AutoreTopic: Barcellona, il killer è stato ucciso. 15 i morti nell'attentato  (Letto 120 volte)


Offline Cleanhead

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« il: 21 Agosto 2017, 19:39:45 »
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http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/08/21/barcellona-e-braccato-in-tutta-europa-il-killer-autista-del-van_9d3d911f-83f6-4326-88e4-3ef00ad1abcc.html


Barcellona, il killer è stato ucciso. 15 i morti nell'attentato, tutti identificati
Alle indagini collabora uno dei terroristi fermati ad Alcanar

Il killer di Barcellona Younes Abouyaaqoub è stato abbattuto dalla polizia catalana a Subirats: dopo le indiscrezioni della tv pubblica Rtve, la conferma arriva dall'agenzia spagnola Efe che cita fonti dell'antiterrorismo. Younes Abouyaaqoub indossava una finta cintura esplosiva. Lo riferisce la Efe che cita fonti della polizia catalana.

Il ministero degli Interni catalano ha confermato che l'uomo abbattuto a Subirats è il ricercato Younes Abouyaaqoub, il killer che ha guidato il furgone della morte sulla Rambla, riferisce El Periodico online.

Il bilancio ufficiale delle vittime degli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils la settimana scorsa è di 15 morti. Lo ha detto il ministro degli Interni catalano, Joaquim Font. La polizia ha infatti stabilito che Pau Perez, il giovane trovato morto all'interno di un'auto che aveva forzato un posto di blocco sulla Meridiana poco dopo la strage della Rambla, è stato ucciso dal terrorista Younes Abouyaaqoub, in fuga dopo l'attentato. Tutte le 15 vittime degli attentati di Barcellona e Cambrils sono state identificate ufficialmente. Sono sette donne e otto uomini. Sei morti sono cittadini spagnoli, tre italiani, due portoghesi, uno belga, uno statunitense, uno canadese e uno con doppia nazionalità australiana e britannica, il piccolo Julian Cadman.

Sono state pubblicate stamane dai media spagnoli le prime immagini del terrorista marocchino Younes Abouyaaqoub in fuga dopo la strage sulla Rambla. El Pais online (LEGGI L'ARTICOLO)  pubblica tre foto del jihadista mentre si allontana dal luogo dell'attentato a piedi, con indosso gli occhiali da sole, attraverso il mercato de La Boqueria, vicino al punto dove il furgone della strage si è schiantato contro un'edicola dopo avere travolto la folla.

L'Audi A3 utilizzata per l'attacco terroristico a Cambrils era stata fotografata da un autovelox, nella regione parigina dell'Ile-de-France, circa una settimana prima degli attentati. Lo rende noto Le Parisien, sottolineando che "secondo fonti concordanti, al momento le indagini non hanno stabilito nessun legame operativo con la Francia". "Potrebbe trattarsi di un semplice transito su un tragitto più lungo" scrive il quotidiano. L'informazione proviene dalla cooperazione tra forze dell'ordine organizzata "a livello europeo per identificare eventuali complici" afferma il giornale parigino. Bfmtv ha affermato che la macchina è immatricolata in Spagna e non risulta essere stata affittata o rubata.

Uno degli arrestati della cellula jihadista che ha colpito Barcellona sta collaborando con gli inquirenti fornendo nomi e movimenti del commando e sul ruolo chiave dell'imam Abdel Baki Essati. E' quanto rivela stamane Repubblica. "L'uomo - scrive il quotidiano - si chiama Mohamed Houli Chemlal, ha 21 anni, è originario di Melilla ed è l'unico sopravvissuto all'esplosione del covo della cellula ad Alcanar". Secondo quanto riferisce Repubblica, "solo Mohamed sapeva chi e quanti uomini fossero all'interno di quella casa al momento dell'esplosione. Solo lui era in grado di ricordare che fossero tre, oltre a lui. Al punto da indirizzare il lavoro della Scientifica tra cumuli di macerie e lamiere di bombole divelte (ne erano state ammassate 120) alla ricerca di ciò che restava di brandelli carbonizzati appartenenti, appunto, a tre corpi diversi. Di cui Mohamed ricorda bene l'identità, tanto da far dire ufficialmente alla Polizia catalana che già ora, nonostante non siano stati ancora completati gli esami del Dna, almeno due dei tre uomini attualmente ricercati, sono sicuramente ciò che resta dei resti umani trovati ad Alcanar". "Per tre giorni - prosegue ancora il quotidiano che cita una qualificata fonte di Intelligence - la collaborazione di Chemlal è stato uno dei segreti meglio custoditi dall'indagine. Al punto che, per oltre 36 ore, nonostante figurasse tra gli arrestati, non era stata rivelata neppure la sua identità. Ora, quel segreto cade e, domani, martedì, comparirà a Madrid di fronte ai giudici istruttori antiterrorismo dell'Audienca Nacional assieme agli altri arrestati perché i suoi verbali di polizia entrino formalmente nel fascicolo dell'indagine sulla strage della Rambla".

Sta per partire da Roma, dall'aeroporto di Pratica di Mare, l'aereo militare predisposto dall'Unità di Crisi della Farnesina che porterà in Italia le salme di due delle tre vittime italiane dell'attentato a Barcellona: Luca Russo e Bruno Gulotta. Lo si apprende da fonti della Farnesina. Le procedure di rientro, sottolineano le stesse fonti, hanno avuto un'accelerazione anche grazie alla missione del ministro degli Esteri Angelino Alfano ieri a Barcellona. Durante la missione, il ministro ha incontrato, oltre al suo omologo - il ministro spagnolo Dastis - le famiglie delle vittime e ha fatto visita alla connazionale ferita, Marta Scomazzon. Il Boeing dell'Aeronautica militare, secondo quanto si è appreso, dovrebbe decollare da Pratica di Mare poco dopo le 18.30 per rientrare a Roma, a Ciampino (e non a Pratica, come si era appreso in un primo momento) intorno alle 23.30. Poi le salme verranno trasferite al policlinico Gemelli per l'esame disposto dalla procura. Quindi nuovo trasferimento a Ciampino e partenza per Verona


complimenti alla Polizia Catalana e Spagnola, in questo frangente abbiamo molto da imparare. Soprattutto il silenzio e la decisione. Tutti morti, non hanno tempo di fare processi lunghi secoli, ottima strategia, un terrorista vivo è sempre un problema, meglio terminarlo. Nessun nome dei poliziotti coinvolti è stato dato in pasto alla stampa, mi piace che se ne freghino della stampa e vadano per la loro strada, giustamente perchè stanno facendo cose importanti e serie e la stampa non è ne seria ne importante.
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Offline altairV

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« Risposta #1 il: 22 Agosto 2017, 13:07:12 »
Altro mondo.
Ma non è che li hanno terminati per far si che non raccontassero i loro collegamenti con i "poteri forti"?  [08]


[06]

 

Offline Cleanhead

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« Risposta #2 il: 22 Agosto 2017, 13:56:53 »
Gomblotttto !! Tanto gli idioti ci saranno sempre. Piu che altro avete forse notato qualche magistrato spagnolo pavoneggiarsi ? Avete notizia di atti dovuti ?
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Offline Ulysse

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« Risposta #3 il: 23 Agosto 2017, 20:46:38 »
Gomblotttto !! Tanto gli idioti ci saranno sempre. Piu che altro avete forse notato qualche magistrato spagnolo pavoneggiarsi ? Avete notizia di atti dovuti ?


Sempre polemico con il nulla cosmico. Che fai leggi tutta la stampa spagnola adesso? Oppure hai fatto rassegna stampa delle testate catalane? In un contesto simile anche in Italia non ci sarebbero "atti dovuti" perché un atto terroristico prevede anche una specifica trattazione presso le procure, e dovresti saperlo. Invece di fare polemica spicciola populista, che neanche fa parte del tuo bagaglio, scrivi qualcosa di concreto e cerca di aiutare chi magari intende capire la complessità del fenomeno, non dovrebbe essere difficile visto che ne mastichi della materia.
Il sistema italiano pur con le sue assurdità è un sistema giuridico perfetto, che rispetta prima di tutto l'uomo nella sua esistenza umana e civile, poi magari possiamo parlare delle incomprensioni, ma una sistema che fila dietro un altro potere dello Stato, non garantisce assolutamente democrazia, difatti la Spagna è una monarchia parlamentare, Sai cosa vuol dire? Che i cittadini sono sudditi e non liberi come lo sei tu,io e tanti altri italiani. SUDDITI. La Catalogna, poi insieme ai paesi Baschi sono le spine nel fianco della monarchia, che in passato non ha esitato ad eliminare terroristi pericolosi, cosi come i terroristi hanno creato il terrore verso le istituzioni spagnole. Questo terrorismo NON E' paragonabile a quello indipendentista spagnolo, ne ha le stesse "richieste" verso la monarchia, quindi ogni azione di contrasto risulta anche non adatta, perché magari la Spagna dopo la tregua firmata dai separatisti ETA, ha iniziato un percorso di riconciliazione sociale dimenticandosi del terrorismo, e per "spagna" si intende anche il magistrato che lavora in una procura del Re, in Catalogna ( anche se risponde al governatore per alcuni reati) che aveva magari iniziato a non pensare più ad un problema simile.
Quindi anche per evitare contrasti sociali che avrebbero acutizzato lo scontro, anche politico, molte iniziative assumono contorni diversi dai nostri o da quelli che possiamo conoscere.
Fare il solito paragone spicciolo non serve perché siamo differenti, abbiamo norme differenti, ordinamenti differenti e fortunatamente leggi differenti. Se ti piace l'omologazione di legge, vai in Corea del Nord e fatti nominare generale da Kim.
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Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline Cleanhead

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« Risposta #4 il: 23 Agosto 2017, 21:48:44 »
Dai !! Come barzelletta è la fine del mondo ! Ancora rido ! L italia è perfetta e gli spagnoli sono sudditi !! Fortissima !! Hai ragione in Italia i magistrati non sarebbero subito andati in tv, non succede mai, lavorano sempre dietro le quinte con umilta e abnegazione. L italia è un paese perfetto funziona tutto come un orologio piemontese, siamo famosi nel mondo per le nostre leggi e per la nostra giustizia, ci prendono spesso come esempio, anche la sanita è una elite mondiale, difficilmente morirebbe qualcuno in attesa che due ospedalo si decidano su chi andarlo a prendere. Che paese meraviglioso. In spagna  sono schiavi hai visto che strade ? Le ferrovie ? Le citta come sono organizzate ? Un pianto !
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Offline celeste

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« Risposta #5 il: 23 Agosto 2017, 22:08:48 »
....l'erba del vicino è sempre più verde.comunque per quel che se ne dica, da noi ci sono una marea di cose che non vanno, ma io di certo, non me ne vogliano gli amici spagnoli,non prenderei mai ad esempio quel paese, ne tanto meno la sua Polizia. Bisogna sempre poi tenere in conto le differenze tra i vari ordinamenti, come dice Ulysse

« Ultima modifica: 23 Agosto 2017, 22:14:08 da celeste »

Offline altairV

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« Risposta #6 il: 24 Agosto 2017, 16:48:27 »
Mi pare che anche loro non siano proprio perfetti o è stata la differenza di ordinamenti che ha permesso alla troupe televisiva italiana di entrare nella casa di uno dei terroristi il giorno dopo?  [09]

Offline Cleanhead

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« Risposta #7 il: 25 Agosto 2017, 09:13:08 »
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http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/08/23/barcellonabelgio-chiese-dati-imam-satty_95888332-4c6a-404e-8985-a8842faf209c.html

Scontro tra polizie su Barcellona. Spunta secondo covo
Polemiche su buchi sicurezza,la città ora si blinda con barriere

La cellula jihadista dell'imam che ha colpito Barcellona è smantellata, tutti morti o in carcere, le 15 vittime sono state restituite alle famiglie. E in Spagna è l'ora delle polemiche: tra la polizia centrale e quella catalana e sui buchi della sicurezza. Mentre spunta il secondo covo dei terroristi, oltre a quello saltato in aria di Alcanar. La stampa di Madrid traccia oggi il lungo elenco delle falle nel dispositivo che non hanno impedito i due attentati. Solo gli errori degli inesperti terroristi hanno evitato una strage ancora più grave. Grazie alle rivelazioni di Mohamed Houli Chemlal, il 21enne ferito nell'esplosione del covo di Alcanar, si sa quasi tutto sui preparativi della cellula. Indottrinati e guidati dall'imam Abdelaqui Es Satty, i 12 terroristi si preparavano da mesi indisturbati a colpire con furgoni bomba la Sagrada Familia. Avevano comprato 500 litri di acetone per fabbricare grandi quantità di Tatp, l'esplosivo artigianale dell'Isis, che sarebbe stato usato con 126 bombole di gas e una grande quantità di chiavi, come 'mitraglia'. L'imam aveva previsto di farsi saltare con una cintura esplosiva. In una casa abbandonata in provincia di Tarragona, a Riudecanyes, usata come punto di appoggio dei terroristi, gli inquirenti hanno trovato gli scontrini dell'acquisto l'1 e il 2 agosto dei 500 litri di acetone, oltre a documenti parzialmente bruciati di due componenti della cellula ora morti: Mohamed Hichamy e Younes Abouyaaqoub. Il Tatp era quasi pronto. Si attendeva solo finisse di asciugare per attaccare il monumento simbolo di Barcellona. Ma mercoledì notte il covo di Alcanar è esploso, probabilmente a causa di una manipolazione sbagliata dell'esplosivo. Sono morti l'imam e un altro terrorista, Chemlal è rimasto ferito. Rimasta senza capo, senza esplosivi, senza 'Piano A', la cellula ha agito alla disperata. Younes Abouyaaqoub ha noleggiato un furgone e si è lanciato sulla Rambla, indifesa. Altri 5 hanno comprato 4 coltelli e un'ascia in un bazar cinese e hanno attaccato il lungomare di Cambrils. Si sono fatti abbattere. "Per fortuna l'imperizia ha fatto saltare il loro piano iniziale", scrive El Mundo, che enumera errori e falle. La folla sulla Rambla non era protetta da barriere anti-kamikaze, come invece era stato raccomandato dal ministero degli Interni di Madrid. Il sindaco Ada Colau ha spiegato che non c'erano perché Barcellona è una "città aperta". Oggi ha fatto marcia indietro: si metteranno barriere fisse e mobili nelle aree pedonali più affollate e verrà rafforzata la presenza di polizia. Nessuno poi si è accorto che a Ripoll un imam - condannato per traffico di droga e collegato nel 2006 con una rete jihadista - stava indottrinando 11 ragazzi in nome di Allah e dell'Isis. Uscendo dal carcere nel 2015 non era stato espulso perché un giudice lo aveva ritenuto "non pericoloso" per l'ordine pubblico. Non era sorvegliato, nonostante la polizia belga lo avesse segnalato come sospetto. Ma "nessuno ha controllato nulla", scrive El Mundo. I sindacati della polizia nazionale intanto denunciano che Guardia Civil e Policia Nacional sono state tagliate fuori dalle indagini dalle autorità indipendentiste catalane. "Si voleva trasmettere all'estero l'immagine di uno Stato catalano autosufficiente", accusano. Così la più esperta polizia nazionale non ha potuto indagare sull'esplosione del covo, che il primo giorno quella catalana aveva ritenuto un incidente dovuto al gas, non rilevando le tracce di Tatp. "Se si fosse indagato bene, accusano, si sarebbe capito che un attentato era in preparazione: lo sapevano anche i terroristi, per questo si precipitarono ad attaccare". Ma la polizia catalana non si era resa conto di nulla. Abc ricorda anche che i Mossos per giorni hanno escluso fosse collegata con la strage l'auto che giovedì sera ha forzato un posto di blocco sulla Meridiana. Ma al volante c'era il killer Younes Abouyaaqoub. Da giovedì la Guardia Civil insisteva con quella catalana per pubblicare la foto del killer e chiedere l'aiuto della gente. La foto è stata diffusa solo lunedì. Due ore dopo veniva riconosciuto da una donna, e abbattuto.


ecco in questo frangente hanno compiuto una serie interminabile di mancanze. Mai pensato che fossero perfetti, ho solo sottolineato come in modo autoritario e deciso hanno affrontato un grave problema, cosa che a noi manca molto. Su tutto il resto compreso quello sottolineato da AltairV evitiamo di commentare. La nostra metodologia è migliorabile e criticabile ma ciò non toglie che per alcuni aspetti  siamo i migliori, indiscutibilmente.
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Offline WebCop

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« Risposta #8 il: 08 Settembre 2017, 00:55:32 »
I Mossos non hanno mai brillato per efficienza e lungimiranza. Classico esempio di "polizia locale" (regionale) senza arte né parte.
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (F.Nietzsche)

Offline celeste

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« Risposta #9 il: 08 Settembre 2017, 20:05:06 »
Complimenti alla Polizia catalana e spagnola....ma complimenti de che????  [20] [20]

Offline Cleanhead

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« Risposta #10 il: 08 Settembre 2017, 20:14:02 »
Che comunque sia alla fine hanno risolto il problema in modo definitivo.
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Offline Gerard

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« Risposta #11 il: 08 Novembre 2017, 13:19:11 »
.....non trovo appropriata la critica basata sulla formale definizione di cittadini come sudditi nei paesi di forma istituzionale monarchica rispetto a quelli di forma istituzionale repubblicana. Sudditanza e servitù della gleba sono formalmente scomparsi da un pezzo e se vogliamo dirla tutta in questa democrazia i cittadini anche se si chiamano così sono spesso divenuti sudditi se non schiavi dei poteri forti, forse più di quanto non fossero sudditi durante il Regno....In teoria nonostante la dichiarazione dell'articolo 4 dello Statuto Albertino secondo la quale "la persona del Re è sacra ed inviolabile", non vi è una specifica esclusione dal possibile giudizio per i reati di alto tradimento ed attentato alla sicurezza dello stato da parte del Senato costituito in Alta Corte di Giustizia previsto nell'articolo 36.
La considerazione a mio modesto parere mi pare debba essere un'altra.....in una circostanza tragica come quella dell'attentato TUTTE le Istituzioni sembrano aver tirato dalla stessa parte con impegno e serietà......da noi mancano proprio queste ultime qualità a livello generale e per giunta brillano i personalismi, le competizioni ad innescare meccanismi premiali.......
Non per scrivere una lezione di diritto penale ma come ben sanno gli addetti ai lavori l'architettura del nostro sistema penale si basa sul concetto che vi siano una serie di comportamenti giudicati negativi e condannabili definiti fattispecie criminose e che in presenza di alcune circostanze definite scriminanti questi comportamenti che rimangono valutati negativamente in astratto, non debbano essere puniti per un superiore interesse pubblico. E' il caso della legittima difesa, dell'adempimento di un dovere e del caso di necessità. E' quindi perfettamente logico che anche in presenza di un uso legittimo della forza da parte di un pubblico ufficiale l'operato dello stesso venga immediatamente sottoposto al vaglio del potere giudiziario per accertare che sia stato perfettamente legittimo. Tecnicamente si definisce tutto ciò atto dovuto e status di indagato. Diversamente il potere esecutivo nelle sue branche di pubblici ufficiali avrebbe l'enorme potere insindacabile di usare la forza come e quando gli sembrasse giusto. Un concetto ovviamente inconcepibile ed inaccettabile nello stato moderno. Il problema sta proprio in quella piccola parola: immediatamente, non dopo mesi e/o secondo gli umori come spesso accade da noi. Personalmente non ho mai pensato a reali differenze tra il vecchio codice ed il nuovo...in fin dei conti, i concetti sono semplici e banali...o io come investigatore riesco a trovare elementi di prova che mi consentano di inchiodare inequivocabilmente una persona alla responsabilità di un crimine oppure no. Così come è giusto che si lavori fianco a fianco con il potere giudiziario che è poi chiamato a giudicare in maniera più asettica e distaccata possibile. Ma non mi pare che in Italia sia così con un potere giudiziario che appare troppo spesso affetto da un elitarismo culturale settario di tipo accademico.....ecco .......pur nell'ovvia diversità di usi, costumi, politica ed ordinamenti forse l'apprezzamento per quanto fatto in Spagna sta proprio in questo semplice aspetto, almeno per così come appare da lontano.....la capacità di agire rapidamente, con un basso profilo ed in spirito di coesione........
« Ultima modifica: 08 Novembre 2017, 13:23:00 da Gerard »