AutoreTopic: tossicodipendenza  (Letto 4391 volte)


Offline Ulysse

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« Risposta #25 il: 22 Aprile 2015, 15:47:57 »
Il b.o sicuramente esiste ed e' un grave problema
...ma nn possiamo certo sapere se e chi ne e' affetto veramente.


non credo sia come dici celeste. di Burn out si è ampiamente parlato, e le categorie che più ne sono esposte sono tutte quelle categorie dilavoratori che hanno continui "scontri" con realtà violente nella loro attività.
Non si può allineare categorie di lavoratori come gli impiegati delle poste o i muratori/operai, con altre categorie esposte al burn out, come gli infermieri, il personale dei pronto soccorsi, gli autisti degli autobus e il personale delle FF.OO. Oltre che sbagliato sarebbe anche superficiale e non dimsotrerebbe interesse verso i lavoratori, ma solo ionteresse a fare la solita propaganda spicciola utile per altro e non per la tutela dei singoli lavoratori e della profesisonalità da presentare.
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Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline G.P.G. 3

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« Risposta #26 il: 22 Aprile 2015, 16:01:20 »
Il b.o sicuramente esiste ed e' un grave problema
...ma nn possiamo certo sapere se e chi ne e' affetto veramente.

http://www.psicologiadellavoro.org/?q=burnout
" Impunitas semper ad deteriora invitat "" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline Ulysse

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« Risposta #27 il: 22 Aprile 2015, 16:19:39 »
e comunque Celeste il primo a soffrire di burn out acclarato è stato un tale, Akakij Akakievič verso la fine del 1800.
Sintomi e descrizione del male, nello splendido racconto di Gogol "il cappotto".
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Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline celeste

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« Risposta #28 il: 22 Aprile 2015, 20:05:35 »
Il b.o sicuramente esiste ed e' un grave problema
...ma nn possiamo certo sapere se e chi ne e' affetto veramente.


non credo sia come dici celeste. di Burn out si è ampiamente parlato, e le categorie che più ne sono esposte sono tutte quelle categorie dilavoratori che hanno continui "scontri" con realtà violente nella loro attività.
Non si può allineare categorie di lavoratori come gli impiegati delle poste o i muratori/operai, con altre categorie esposte al burn out, come gli infermieri, il personale dei pronto soccorsi, gli autisti degli autobus e il personale delle FF.OO. Oltre che sbagliato sarebbe anche superficiale e non dimsotrerebbe interesse verso i lavoratori, ma solo ionteresse a fare la solita propaganda spicciola utile per altro e non per la tutela dei singoli lavoratori e della profesisonalità da presentare.
So benissimo che cos'è il b.o (anzi penso di soffrirne anch'io [03]), e chi ne soffre. Intendevo solo dire che non colpisce tutti e tutti allo stesso modo. E che quindi, non si può dare per certo che chi ha scritto quella infelice frase a cui qui si fa riferimento, ne sia affetto per forza.

Offline altairV

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« Risposta #29 il: 24 Aprile 2015, 01:01:41 »
Perchè tu credi veramente che chi ha detto questa frase nn si getterebbe in una cella per slegare un laccio al collo di un detenuto,? oppure che i "poliziotti penitenziari che salvano i detenuti " come hai detto tu prima nn pensano la medesima cosa????

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Conosco personalmente uno dei "sospesi" e vi assicuro che più di una volta siamo entrati insieme a farlo.
Anzi, sono gli "ignavi", come li chiamo io, che non pensano a esternare ma nemmeno entrano nelle celle quando serve.

Offline Braveheart

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« Risposta #30 il: 25 Aprile 2015, 15:17:55 »
Credimi, non e' cattiveria.....tu non immagini l'inferno che vivono le famiglie dei tossicodipendenti che spesso diventano violenti e ovviamente se la prendono con madri mogli fidanzate. A volte sono loro stsse che sperano nella morte del soggetto perche' l'agonia finisca.....

però quando intervieni in quelle circostanze e ti serve una firma sotto un verbale di sommarie informazioni o sotto una denuncia, la percentuale di chi la mette è bassissima.
senza capire che quando si è dipendenti da alcune sostanze (cocaina ed eroina su tutte) non c'è sert o psicologo che tenga.
ci vuole solo il carcere (anzi alcune carceri) come primo impatto e poi una seria comunità di recupero (di quelle dove non fai quel che ti pare).
perché se si vuol arrivare alla risocializzazione non si possono saltare le tappe dell'afflizione della pena e della comprensione del male inferto a se stessi e agli altri.
ma siamo nel periodo dello svuotacarceri, delle coscienze pulite e dell'occhio non vede, cuore non duole

ci vuole solo il carcere, sapendo quali sono le condizioni in cui versano le patrie galere, mi sembra un'affermazione poco condivisibile. Anceh perché come tu hai detto, il drogato fa del male anzitutto a se stesso, quindi non vedo che senso abbia punirlo
Credo che Fatality avesse fatto riferimento al carcere in quanto struttura protetta all'interno del quale il tossicodipendente è (o dovrebbe) essere impossibilitato ad entrare in possesso di droghe e quindi farne uso. In questo modo si disintossicherebbe almeno fisicamente (mentalmente purtroppo è un altra cosa e molto più difficile)

Esistono anche le comunità di recupero per fare questo (che poi ho saputo che in qualcuna la droga c'entrava lo stesso, ma vabbè)

Offline Alby

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« Risposta #31 il: 26 Aprile 2015, 22:03:25 »
Conosco personalmente uno dei "sospesi" e vi assicuro che più di una volta siamo entrati insieme a farlo.
Anzi, sono gli "ignavi", come li chiamo io, che non pensano a esternare ma nemmeno entrano nelle celle quando serve.

A riprova che le persone si valutano soprattutto a partire dalle azioni. Il richiamo agli ignavi in questo caso squarcia il velo di ogni ipocrisia.