AutoreTopic: Il galateo dello sbirro: il lei o il tu?  (Letto 4936 volte)


Offline dago113

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« il: 19 Febbraio 2013, 11:42:22 »
Mistificazioni giornalistiche e manipolazioni dei media? Consoliamoci. Oggi mi sono beccato del razzista da una collega, la quale mi ha ripreso perchè mi sono rivolto con il Lei a un denunciante straniero (cosa che faccio con tutti)

"Tu sei troppo freddo nei confronti degli utenti, usi il "Lei" con tutti e questo nel caso degli extracomunitari può essere percepito come un voler mantenere le distanze da loro"

........ quando di parla di mistificazioni e manipolazioni.....
« Ultima modifica: 19 Febbraio 2013, 19:01:22 da dago113 »
" hoc est sic est aliut fieri non licet"  Iscrizione latina.

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Offline pacotom

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« Risposta #1 il: 19 Febbraio 2013, 12:41:10 »
OT
...

........ quando di parla di mistificazioni e manipolazioni.....
Rispondi per le rime: manipola la collega!  [03]
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline dago113

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« Risposta #2 il: 19 Febbraio 2013, 12:42:33 »
 :107: :107: :107:

" hoc est sic est aliut fieri non licet"  Iscrizione latina.

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Offline Cleanhead

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« Risposta #3 il: 19 Febbraio 2013, 12:47:31 »
Secondo me è solo desiderosa di maggiori attenzioni da parte tua ! :)
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Offline pacotom

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« Risposta #4 il: 19 Febbraio 2013, 12:49:16 »
Secondo me è solo desiderosa di maggiori manipolazioni da parte tua ! :)
Basta, chi è che manipola i quote?  [56]
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline celeste

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« Risposta #5 il: 19 Febbraio 2013, 14:58:33 »
mah, io spesso noto che la gente si rivolge agli italiani con il lei, poi arriva l'extacomunitario e si passa al tu, questo mi pare chiaro razzismo, non certo il tuo comportamento onnisciente [04] .Scusate chiuso OT

Offline dago113

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« Risposta #6 il: 19 Febbraio 2013, 15:10:49 »
Grazie, Celeste  [01]
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Offline Cleanhead

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« Risposta #7 il: 19 Febbraio 2013, 15:27:37 »
Siamo o.t. Ma credo che il razzismo sia proprio un altra cosa! Non certo dare del tu o del voi !
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Offline leone17

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« Risposta #8 il: 19 Febbraio 2013, 16:52:49 »
mah, io spesso noto che la gente si rivolge agli italiani con il lei, poi arriva l'extacomunitario e si passa al tu, questo mi pare chiaro razzismo, non certo il tuo comportamento onnisciente [04] .Scusate chiuso OT

un attimo, lo chiudiamo cosi' l'OT:  prova a lavorare in un ufficio immigrazione, molto spesso dando del Lei, .............delle persone ti guardano stupite, a volte ti chiedono "lei chi?", pensando che ti riferisci ad una donna,   ............. non è razzismo spesso è solo praticità....... il razzismo è altro.

Offline Lince112

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« Risposta #9 il: 19 Febbraio 2013, 17:55:28 »
Congedetemi sto OT: In Puglia la maggior parte delle persone ti saluta con il "Ciao" e ti da del "tu". Quando giunsi in Puglia sta cosa mi faceva andare in bestia, poichè a chi non conosco o sia più grande di me o più piccolo hop sempre dato del "Lei", quindi essere ricambiato con il "tu" la vedevo come mancanza di rispetto. Dopo un pò capii che è la cultura e non mancanza di rispetto... alchjè mi sono dovuto adeguare...
Quindi il "tu" non la vedo come forma di razzismo.
tutti zitti!!!!!

Offline celeste

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« Risposta #10 il: 19 Febbraio 2013, 18:45:56 »
.....guardate che non volevo accusare nessuno di niente.Io parlavo in generale. Intendevo dire che spesso mi è capitato ad esempio che ne so all'Ufficio postale o anche in un semplice negozio, di sentire rivolgersi agli italiani con il lei e agli extra-comunitari con il tu. Ma da subito, quindi che cosa ne sapevano che il tizio poteva fraintendere?? Poi certo, se uno non capisce bene l'italiano è un altro discorso.....

Offline dago113

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« Risposta #11 il: 19 Febbraio 2013, 18:52:09 »
Ehmmm, lo so che è colpa mia, ma forse è meglio tornare in topic  [03]

... o meglio, forse è il caso di aprirne un altro.

personalmente, quando mi è possibile, mi rivolgo con il lei a tutti i ConCittadini con cui entro in contatto, italiani o stranieri non importa. Ciò cambia ovviamente quando ho a che fare con il balordo per strada al quale, se gli dò del lei mi piglia per i fondelli da qui alla settimana dei due venerdì (qualcuno su queste pagine mi ha raccontato una storia spassosa sull'argomento  [03]) .

Quello che mi dà fastidio è vedere colleghi che si rivolgono con il tu a tutti, indiscriminatamente, si tratti di un balordo fermato al parco o di un cittadino fatto fermare al posto di controllo.

Capisco Lince112 quando dice di essere stato costretto a seguire l'onda e del resto anch'io ho vissuto qualcosa del genere ai miei vecchi tempi, ma a me sentire un collega che dà del tu ad un perfetto estraneo mi fa lo stesso piacevole effetto dello scricciolio del gesso su una lavagna.....

« Ultima modifica: 19 Febbraio 2013, 21:28:54 da leone17 »
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Offline Sertorius

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« Risposta #12 il: 19 Febbraio 2013, 19:08:37 »
Il "voi", usiamo il "voi", solo e sempre il "voi" [23] [71] [14]
Un'arte che ti insegna a vivere è più simile alla lotta che non alla danza, se si considera la necessità di trovarsi pronti a colpi subitanei e non prevedibili, saldi e sempre in piedi - Marco Aurelio, I ricordi, VII, 61

Offline dago113

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« Risposta #13 il: 19 Febbraio 2013, 19:16:11 »
Per carità, prima che arrivi qualcuno a mistificare sugli sbirri che amano il "voi" staraciano  precisiamo che il "Voi" è quello contadino diffuso dalla Bassa Friulana a Lampedusa [13]....
" hoc est sic est aliut fieri non licet"  Iscrizione latina.

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Offline Sertorius

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« Risposta #14 il: 19 Febbraio 2013, 20:11:28 »
O quello che ancora oggi è adottato nella bella Napoli, 'a Reggina delle città  [03] [04] [06]
Un'arte che ti insegna a vivere è più simile alla lotta che non alla danza, se si considera la necessità di trovarsi pronti a colpi subitanei e non prevedibili, saldi e sempre in piedi - Marco Aurelio, I ricordi, VII, 61

Offline mirko0708

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« Risposta #15 il: 19 Febbraio 2013, 20:23:08 »
Non solo a Napoli.....lungo tutta la mitica SS Domitiana il Voi è d'obbligo!!!! [03]

Offline Lince112

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« Risposta #16 il: 19 Febbraio 2013, 20:40:15 »
Ehmmm, lo so che è colpa mia, ma forse è meglio tornare in topic  [03]

... o meglio, forse è il caso di aprirne un altro.

personalmente, quando mi è possibile, mi rivolgo con il lei a tutti i ConCittadini con cui entro in contatto, italiani o stranieri non importa. Ciò cambia ovviamente quando ho a che fare con il balordo per strada al quale, se gli dò del lei mi piglia per i fondelli da qui alla settimana dei due venerdì (qualcuno su queste pagine mi ha raccontato una storia spassosa sull'argomento  [03]) .

Quello che mi dà fastidio è vedere colleghi che si rivolgono con il tu a tutti, indiscriminatamente, si tratti di un balordo fermato al parco o di un cittadino fatto fermare al posto di controllo.

Capisco Lince112 quando dice di essere stato costretto a seguire l'onda e del resto anch'io ho vissuto qualcosa del genere ai miei vecchi tempi, ma a me sentire un collega che dà del tu ad un perfetto estraneo mi fa lo stesso piacevole effetto dello scricciolio del gesso su una lavagna....


e vieni a Bari viè... Ovviamente il Lei è usato per carità, è tutta una questione di educazione. Ma non ci sono altri pugliesi o gente che lavora in puglia che possano confermare??
tutti zitti!!!!!

Offline leone17

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« Risposta #17 il: 19 Febbraio 2013, 21:27:54 »
quotoDago
 [03]......, diciamo che oltre a Lei o il Tu, il galateo dello sbirro riguarda anche l'uso della lingua italiana,  come da regolamento........ ..

 immaginatevi una  periferia di una grande città..... una volante ..... una alfa 33 ...... con tre poliziotti di pattuglia.... ad un certo punto i "nostri" decidono di fermare un ragazzo su un -metropolis-  (ciclomotore molto in voga in quegli anni, e spesso oggetto di cambio di padrone, senza il consenso di quest'ultimo)...... paletta......accost a....... gregario: "buongiorno signore, le sue generalità per cortesia, e se mi può mostrare il certificato di idoneità tecnica del veicolo"; Ragazzo:".....ehm......sarve .... ehm.... (esibendo una mimica facciale degna di Guzzanti quando imitava il romano, di nome "lorenzo") seguito da alcuni secondi di silenzio.......... allora capo pattuglia: "aho', come te chiami e famme vede' er libretto der motorino"; Ragazzo: "ah, scusa capo, mica avevo capito, bastava che er collega tuo parlava meglio"......
ora questa ,senza nulla togliere a quel rispettabilissimo ragazzo, secondo me è la dimostrazione che il galateo del poliziotto va rispettato, nell'uso del Lei come della lingua italiana, ma che talvolta non puo' esserlo  per praticità.........
« Ultima modifica: 19 Febbraio 2013, 21:29:46 da leone17 »

Offline dago113

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« Risposta #18 il: 20 Febbraio 2013, 00:49:51 »
 :107: :107: :107:
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Offline Alby

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« Risposta #19 il: 20 Febbraio 2013, 15:13:49 »
Anch’io sono contro l’uso indiscriminato del tu in ogni contesto, che molte volte non è espressione di maggiore intimità, di rapporto esclusivo o segno di confidenza ma implica una vera e propria caduta delle barriere e, di conseguenza, anche il venir meno delle possibilità di difesa. Per intenderci, è molto più semplice esprimere un rifiuto nei confronti di una persona con cui si è soliti darsi del lei al posto del tu, perché l’espressione stessa è più formale, prevede un maggior distacco. Un mio amico, agente di vendita, mi raccontava che, nei corsi di formazione ad hoc, tra le diverse tecniche per far presa sul cliente (o meglio detto, per intortare il cliente) quella che insegnavano subito, perché più efficace, consisteva nell’entrare in contatto con il potenziale acquirente instaurando un rapporto basato sul tu. Mi diceva: «Se al cliente dai del tu e riesci a farti dare del tu… è fatta! Vuol dire che ormai ce l’hai in pugno e gli puoi far fare quello che vuoi».
Ritornando al thread… sono assolutamente d’accordo con Celeste. Se Dago avesse dato del tu all’extracomunitario, il gesto poteva essere male interpretato: non atteggiamento confidenziale ma segno di paternalismo…
Però, però… l’uso del lei può creare seri problemi in un interlocutore che non ha una conoscenza almeno di base dell’italiano. Non è questione di registro ma appunto di praticità come dice Leone17, che ha perfettamente ragione quando sostiene «"lei chi?", pensando che ti riferisci ad una donna». E non solo il lei, ma anche l’uso dei verbi alla terza persona e la conseguente inversione dei pronomi possono mettere in crisi chi ascolta, che non capisce più a chi ci si stia riferendo, se proprio a lui o a un altro soggetto, e comunque nell'ascolto riporterà l’impressione di una lingua diversa: per uno straniero c’è una bella differenza di suono tra "dimmi" e "mi dica", tra "mandamelo" e "me lo mandi". In questo caso, se si avverte che una persona è disorientata dal lei, continuare imperterriti sembra quasi prendersi gioco della stessa.
« Ultima modifica: 20 Febbraio 2013, 15:18:20 da Alby »

Offline Sertorius

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« Risposta #20 il: 20 Febbraio 2013, 20:07:31 »
Mi scusi, Alby, ma che stai a di' .....??????
Scherzo, hai perfettamente ragione [24]
Certo che questo topic è un po' da delirio ....
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Offline Cleanhead

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« Risposta #21 il: 20 Febbraio 2013, 20:12:44 »
Mi scusi, Alby, ma che stai a di' .....??????
Scherzo, hai perfettamente ragione [24]
Certo che questo topic è un po' da delirio ....

..senza offesa per nessuno ma si parla sempre molto a sproposito di "Razzismo" confondendolo nella maggior parte dei casi con l intolleranza e la chiusura. Appellare qualcuno con "brutto nero" e' razzista invece "brutto pelato di merda" e' solo un offesa ! c'e' qualcosa che non va ! Io credo che il razzismo sia ben altra cosa e credo anche che in Italia non esista neanche, ma questo e' un altro discorso.
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Offline celeste

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« Risposta #22 il: 20 Febbraio 2013, 20:30:35 »
....per forza che è un topic da delirio, basta pensare a chi lo ha aperto [51] [51] [51] [51]
.....oddio Clean, beato te che ritieni che in Italia il razzismo non esista, per me invece esiste come in ogni altra parte del mondo purtroppo. Comunque tornando al discorso sul lei o sul tu, io credo che se uno parla con dieci italiani usando il lei e poi arriva l'extra-comunitario e passa al tu (a meno che non ci si renda conto che la persona in questione, se si usa il lei non capisce), forse non è razzismo vero e proprio, ma resta comunque il fatto che si ritiene quella persona inferiore, non degna dello stesso rispetto.

Offline nera65

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« Risposta #23 il: 20 Febbraio 2013, 20:35:37 »
" tu "e " lei "oggi hanno un confine molto sottile.la differenza sta solo nel modo in cui ti poni cioe' usando una cosa  che oggi e' fuorimoda:l'educazione.
chi ve lo fa fare?

Offline Dukestralis

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« Risposta #24 il: 20 Febbraio 2013, 22:16:04 »
Il lei nell'ambito dei rapporti interpersonali tra operatori dovrebbe essere usato in particolare con i superiori apparteneti al ruolo dei funzionari, pena il crearsi di confidenze da parte dei soliti profittatori, che andrebbero a confondere l'amicizia e l'evitamento delle formalità con una confusione di responsabilità e obblighi derivanti dal ruolo ricoperto, deleteri per il funzionamento di tutto il sistema.
The eye in the sky looking at you

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