AutoreTopic: Banca dati forze dell'ordine  (Letto 10407 volte)


Offline Cleanhead

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« Risposta #50 il: 30 Dicembre 2013, 18:22:58 »
Citazione
Ora vorrei fare io una domanda alle FFOO di questo forum, inerente a questo argomento. Se vengo fermato ad un posto di blocco in compagnia di "Mr. X", persona a cui per varie ragioni non voglio dire dove lavoro, dove abito ecc ecc (potrei averlo conosciuto 10 minuti prima e non volergli dire certe cose di me visto che non lo conosco), se l'agente di turno mi facesse delle domande "precise" a cui ovviamente io non ho motivo per non rispondere, potrei chiedergli se posso scendere dalla macchina e proseguire "a tu per tu"? Quale sarebbe il modo giusto per dire all'agente "ti dico tutto ma non voglio che questo accanto a me sappia" quindi spostiamoci 2 metri senza farlo "allarmare" facendogli pensare "chissa cosa nasconde questo"?

...succede più spesso di quanto tu possa pensare. Basta essere discreti e far capire le proprie intenzioni senza raccontare balle...poi per carità puoi anche incontrare il collega che non capisce una mazza.......scendi dalla macchina con una scusa e rispondi a tutto quello che vuoi.....scusi scendo un attimo che non riesco a parlarle inq uesta posizione...scendo cosi mi accendo una sigaretta.... etc etc etc
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Offline Ulysse

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« Risposta #51 il: 30 Dicembre 2013, 18:34:56 »
Cercherò di rispondere ad entrambi

nella mia esperienza di 113 Volante/autoradio mi sono capitate migliaia di persone diverse, con molte di esse cercavo un dialogo (qualcuno si spaventerà di questo [51] piccola divagazione) per capire chi avessi di fronte. Chiedere un dettaglio in più può aiutare anche chi sta operando a verificare se il soggetto fermato dice o meno la verità. Mi spiego meglio. Se io chiedo ad una persona che professione svolga, e questi mi dice pasticciere, conoscendo la zona posso desumere che lavora in zona, nelle pasticcerie di zona se queste non sono presenti, deduco che viene da un'altra zona e che non è del posto (sia una città o un quartiere di essa) Ma è un generico comportamento ben più strutturato verso persone che non svolgono un "lavoro" legale. Spero di essermi spiegato!!!
Ora riferire la professione, non è che sia un dato sensibile da tutelare, a meno che non sia un operatore dei servizi segreti (e vi posso garantire che mi hanno detto anche questo, mostrandomi anche una placca con sopra scritto appunto Servizi Segreti) ma quegli operatori nello specifico sanno come trattare le loro informazioni.
Escludendo che lo siate, non vedo perché non dobbiate dirlo. A chi lo dite? Al primo che passa oppure ad un Poliziotto? A chi riferite la vostra residenza? Ad un ladro - e magari inconsapevolmente lo fate spesso - oppure ad un Poliziotto?
Tolti i gusti sessuali, religiosi e di appartenenza etnica che sono di per se protetti anche dalla Costituzione, su cui vi ricordo i Poliziotti hanno giurato, non vedo perché fornire altri dati personali sia così difficoltoso.
Ribadisco il concetto espresso in un post sopra.............. il pensiero o l'atteggiamento di sfida verso le FF.OO non porta a nulla se non a situazioni di cui poi ci si pente, e molto spesso questo comportamento, viene acutizzato dai legali che fornendo indicazioni di massima, se non fuorvianti perché prive dei dettagli di legge, finiscono per increspare il già troppo crespo rapporto tra cittadini e FF.OO.
Esempi ne abbiamo ogni giorno, e ne dobbiamo leggere ogni giorno, ma se il cittadino è onesto e fa della sua onestà una bandiera del suo vivere in comunità, io non vedo perché non debba fornire i suoi dati.
Sapere che tizio è un professionista operante in un X campo, può anche essere utile ai fini dell'espansione lavorativa - il gruppo di persone che conosce il Poliziotto potrebbe portare nuovi clienti per esempio - oppure sapere che in un locale X lavora la signora Y, che può dare indicazioni utili sull'evento che sta accadendo vicino al suo lavoro, perché amica/conoscente, può aiutare le indagini o la buona riuscita dell'evento.
In altre parole, fare i diffidenti forzati - perché di questo si tratta, in quanto come ho già spiegato siete "formati" male dalla cultura di questo paese - verso le FF.OO non conduce da nessuna parte se non ad un contrasto relazionale che produce errori.
E' utile quindi andare avanti? Possiamo sperare in qualcosa di positivo oppure dobbiamo continuare ad affrontarci in stile neoborbonico?
Ditemi voi.
« Ultima modifica: 30 Dicembre 2013, 18:36:58 da Ulysse »
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Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline help74

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« Risposta #52 il: 30 Dicembre 2013, 18:37:56 »
Figurati :-) ,  non ho voluto parlare perché la persona aveva un tono arrogante e non mi piace questa cosa, io rispetto te tu rispetti me, gli ho fornito il documento e a mio avviso basta e avanza per identificarmi, se mi hanno denunciato penso che avrò il diritto anche io di raccontare la mia versione al giudice, allora poi vedremo..

Offline Ulysse

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« Risposta #53 il: 30 Dicembre 2013, 18:41:23 »
Io ritengo di essere nel giusto, sono stato fermato e ho mostrato documento di identità automaticamente sono stato identificato.

Figurati :-) ,  non ho voluto parlare perché la persona aveva un tono arrogante e non mi piace questa cosa, io rispetto te tu rispetti me, gli ho fornito il documento e a mio avviso basta e avanza per identificarmi, se mi hanno denunciato penso che avrò il diritto anche io di raccontare la mia versione al giudice, allora poi vedremo..

mi manca sempre un pezzo..........perc hé pensi che TU sia stato denunciato. Cosa pensi sia accaduto o cosa è veramente accaduto perché Tu creda così insistentemente che sei stato denunciato
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Offline leone17

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« Risposta #54 il: 30 Dicembre 2013, 18:49:19 »
ci sono mille motivi per cui si possono chiedere le informazioni già scritte su un documento, non fornirle non fa altro che rendere più difficile il lavoro dell'Agente di Polizia , oltre che integrare il reato di cui all'art. 651 c.p.
per il resto rimando alle considerazioni di cui sopra.

Offline help74

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« Risposta #55 il: 30 Dicembre 2013, 19:00:24 »
Perché mi è stato chiesto se ho un avvocato, ma non mi è stato chiesto di dire il nome dell'avvocato.
A mio avviso nel il 651 nel il 495 hanno senso di esistere quando il pubblico ufficiale ha in mano il documento di identità della persona fermata.
Però chiaramente questo dovrà essere il giudice eventualmente che lo decide in base a cosa prevede la legge, da alcune ricerche mi è sembrato di capire con ottime probabilità che il solo documento basta per ottemperare ai due articoli menzionati.

Offline mikipg

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« Risposta #56 il: 30 Dicembre 2013, 19:02:28 »
Ulysse, appunto chiedevo come in caso di necessità sia possibile far capire all'agente che "ti rispondo, ma fammi scendere dalla macchina perchè davanti ai passeggeri sono in imbarazzo".

I motivi potrebbero essere molteplici, magari una persona che non ha ancora detto alla propria moglie di aver perso il lavoro recentemente (e ce ne sono di casi) o un'altra che all'amichetta di turno non vuole far sapere esattamente con chi abita perchè magari è sposato, o un'altra ancora che 10 anni fa è stato condannato per una cosa di poco conto e magari a distanza di tempo non vuole riferire di essere un pregiudicato davanti ai suoi amici o passeggeri...

Tutto qui. Anche perchè l'unico motivo "comprensibile" per mentire ad un appartenente alle FFOO in un caso come quello del posto di blocco secondo me è avere accanto persone che non vuoi che sappiano certe cose. Perchè io stesso mi sono trovato qualche mese fa a rifare la carta d'identità nel comune di Perugia (che come Cleanhead ben saprà ora è elettronica) e senza dichiarare niente nello schermo del PC è uscito tutto di me.

E non penso che l'impiegato Pinco Pallo abbia più informazioni del Poliziotto in strada, motivo per cui mi pare logico che le domande servano o per aggiornare dei dati magari non più validi o per verificare se "Tizio" alla guida è un cialtrone che dice castronerie o una persona limpida.

Offline harryb

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« Risposta #57 il: 30 Dicembre 2013, 19:37:14 »
Io ho fornito la patente appena richiesta e secondo me un documento di identità o equivalente è sufficiente per escludere l'art 651 e il 496.
Ho mostrato il documento e poi in seguito mi son state fatte le domande alle quali non ho risposto in quanto ritenevo di avere già detto tutto documentando la mia identità con regolare documento.

Mah, non rispondere a domande legittime mi sembra un atteggiamento un pochino infantile. Senza offesa, sia chiaro.
Poi, giusto per parlare, c'è da dire che alcuni documenti non sono assimilabili alla carta d'identità. La nuova patente di guida ad esempio, non riporta la residenza del titolare per cui se qualcuno me la mostra mentre si trova alla guida di una vettura che magari non è neanche di sua proprietà, dovrà quantomeno farmi sapere dove risiede, se glielo chiedo.
Io cerco sempre di essere cortese col cittadino ed in genere trovo gente educata. Ma a volte no e quando succede mi regolo di conseguenza, facendo ciò che la Legge mi consente di fare.

Offline help74

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« Risposta #58 il: 30 Dicembre 2013, 19:56:57 »
In questo caso Harry sono d'accordo con te.
Comunque direi che ora l'unica cosa da fare è accertare se è stata fatta o meno denuncia, fra una ventina di giorni farà richiesta alla procura.
Grazie a tutti gli intervenuti.

Offline Ulysse

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« Risposta #59 il: 30 Dicembre 2013, 20:28:40 »
Ulysse, appunto chiedevo come in caso di necessità sia possibile far capire all'agente che "ti rispondo, ma fammi scendere dalla macchina perchè davanti ai passeggeri sono in imbarazzo".

una metodologia precisa non esiste per l'ovvio motivo che ognuno di noi lavora secondo uno schema che potremmo definire elaborato personalmente, se pur costruito in addestramento durante il corso. Ancora oggi lavoro con un collega che dopo 26 anni di servizio è lo stesso di quando entrammo. Limitazioni? Scarsa voglia nell'impegno quotidiano? Educazione ricevuta? Chiamatela come volete, ma è un dato di fatto, ma fortunatamente questa caratteristica, esiste in tutte le professioni italiane, per cui mal comune mezzo gaudio. Ma questo è un altro discorso.
Ho una mia metodica - anche se oggi non mi capita di frequente come prima - che non mi ha mai condotto ad essere citato in Tribunale per un eventuale "abuso", che ho affinato negli anni, formandomi, facendo domande ai più anziani, curiosando in giro, che mi hanno FORMATO appunto credo verso una semi-perfezione, perché il momento del c*******e come viene definito è sempre dietro l'angolo, per cui umilmente dico che sono semipreparato.
Di certo non si può biasimare un Poliziotto che ha delle "pecche" lavorative se queste non coinvolgono il regolamento di disciplina o peggio il Codice Penale. E' tutto un po' relativo, perché egli potrebbe risponderti, che del tuo "imbarazzo" non gli interessa per una serie di motivi, per cui Tu ti irrigidisci e non se ne esce. Ma ripeto, puoi solo biasimarlo, ma non tutti sono così. Se non ha violato il CP, né il regolamento, ne la deontologia professionale - anche se ce ne sarebbe motivo di ricrederlo - si può fare ben poco.
Ma questo, ripeto, si può verificare anche dal lattaio, dal salumiere, dal tecnico TV/idraulico/elettricista, che molto spesso mascherano la loro poca professionalità e la loro disonestà in maniera ben più strutturata rispetto ad un operatore in divisa. E' educazione, nulla di più!

E non penso che l'impiegato Pinco Pallo abbia più informazioni del Poliziotto in strada, motivo per cui mi pare logico che le domande servano o per aggiornare dei dati magari non più validi o per verificare se "Tizio" alla guida è un cialtrone che dice castronerie o una persona limpida.

Non fare l'errore di credere che l'impiegato del comune non abbia più informazioni di un Poliziotto, piuttosto che di un idraulico, un falegname o il giornalaio sotto casa. Ciò che distingue queste persone nelle loro informazioni, è la gestione delle stesse. Un Poliziotto quindi è deputato ad elaborare informazioni quasi tutte aperte, in virtù della sua professione per il discorso che facevo prima, ma la stessa elaborazione non viene certo richiesta al giornalaio. IL dato grezzo o distillato di un semplice informazione, ha una valenza solo in virtù del lavoro che una persona svolge. Sono i cittadini che ancora non hanno ben capito quali informazioni dare, e quali invece no, ma sopratutto non capiscono a chi darle! Per cui si raggiunge il paradosso che il giornalaio o il parrucchiere conoscono molte più informazioni dell'impiegato del comune o del Poliziotto, ma se poi il giornalaio o il parrucchiere hanno un parente, un amico, un cliente pregiudicato ladro abituale, rapinatore di cui voi non sapete, le info dettagliate sui vostri movimenti glieli avete forniti voi, ma al Polziotto diffidate di darle invece.
Ecco che si raggiunge l'assurdo, ad evento avvenuto. Arriva la Polizia chiamata da voi, e pretendete che arresti il ladro, magari non dicendogli nulla, o non fornendo dettagli riguardo la vostra vacanza - magari osé - perché in imbarazzo, ma a buon bisogno avete detto su Facebook dove andavate e per quanto tempo lo facevate!!!
« Ultima modifica: 30 Dicembre 2013, 20:32:30 da Ulysse »
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Offline mikipg

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« Risposta #60 il: 30 Dicembre 2013, 21:18:10 »
Ulysse, però cerca anche di non partire prevenuto. Se ti riferivi direttamente a me con questa risposta ti garantisco che non ce n'era nessun bisogno, mai mi permetterei di vedere come un abuso 4 domande in croce fatte da un poliziotto in un posto di blocco o qualche controllo in più che comunque non fa mai male (è come il discorso delle perquisizioni alla ricerca di droga e armi, per quanto mi riguarda le potrebbero fare anche senza "fondato motivo" di ritenere che ci sia qualcosa all'interno, anche perchè un po' di controlli a campione non guastano mai e statisticamente fanno ottenere sempre risultati interessanti). Mi chiedessero una volta in vita mia di aprire il bagagliaio (in 12 anni di patente mai successo...e comunque mi hanno fermato spesso) lo farei tranquillamente e soprattutto felicemente. Perchè sul mio so che non c'è niente, ma se lo hanno fatto a me vuol dire che lo stesso giorno lo hanno fatto a 20 altri...e statisticamente qualcuno con qualcosa che non doveva starci dentro c'è sempre.

Torniamo sempre li, anche al ladro abituale pizzicato più volte dagli "sbirri", cosa porta mentire a parte sembrare piu sospetto di quello che gia non appare dalla vostra banca dati? Anche a lui a domanda su residenza e lavoro conviene dare risposta, quanto piu sincera possibile (per la serie: attualmente sono inoccupato, ora specificare proprio la professione specificatamente mi pare un po' troppo ma si fa per dire [57])

Anche perchè penso (ma magari sono solo idee mie) che se il commissario Montalbano ( [75] ) ferma il Lupin di turno alla guida della sua auto se il Lupin di turno è in regola con i documenti, non è un latitante ma è fra i tanti denunciati a piede libero e non ha con se strani strumenti di lavoro...Montalbano non c'è molto che possa fare a parte annotare che Lupin il giorno x all'ora y si trovava in via z di chissa dove.

Che senso ha anche per lui mentire e portare gli sbirri a pensare peggio di quello che gia non fanno e a peggiorare anche la sua situazione? Penso che anche lui in quel momento se ne vorrà andare il prima possibile con meno casini possibile.

Fra me e me pensavo solo al fatto che magari scrivere 2 righe su qualche "regolamento" (non so se esiste e/o come si possa chiamare) che invita l'operatore di turno, nel caso in cui voglia GIUSTAMENTE approfondire un controllo su un soggetto, a farlo "a tu per tu" per ottenere risposte sicuramente piu sincere (c'è meno il rischio che menta per coprire certe situazioni con gli altri occupanti del veicolo) e tutelare la privacy del soggetto, non era proprio un'idea cosi assurda.

Che poi, come diceva giustamente Cleanhead, non ce ne sia bisogno perchè il buon senso che regola l'operato della maggior parte delle forze dell'ordine gia parla da se non c'è dubbio, ma magari poteva essere un'indicazione non cosi campata in aria visto che non costa niente a nessuno.
« Ultima modifica: 30 Dicembre 2013, 21:23:10 da mikipg »

Offline dago113

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« Risposta #61 il: 30 Dicembre 2013, 21:31:06 »
Come si è detto più sopra, chiedere qualcosa al di là di ciò che è scritto sul documento esibito serve a far capire a me, operatore, chi è che mi trovo davanti, specie se al momento dell'esibizione del documento mi può capitare di notare (che so) il contrassegno del parcheggio riservato di un ospedale appiccicato al parabrezza della macchina oppure mi può accadere di fermare una persona in una determinata zona in cui una persona dovrebbe avere un determinato titolo per passare (una ZTL, un'area industriale dove è strano vedere transitare qualcuno, un palazzo di uffici eccetera).

E' ovvio che mi venga spontaneo che in questo caso chiedere che lavoro faccia la persona da me controllata. Poi se questa persona vuole rispondere, bene. Se non mi vuole rispondere, va bene lo stesso. Del resto, chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Se una persona non conosce nè cortesia e nè educazione, la compiango. Deve avere avuto un'infanzia molto infelice.
« Ultima modifica: 30 Dicembre 2013, 21:46:09 da dago113 »
" hoc est sic est aliut fieri non licet"  Iscrizione latina.

"Preferisco i cattivi ai cretini, poichè ogni tanto i primi si riposano" Talleyrand

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Offline fatality

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« Risposta #62 il: 31 Dicembre 2013, 10:14:21 »
Figurati :-) ,  non ho voluto parlare perché la persona aveva un tono arrogante e non mi piace questa cosa, io rispetto te tu rispetti me, gli ho fornito il documento e a mio avviso basta e avanza per identificarmi, se mi hanno denunciato penso che avrò il diritto anche io di raccontare la mia versione al giudice, allora poi vedremo..

Certamente il giudice ti dara' la facolta' di fare dichiarazioni in merito all'accaduto.
Ma il giudice come il poliziotto e' tenuto ad applicare la legge.
E quest'ultima dice che la professione svolta rientra nelle indicazioni sulle proprie generalita'.
E nulla vale l'aver esibito un documento perche' ad esempio su passaporto,permesso di soggiorno e nuova patente non c'e' scritta la residenza.
Inoltre ancora a titolo esemplificativo su nessun documento c'e' scritto il domicilio.

Infine ti invito a dire le stesse cose (provo a riassumere il senso:"ti ho dato il documento.quindi sono stato identificato.arrang iati con quello.io non ti dico altro) che hai detto al poliziotto anche al giudice (qualora ti sembri anche lui arrogante) quando ti chiedera' di declinare le tue generalita' pur avendo sotto il naso non solo i tuoi documenti ma vita morte e miracoli.
Cosi si che dimostrerai di avere fegato.
« Ultima modifica: 31 Dicembre 2013, 10:21:12 da fatality »

Offline fatality

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« Risposta #63 il: 31 Dicembre 2013, 10:29:06 »
P.s.
A tuo avviso cosa dovrebbe fare il poliziotto che ha dubbi sulla genuinita' del documento esibito?

1.farselo bastare altrimenti non sia mai si puo' risultare arroganti.
2.portare la persona in ufficio (dove puo' trattenerla fino a 24 ore in caso di rifiuto di generalita' o dubbi sull'autenticita' delle stesse o sulla genuinita' del documento esibito) fotosegnalarlo ed attendere l'esito di tutti gli accertamenti necessari.
3. Onde evitare la procedura 2 (da riservare solo ai casi quando i sospetti trovano fondamento in altri elementi desunti dalle altre fasi del controllo) il poliziotto fa qualche domanda al cittadino, magari facendogli declinare oralmente le generalita' riportate nel documento esibito e mafari integrandole con le informazioni non contenute (es. Professione, residenza, domicilio ecc.)

Offline help74

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« Risposta #64 il: 31 Dicembre 2013, 14:23:37 »
Ho trovato alcune sentenze che parlano diversamente, dicendo che l'obbligo di dare generalità sanzionabile con il 651 può essere assolto anche mediante un documento contenente i dati sufficienti allo scopo purche venga lasciato nelle mani dell'agente per il tempo necessario all'identificazione.
La patente è valida come documento di identificazione ai sensi dell'art 35 comma 2 dpr n.445 del 28-12-2000.
Il ministero con una sua nota specifica che la professione su carta di identità non è più necessaria in quanto elemento non concorrente all'identificazione della professione.
Nella circolare prefettizia n.474/2000/1 sett 4-4-2000 il ministero dell'interno afferma che la professione costituisce un elemento non concorrente alla identificazione della persona ma piuttosto un dato utile solo a fini statistici.
Un'altra sentenza dice che non può configurarsi reato di cui all'art 651 quando non venga accertato un effettivo rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale (cass pen. sez I 15 febb 1988 n. 1959).
L'obbligo di cui al 651 può essere assolto anche limitandosi ad esibire documento di identificazione.
Sez I  sent 8624 del 26-9.1997.
Insomma la questione è molto discutibile, poi io racconterò ne più ne meno ciò che è successo.
Poi se ciò che è stato dichiarato dall'altra parte non corrisponde al vero la denuncia la posso fare anche io.

Offline celeste

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« Risposta #65 il: 31 Dicembre 2013, 15:27:01 »
Ossignore...ma all'ultimo dell'anno ti stai a dannare su sta roba?non ci pensare, qul che sara'
sara' [04]

Offline help74

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« Risposta #66 il: 31 Dicembre 2013, 16:03:19 »
:-) ma no dai, ho fatto ricerche in questi giorni e mi sono annotato diverse cose, è un modo per documentare qualcosa di oggettivo, poi io non sono un avvocato quindi non so quanto possano valere, di fatto esistono e presumo che di sentenze passate si tenga conto.
Se fra qualche mese sarò in carcere significa che non è un buon anno :-)
Buon anno! E speriamo che lo sia :-)


Offline Ulysse

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« Risposta #67 il: 31 Dicembre 2013, 16:30:15 »
Buon anno! E speriamo che lo sia :-)

anche a te ma devo dirti una cosa prima............

di fatto esistono e presumo che di sentenze passate si tenga conto.

Il Diritto in Italia non prevede lo "stare decisis", tipico dei sistemi anglosassoni o del Common Law, per cui sentenze passate non vengono tenute in considerazione, perché ogni caso ha un suo sviluppo processuale, quindi anche se esistono, non fanno testo.

poi io non sono un avvocato quindi............. ..

.........supponendo che tu abbia fatto la stessa replica all'operatore che ti ha fermato e che lui ti abbia chiesto la professione, e tu hai detto che non sei un avvocato, non escludo che ti abbia "invitato" a valutare le tue capacità legali in altre sedi.

Per quanto riguarda il carcere............ ..beh stai tranquillo, non ci va più nessuno in galera. Puoi però iniziare a studiare da Avvocato se ti piace.
Buon Anno
FYNG

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Offline help74

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« Risposta #68 il: 31 Dicembre 2013, 17:04:35 »
Sul fatto che non fanno testo mi sembra strano.. si sentono tutti i giorni casi in cui viene tirata fuori una sentenza passata..
Al di la di questo qui nessuno è avvocato che io sappia e il fatto che una sentenza in passato abbia agito in un modo non esclude, anzi rende possibile che ce ne possa essere un'altra simile.
E poi come dici tu tutti i casi sono a se, per questo il giudice ascolta l'accusato, essere accusati non significa automaticamente essere colpevoli.
Qui mi sembra che la sentenza sia già stata fatta, quindi qualunque cosa io dica viene considerata non vera...che dibattito è..
Comunque il carcere si può rischiare perché se l'agente ha agito in malafede quando io ho detto verbalmente che a voce avrei potuto dire qualsiasi professione e lui ha preso per buona una di queste scrivendola sulla denuncia allora si configura il 495 o 496 cp e non 651 e uno prevede da 1 a 6 anni di carcere.
Penso che eventualmente se verrò denunciato sarà giusto spiegare come si sono svolte le cose perché è illegale raccontare cose non vere.
Un saluto a tutti e rinnovo gli auguri ad ognuno!

Offline Cleanhead

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« Risposta #69 il: 31 Dicembre 2013, 17:12:52 »
Oh ma se sei contento di andare davanti al giudice allora manda direttamente a quel paese il collega !! Settemila post perché non hai voglia di rispondere a domande di routine !! Vuoi pagare un avvocato e presenziare a decine   di udienze ?? Contento tu !! Io ti denuncerei poi divertiti con le tue ricerche su internet e paga l avvocato !
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Offline G.P.G. 3

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« Risposta #70 il: 31 Dicembre 2013, 17:26:08 »
perché se l'agente ha agito in malafede quando io ho detto verbalmente che a voce avrei potuto dire qualsiasi professione e lui ha preso per buona una di queste scrivendola sulla denuncia

......piano piano ci arriviamo....

comunque,cosa quasi impossibile come ha scritto orso Ulysse, se ti capitasse di andare in un residence con sorveglianza .... attento se ti cade la saponetta .... [30]

Ti auguro un anno nuovo LIBERO  [44]
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline Ulysse

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« Risposta #71 il: 31 Dicembre 2013, 18:01:27 »
Quindi non essendo un avvocato, le mie parole non valgono un emerito cacchio!

Interessante. Quasi si conferma ció che scrivo da anni. Se al cittadino X gli si prospettano variabili diverse che lo aiutano a comprendere le difficoltá intrinseche del nostro Diritto,basato sul Diritto Romano e successive evoluzioni che lo hanno reso impermeabile a molteplici aspetti, che ne hanno decretato la vittoria della criminalitá, e gli si spiega come queste variabili possono essere discusse in sede dibattimentale per avere quel processo di interpretazione diversa tipica del modello che ci conduce alla democrazia e libertá, Io Poliziotto, non autoritario ma professionale, non capisco un caxxo.
Se diversamente al cittadino X gli si prospetta un modello televisivo, estratto da fiction o modelli completamente errati, dove il concetto di democrazia é alterato e inquinato dall'economia e la potenza del denaro, oppure ad alto rischio corruttivo sia per chi chiamato a giudicare che chi chiamato a difendere ed indagare, ecco che magicamente questi modelli sono dogmi infallibili quasi scritti da un dio sovrumano che li ha incisi nella moderna pietra della disinformazione.

Contento tu. Pagate l'avvocato.

PS la malafede non é prevista nel nostro ordinamento.
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Offline celeste

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« Risposta #72 il: 31 Dicembre 2013, 18:20:44 »
Io comunque non ho capito un acca di quello che ti e' capitato.
Non che tu sia obbligato a dirlo......era solo per dire....senza offesa [01]

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« Risposta #73 il: 31 Dicembre 2013, 18:23:06 »
Mai detto che le parole di un agente non valgono nulla, allo stesso modo devono valere anche quelle di un cittadino, tutto qui, comunque inutile fare troppe previsioni, occorre comprendere se c'è stata denuncia tramite domanda apposita, poi verificato questo si vedrà come meglio procedere.
Basta ora usciamo che è capodanno, buona serata e buon 2014 a tutti!

Offline fatality

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« Risposta #74 il: 02 Gennaio 2014, 00:29:29 »
Mai detto che le parole di un agente non valgono nulla, allo stesso modo devono valere anche quelle di un cittadino,

la legge dice cose diverse.
la parola del cittadino non vale allo stesso modo di quella del pubblico ufficiale.
quella di quest'ultimo vale come prova fino a querela di falso.