AutoreTopic: Il dubbio.  (Letto 3440 volte)


Offline Ulysse

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« il: 03 Maggio 2013, 11:02:08 »
Di ritorno da un servizio particolare - la ricorrenza dell'eccidio BR a piazza Nicosia a Roma, dove morirono due Poliziotti - insieme ad altri colleghi abbiamo iniziato a domandarci se sia ancora utile svolgere attività in maniera professionale e con dedizione.
Il dubbio nasce dall'osservazione costante di come i cittadini oramai si rivolgono a noi. E la questione può essere sintezzata così; Ha senso stare ancora tra gente?

Ha senso se durante una ricorrenza in cui ci sono stati dei morti in divisa, il cittadino egoista vuole per forza parcheggiare il suo motorino, non ostante ci sia un divieto, una presenza massiccia di vigili urbani e la presenza di personale in divisa, che per soli 10 minuti - il tempo degli onori - ti dice che non puoi parcheggiare, ma tu insisti urlando e dicendo le solite frasi di "lamentela" verso tutte le istituzioni ree a suo avviso di non farlo parcheggiare?
Ha senso fare viabilità cittadina perchè ci sono lavori in corso ed ascoltare le solite lagnanti litanie sullo stato del traffico e sentirsi mandare "affanc...." perché si sta lavorando?
Ha senso operare con la vettura di servizio, al fine di andare su intervento di rapina o altra emergenza e sentirsi dire......"stai usando soldi miei co 'sta macchina"............o altro frasario simile?

A mio giudizio, e quello di altri colleghi, non credo che abbia più senso. In tutte le battaglie storico militari ad un certo punto la strategia migliore è stata quella della ritirata. Credo che dovremmo farlo anche noi.
Questo stare troppo insieme alla gente, tra la gente, ci ha condotto solo verso la non considerazione e la mancanza di rispetto da parte di quella "gente" che invece dovrebbe essere grata per il lavoro che svolgiamo.
certo taluni episodi anche da parte nostra non sono certo un modello esemplare, ma alemo riusciamo ad isolare questi soggetti. Ma il cittadino isola l'idiota? Comunica con l'ignorante maleducato che "pretende" di parcheggiare per forza perché è un suo "diritto"?
No! Il cittadino. la gente, non è più coesa se non per motivi "miseri" di presunta rappresentanza, insegue una chimera, aiutato dal web, di un certo potere che egli  pensa di avere, dimenticandosi le regole del vivere civile. Questo credo, che porterà solo ad un acuirsi dello scontro, a meno che, ripeto, non ci fermiamo un momento e attendiamo alla finestra.
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Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline Charlie Parker

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« Risposta #1 il: 03 Maggio 2013, 13:43:29 »
Sono tanti, certo quelli così. Anch'io sono pessimista e basta guardare quali sono i programmi tv che hanno più successo (Report? Un bel film? Un documentario? No. Piuttosto "Amici" della De Filippi o i litigi in tv.....), basta guardare i titoli più letti in classifica e tutto ciò che ci porta a osservare la ricerca del gusto, della sensibilità o del senso della storia degli italiani (per il 56 per cento degli studenti milanesi Piazza Fontana è stata una strage delle Brigate Rosse o della mafia....http://archiviostorico.corriere.it/2006/dicembre/13/Piazza_Fontana_sono_state_mafia_co_9_061213059.shtml)

Ulysse, inutile scrivere frasi tipo " capisco la tua rabbia, frustrazione, fatica, delusione" ecc., perchè ti suonerebbe retorico anche se lo penso davvero. Però ti pare che tu debba generalizare così? Ti pare che il cittadino medio possa essere rappresentato da chi vuol parcheggiare per forza il motorino in un luogo in cui si sta ricordando una strage? E da questo sostenere che "non ha più senso stare tra la gente". Io da quella "gente" che descrivi non mi sento rappresentato e ti assicuro che siamo in tanti.
Avevi già sostenuto in passato che "stare troppo tra la gente" aveva causato danni alla polizia; ma se pensi che sia meglio l'isolamento, tornare alle stellette come dce Dago, boh mi sembra una sconfitta.
L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza. (G. Falcone)

Offline celeste

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« Risposta #2 il: 03 Maggio 2013, 13:59:32 »
Guarda Ulysse, di idioti in giro ce ne sono tanti e ce ne saranno sempre. Per farti un esempio, una volta mi trovavo all'interno di un supermercato e c'era tantissima gente. Quindi dei genialoni hanno pensato di parcheggiare le proprie auto all'esterno, anche dove era vietato, perfino davanti ad un cancello, pur di entrare. Ovviamente il signore della casa davanti a cui le auto erano parcheggiate, dopo aver aspettato un po' e non potendo uscire, ha chiamato la Polizia Locale che è arrivata e giustamente si è messa a fare i verbali......E' scoppiato il finimondo, parole, insulti, pure a quel poveretto che ha chiamato i vigili.......Io mi sono veramente alterata e ho fatto presente che è ovvio che si parcheggia in divieto, specie davanti a un cancello e uno non può uscire di casa è costretto a far intervenire qualcuno.....Ovviam ente, niente da fare, volevano aver ragione loro a tutti i costi. Questo sarà anche un esempio stupido, ma da l'idea di come manchi il senso di civiltà e di rispetto reciproco tra le persone. Però Charlie ha ragione, non bisogna generalizzare.

Offline nera65

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« Risposta #3 il: 03 Maggio 2013, 14:16:29 »
Di maleducati ce ne saranno sempre.Non sara' allontanando la Polizia dalla gente che si migiorera' ma educando un popolo ormai privo di regole e di guide.Tutto libero,tutto permesso,anche quello di essere arroganti quando il buon senso imporrebbe il silenzio.
chi ve lo fa fare?

Offline Alberto75

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« Risposta #4 il: 03 Maggio 2013, 14:36:23 »
Dopo aver visto scene incredibili dopo il terremoto in Emilia dell'anno scorso, sono di Cento provincia di Ferrara,mi sono dovuto ricredere sull'intelligenza della gente. Persone,di ogni età, che volevano attraversare la zona rossa solamente per poter andare in piazza o in chiesa. Posso capire i commercianti che volevano verificare i danni, ma per loro mai nessuno,che fossero vigili del fuoco o guardie forestali, si è rifiutato di accompagnarli all'interno del negozio.
Il cittadino penso che ci provi ad isolare gli idioti,ma penso anche che ci sia paura ddi chi ti puoi trovare davanti. Altro esempio sempre di fronte a quello che era la nostra casa,hanno aperto parzialmente la strada,un giorno io e mia moglie eravamo sotto i portici e sono passati due in motocicletta,alchè ho fatto notare che stavano facendo una colossale ca**ata,uno dei due stava già scendendo dalla moto con fare minaccioso,l'altro lo ha fermato.
Tra l'altro non potevano trovarsi li in quanto la strada era aperta solo per i residenti
Purtroppo la mamma degli idioti è sempre incinta,e spesso sono parti gemellari.
« Ultima modifica: 03 Maggio 2013, 14:37:56 da Alberto75 »
Alberto

Offline nera65

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« Risposta #5 il: 03 Maggio 2013, 14:41:19 »
Dimenticavo una cosa.Il cittadino si permette cio perche' sa benissimo che alla sua maleducazione e mancanza di senso civico quello che rischia e' ...."nulla." Quindi?
chi ve lo fa fare?

Offline Ulysse

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« Risposta #6 il: 03 Maggio 2013, 15:41:11 »
Non voglio generalizzare, ma a Roma e non credo che in altre città dove sia presente questa "cultura" non accada, tutto questo succede ogni giorno, verso tutti gli operatori. Che siano Polizia, CC, o VV.UU non fa differenza. Si osserva un momento di "panico" quando entra la GdF, perché il momento dell'accertamento sulla sempre presente evasione italica - anche questo è mancanza di senso civico - ho visto facce diverse, atteggiamenti diversi, meno sfrontati, meno saccenti, meno sicuri e con un uso del linguaggio - i prego,Lei,faccia,ci mancherebbe ect ect, si sprecano - completamente diverso da quello che invece si ascolta in strada oppure diverso da quello anche teatrale a cui ho assistito oggi.
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Offline dago113

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« Risposta #7 il: 03 Maggio 2013, 16:09:22 »
A mio giudizio, e quello di altri colleghi, non credo che abbia più senso. In tutte le battaglie storico militari ad un certo punto la strategia migliore è stata quella della ritirata. Credo che dovremmo farlo anche noi.
Questo stare troppo insieme alla gente, tra la gente, ci ha condotto solo verso la non considerazione e la mancanza di rispetto da parte di quella "gente" che invece dovrebbe essere grata per il lavoro che svolgiamo.


Assolutamente d'accordo. Non ne vale più la pena. Il nostro ConCittadino non vale più la pena. Su questo punto non ho nulla da aggiungere all'ottimo ragionamento di Ulysse, che sottoscrivo punto su punto, anche se però dobbiamo ammettere che le colpe sono equamente condivise nel rapporto con il ConCittadino.
Ci sono stati episodi molto gravi che hanno coinvolto l'Istituzione e alcuni operatori e che hanno contribuito alla generalizzazione da parte dei soliti furbacchioni (i quali non aspettavano altro) e dei disinformati e che si sarebbero potuti risolvere se si fosse andati al di là delle mere scuse di facciata. Del resto anche un solo collega scortese, maleducato o quantomeno non professionale basta per infliggere un danno d'immagine terribile.

Ma anche così è come dice Ulysse, e mi trovo d'accordo con lui.

Come scrivevo altrove http://www.poliziotti.it/public/polsmf/index.php?topic=19701.msg214944;boardseen#new si sta assistendo alla fuga da parte di numerosi operatori dai reparti di pronto intervento, operatori che non vengono adeguatamente sostituiti. Qui devo contraddire Ulysse: quella che stiamo vivendo non è una ritirata verso nuove posizioni sulle quali riorganizzarsi, ma una rotta. Non è la ritirata di Russia dove ci si aprì la strada combattendo, ma una disfatta, un 8 settembre dove regnano l'avvilimento e lo scoramento più totale.

Quando ho iniziato questo Mestiere, eoni fa, per essere assegnati alle volanti c'era una lista d'attesa chilometrica e di certo gli anni '80 e '90 non erano un'epoca facile. Ora la lista chilometrica d'attesa c'è all'opposto per uffici di grande operatività come la motorizzazione o l'ufficio servizi, quello di gabinetto o l'archivio cioè verso posti dove il contatto con il pubblico è ridotto all'essenziale.

La disfatta è ancora più grave in provincia dove parecchie questure considerano le volanti come un reparto punitivo.
Vieni considerato uno scansafatiche? finisci alle volanti. Sei un piantagrane? alle volanti. Sei sospettato (mi dicono che in un paio di questure addirttura indagato) di qualcosa? alle volanti.

Come dovrebbe reagire l'operatore davvero professionale di fronte a questo stato di cose? combattere contro il Sistema?  [51] [51] [51] e con l'aiuto di chi? dei sindacati?  [51] [51] [51] se a queste cose si aggiunge il rapporto ormai degenerato verso coloro che dovremmo difendere l'unica soluzione è quella di andarsene.

L'unico dispiacere è per i giovani (pochi) e per i colleghi che meritano e che ancora non riescono a fuggire.

Per nessun'altro.
« Ultima modifica: 03 Maggio 2013, 16:37:27 da dago113 »
" hoc est sic est aliut fieri non licet"  Iscrizione latina.

"Preferisco i cattivi ai cretini, poichè ogni tanto i primi si riposano" Talleyrand

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Offline nera65

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« Risposta #8 il: 03 Maggio 2013, 16:22:24 »
Dopo l'intervento di Dago mi ritiro in silenzio.  [70] .Non che non sia d'accordo con voi, ma io spero,per tutti e tutto.  [123]
chi ve lo fa fare?

Offline dago113

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« Risposta #9 il: 03 Maggio 2013, 16:35:07 »
Guarda, Nera. Io spero che sia solo il mio pessimismo celtico e che dopo la disastrosa gestione dei primi anni 2000 e quella problematica di questi ultimi, le cose in qualche modo si possano risolvere o quanto meno contenere. Lo spero davvero.

Purtroppo quello cui stiamo assistendo (ripeto, anche per colpa nostra, perchè gli errori di alcuni operatori si riflettono su tutta l'Istituzione) è uno scollamento tra Cittadini, in divisa e non. Uno scollamento dovuto a tante cause e motivazioni che sarebbero troppo lunghe da citare ma che in tutta onestà non so quanto e come siano rimediabili.
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Offline celeste

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« Risposta #10 il: 03 Maggio 2013, 18:13:16 »
che tristezza....
Dago, ma quando tutti quelli come te se ne saranno andati dalle volanti, noi che facciamo? [62] [62] [62] [62]

Offline dago113

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« Risposta #11 il: 03 Maggio 2013, 18:27:58 »
Celeste, io spero che ciò che accadrà (e di cui ci sono già degli sgradevoli esempi) siano soltanto disagio e disorganizzazione.
Mi auguro che nessuno, ConCittadini ed operatori, si faccia male.
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Offline Alby

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« Risposta #12 il: 03 Maggio 2013, 22:40:14 »
Dopo l'intervento di Dago mi ritiro in silenzio.  [70] .

Idem per me, e mi riprometto di non tornare più su questo tema, che poi è quanto si dibatteva anche nel thread Che cos’è un poliziotto. Dopo aver letto il post di apertura di Ulysse avevo iniziato a scrivere qualcosa, ma alla lettura di quello di Dago ho stracciato tutto.

Offline dago113

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« Risposta #13 il: 04 Maggio 2013, 16:05:45 »
Ammetto, senza inutili ironie, che mi sento un pò in colpa per il tono dei miei interventi che possono apparire eccessivamente duri e recisi. Come detto, temo che sia colpa del mio pessimismo celtico e se a questo aggiungiamo la mia parte slava (non certo nota per la visione rosea del mondo) i conti sono presto fatti.

Purtroppo devo ribadire che la mia fiducia nei confronti della Gente, intesa come massa, non è purtroppo buona, alla luce di esperienze sgradevoli come quella raccontata da Ulysse.

Certo, non bisogna generalizzare.
C'è il bicchiere di grappa offerto da un barista al collega sotto shock dopo una tragedia accaduta davanti allo stesso locale.
Ci sono alcuni genitori che, quando devono venire a ritirare i loro figli ladruncoli da noi accompagnati in questura, arrivano in ufficio quasi in lacrime a chiederti scusa (solo una volta un tizio piuttosto arrogante che ha chiesto al pargolo se i cattivi sbirri l'avessero picchiato).
Altri genitori ( solo immigrati, chissà perchè) che ti chiedono di venire a casa loro per perquisire la stanza del figlio che temono faccia uso e spacci droga, preferendo che finisca in galera o denunciato per una volta piuttosto che rimanga un delinquente per sempre.
I Cittadini che ti ringraziano (pochissimi e a bassa voce, non sia mai che ti senta il vicino, un familiare, il lattaio, l'edicolante....) appena termini positivamente un intervento.
Ci sono le lettere indirizzate alla questura da alcuni (pochi) Cittadini per ringraziarti del tuo intervento.

Sto cercando nella memoria altri episodi costruttivi che sicuramente ho vissuto in servizio (non mi riferisco al dibattito estremamente positivo tra Cittadini, in uniforme e non, che avviene su queste pagine) , ma non me ne viene in mente nessuno. Pessimismo celta-slavo che non mi fa vedere i piccoli episodi positivi che dovrebbero farti capire "perchè combatti".

Detto questo e allargando il discorso più in generale, dato che in un rapporto di coppia le colpe ed i meriti vanno equamente divisi, mi chiedo se e quanto abbiano influito nello scollamento del rapporto gli errori,le tragedie e, ammettiamolo, pure i reati commessi da alcuni dei nostri operatori, fattori che agli occhi degli incolti si riflettono su tutta l'Istituzione e che sono manna per i tanti furbastri. Sui reati e le tragedie c'è poco da dire: lo sbirro corrotto, cattivo e violento esisteva già al tempo del primo Corpo delle Guardie di PS e del Corpo dei Carabinieri Reali dell' '800. Nonostante quanto possano pensare gli idealisti, non sono cose che si possono eliminare ma al massimo contenere, però si possono limitare i danni all'immagine in modo diverso (ne abbiamo parlato su queste stesse pagine) dalle sterili scuse, fatte certo con le migliori intenzioni ma che lasciano il tempo che trovano. 

Quanto agli errori, nella percezione dell'incolto (ma non solo) chiediamoci quanto possa contare farsi fermare da un poliziotto che inizia ad apostrofarti con il "tu" e ti tratta bruscamente; incontrare un poliziotto con la divisa sciatta e le patacche di pizza tra cravatta e braghe,  chiedere un intervento e trovarsi di fronte ad un collega con la fiatella alcoolica;  andare a far denuncia per un grave reato e trovarsi di fronte ad un operatore non all'altezza della situazione.

Perchè è anche da questi episodi che il rispetto viene perduto, non solo da parte degli incolti ma anche dai singoli perbene.

Avevi già sostenuto in passato che "stare troppo tra la gente" aveva causato danni alla polizia; ma se pensi che sia meglio l'isolamento, tornare alle stellette come dce Dago, boh mi sembra una sconfitta.

Bisogna prendere atto che la riforma del 1981 è fallita come tutte le riforme italiane, nessuna esclusa. Si è cancellato ciò che appariva come IL problema ( lo status militare che avrebbe allontanato la Polizia dalla Gente)  e lo si è sostituito con I problemi (gerarchia inesistente, sindacalizzazione sfrenata, disorganizzazione eccetera).

Mi viene in mente quello che raccontavano al corso allievi agenti i colleghi che avevano affrontato il 1981 da neoarruolati. Ridevano dei vecchi marescialli che avevano pianto quando avevano sostituito sull'uniforme le stellette con le RI. A quel tempo pensavo a qualche vecchio patetico che rimpiangeva il passato, ora mi viene il dubbio che piangessero perchè vedevano lontano.
« Ultima modifica: 04 Maggio 2013, 16:08:42 da dago113 »
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Offline Charlie Parker

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« Risposta #14 il: 04 Maggio 2013, 16:57:03 »
Certo, non bisogna generalizzare.
C'è il bicchiere di grappa offerto da un barista al collega sotto shock dopo una tragedia accaduta davanti allo stesso locale.
Ci sono alcuni genitori che, quando devono venire a ritirare i loro figli ladruncoli da noi accompagnati in questura, arrivano in ufficio quasi in lacrime a chiederti scusa (solo una volta un tizio piuttosto arrogante che ha chiesto al pargolo se i cattivi sbirri l'avessero picchiato).
Altri genitori ( solo immigrati, chissà perchè) che ti chiedono di venire a casa loro per perquisire la stanza del figlio che temono faccia uso e spacci droga, preferendo che finisca in galera o denunciato per una volta piuttosto che rimanga un delinquente per sempre.
I Cittadini che ti ringraziano (pochissimi e a bassa voce, non sia mai che ti senta il vicino, un familiare, il lattaio, l'edicolante....) appena termini positivamente un intervento.
Ci sono le lettere indirizzate alla questura da alcuni (pochi) Cittadini per ringraziarti del tuo intervento.

Sto cercando nella memoria altri episodi costruttivi che sicuramente ho vissuto in servizio (non mi riferisco al dibattito estremamente positivo tra Cittadini, in uniforme e non, che avviene su queste pagine) , ma non me ne viene in mente nessuno. Pessimismo celta-slavo che non mi fa vedere i piccoli episodi positivi che dovrebbero farti capire "perchè combatti".

ma come non te ne viene in mente nessuno? ne hai appena citati 5! Inoltre per fare solo un altro esempio ci sono i ragazzi di addiopizzo (e non solo) che festeggiano la "Catturandi" all'arresto di provenzano e di altri boss. e comunque gli esempi che hai fatto fanno stringere il cuore (la grappa offerta, il genitore immigrato che ti chiede di perquisire la stanza al figlio) e non mi sembrano cose di poco conto.

Sugli errori suddivisi equamente in questi anni non aggiungo nulla alle tue parole


Avevi già sostenuto in passato che "stare troppo tra la gente" aveva causato danni alla polizia; ma se pensi che sia meglio l'isolamento, tornare alle stellette come dce Dago, boh mi sembra una sconfitta.

Bisogna prendere atto che la riforma del 1981 è fallita come tutte le riforme italiane, nessuna esclusa. Si è cancellato ciò che appariva come IL problema ( lo status militare che avrebbe allontanato la Polizia dalla Gente)  e lo si è sostituito con I problemi (gerarchia inesistente, sindacalizzazione sfrenata, disorganizzazione eccetera).

Mi viene in mente quello che raccontavano al corso allievi agenti i colleghi che avevano affrontato il 1981 da neoarruolati. Ridevano dei vecchi marescialli che avevano pianto quando avevano sostituito sull'uniforme le stellette con le RI. A quel tempo pensavo a qualche vecchio patetico che rimpiangeva il passato, ora mi viene il dubbio che piangessero perchè vedevano lontano.

La riforma dell'81 è fallita e su questo non c'è dubbio. Su moltissimi fronti (polverizzazione del sindacato - ce ne sono 18 credo: ma si puo?? -  e rivendicazioni esclusivamente economicistiche più che sindacalizzazione sfrenata a mio modo di vedere). Ma non credo che il problema fosse solo lo status militare: prima della riforma le tabelle degli orari recitavano 06-Fine, 15-Fine e i turni si sapeva quando iniziavano ma non quando finivano, adesso le tabelle recitano 00-06, 06-12, ecc. prima della riforma un agente (o guardia) poteva fare da cameriere o da giardiniere al prefetto o al questore, adesso no. E lascio da parte altri aspetti sulla formazione, l'approccio nei confronti del dissenso politico, le modalità operative che ci porterebbe lontano e per cui i testi da te consigliati in bibliografia di "polizianellastoria" da Franco Fedeli a Lenher sono sufficenti a farsi una prima idea (non credo Dago, ad esempio, che nel pre-riforma sarebbe potuto esistere questo forum o il sito polizianellastoria).
L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza. (G. Falcone)

Offline dago113

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« Risposta #15 il: 04 Maggio 2013, 19:48:48 »
ma come non te ne viene in mente nessuno? ne hai appena citati 5!

Io direi "appena 5". I negativi purtroppo a metterli in fila.... [02] è l'esperienza operativa costellata di questi ultimi e che vedono protagonisti non i Cattivi, ma gli onesticittadini che purtroppo porta molti di noi ad avere un'opinione così negativa del rapporto con la Cittadinanza.

A questo aggiungi la difficile situazione (stavo scrivendo "la progressiva dissoluzione" ma mi sembrava un pò troppo melodrammatico) interna della Polizia, le spallate dall'esterno, il cattivo rapporto con la magistratura e capirai il disagio di tantissimi colleghi, me compreso, e del loro desiderio di raggiungere un ufficio diverso, nel quale non avere più contatti con il pubblico.
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Offline Sertorius

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« Risposta #16 il: 06 Maggio 2013, 10:20:22 »
Ulysse e Dago, consentitemi di non essere d'accordo con le vostre conclusioni (non con il  pessimismo di Dago, che rispetto al mio è un ottimismo di ferro [47]).
Non voglio partire da lontano, ma lo scollamento di cui parlate è frutto di una maleducazione allucinante e generalizzata, in tutti i settori ed a tutti i livelli (verticale ed orizzontale), unita alla oramai generale perdita di qualsiasi senso civico.
Ogni cittadino si sente autorizzato a mandarti a fa..ulo perchè non ha altro sistema per discutere, spesso non sa neanche discutere, così come manda Voi a quel paese, manda chiunque gli passi davanti, fosse il Sindaco o il Procuratore Generale.
Non è solo il rapporto Polizia/cittadino ad essere in discussione, è il rapporto generale tra le fasce società italiana ad essere burrascoso e soggetto a tremende oscillazioni.
Il "Lei non sa chi sono io" colpisce tutti, magistrati, professionisti, ambulanti ed anche abusivi; chiunque viene "toccato" in qualcosa di proprietà scatta ad insultare chi ha di fronte e si sente insultare per replica.
Da questo punto di vista, la vostra posizione di categoria è identica a tutte le altre; fa grande tristezza constatare che il rispetto per la divisa è svanito, ma fosse solo quello : è svanito il rispetto per ogni concezione di Autorità, nazionale o sovranazionale.
Del resto, quando realizzi che i rappresentanti delle Autorità hanno le facce che vedi in tivù e quando li senti leggere (ripeto : leggere) ad ogni ricorrenza importante discorsi di circostanza scritti da altri, con aria annoiata e comprendi che non vedono l'ora di concludere ed andarsene, ti rendi conto che è tutto finito.
Il discorso sarebbe lunghissimo e condurrebbe ad esiti inaspettati, per cui termino qui.
La conclusione è : il dubbio che avete Voi io l'ho ogni giorno ed ogni giorno tutto sommato vado avanti (abbastanza inc...ato, a dire il vero); più le cose peggiorano di fronte a me, più vado avanti risoluto, rispettando le regole in maniera sempre più meticolosa, quasi da pignolo o pedante.
Chissenefrega se il 95 % (attenzione : NON della popolazione, ma di quella popolazione che è visibile, ovvero che è mediaticamente capace di salire agli onori della cronaca. Ricordate che c'è una quantità impressionante di persone NORMALI cui non frega nulla di diventare "celebri" per 15 minuti e tira innanzi ugualmente) dei cittadini sono dei balordi senza arte nè parte, le eccezioni prima o poi fanno le regole.
Scusate, è una riflessione banale, ma il tempo è quello che è e le valutazioni troppo complesse ti portano fuori strada.
Cari saluti [44] [45]
Un'arte che ti insegna a vivere è più simile alla lotta che non alla danza, se si considera la necessità di trovarsi pronti a colpi subitanei e non prevedibili, saldi e sempre in piedi - Marco Aurelio, I ricordi, VII, 61

Offline celeste

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« Risposta #17 il: 06 Maggio 2013, 13:26:20 »
Concordo con Sertorius.....
Ma poi sempre questa contrapposizione NOI/VOI, che a me non va affatto, poi per carità rispetto le altrui opinioni.
Scusa Ulysse, a questo proposito vorrei farti una domanda. Come ci riuscite "voi", ad isolare gli idioti??  Sarebbe interessante capirlo.

Offline Ulysse

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« Risposta #18 il: 06 Maggio 2013, 16:40:03 »
La delusione reale é causa di ció che quotidianamente vediamo da dentro. Ogni azione esternalizzata poi, contribuisce solo ad aumentare questa delusione perché i cittadini sono lontani.
Con "lontani" non intendo una definizione di distanza fisica, ma sopratutto cognitiva. Essi sono distanti, anche in virtú di errate convinzioni, da quello che materialmente facciamo e sopratutto dal perché lo facciamo.
Se le FF.OO agisco in uno stato democratico, non é certo per difendere caste o privilegi, come certa stampa o infrmazione vuol far credere, ma difendere il processo democratico, la struttura democratica, il pilastro della libertá democratica, che ogni paese civile possiede.
Qui invece é saltato, da parte dei cittadini, ogni utile aspetto cognitivo di questa cosa, ragion per cui ci vedono come pupazzi,servi, o come capitato l'altro giorno a me, come personaggi da umiliare o attaccare, per il semplice fatto che facciamo rispettare questo ordine democratico.
Ecco perché ritorno a dire che sarebbe bene una "ritirata" strategica. Fare uno stop, fermarsi, non intervenire al fine di far comprendere ai cittadini che se é vero che loro ci pagano, altrettanto vero é che siamo INDISPENSABILI in un contesto di civile convivenza come dovrebbe essere uno stato democratico.
La dove vengono a mancare questi elementi, le brutture di un autoritarismo totale, sono di certo le prime ad entrare e stravolgere la democrazia.
É questo, che taluni cittadini faticano a capire, perché troppo presi dal loro egoismo ed individualismo.

PS celeste, cosa intendi per "idioti"? I cittadini o le mele marce all'interno?
FYNG

Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline celeste

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« Risposta #19 il: 06 Maggio 2013, 16:56:03 »
.....avevo letto male io, ti chiedo scusa.Tu parlavi del fatto che riuscite ad isolare le mele marce. Ma non puoi fare un paragone col fatto che i cittadini non riescono ad isolare i vari idioti da te descritti.