sull'auto oltre il conducente;
-legga i documenti  a voce alta ;
-rida in modo quasi irrisorio;
-non si voglia qualificare  neanche con i gradi ad una cortese domanda in tal senso;
-se ne esca dicendo: non le va? vada al Commissariato!
Mi sento offesa da un comportamento così.
Possono farlo?

PS: grazie a chi mi ha indirizzato dove postare il mio dubbio [52]

Offline pacotom

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« Risposta #1 il: 04 Giugno 2012, 17:49:32 »
 [17]

Volevo sapere se è corretto che  ad un posto di blocco di Polizia, dove viene fermata una macchina , è lecito che il poliziotto:
-chieda i documenti anche ad altri sull'auto oltre il conducente;
Certo, è il suo mestiere. Perchè dovrebbe limitarsi al conducente? E se trasporta un latitante o un sequestrato? 
-legga i documenti  a voce alta ;
Se deve comunicarli per radio alla centrale per il controllo, ovvio che sì. Non lo sentirebbero.
-rida in modo quasi irrisorio;
Gente allegra, il ciel l'aiuta. Meglio trovarsi davanti un poliziotto che ride piuttosto che uno inka...
Ma per "irrisorio" cosa vuoi dire? Derisorio? Il vocabolario non è d'accordo...
-non si voglia qualificare  neanche con i gradi ad una cortese domanda in tal senso;
Poteva farlo, ma non è tenuto. A te è sufficiente sapere che è un poliziotto che era in servizio all'ora tale del giorno tale in via tale.
-se ne esca dicendo: non le va? vada al Commissariato!
Esatto, se il suo ufficio è il commissariato, ti ha fornito l'indicazione giusta. Mica ti ha detto vada in comune o all'inps.
Mi sento offesa da un comportamento così.
Ti auguro di non sentirti mai offesa da comportamenti VERAMENTE offensivi.
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline accigliato

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« Risposta #2 il: 04 Giugno 2012, 19:06:40 »
Si vede che sei giovane di età e non hai mai avuto a che fare con la POLIZIA che viaggiava con delle vere auto di colore verde,per il resto dicci, pardon...ci dica come ci dobbiamo comportare con l'utente fermato? a prescindere che l'educazione ci deve essere da entrambe le parti?

Offline Cleanhead

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« Risposta #3 il: 04 Giugno 2012, 19:25:38 »
Eccoci qua ! in effetti non c'è niente di cui sentirsi offesi, aggiungo che il Poliziotto non è tenuto a comunicarti le sue generalità nel senso che non esiste alcuna norma di Legge che consente al cittadinodi chiedere nome e cognome all'agente di Polizia. Al contrario esiste una norma di Legge che autorizza il Poliziotto a chiedere i documenti al cittadino. Il fatto che vestiamo una uniforme ci rende facilmente individuabili dal cittadino alquale non serve sapere se mi chiamo giuseppe antonio o mario ma che rappresento lo Stato. Corretta l'indicazione di rivolgersi al proprio Comando e quindi Il Commissariato, qualsiasi lamentela o altro va fatto a quel Ufficio al Dirigente di quel Ufficio.
Se dovessi offendermi per le risatine della gente che ho fermato allora a quest'ora dovevo già essermi buttato da un ponte almeno un milione di volte!! Non sai quanto puo essere irritante e stupida la gente di cuisi procede al controllo dei documenti !..."invece di fermare di delinquenti veri perde tempo con me..(come se avessimo la sfera di cristallo e dovessimo subito capire dalla faccia chi abbiamo davanti!!) ....etc etc etc..un bel respiro e facciamoci anche noi una bella risata..i problemi veri sono ben altri ! ;-) 
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Offline dago113

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« Risposta #4 il: 04 Giugno 2012, 20:02:49 »
Benvenuta, Rosa  [17]

Domanda numero 1 - controllo documenti esteso a tutti gli occupanti -
comportamento assolutamente corretto, sarebbe stato gravissimo se il collega non l'avesse fatto. Come dice Pacotom, infatti, chi ci dice che il passeggero di una autovettura non sia una persona pregiudicata o un latitante?

Domanda numero 2- lettura a voce alta dei documenti - quoto anche qui la risposta di Paco.

Domanda numero 3 - risatina del collega - e qui Rosa dovresti spiegarti un pò meglio. L'operatore strafottente esiste purtroppo, ma vorrei capire un pò di più prima di esprimere un'opinione in proposito.

Domanda numero 4 - l'operatore ha rifiutato di dire come si chiama - nulla da eccepire, l'operatore ne ha facoltà. Se ci sono lamentele si possono fare presso l'ufficio di appartenenza (in questo caso se non ho capito male un commissariato, al quale lui stesso ha fatto riferimento), riportando via, orario del controllo e magari dopo avere riportato il numero di targa dell'autovettura di servizio. A quell'ora, in quella via ad effettuare il controllo ci può essere solo quell'equipaggio e questo basta e avanza per effettuare una protesta scritta, se si rilevano comportamenti non professionali.


Se ti sei trovata di fronte ad un operatore di Polizia che ha agito in modo non adeguato non posso dirti altro che mi dispiace per la tua disavventura ma, a parte la storia della risatina che temo di non avere ben capito, non noto motivi per essere offesi.
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Offline Pol_Cant

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« Risposta #5 il: 05 Giugno 2012, 11:12:25 »
Confermo quanto detto in precedenza, procedimento corretto. Il tono di voce o i modi poco "simpatici" esistono purtroppo in ogni campo lavorativo, detto ciò e sapendo che la perfezione non è di questo mondo direi di non prendersela più di tanto e di restare sereni [45]

Offline pacotom

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« Risposta #6 il: 05 Giugno 2012, 12:28:35 »
Confermo quanto detto in precedenza, procedimento corretto. Il tono di voce o i modi poco "simpatici" esistono purtroppo in ogni campo lavorativo, detto ciò e sapendo che la perfezione non è di questo mondo direi di non prendersela più di tanto e di restare sereni [45]
E magari di riflettere un attimo se, alle volte, toni di voce, risatine, irritazione ecc. non siano CONSEGUENZA di atteggiamenti poco opportuni...
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline Pol_Cant

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« Risposta #7 il: 05 Giugno 2012, 13:06:31 »
Confermo quanto detto in precedenza, procedimento corretto. Il tono di voce o i modi poco "simpatici" esistono purtroppo in ogni campo lavorativo, detto ciò e sapendo che la perfezione non è di questo mondo direi di non prendersela più di tanto e di restare sereni [45]
E magari di riflettere un attimo se, alle volte, toni di voce, risatine, irritazione ecc. non siano CONSEGUENZA di atteggiamenti poco opportuni...
Assolutamente vero ma l'osservarsi con conseguente autocritica è cosa rara (non pretendibile ma auspicabile direi) ... la prima domanda che uno si dovrebbe porre quando si trova dinanzi ad una situazione non piacevole è:"Cosa ho fatto per avere questo risultato?"

Offline celeste

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« Risposta #8 il: 05 Giugno 2012, 14:19:50 »
Mah,parlando in generale, può essere vero che a volte uno ci mette del suo per scatenare un'atteggiamento poco simpatico, ma può anche capitare che uno non fa proprio nulla di male e ha la sfortuna di trovare la persona acida e strafottente di natura .....dipende....

Offline Cleanhead

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« Risposta #9 il: 05 Giugno 2012, 14:36:33 »
Mah,parlando in generale, può essere vero che a volte uno ci mette del suo per scatenare un'atteggiamento poco simpatico, ma può anche capitare che uno non fa proprio nulla di male e ha la sfortuna di trovare la persona acida e strafottente di natura .....dipende....

..esatto, come alla posta o allo sportello del gas o alla guida dell'autobus....siamo tutti persone normali ma pretendiamo sempre che gli altri siano migliori di noi....
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Offline Pol_Cant

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« Risposta #10 il: 05 Giugno 2012, 14:49:19 »
Comcordo anche se nel mio vissuto, quando ho incontrato persone sgarbate già da subito previo nessun mio comportamento scaturente, ponendomi in kodo ancor più garbato del normale, al 90% mi chiedevano scusa o mutavano la sgarbatezza in cordialità capendo che non ero io il loro male.  :-)

Offline Jason

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« Risposta #11 il: 05 Giugno 2012, 14:55:04 »
..siamo tutti persone normali ma pretendiamo sempre che gli altri siano migliori di noi....


penso che pochi siano migliori di me! [09] [09] [13] [13]
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Offline G.P.G. 3

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« Risposta #12 il: 06 Giugno 2012, 09:21:16 »
..... l'indifferenza è un VAFXXXX silenzioso....  [69]
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline marco14628

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« Risposta #13 il: 06 Giugno 2012, 23:02:52 »
Salve Rosa,

Mi immagino già una scena del tipo ....

posto di controllo, l'agente si rivolge al conducente, "Buongiorno patente e libretto, e i documenti di tutti i trasportati", e per tutta risposta magari si sente chiedere se è lecito o un suo diritto (o dovere!) chiedere i documenti ed identificare anche ai passeggeri. Anzi è il conducente che chiede all'agente di qualificarsi compiutamente con nome o grado.

Meglio farsi una grassa risata. Che dover spiegare con aria seriosa al controllato di turno quello che dovrebbe già sapere, ovvero l'obbligo giuridico di fornire generalità. Per tutto il resto mi rimetto alle risposte precedenti.

Offline Voluntas

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« Risposta #14 il: 13 Giugno 2012, 18:09:46 »
Condivido quanto già detto nelle risposte precedenti. Certamente è d'obbligo da parte di tutti usare la buona educazione, ma bisogna anche comprendere che chi lavora sulla strada è sottoposto ad una condizione fortemente stressante (poteva essere ad esempio che il controllo precedente fosse stato caratterizzato da un comportamento scorretto da parte della persona controllata, tale da influenzare negativamente anche il controllo successivo, cioè il tuo).
Pertanto penso proprio che non sia il caso di offendersi e che comunque le Forze dell'Ordine sono a tutela di tutti i cittadini onesti e corretti.

Offline Mauro C.

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« Risposta #15 il: 14 Giugno 2012, 14:13:54 »
Scusatemi ma la domanda mi sorge spontanea...
Io lavoro in un reparto psichiatrico di donne (sono infermiere) e la recente norma Brunetta impone ai dipendenti pubblici di portare in bella vista un cartellino (il badge che usiamo per timbrare/stimbrare) con esposti nome, cognome e matricola aziendale. Una simile etichetta è stata "prepotentemente" posizionata (dal servizio di lavanderia interna) sopra il taschino a sinistra sulla casacca, dove solitamente teniamo penne, matite o telefonino. Inutile dire che un buon 80% dei miei colleghi (io compreso) sovrascriviamo il nostro cognome con un pennarello indelebile nero poichè in totale disaccordo con questo obbligo.
Ma perchè facciamo questo? Lavorando a contatto con pazienti psichiatrici non è infrequente, per noi maschietti, che alcune degenti manifestino una certa "simpatia" morbosa nei nostri riguardi, al punto di ritrovarci poi in spiacevoli situazioni per le quali il semplice distacco professionale non basta più. Potrei esporre come esempio la disavventura vissuta da un collega OSS, che diverso tempo fa si ritrovò letteralmente perseguitato da una ex paziente la quale, grazie al fatto di aver individuato suo cognome, riuscì a risalira al numero telefonico ed all'indirizzo. E fu così che il povero collega, dopo essersi ritrovato più volte la paziente a fargli la posta sotto casa, venne messo in ferie forzate per una ulteriore serie di spiacevoli conseguenze. Fortunatamente la questione si risolse dopo qualche tempo, senza inconvenienti.
Lo stesso non si può dire per quanto riguarda un otorino, che anni fa ebbe la sfortuna di ritrovarsi nelle mire di un'altra paziente, gravissima psicotica, la quale riuscì a risalire all'indirizzo di quel medico ed arrivò ad affittarsi un appartamento proprio di fronte all'abitazione di questultimo; in questo caso la disavventura andò avanti per molto tempo.
C'è da dire che nell'ambito psichiatrico la patologia spesso non interessa soltanto i pazienti che vengono trattati in ospedale, ma per questioni di ereditarietà interessa anche i relativi parenti, con i quali spesso noi operatori potremmo esser esposti a rivendicazioni ed altri fastidi.
Capisco che chi fa il vostro lavoro possa essere esposto a rischi di ritorsioni e minaccie varie, ma perchè gli agenti delle FFOO hanno quindi diritto ad un relativo anonimato mentre chi lavora in una struttura ospedaliera deve far bella mostra dei suoi dati anagrafici, con tutti i rischi che questa normativa perversa comporta? Non sarebbe sufficiente limitarsi ad un semplice numero di matricola?
« Ultima modifica: 14 Giugno 2012, 14:16:14 da Mauro C. »
Mauro

Offline Cleanhead

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« Risposta #16 il: 14 Giugno 2012, 15:53:02 »
Noi agenti di POlizia che lavoriamo con una bella uniforme tutta piena di bottoni d'oro siamo tutto fuorchè anonimi ! POssiamo andare al bar e la gente sa subitissimo che siamo poliziotti, possiamo andare a pis****** e la gente sa subitissimo che siamo poliziotti. Premesso questo, il mio nome non conta niente, io non sto lavorando per la Parmalat che ha tanti rivenditori e non gli interessa che siano Giuseppe Antonio o Francesco ! Quale scopo avrebbe questo cartellino con il nome? Nel tuo Ospedale è giusto che ci sia, altrimenti sareste tutti uomini in camice bianco senza distinzione e sarebbe impossibile risalire a uno qualsiasi di voi ! Io in uniforme no! in certe zone ci sono solo ed esclusivamente certi poliziotti, in certi orari ci sono solo ed esclusivamente certi poliziotti. Magari nell'immaginario collettivo i poliziotti escono ad orari indipendenti, ma tutto ciò che devo fare io in servizio è perfettamente codificato, spesso la mia auto è provvista di GPS e la sala operativa sa esattamente dove mi trovo. Ora spiegami perchè il cittadino deve sapere il mio nome ? Per chi sto lavorando per me o per lo Stato?
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Offline harryb

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« Risposta #17 il: 14 Giugno 2012, 16:46:11 »
La maggior tutela che la legge ci riserva è dovuta proprio alla particolarità del nostro lavoro. Hai fatto l'esempio di quel che può succedere a te sul tuo posto di lavoro. Per noi è un tantino diverso.
Un conto è ritrovarsi una psicotica infoiata sotto casa. Col nostro lavoro noi attiriamo ben altre attenzioni.
Oltretutto, come ti ha già spiegato Clean, siamo tutt'altro che anonimi.

Offline Mauro C.

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« Risposta #18 il: 14 Giugno 2012, 20:21:43 »
Nel tuo Ospedale è giusto che ci sia, altrimenti sareste tutti uomini in camice bianco senza distinzione e sarebbe impossibile risalire a uno qualsiasi di voi ! Io in uniforme no! in certe zone ci sono solo ed esclusivamente certi poliziotti, in certi orari ci sono solo ed esclusivamente certi poliziotti.

Quello che dici non è esatto; basta infatti rivolgersi all' "Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP)" che si risale immediatamente a chi è di servizio in un reparto il tale giorno alla tale ora, è lo stesso identico ragionamento che hai fatto te ma applicato alla mia professione. Come vedi non esistono affatto due pesi e due misure.
Io piuttosto la vedo come uno spauracchio messo in atto per far si che i dipendenti pubblici lavorino di più.
Mauro

Offline Cleanhead

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« Risposta #19 il: 14 Giugno 2012, 21:15:52 »
Be' non è proprio così ! In un ospedale lavorano 1000 persone concentrate su uno stabile e un camice bianco non é una uniforme con qualifiche e stemmi di specialità
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Offline Mauro C.

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« Risposta #20 il: 14 Giugno 2012, 23:24:53 »
Be' non è proprio così ! In un ospedale lavorano 1000 persone concentrate su uno stabile e un camice bianco non é una uniforme con qualifiche e stemmi di specialità

Ed invece si che è così. Le 1000 persone che tu dici sono suddivise per reparti (ortopedia, medicina, chirurgia, maxillo facciale, ginecologia-ostetricia e via dicendo). Lavorare in ospedale non significa essere smistati come nel gioco "Theme Hospital", che dove c'è bisogno ti mandano, oggi qua e domani là; ogni reparto ha il suo personale fisso che ruota su turni prestabiliti per tutti i 365 giorni dell'anno.
Mauro

Offline Cleanhead

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« Risposta #21 il: 15 Giugno 2012, 09:04:41 »
..ovvio, ma per te che ci lavori i reparti sono ben noti e conosciuti, per me che arrivo la prima volta la seconda o la terza non sarà cosi facile capire se mi trovo nel reparto maxillo o nel reparto medicina interna o ginecologia, quindi dirò che ho incontrato un infermiere al terzo piano in fondo al corridoio.......... Sulla strada è tutto molto piu semplice..mi ha fermato una pattuglia di polizia in via garibaldi alle ore 10,30 . Non c'è bisogno del mio nome sull uniforme perchè la mia centrale operativa sa benissimo che sto fermando macchine in via garibaldi a quell'ora.......non c'è alcuna necessità che il cittadino sappia il mio nome, gli basterà rivolgersi al mio Comando...
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Offline pacotom

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« Risposta #22 il: 15 Giugno 2012, 13:47:21 »
Non sarebbe sufficiente limitarsi ad un semplice numero di matricola?
Perfettamente d'accordo, il cittadino-utente ha il diritto di sapere che sta parlando con l'operatore xyz69, sia esso poliziotto, infermiere, tranviere, bibiliotecario ecc. In caso di problemi, l'identificazione da parte dei responsabili della struttura è assicurata, a che pro far sapere anche che si chiama Percuoco Carmine o Brambilla Ambrogio?
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline Mauro C.

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« Risposta #23 il: 15 Giugno 2012, 14:47:30 »
Perfettamente d'accordo, il cittadino-utente ha il diritto di sapere che sta parlando con l'operatore xyz69, sia esso poliziotto, infermiere, tranviere, bibiliotecario ecc. In caso di problemi, l'identificazione da parte dei responsabili della struttura è assicurata, a che pro far sapere anche che si chiama Percuoco Carmine o Brambilla Ambrogio?

Qualcuno che mi ha capito, finalmente  [30]
Mauro

Offline Sertorius

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« Risposta #24 il: 18 Giugno 2012, 10:35:56 »
Buongiorno Rosa,
grazie della tua cortese richiesta, anche se la tua conclusione "mi sento offesa" non mi trova assolutamente d'accordo.
Vedi, per dirla in breve, l'atteggiamento di molti cittadini nei confronti degli operatori delle FFOO (che sono dei cittadini il cui lavoro è tutelare gli altri cittadini, anche controllandone a caso taluni) è indicativo dello scarso senso civico che ci contraddistingue : siamo durissimi quando si tratta di giudicare il comportamento degli altri; assai sensibili, al limite dell'offesa, se uno di noi viene sottoposto a controllo, sia per una ragione obiettiva (velocità eccessiva, ad es., oppure condotta sospetta), sia per un caso puro e semplice (passo per primo in una strada sulla quale non transita anima viva da tre ore e la pattuglia posizionata al varco mi ferma per .... disperazione).
In questi casi il cittadino si sente offeso a priori, come se il suo ego non dovesse nemmeno lontanamente subire l'onta (ma è poi un'onta ?) di un controllo e subito adotta un tono irritato, canzonatorio, spesso insolente, a volte magari con complimenti ironici ("bravi !"; "come lavorate bene !"; "con tutti i delinquenti che ci sono in giro, fermate le persone oneste").
A me questo atteggiamento da sui nervi, perchè oltre ad essere irritante (come ti sentiresti tu se facendo il tuo lavoro venissi derisa da coloro che ne sono i destinatari ?) è anche controproducente, perchè scatena nel controllore una comprensibile reazione di ostilità (non nei fatti, ma nei modi).
Il sorriso che tu affermi essere sarcastico è una conseguenza, mentre il rifiuto di fornirti le generalità (e per quale ragione ? per averti chiesto i documenti ???) è sacrosanto.
E' il cittadino a dare i documenti, non il poliziotto a dirti come si chiama !
Essere parte di un corpo sociale (composto da "guardie", cittadini onesti e in piccole dosi anche da "ladri") significa accettare le regole che lo governano e sottoporsi di buona lena anche a quei controlli che per te possono sembrare assurdi (tu sai che sei onesta, e ciò è bene), ma che per i controllori sono basilari (loro non sanno chi sei tu anche se, credimi, molto spesso il controllato fa di tutto per farti capire chi è, o meglio per dirti che dovresti sapere chi è ....).
Affrontare un controllo di Polizia con il cipiglio di chi si sente offeso è il peggiore modo di iniziare un approccio con un operatore di PS che sta lavorando : è come entrare in un negozio infuriati ed accogliere a male parole la commessa (o viceversa il cliente) : ti pare normale ?
Un sorriso, una parola gentile, magari anche uno scambio di dialogo, tra cittadini, quali siete entrambi,  e vedrai che il tuo controllo diviene niente altro che una formalità (e questo perchè tu sei una persona perbene, il che è splendido, ma purtroppo nno sempre tutti i fermati sono brave persone, ahimè ......).
Cari saluti.   
Un'arte che ti insegna a vivere è più simile alla lotta che non alla danza, se si considera la necessità di trovarsi pronti a colpi subitanei e non prevedibili, saldi e sempre in piedi - Marco Aurelio, I ricordi, VII, 61