AutoreTopic: Diritti e doveri dei poliziotti nel fermare le persone  (Letto 44366 volte)


Offline MarcelloM

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« il: 02 Settembre 2013, 21:04:22 »
Salve,
mi piacerebbe avere una risposta circostanziata (leggi, direttive ministeriali, o altro) sulla seguente questione... dato che con gli amici su Facebook sono iniziate molte discussioni in proposito.

Negli USA esiste un movimento in forte crescita (rappresentato ad esempio, ma non solo, dal sito internet www.copblock.org) che cerca, facendone una questione di principio, di ricondurre il comportamento dei membri delle forze di polizia (da quelle locali, alle forze di frontiera, e altro) a quelli che sono i principi della costituzione (e comunque alle leggi in vigore nei vari stati americani).

Fondamentalmente raccolgono VIDEO di poliziotti, spesso intenti a dialogare con lo stesso possessore della videocamera, e li costringono a rispettare "alla lettera" il regolamento e le leggi. Quello che esce fuori è:

1) Il cittadino ha il diritto di tenere accesa una telecamera per tutto il tempo
2) Quando il poliziotto chiede documenti, o di aprire il bagagliaio, o cose simili... Il cittadino chiede al poliziotto di rispondere esplicitamente alla domanda "Sono in stato di fermo?" (am I being detained?)
3) Se il poliziotto dice NO allora il cittadino dice "Quindi posso andare?"
4) Se il poliziotto dice di SI allora il cittadino dice "Per quale ragione?"

Di solito il poliziotto NON ha una ragione reale (ad esempio... "stiamo fermando tutte le Fiat Punto rosse perché ci è stato segnalato che dei ladri sono scappati con quella" e pertanto si innesca un (divertente?) siparietto in cui il cittadino continua a stare sul punto ("Sono in stato di Fermo? Allora posso andare?") ed i poliziotti continuano in modo gentile (a volte meno) a chiedere documenti o autorizzazioni ad aprire il bagagliaio dell'auto (autorizzazioni che non arrivano mai perché il cittadino continua a chiedere se è in stato di fermo o meno).

Una cosa molto chiara che viene ben spiegata è che "il rifiuto ad accettare di identificarsi o di far perquisire la vettura non puo' esso stesso essere considerato una ragione plausibile di sospetto".

Portando la mia esperienza personale, una volta, negli USA, sono stato fermato. L'agente di polizia ha acceso il lampeggiante, mi ha fatto accostare, e poi, non appena mi ha raggiunto (dandomi del lei) e mi ha detto... "Salve.. sono l'agente Pinco Pallino del corpo di polizia di XYZ e la fermo per eccesso di velocità".

Sottolineo quindi

1) Dare del "lei" al cittadino
2) Identificarsi (persona e corpo di appartenenza)
3) Chiarire subito la ragione per la quale si è fermata la persona

Credo che in Italia non mi sia mai capitato.

Sarei interessato ad un confronto con il sistema italiano.. lo ripeto..su base strettamente legale (nella pratica il 99,999% delle persone probabilmente acconsente ad una identificazione e ad una eventuale perquisizione dell'auto.. forse un po' meno della persona). Allargando la discussione anche alle perquisizioni domestiche le mie domande sono....

1) Se cammino per strada (a piedi o in auto) un agente di Polizia può fermarmi e chiedermi documenti senza dare una motivazione plausibile sul perché ferma proprio me? (ad esempio.. "lei corrisponde alla descrizione di una persona appena scappata da un inseguimento")
2) L'agente di polizia può chiedere il permesso per effettuare una perquisizione sulla persona o sull'autovettura? E se il permesso viene rifiutato può comunque procedere?
3) La polizia può entrare nell'abitazione di un privato senza l'autorizzazione (esplicita e circostanziata) della Procura?
4) Se il cittadino si rifiuta cosa può accadere? Il poliziotto che procede allo stato di fermo... deve "portare la persona in Questura" dove, solo dopo autorizzazione del magistrato, si può procedere ad identificazione e perquisizione? E nel far questo deve giustificare lo stato di fermo? Il semplice rifiuto alla identificazione o alla perquisizione è una ragione valida per lo stato di fermo?

Ho cercato riferimenti legislativi su internet e la cosa che ho trovato che si avvicinava di più alle problematiche qui espresse è la Legge Reale (1975) che (riassumo) richiede:

- che ci sia la flagranza di un reato violento (armi, esplosivi)
- che ci siano "sufficienti indizi" che andranno comunque messi a verbale
- che si proceda comunque allo "stato di fermo" con successiva e tempestiva comunicazione alla procura/pretura

Non ho trovato nulla invece sul diritto (o dovere) di identificarsi e sul diritto (se c'è) di poter documentare il tutto con una videocamera

Qualcuno di voi sa darmi altri riferimenti legislativi ?

- Uso della videocamera quando si viene fermati ad un posto di blocco. Consentito? Se NO, dove è scritto che non si puo' ?
- Identificazione. Esiste l'obbligo di identificarsi su richiesta? Dove è scritto.. quale articolo del CP ?
etc..

Grazie mille.. e buon lavoro.


Offline Ulysse

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« Risposta #1 il: 02 Settembre 2013, 21:16:53 »
Marcello, non vorrei sembrare scortese, ma le risposte alle sue domande può trovarle tranquillamente nei testi normativi italiani. Codice Penale, codice di Procedura Penale, TULPS, e codice della privacy.
Altre piccolezze "tecniche" inoltre le potrà trovare sui vari rimandi legislativi e sui codici specifici - amministrativi,stranieri,lavoro, ect ect - e non ultimo trova tutto, ma proprio tutto ciò che riguarda le libertà personali, i diritti ed i doveri dei cittadini italiani TUTTI, sulla nostra Costituzione - facilmente reperibile anche in rete - seguendo il primo brocardo della nostra legge che prevede "lex superior derogat inferior" affidando quindi alla carta Costituzionale ogni risposta ai dubbi.
Credo che le versioni cartacee dei codici sfiorino le somme di 50/70€, ma le versioni digitali si trovano a molto meno. Se vuole risparmiare troverà utili anche le edizioni di qualche anno fa, utili per i suoi quesiti se non deve sostenere esami giuridici o concorsi.
In ultimo le dico di non comparare la legge italiana con gli altri Stati, USA e GB in primis, perché gli ordinamenti dei paesi stranieri sono poco articolati e di facile comprensione, quindi adatti a cervelli più malleabili e manipolabili di quelli di un italiano medio, che è di gran lunga superiore a quello degli altri cittadini, se non altro per il suo peso specifico nella cultura, se questa non è limitata chiaramente ai giornali sportivi o i social network o peggio wikipedia.
Buonasera a lei
FYNG

Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline leone17

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« Risposta #2 il: 02 Settembre 2013, 21:37:45 »
Buonasera Marcello, non esiste paragone tra le norme giuridiche del sistema U.S.A. e quelle italiane, per quanto riguarda il controllo delle generalità o perquisizioni ed anche per il resto ; senza andare molto lontano troverà molto differenti dalle nostre anche quelle francesi.  Le norme sono molteplici e complesse, e la Legge Reale, che lei ha citato, ne è una piccolissima parte. Le letture che le ha consigliato Ulysse possono aiutarla sicuramente a comprendere il nostro sistema giuridico.

P.S. una curiosità, come ha fatto a capire che il poliziotto in USA le dava del lei? io con la lingua inglese non sono mai riuscito a distinguerlo.

Offline MarcelloM

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« Risposta #3 il: 02 Settembre 2013, 21:54:36 »
Grazie per la pronta risposta.

Ha ragione .. Non ho specificato.. il poliziotto ha detto "Sir.." che .. più o meno.. corrisponde a dare del lei.

Conosco i principi che governano le leggi, il discorso di LEX SUPERIOR etc... Di solito la Costituzione riporta qualcosa come "limitata secondo la legge" dopo ogni principio... Quindi, fatto salvo il valore dell'enunciato di principio, per l'applicazione pratica si fa riferimento alla legge. I testi da voi citati si trovano anche gratuitamente online.. però la ricerca non è facile...

Il paragone che cerco di fare NOn è perché voglio confrontare punto per punto le leggi.. non sarebbe possibile.. Ma si possono confrontare le situazioni.

Per questo chiedevo a chi applica queste leggi ogni giorno.. di farmi un sunto (con eventuali riferimenti).

Ad esempio so che la videocamera si puo' usare in luogo pubblico ma so anche che non va usata per seguire una persona specifica in modo continuo e riconoscibile (diventerebbe una specie di stalking)... Come si puo' documentare un posto di blocco senza evidentemente documentare gli agenti di polizia da vicino? E comunque, se l'uso non è pubblico ma solo a tutela del fermato cade il divieto di seguire un singolo volto riconoscibile? Etc... Non sono cose facili da trovare nel codice penale.. per questo chiedo aiuto.

Immagino che chi tutti i giorni ferma decine di automobili o persone sia a conoscenza dei limiti consentiti alla propria azione, a tutela propria e del cittadino.

Offline Cleanhead

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« Risposta #4 il: 02 Settembre 2013, 22:05:52 »
Vorrei articolare di più la risposta ma ora non posso per ragioni obbiettive. Lei può riprendere tutto quello che vuole, posti di blocco agenti e quant altro , ovviamente senza intralciare il lavoro ma poi dovrà essere molto cauto sul trattare queste immagini, perché se finiscono nel posto sbagliato lei poi ne risponde penalmente e civilmente.
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Offline Ulysse

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« Risposta #5 il: 02 Settembre 2013, 22:10:35 »
Sunti non se ne possono fare, non per mancanza di volontà, ma per completa inutilità. Si fornirebbe solo una parziale e scarna informazione su un tema delicato quale i diritti ed i doveri dei cittadini. Informazione parziale che preferisco lasciare - almeno io - ai professionisti della pessima informazione, quindi suggerisco sempre i testi brevi manu, che aiutano anche a far lavorare il cervello su concetti articolati e complessi, come appunto le leggi.

Che senso ha fare comparazioni su "situazioni" specifiche fatte da soggetti con culture basiche diverse? Io sono un cittadino italiano, con una cultura sociale formata da una religione cattolica, un istruzione scolastica fatta dallo Stato ed una educazione al rispetto dettata dai miei principi e valori famigliari.
Posso dire lo stesso di un cittadino USA che ha nella sua costituzione l'uso delle armi? O in quello britannico che non ha la Costituzione ma un complesso di leggi collegate fra loro ed emesse da un sovrano? Non credo quindi come posso fare comparazioni su situazioni sociali? Non sarebbero comparabili.

Se vuole, può usare tranquillamente la sua videocamera, il problema non è cosa riprende, ma che uso ne fa delle riprese. Troverà risposte specifiche qui: http://www.altalex.com/index.php?idnot=6355
Inoltre se lei non ha nulla da temere, non vedo a cosa le serve la "tutela" videofilmata. A meno che lei non stia parlando di paesi come il Messico o Brasile o Iran o peggio qualche paese dell'africa subsahariana.
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Offline leone17

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« Risposta #6 il: 02 Settembre 2013, 22:13:02 »
Sarebbe poco professionale fare un riassunto.  Potrà trovare altre risposte anche gironzolando nel forum perché parecchi degli  argomenti da lei proposti sono stati già oggetto di discussione. Se vuole potrà fare delle riprese, ma senza interferire od  intralciare il lavoro del PU. La questione riguarda il trattamento di tali immagini e la loro eventuale diffusione di cui si potrebbe rispondere in Tribunale.

Offline Cleanhead

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« Risposta #7 il: 02 Settembre 2013, 22:13:14 »
Pensiero a voce alta: ci fosse mai uno che volesse riprendere per tutelare i poliziotti !!
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Offline Ulysse

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« Risposta #8 il: 02 Settembre 2013, 22:18:58 »
Pensiero a voce alta: ci fosse mai uno che volesse riprendere per tutelare i poliziotti !!

Ma che sei matto? I poliziotti non si tutelano, si accusano. E' più facile! e sopratutto costa meno! [51] [51] [51] [51] [51] [51] [51] [51] [51] [51] [51]


Pensiero a voce alta............... .comunque è meraviglioso questo mondo, quasi quasi chiedo anche io, solo che non so a chi rivolgermi! Mi aiutate?
FYNG

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Offline MarcelloM

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« Risposta #9 il: 02 Settembre 2013, 22:32:41 »
In USA stanno imponendo le telecamere a tutti i poliziotti e c'è un forte dibattito.. Alcuni corpi sono felici di indossare camere portatili (sulle automobili ci sono da tempo) proprio per la loro stessa tutela. Altri invece "si sentono spiati" e si rifiutano.. Dipende un po' da come la prendono.

Comunque la cosa delle telecamere era solo un aspetto. C'è l'identificazione, la perquisizione della persona o della vettura, etc...

Ripeto.. non voglio confrontare leggi o sistemi sociali.. solo situazioni (Es: posto di blocco) nel quale evidentemente i comportamenti si adattano alle leggi dello specifico paese.

Non voglio andare fuori argomento.. ma a chi mi ha portato in riferimento Messico etc... voglio rispondere che anni fa, quando vivevo solo in un appartamento in affitto, verso l'una di notte, 5 persone armate in borghese hanno spalancato senza bussare la porta di casa mia (era una di quelle porte in ferrocon la maniglia all'esterno). Si sono identificati mostrandomi un tesserino e hanno chiesto documenti. Hanno visto che non ero la persona che cercavo, si sono velocemente scusate e se ne sono andate. Affacciandomi al balcone ho visto due gazzelle dei Carabinieri sotto casa assieme a una terza macchina normale e altri Carabinieri in divisa..Insomma.. Non era uno scherzo.. era una vera operazione di polizia.. ma evidentemente avevano sbagliato persona. Ma non avevano nessun mandato, nessuno ha bussato prima o altro.... Boh

Quando ero ufficiale nella Nato facevamo esercitazioni nelle quali i valutatori americani erano molto stretti sul controllo delle procedure... C'era una procedura per tutto.. magari si esagerava anche.. e certamente era un sistema con situazioni meno complesse di quelle che possono verificarsi per strada in città...

.. ma tanto per dire... esiste una procedura (in questo caso non penso si possa parlare di legge.. che impone all'agente di identificare se stesso e la ragione del posto di blocco prima di chiedere i documenti, oppure è lasciato alla sensibilità del singolo agente o del singolo comando?

Offline leone17

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« Risposta #10 il: 02 Settembre 2013, 22:38:48 »
Magari le dessero a noi le telecamere! sulle macchine e sulle uniformi,sarei felicissimo! 

Direi che invece si deve parlare di Legge, non c'é nessuna legge dello stato che preveda che  il PU si identifichi né debba giustificare la ragione del controllo.

Offline MarcelloM

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« Risposta #11 il: 02 Settembre 2013, 22:46:24 »
Grazie LEONE17... sto cominciando ad avere risposte concrete...

Quindi lei mi dice che NON SI DEVE GIUSTIFICARE UN CONTROLLO (di una persona a piedi o di una automobile) ma può citarmi l'articolo di legge che dica qualcosa tipo.... "L'agente di PS puo' fermare chi vuole senza ragione ..etc etc..." ? Io non l'ho trovato.

Offline leone17

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« Risposta #12 il: 02 Settembre 2013, 23:57:00 »
Non è con questo approccio che va analizzata la questione, ma http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=1730, provi a vederla da questo aspetto;  forse lei pensa troppo al sistema USA.

Offline MarcelloM

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« Risposta #13 il: 03 Settembre 2013, 00:06:38 »
Non vedo perché mi parla di USA.. Io ho citato l'Italia e dell'Italia stiamo parlando.

E la ringrazio perché la sua risposta mi sembra molto circostanziata e non vedo perché dice che l'approccio è sbagliato. E' proprio quello che sto cercando.. riferimenti precisi nelle norme (e le successive interpretazioni in dibattimento).

Da quello che leggo per ora possiamo mettere alcuni punti fermi

- Si ha l'obbligo di fornire le proprie generalità (art 651)
- NON si ha l'obbligo di mostrare un documento (art 651)

Mi piacerebbe proseguire con questo metodo...e arrivare a un piccolo "manualetto"...

Il cittadino ha il diritto di richiedere all'agente di identificarsi se questi non l'abbia fatto prima?
Il cittadino puo' rifiutare una perquisizione (su se stesso o sull'autovettura) ?
etc...


Offline leone17

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« Risposta #14 il: 03 Settembre 2013, 00:19:12 »
Glielo dico, perché identificarsi da parte dell'operatore di polizia è una questione tutta USA, dove se non sbaglio quasi tutti gli agenti hanno il proprio nome sull'uniforme.

L'approccio è sbagliato, perché ho come l'impressione che lei non vede il controllo da parte delle forze dell'ordine come uno strumento di tutela della comunità, ma come una forma di repressione. Se sbagliassi a pensarla così sarei contento.

3) A meno che non si abbia l'obbligo di portarlo al seguito.

rispondo anche alle ulteriori domande:
no, e no.

Guardi, senza offesa, il "manualetto" è una cosa che mi fa sorridere, io dico semplicemente che se venissero seguite le indicazioni della Polizia  durante un controllo  tutto filerebbe liscio, senza intoppi e terminerebbe in breve tempo.
Basterebbe insegnare più educazione civica a cominciare dalle scuole e non sarebbe necessario conoscere testi giuridici.
« Ultima modifica: 03 Settembre 2013, 00:21:00 da leone17 »

Offline MarcelloM

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« Risposta #15 il: 03 Settembre 2013, 00:33:37 »
No.. mi scusi... qui il problema non è il ruolo della Polizia.. certamente a tutela della comunità.. Ma il modo con cui si raggiunge questa tutela. Il Poliziotto (come il pompiere o l'impiegato dell'anagrafe) è un dipendente pubblico pertanto un servitore della comunità e non qualcuno al di sopra della comunità.. Per cui non basta "seguire le indicazioni della Polizia" e fidarsi.. non è questo il punto. Un cittadino è innocente fino a prova contraria (e non colpevole fino a prova contraria) pertanto ci si aspetta che venga trattato come tale e che se si debba violare il suo diritto alla integrità fisica o della propria proprietà questo venga fatto con tutte le cautele del caso e che chi lo decida si prenda le proprie responsabilità (elencando per iscritto le ragioni e segnalandole alla procura).

Più in generale il "manualetto" sarebbe utile anche per altri incontri con la Polizia... Ad esempio... (non c'etnra nulla con la discussione che stiamo facendo) ... So che molti agenti rifiutano di chiamare la Polizia Scientifica nel caso di un sopralluogo dopo un furto nell'abitazione. E mio diritto o no che vengano rilevate le eventuali impronte del ladro? Oppure questo si fa solo nel caso di derubati VIP? Sarebbe utile sapere se la legge prevede che "l'agente che rileva l'effrazione decide se si deve chiamare la Polizia Scientifica" oppure "E' diritto del cittadino chiedere che vengano effettuati rilievi.."... Etc..

Insomma.. credo che tanti problemi si potrebbero evitare NON se il cittadino stesse zitto e seguisse pedissequamente le indicazioni dell'agente ma piuttosto se ci fossero indicazioni chiare e precise sui diritti e doveri di entrambe le parti.

Tornando alle nostre cose lei mi risponde che non c'è obbligo di fornire il proprio nome mentre a me risulta che la Bassanini abbia imposto tale obbligo a tutti i dipendenti pubblici.. ma magari c'è una norma che esclude gli agenti di Polizia..

Offline leone17

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« Risposta #16 il: 03 Settembre 2013, 01:03:18 »
Chi lavora per la tutela della comunità non si pone al di sopra della comunità, ne è parte integrante con un ruolo che è definito dalla legge. quindi non bisogna  vivere in modo negativo il fatto che vengano chieste le generalità .  Chiedere le generalità non è una accusa di colpevolezza, una perquisizione non è violare l'integrità fisica, e chi decide di effettuare una perquisizione si prende le proprie responsabilità. infatti viene tutto documentato e segnalato alla procura.

scrivere che le impronte si rilevano solo in casi di derubati VIP denota un po' di preconcetti, è la polizia giudiziaria che si occupa delle prove, con tutte le valutazioni relative.

Di certo quando controllo una persona non posso certo fargli una lezione di diritto, credo che forse andrei anche oltre l'orario di servizio; si ricordi poi che  la legge non ammette ignoranza, e questo vale per tutti.  Invece le posso garantire che tanti problemi si potrebbero evitare proprio se quelle indicazioni venissero seguite, collaborando con le forze dell'ordine. Se  ritiene che durante un controllo degli agenti abbiano fatto degli abusi è suo diritto segnalarli nelle sedi opportune, io i miei doveri li conosco perfettamente, spesso mi rendo conto che i miei interlocutori ignorano i loro.

per quanto riguarda i nominativi, io sono fermo ad una disposizione del 2010 dove il ministero della funzione pubblica escludeva le forze di polizia dello stato, ed alcune altre categorie, poiché hanno un proprio ordinamento, e  non rientrano genericamente nella categoria dei dipendenti pubblici.

« Ultima modifica: 03 Settembre 2013, 01:11:29 da leone17 »

Offline MarcelloM

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« Risposta #17 il: 03 Settembre 2013, 01:08:42 »
Nessuno vive in modo negativo nulla... io sto soltanto cercando di capire ESATTAMENTE cosa puo' fare il poliziotto e cosa non puo' fare, cosa devo fare io e cosa non sono tenuto a fare. Abbandonarsi alle indicazioni dell'agente di turno non mi pare una regola e puo' al massimo essere un suggerimento.

Se la mia ragazza lo avesse accettato a quest'ora avrebbe dovuto fornire il proprio telefono a 2-3 agenti che hanno posto questa domanda, a volte in modo insistente, alla fine di un controllo.. tanto per fare un esempio. Per cui.. per restare nell'esempio (realmente accaduto) sarebbe utile sapere se uno è obbligato a dare il proprio telefono o no... in modo che non ci siano equivoci.

I casi di arbitrio, che io e lei giustamente contestiamo, nascono proprio dal fatto che in questo paese non ci sono leggi certe e chiare. Se lo fossero sarebbe piu' facile per il cittadino far valere i propri diritti cosi' come sarebbe piu' facile per i poliziotti fare il proprio lavoro. Allora.. in attesa che i nostri legislatori sistemino le cose.. ragionare su un "manualetto" non mi sembrava una cattiva idea.. tutto qua.

lei dice di denunciare... Un giornalista del Fatto il mese scorso ha ripreso con il proprio telefonino 3 carabinieri in servizio con auto in divieto di sosta fermi per prendersi pasticcini in pasticceria. Costoro lo hanno identificato e il giorno successivo sono piombati in casa sua mettendo tutto a soqquadro adducendo le ragioni piu' disparate.. E parliamo di un giornalista che ha avuto modo di documentare il tutto su camera... Cosa accade a chi non ha una fotocamera e non fa il giornalista?

Comunque.. vedo che non si avanza nella discussione e la finisco qua... però vi consiglio di farvi un giro su www.copblock.org, anche solo per dare un'occhiata.

Saluti,
MM
« Ultima modifica: 03 Settembre 2013, 01:16:00 da MarcelloM »

Offline leone17

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« Risposta #18 il: 03 Settembre 2013, 01:12:36 »
non si tratta di capire, direi di conoscere, la conoscenza le permette poi di capire.

Offline MarcelloM

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« Risposta #19 il: 03 Settembre 2013, 01:18:29 »
Mi era partito il post per sbaglio.. fermo a "... capire..."
sopra lo trova completo

Offline Lince112

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« Risposta #20 il: 03 Settembre 2013, 01:38:35 »
ogni tanto ne spunta uno.
Allora, vedo che nessuna ha parlato dell'art. 55 cpp
Io non ho nessun obbligo di dire a chicchessia il mio nome, ma ho l'obbligo di scriverlo, insieme al comando di appartenenza, sugli atti da me firmati, vedi verbali di perquisizioni, conravvenzioni, notifiche, e ogni altro tipo di verbale io firmi.

Esistono due tipi di attività, l'attività repressiva ( arresto, sequestro ecc. ecc. ) e l'attività di prevenzione che sono controlli a campione sulla circolazione stradale divisi tra Posto di Controllo che può essere fisso ( il classico atto che voi tutti conoscenete, quando l'agente vi ferma con la paletta) o dinamico ( vedo un auto con delle persone a bordo che attirano la mia attenzione ) e li fermo: e il Posto di Blocco, meno usato, dove è segnalato con l'apposito cartello ALT POLIZIA è tutte le auto vengono incolonnate e contrallete una per uno.
Fa parte dell'attività di prevenzione il fermare la gente per strada per sapere chi è. Non vi è l'obbligo di portare i documenti a seguito ( a meno che il soggetto non sia sottoposto a misure restrittive, es. la sorveglianza speciale ), ma se mi sorge il dubbio ( anche minimo) ho la facoltà di sottoporre la persona a rilievi fotosegnaletici, dando tempestiva comunicazione al PM di turno. Attenzione non è il PM che mi deve autorizzare a procedere, il PM deve essere informato.
La legge che parla delle perquisizioni sono l’art. 41 T.U.L.P.S., che disciplina la perquisizione locale rivolta alla ricerca di armi, munizioni e materie esplodenti;
- l’art. 4 legge 152/75, che disciplina la c.d. “perquisizione sul posto” rivolta alla ricerca di armi, esplosivi e strumenti di effrazione;
- l’art. 103 D.P.-R. 309/1990, che disciplina la perquisizione sui mezzi di trasporto, sui bagagli e sugli effetti personali finalizzata alla ricerca di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Come vedi la P.G. (polizia giudiziaria) lavora di iniziativa, rispettando determinate regole, come quelle sopra citate, dando successiva comunicazione al PM.
In USA non posso entrare in casa di una persona senza un mandato del giudice, in Italia se ho fondatezza ( es. ho visto un ragazzo entrare in un abitazione e subito dopo uscirne che una canna in mano) entra e faccio una perquisizione prima al ragazzo e poi nell'abitazione da dove è entrato. Successivamente gli atti vengono inviati in Tribunale per la convalida.
Nei c.d. blitz, le ordinanze sono già state emanate ( il mandato degli USA) dove si eseguono arresti e perquisizioni di massa, dove spesso è riportata la frase" anche con l'abbattimento di barriere architettoniche". In calabria i latitanti usano cstruire i bunker. Nelle perquisizioni si va armati di mazze e si buttano letteralmente giù i muri! altro che porte.

Non so se ho dimenticato qualcosa..... ma è l'1.30 abbiate pazienza...
tutti zitti!!!!!

Offline Lince112

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« Risposta #21 il: 03 Settembre 2013, 01:44:16 »
Perdonate i vari errori grammaticali e di sintassi ma non ho voglia di rileggere e sistemarli, concedetemi questa licenze "poetiche" delle 2 di notte :D

Ah mi ero dimenticato di dire: Noi siamo impiegati pubblici, ma non ci paragonate mai alle altre categorie.

Noi rappresentiamo la LEGGE.

Cerchiamo di separare i vari Pubblici Ufficiali. Noi siamo , si, pubblici ufficiali, ma prima di tutto siamo la Polizia Giudiziaria e Agenti/Ufficiali di Pubblica Sicurezza (leggi, la LEGGE).
Per farti un esempio estremo, il parlamentare è un pubblico ufficiale ( con una immensità di poteri istituzionali), ma non ha la facoltà di arrestare qualcuno, o fare perquisizioni sul posto.
« Ultima modifica: 03 Settembre 2013, 01:51:39 da Lince112 »
tutti zitti!!!!!

Offline Lince112

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« Risposta #22 il: 03 Settembre 2013, 02:05:26 »
Quello dei pasticcini, si certo.
IL fatto è andato così: Il titolare della pasticceria stava avendo dei problemi con un avventore. Chiamato i CC del posto loro sono intervenuti. Alla fine del controllo sono usciti con una guandiera di pasticcini in mano, perchè lo stesso titolare ha offerto i pasticcini alla caserma, esiste ancora la gente riconoscente.

Una volta la gente era grata del lavoro svolto dei Carabinieri/Polizia. Da noi è più sentito rispetto alla polizia, poichè le caserme dei CC sono come il prezzemolo, stanno ovunque. Tutti i cittadini conosco ogni singolo carabiniere, e sono riconoscenti per il lavoro che svolgono. Dove facevo servizio  tempo fà, ci siamo trovati a fare una vigilanza fissa con orario 22.00 /04.00 a capodanno. La gente prima della mezzanotte, che viveva li vicino ci ha portato talmente tante cose da mangiare che ad un certo punto abbiamo dovuto rifiutare. Ovviamente niente alcolici!
tutti zitti!!!!!

Offline MarcelloM

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« Risposta #23 il: 03 Settembre 2013, 02:11:14 »
Provo a rispondere (più che rispondere.. a chiedere chiarimenti) anche io punto per punto...

- "Ogni tanto ne spunta uno" non è un modo educato per iniziare una conversazione.. uno che.. un rompiballe di cittadino che chiede qualche informazione?

- Ho cercato l'art.55 ma non si parla di identificazione del poliziotto... Comunque Lei mi dice che ha l'obbligo di firmare ogni verbale. Esiste l'obbligo di rilasciare copia del verbale anche per un semplice controllo documenti? Posso richiederlo alla fine del controllo?

- Le varie attività che lei elenca.. posto fisso con paletta, in movimento, etc... devono essere comandate? Cioè... Quel giorno lei riceve dal comando un ordine che dice "Mettetevi qua e fermate tute le auto (che voi ritenete) sospette" ? Oppure mentre lei è in divisa sull'autobus e sta andando a casa puo' fare altrettanto?

- .. Il cittadino ha l'obbligo di identificarsi ma non di portare documenti con sé e puo' rifiutarsi di mostrarli. Se lei ha un dubbio (un dubbio sull'identità della persona o un dubbio che stia facendo un reato?) dopo aver proceduto alla foto segnalazione è tenuto a mettere a verbale le ragioni del dubbio?

- Una perquisizione atta a cercare armi o droghe che mi pare possa essere eseguita solo da un Ufficiale di P.G e non da agenti (se non in casi urgenti.. tizio con pistola in mano,.. etc) va poi giustificata e verbalizzata.. anche se non si trova nulla giusto? Si devono spiegare le ragioni che hanno indotto a perquisire il soggetto o il mezzo di trasporto? Si deve consegnare copia del verbale? Il semplice rifiuto di dare documenti o di acconsentire volontariamente ad una perquisizione ("puo' aprire il bagagliaio?".. "No") puo' diventare essa stessa ragione di sospetto? (in USA no.. il sospetto deve sussistere prima del fermo del veicolo e non subentrare in un secondo momento a causa del comportamento non collaborativo del cittadino).

- Se vedi uno "uscire con una canna".. intendi.. pistola?

Provo a fare un gioco.... Un cittadino onesto ma non collaborativo viene fermato in un normale controllo "con paletta"...

- Documenti?
- NO
- Come no?
- E' mio diritto non darli. Lei puo' chiedermi chi sono ma non puo' chiedermi i documenti
- Ha ragione. Mi dica come si chiama.
- Mario Rossi, questo glie lo dico perché sono obbligato
- Giusto. E dove abita?
- A piazza Garibaldi 1
- Il suo telefono
- Questo non sono tenuto a dirglielo.
- Senta, puo' aprire il bagagliaio ?
- No
- Come no?
- No perché non può perquisirmi se non sospetta io trasporti droghe o armi e se controlla il nome che le ho dato vedrà che non ho precedenti
- Senza documenti non mi basta un controllo del nome, devo fare rilievi fotosegnaletici
- Faccia pure
(...passa del tempo...)
- Non risulta nulla. Puo' aprire ora il bagagliaio?
- No.. perché non risulta nulla.. sono un cittadino onesto.

.. fin qui giusto ?

Offline MarcelloM

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« Risposta #24 il: 03 Settembre 2013, 02:17:07 »
PASTICCINI...

Non so.. questa è la prima volta che sento questa versione... Se cosi' fosse non vedo dove sarebbe stato il problema e per quale ragione il giorno dopo siano andati a casa del tizio ad intimidirlo in vari modi...

Comunque io ho fiducia nei Carabinieri e ricorro spesso a loro proprio per la funzione di controllo del territorio che si esplica anche con semplici chiacchierate. Ad esempio il costruttore non voleva  montarmi il pannello solare e il maresciallo dei Carabinieri della mia zona l'ha convocato per "farlo ragionare" spiegandogli che è un obbligo di legge. Cose cosi' funzionano proprio perché io conoscevo i miei diritti (il pannello solare) e il maresciallo svolge la funzione che tempo fa avevano i preti o i sindaci nei piccoli paesi.. quella di moderatore... Pero' tutto è partito dal fatto che io conoscevo i miei diritti....

Per quello sto insistendo che siano chiari a tutti (cittadino e agenti) i propri diritti e doveri in modo che non ci siano prevaricazioni da nessuna parte. La logica del "fidatevi e fate come diciamo noi" non mi piace....