AutoreTopic: Al via il progetto Pad:defibrillatori salva-vita in dotazione ai poliziotti  (Letto 626 volte)


Offline G.P.G. 3

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« il: 23 Febbraio 2015, 08:37:54 »
In questura è stato presentato il progetto “Pad” (Public Access Defibrillation Chian), che dota la Polizia di Stato di Bergamo di defibrillatori e forma il personale a utilizzarli in caso di emergenza. Il questore di Bergamo Fortunato Finolli: “Un’iniziativa che rafforza la vicinanza tra la polizia e il cittadino”.

Al via il progetto Pad:defibrillatori salva-vita in dotazione ai poliziotti
 

“Si tratta di un’iniziativa che rafforza la vicinanza tra la polizia e il cittadino”. Esordisce con queste parole il questore di Bergamo Fortunato Finolli nel presentare le linee d’intervento del progetto Pad (Public Access Defibrillation Chian), che dota la Polizia di Stato di Bergamo di defibrillatori e forma il personale a utilizzarli in caso di emergenza.

Più precisamente, per Pad (Public Access Defibrillation Chian) si intende una procedura salvavita effettuata da personale non sanitario (laico) - adeguatamente addestrato in rianimazione cardio–polmonare e all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno, presente sul posto che interviene prima dell’arrivo dell’equipaggio dell’emergenza sanitaria.

Il questore Finolli prosegue: “Nell’ambito di questo progetto, abbiamo iniziato un percorso formativo per addestrare la maggior parte del personale all’uso dei defibrillatori, considerando che la Polizia di Stato oltre alla repressione e alla prevenzione, è impegnata anche in una funzione di soccorso pubblico. Ad ora la questura può contare sulla disponibilità di tre apparecchi: due sono stati acquistati dal Ministero dell’interno, mentre un terzo ci è stato donato da “Cuore e vita onlus”, associazione di volontariato attiva nella lotta alle malattie cardiovascolari, con sede nel reparto di cardiologia dell’Ospedale di Treviglio. Specificatamente, uno si trova in questura, come presidio fisso per gli uffici di maggiore affluenza del pubblico; il secondo, invece, viene posto a rotazione, come dotazione di bordo, sulle autovetture volanti; e il terzo viene destinato ad uso del Commissariato di Treviglio, a copertura del territorio di competenza. Nel tempo, l’obiettivo è quello di poter contare su un dispositivo salva-vita per ogni turno e per ogni volante”.

L’obiettivo è quello di incrementare il livello di sicurezza anche sanitaria del territorio, attraverso la fattiva collaborazione con il 118, che rimane l'organo deputato al soccorso emergenziale territoriale. Il personale della Polizia di Stato, solitamente chiamato ad intervenire per primo, infatti, non si sostituisce al 118 ma, rispettando i propri fini istituzionali, potrebbe offrire un fondamentale ausilio, nei primi minuti (5-7) di arresto cardio–circolatorio, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. A sottolinearlo è il medico capo della Polizia di Stato Mariangela Violante, dirigente dell’ufficio sanitario provinciale: “Prendiamo parte alla formazione promossa dall’azienda regionale emergenza urgenza 118 con immensa stima e gratitudine, consapevoli dell’importanza che questo percorso formativo ha per il territorio. E abbiamo accolto con piacere la disponibilità e l’uso dei defibrillatori che, ormai in più di un’occasione, hanno dimostrato di poter essere strumenti salva-vita. Poter utilizzare questa tecnologia, che non rappresenta più una novità, può risultare decisivo. Si tratta di un progetto finalizzato alla tutela delle condizioni vitali, che va oltre a quello che può essere un semplice adempimento normativo”.

Dello stesso avviso il commissario capo Annalisa Stefani, neodirigente dell’ufficio prevenzione generale soccorso pubblico, che sottolinea: “L’adesione al progetto s’inserisce pienamente nell’ambito delle attività di Polizia di Prossimità, che prevede la figura del poliziotto sempre più vicino al cittadino, non solo quando è vittima di un reato ma anche quando è colpito da malore improvviso, rientrando nelle finalità della Polizia di Stato anche l’attività di soccorso pubblico”.

La formazione del personale è stato il primo fondamentale obiettivo di tale progetto, in quanto solo il personale formato e addestrato può effettuare in sicurezza le manovre di defibrillazione precoce, come previsto dalla legge 120 del 3 aprile 2001, modificata dalla legge 69 del 15 marzo 2004. Il responsabile dell’articolazione territoriale del 118 a Bergamo Oliviero Valoti afferma: “D’intesa con il 118 di Bergamo e previa autorizzazione della Regione Lombardia è stato formato e addestrato, all’uso dei defibrillatori semiautomatici e alle manovre di rianimazione cardio–polmonare, un consistente numero di personale della Polizia di Stato. Periodicamente, con frequenza biennale, poi, lo stesso personale sarà sottoposto a sedute di aggiornamento, per evitare che le conoscenze e le capacità acquisite vadano perse”. Una procedura e un dispositivo che possono salvare vite umane, aggiunge la presidente del comitato provinciale bergamasco Croce Rossa Sabina Liebschner: “Intervenendo tempestivamente, l’uso del defibrillatore può essere determinante. Pertanto, ringraziamo il dottor Finolli, un questore a tutto tondo, che ha colto subito con grande entusiasmo l’iniziativa, capendo che la Polizia di Stato è prossimità, vicinanza al cittadino. Una sensibilità che si sta diffondendo sempre più, dopo che la drammatica scomparsa di Piermario Morosini, ma anche diversi tragici avvenimenti nei campionati giocati dai giovanissimi, ha indotto le istituzioni a prepararsi per essere pronte nel caso in cui si verifichino avvenimenti come questo. Un modo concreto per migliorare le possibilità di intervento e di soccorso, rispondendo ai bisogni del territorio in modo più rapido ed efficace".

Paolo Ghisleni

http://www.bergamonews.it/cronaca/al-il-progetto-pad-defibrillatori-salva-vita-dotazione-ai-poliziotti-201346
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline lucivis

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« Risposta #1 il: 23 Febbraio 2015, 17:12:46 »
  [30]   meglio tardi che mai, osservate cosa hanno studiato nel periodo 1999-2002 nello stato di Washington (East USA) http://circ.ahajournals.org/content/109/15/1859.full

 io avevo visto un PAD attaccato al muro in una teca di policarbonato chiusa, nel paesino di Brides les Bains in Francia, non ricordo bene se intorno c'era un ufficio pubblico con annesso del personale addestrato all'uso o meno, presumo di si!!

Siamo tardoni ma prima o poi arriviamo anche noi!