AutoreTopic: Revoca trasferimento concesso ai sensi della L.104/92  (Letto 862 volte)


Offline VincentVega

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« il: 13 Ottobre 2017, 11:48:45 »
Salve
ho saputo che una volta ottenuto il trasferimento ai sensi della legge 104, in caso di decesso del disabile, l'Amministrazione puo' revocare il trasferimento e far tornare il dipendente alla precedente sede.
Secondo l'Amministrazione infatti il trasferimento viene concesso esclusivamente perche' si e' in possesso dei requisiti previsti dalla legge 104.
Con il decesso venngono meno i requisiti e quindi si procede alla revoca del trasferimento.

Da una ricerca che ho effettuato ho trovato una sentenza della Corte di Cassazione - sezione Lavoro nr. 12097 del 18/5/2010
nella quale e' presente una definizione giuridica del trasferimento, ovvero "mutamento definitivo del luogo geografico di esecuzione della prestazione, ai sensi dell'art. 2103 del codice civile".
Se pertanto il provvedimento comporta un "mutamento definitivo" sembra che il trasferimento non possa essere successivamente revocato.
Penso che possa essere revocato soltanto se in una fase successiva risulti che il dipendente non aveva tutti i requisiti previsti.

Ho seri dubbi sulla correttezza giuridica di un tale comportamento e vorrei sapere se a qualcuno e' gia' successo ed eventuali vostri pareri.
Grazie
« Ultima modifica: 13 Ottobre 2017, 11:52:26 da VincentVega »

Offline Cleanhead

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« Risposta #1 il: 13 Ottobre 2017, 12:21:14 »
Così d'impulso mi pare che ti stai fasciando la testa prima che sia rotta. Un trasferimento è un atto che inizia e finisce nel momento in cui viene adottato e non ho mai sentito di trasferimenti "revocati", di fatto devono ri-trasferirti nuovamente e non a domanda quindi d'ufficio. Se esistesse la revoca di un trasferimento staremmo tutti sulle spine perchè potrebbero revocarcelo in ogni momento. Comunque la 104 è una cosa a parte. L'unica cosa che puoi fare è aspettare ma secondo me non ti trasferisce nessuno.
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Offline marco14628

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« Risposta #2 il: 14 Ottobre 2017, 23:29:27 »
La penso esattamente come Clean e mi atterei al buon vecchio detto .... " non svegliar il can che dorme!".
Molto dipende da quando muore l'assistito, dopo qualche mese odopo anni, e dai santi che si anno in paradiso.
Sul decreto di trasf c'è scritto che cessate le esigenze che hanno portato al trasferimento ex legge 104 il dipendente dovrà dare comunicazione al sup min che rivaluterà la posizione amministrativa ....... significa tutto e niente.
Per quanto mi riguarda l'assistito muore, uno cessa di prendere permessi&co.
Punto e amen. E la vita scorre.

Offline Gerard

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« Risposta #3 il: 02 Novembre 2017, 16:25:25 »
In linea meramente teorica dissento. Ogni atto amministrativo che è una manifestazione di volontà, conoscenza, apprezzamento della pubblica amministrazione ha in se tra gli elementi essenziali la causa (oggettiva) ed i motivi (soggettivi), ragion per cui venendo meno i motivi, a mio modesto parere ci sarebbero i presupposti per una sua revoca ed un ritorno alla situazione precedente. Poi.....sono abbastanza convinto anch'io che non vi sia un interesse concreto dell'Amministrazione a revocarlo, ma ci potrebbero essere altre situazioni a complicare il tutto....come sappiamo i trasferimenti hanno una graduatoria ed il presupposto di un determinato numero di anni di permanenza in una sede. Supponiamo che un collega che pure ha i 5 anni di permanenza in una sede chieda ed ottenga per i motivi inerenti la 104 il trasferimento in una sede diciamo molto richiesta. Ad un certo punto (purtroppo...) l'assistito decede e quindi vengono a decadere i motivi che hanno originato l'atto amministrativo di trasferimento. Secondo il mio modesto parere potrebbe verificarsi che colleghi che hanno interesse ad essere trasferiti in quella sede e che magari hanno requisiti maggiori o che erano prima in graduatoria, venuti a conoscenza della situazione chiedano l'accesso atti magari tramite un legale ed accertato il venir meno dei requisiti, chiedano la revoca del provvedimento di trasferimento e la ricollocazione in graduatoria secondo altri criteri dal collega che ne aveva beneficiato.
Intendiamoci......q ui si ragiona in punta di diritto ma a me pare che si possa affermare così........prova a sentire un parere di un amministrativista più ferrato di me.........io ti posso solo fare i migliori auguri...