AutoreTopic: Minacce di morte?  (Letto 3482 volte)


Offline celeste

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« Risposta #25 il: 23 Ottobre 2017, 16:05:12 »
Mamma mia che tristezza. Ma basta!!!certo che clean pure tu quando ti ci metti sei tremendo!!
« Ultima modifica: 23 Ottobre 2017, 16:07:09 da celeste »

Offline Ulysse

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« Risposta #26 il: 23 Ottobre 2017, 17:38:51 »
...Due o tre anni fa sono stati lanciati alcuni petardi verso le finestre di questa persona, mentre un domani qualcuno potrebbe lanciarci qualcos'altro e siccome al piano di sotto vivono una madre con tre bambine ed a quello di sopra ce ne sono altre due, mi vien voglia di chiedere addirittura "SCUSA" se mi sono permesso di preoccuparmi e di farmi portavoce dei timori di altri 14 condomini. E di quindici nuclei familiari che compongono questo caseggiato io e la mia ex moglie siamo stati fino ad ora gli unici a metterci la faccia. Magari poi non succederà più niente, i creditori che cercano e minacciano questo personaggio prima o poi capiranno che lui si è trasferito e non si faranno più vedere, ma fino a quel giorno come possiamo ignorare il tutto e far finta di niente?
Visto che siamo in Italia avremmo potuto agire come fanno tanti italiani, "Giriamoci dall'altra parte, che ce ne fotte, sono cavoli suoi se ha debiti in giro, io ora vado al Mediaworld a comprarmi un telefonino a rate e poi guardo la Domenica Sportiva"; evidentemente avere un po' di senso civico può sembrare cosa esagerata da alcuni, ma so di non aver fatto niente di male chiedendo informazioni. Se poi alla mia richiesta mi si risponde con prese in giro (basta esprimere un parere personale, rivolto nei confronti del comportamento di un singolo elemento di un'istituzione che subito scatta la levata di scudi collettiva, come se il cosiddetto "insulto" fosse rivolto all'intera Polizia di Stato italiana; questo atteggiamento un po' persecutorio (persecutoria è quella persona che teme e vede critiche, complotti, attacchi e prese in giro a suo danno ovunque) non fa altro che alzare ulteriormente quel muro che talvolta divide noi cittadini da voi delle FFOO. E' giusto mantenere un approccio mentale molto elastico, ma questa elasticità dovrebbe esserci da entrambe le parti. E con questo ribadisco che la mia critica era rivolta al singolo individuo, non a tutti gli agenti di Polizia; meglio essere ripetitivi altrimenti qualcuno potrebbe offendersi di nuovo.

Comprendo le tue motivazioni,ed anche il tuo spirito da "difensore", ma bisogna agire secondo quelli che sono i termini di legge e secondo quello che consente la legge. Ogni altra iniziativa, potrebbe rivelarsi controproducente se non pericolosa.
Allora, primo punto;
le ultime disposizioni in materia condominiale eleggono l'amministratore del condominio quale rappresentante legale del condominio stesso, di conseguenza dei condomini. Ora in virtù di questo, avete la facoltà di rivolgervi e lui, e lui ha l'OBBLIGO di attivare tutte le procedure previste dalla legge. In questo tuo caso specifico dovete fare un esposto alla PG, lo deve compilare lui e farvelo leggere, dove in qualità di legale rappresentate dei condomini del palazzo XY, della scala Z, interni ect ect. mette a conoscenza dei fatti accaduti recentemente presso lo stabile. QUESTA E' L'UNICA SOLUZIONE ATTUABILE per quanto riguarda la tua tematica d'interesse.
Se ciò nonostante si dovesse ravvisare un eventuale reato penale, alloro dopo e solo dopo l'esposto potrete fare denuncia o meglio avvisare le FF.OO dell'accaduto, richiedendo la loro presenza sul posto.
Punto secondo; "Fare all'italiana" come hai scritto è anche questo modo di rivolgervi ad un forum di Polizia,perché se analizzi, hai voluto intraprendere una strada per trovare una TUA soluzione personale al problema, che ripeto, pur nella sua corposa sostanza, non è al momento un vero problema penale, ne si possono ravvisare reati penali, tali da far agire la PG d'ufficio. Quindi rimarcando il tuo nobile gesto, è opportuno che prendi in considerazione, visto che hai chiesto qui dentro, questi suggerimenti. Vuoi perché non essendo questo un ufficio diretto di Polizia, non si possono intraprendere iniziative a tuo favore, vuoi perché come ho già spiegato le soluzioni al tuo problema, sono ridotte, perché il problema è ridotto. Ma non lo dico io, ma la Legge.
In ultimo, punto terzo e forse meno importante, ma ci tengo per difetto personale.
La "persecuzione" come hai definito il nostro atteggiamento, è composta dai molteplici post presenti in questa pagina, se hai modo di perderci del tempo ed andare a vedere nel passato, per ogni evento nazionale che sia accaduto e di cui erano responsabili singoli operatori, di cui magari chi ne parlava da cittadino ne sapeva nulla o poco più di nulla se non per sentito dire, di cui alla fine della vicenda giudiziaria ci vedeva assolti da ogni accusa, i partecipanti al forum, nella loro grande maggioranza, arrivavano, gettavano merda se non peggio, se ne andavano e continuavano ad avere quell'atteggiamento ignobile verso l'Istituzione, salvo poi rientrare e chiedere come fare ricorso perché avevano preso la multa, oppure qualche spiegazione sul concorso da fare. In altre parole scrivevano ACAB sul muro del forum, e poi facevano la fila per essere Poliziotti al primo concorso aperto, o venivano a chiedere "agli amici del forum" qualche consiglio per non pagare. Questo atteggiamento tipicamente italiano, lo puoi riscontrare nella migliaia di pagine che sono qui a disposizione, quindi se permetti un po' ci girano le palle, sopratutto dopo anni, dove un paio di elementi con le loro risorse economiche, il loro impegno tecnico e la loro passione hanno iniziato un dialogo aperto e sincero con i cittadini. Dialogo che in altri paesi non esiste, pur nella continua rappresentazione di comparazioni con gli altri paesi europei, ma che invece in Italia grazie ripeto, all'impegno di alcune persone - POLIZIOTTI - si è man mano realizzato. Credo che sia troppo chiedere che quando si entra qui dentro oltre alle dovute maniere di educazione, si chieda un pochino di conoscenza della Legge? Oppure il fanatismo web vi ha ridotto tutti voi internauti a credere che dietro la tastiera ci sia un minchione che risponde e non un Ufficiale di Polizia Giudiziaria?
Ti chiedo quindi, gentilmente, qualora volessi continuare a stare qui dentro, di evitare certi atteggiamenti maschi, perché sono solo forieri di incomprensioni e porre le tue domande in maniera consona, sia per quanto riguarda le tue richieste nel sociale e delle problematiche che puoi avere, sia per quanto riguarda chi ti risponde.
Grazie.
Spero di aver soddisfatto le tue problematiche. 
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Offline Cleanhead

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« Risposta #27 il: 23 Ottobre 2017, 18:00:00 »
Mamma mia che tristezza. Ma basta!!!certo che clean pure tu quando ti ci metti sei tremendo!!

Hai ragione, chiedo scusa a Mauro C., ho fatto dell ironia per sdrammatizzare ma ovviamente sul web non funziona. Oggi un cittadino voleva fare una denuncia perché ha ricevuto un messaggio satanico sul cellulare, alla fine abbiamo quasi detto una preghierina insieme allontanando satana...se non adottassi un po di sana ironia sarebbe facile prendersi un esaurimento 😁. Mauro come molti in situazioni simili vivono con molta apprensione eventi che non lo meritano ma ci costruiscono una serie di antefatti al fine di renderli piu possibile credibili con la teoria che hanno inconsciamente deciso. Non so se mi sono spiegato. Per esempio le bombe carta due anni prima, un evento decisamente lontano e certamente non collegabile con qualcosa accaduto ieri. Non voglio sminuire un fatto che crea ansia e tensione ma il mio lavoro è valutare i fatti non le sensazioni.
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Offline Mauro C.

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« Risposta #28 il: 24 Ottobre 2017, 00:00:02 »
Mmmhhh... cos'è 'sta sviolinata?
Mettiamola così, al netto delle mie iniziali considerazioni circa l'atteggiamento di un singolo. Chi fa il vostro lavoro dà per scontate tante cose, dimostrando talvolta un po' di rigidità dovuta all'esperienza maturata negli anni nel muoversi e nel vivere in un ambiente complesso come il vostro. Chi ne è al di fuori e non lo conosce dà senza volerlo per scontate tante cose, in base alla propria esperienza di vita ed alle tante vicissitudini che ci portano ad interpretare i fatti che ci capitano a pochi metri dal naso, i quali a volte ci spaventano e per i quali chiediamo aiuto, anche più semplicemente un parere "tecnico" che, giustamente, per un addetto ai lavori avezzo a certe dinamiche può suonare come cosa di poco conto o comunque non così pericolosa come ad una persona comune può sembrare.
Devo anche fare ammenda per certi modo con cui ho risposto agli sfottò che mi sono pervenuti, ma dopo la separazione dalla mia ex moglie sono diventato di indole più "incazzosa" rispetto a quello che ero fino a tre anni fa. È quindi se qualcuno mi stuzzica non gliele mando più a dire, come tanta gente fa e che io, per carattere, non sono mai stato capace di fare prima.
Tolto questo discorso prendo atto della varie metodologie e modi di agire in ambito giudiziario che mi sono state descritte da Ulysse e che ammetto di non aver mai avuto modo di conoscere ed approfondire, anche perché nella vita mi occupo di tutt'altra roba, che in comune con il vostro lavoro ha che prima o poi arriva il giorno che si fa il botto e si rischia di dare i numeri.
Mauro

Offline Gerard

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« Risposta #29 il: 08 Novembre 2017, 16:30:30 »
........mi permetto di aggiungere alcune considerazioni a quanto già scritto, invitando i colleghi a correggermi se sbaglio. Il problema è sempre qualificare un fatto come reato. Al di là del sarcasmo usato nella risposta a tua moglie, credo che la serie di fatti elencati potrebbe (usiamo il condizionale perché i caratteri di astrattezza e generalità del diritto debbono poi trovare riscontro in fatti empirici più di dettaglio) configurare il reato di molestie perseguibile a querela di parte secondo il dettato dell'articolo 660 del codice penale che recita: "Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a 516 euro." Ma qui entrano poi in gioco la miriade di interpretazioni sull'individuazione e significato di luogo pubblico o aperto al pubblico, anche se è ragionevole presumere che il lancio della testa d’agnello sia avvenuto dal luogo pubblico verso il luogo privato. Il reato di minaccie ex articolo 612 c.p. precisando che giuridicamente per minaccia si intende la chiara promessa di un male futuro mi pare configurabile in maniera vaga e discutibile solo per croci ed un gesto mutuato da un film. Parimenti il reato di violenza privata ex articolo 610 c.p. non pare chiaramente configurabile in quanto si parla di taluno che con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa. Voi come comunità condominiale siete costretti a sopportare comportamenti sgradevoli certamente imposti e non voluti, ma non so se sarebbe giuridicamente condivisa quest’interpretazione di un’imposizione con violenza anche solo psicologica…..Rimarrebbe il reato di deturpamento ed imbrattamento di cose altrui ex articolo 639 c.p. Il problema è che sono reati perseguibili a querela di parte e le norme prevedono un tempo di 90 giorni dal fatto per presentarla che, mi pare di capire, che siano trascorsi. Vi è poi un’altra considerazione. Purtroppo il nostro è un paese litigioso quindi col passare del tempo le liti in generale, per i più futili motivi e le questioni condominiali, sono aumentate a dismisura, soprattutto coll’ingresso nel paese di un gran numero di persone di condizione sociale, usi e costumi notevolmente differenti dai nostri e di difficile integrazione ed anche se sono fatti oggettivamente da non sottovalutare perché potrebbero portare a stati di esasperazione tali da provocare la commissione di reati molto gravi, la Magistratura pur nell’obbligatorietà dell’azione penale, ne da una attenzione minore dando priorità comprensibilmente a reati più gravi che purtroppo sono in numero sempre crescente, checchè se ne dica. Consentitemi un inciso tragicomico: ricordo il caso di una coppia di anziani in un grande condominio genovese che fecero una querela per molestie contro un vicino di casa che fresava di notte. Nonostante i rilevamenti dell’A.R.P.A. e gli accertamenti dei carabinieri il magistrato archiviò perché……..concluse che se  quell’attività dava fastidio solo ai due anziani e non a tutti gli altri condomini…….non erano molestie! Rimarrebbe l’esposto all’Autorità di Pubblica Sicurezza od alla Magistratura, un esposizione di fatti con la quale si chiede all’Autorità di accertare ulteriormente per prevenire appunto la commissione di reati e/o far cessare situazioni che condizionino la vita degli esponenti. In relazione a quanto esposto prima però sarebbe necessario che venisse presentato dall’Amministratore in nome e per conto se non di tutti della maggior parte dei condomini in quanto il numero potrebbe rappresentare una dimostrazione che i fatti esposti ed il timore ingenerato siano veramente gravi in quanto condivisi da più persone e non da pochi. Il suggerimento che posso dare se decideste per questa forma è di scrivere a quanti più possibile, anche se non direttamente interessati (Magistratura, Polizia, Carabinieri, Sindaco, Giornali) in quanto, è triste dirlo, ma si potrebbe innescare una dinamica del fare non per aiuto al cittadino ma nel timore che qualcun altro possa fare e nel caso di risultati positivi averne un merito o comunque nel caso dei media che venga fatta pubblicamente rilevare una sorta di inerzia di fronte ad uno stato di timore del cittadino………
Non condivido il sarcasmo della risposta fornita ma posso immaginare la stanchezza diffusa derivante dal fatto di non poter più essere un punto di riferimento per il cittadino per tutta una serie di situazioni note….un sistema giuridico che appare non funzionare più e non essere più garanzia per nessuno, nelle situazioni gravi o meno gravi………
« Ultima modifica: 08 Novembre 2017, 16:36:46 da Gerard »

Offline Gerard

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« Risposta #30 il: 08 Novembre 2017, 16:49:33 »
..........comunque. ...se ti può consolare........an ch'io con altre 18 famiglie sto vivendo una situazione per certi versi simile nel mio condominio che ci ha abbassato notevolmente la qualità della vita senza che possiamo fare concretamente nulla.....chi è disperato e vive ai margini della società non ha nulla da perdere, anzi tutto da guadagnare perché troverà sempre chi lo difende se non addirittura lo coccola.........ed allora mi dico che se nella mia posizione e con la mia qualifica giuridica non riesco a difendere concretamente e soddisfacentemente me stesso nel piccolo come posso farlo verso il cittadino che un tempo ho scelto di servire, in situazioni più gravi? Ed allora mi rispondo che forse è ora di smettere e di andare via da un paese che non esiste più e che può andare solo a finire peggio.........

Offline G.P.G. 3

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« Risposta #31 il: 09 Novembre 2017, 07:36:05 »
Ed allora mi rispondo che forse è ora di smettere e di andare via da un paese che non esiste più e che può andare solo a finire peggio.........

...senza perdere tempo,ve lo dice uno che ha fatto lo sbaglio di ritornare ... :136:
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Offline Ulysse

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« Risposta #32 il: 10 Novembre 2017, 09:02:40 »
.......... Ed allora mi rispondo che forse è ora di smettere e di andare via da un paese che non esiste più e che può andare solo a finire peggio.........

E dove andresti se ne avessi la possibilità?
La domanda non è scontata come sembra ad una prima lettura, ma è una domanda precisa perché le tue radici sono italiane, ed "avendo la possibilità" non significa per un italiano semplicemente andare via, ma credere di piantare le sue radici italiane da un'altra parte, sperando che il terreno accolga, e non con la certezza che il terreno accolga. Perché la speranza è tipicamente italiana, mentre la certezza non lo è. Quindi dopo tutto ciò che hai scritto riguardo la soluzione al problema del nostro utente, quali pensi sia la tua certezza? Di qui la domanda...dove andresti?
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Offline Cleanhead

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« Risposta #33 il: 10 Novembre 2017, 09:51:37 »
siamo OT ma l'argomento mi piace e abusando della mia qualità di amministratore rispondo lo stesso... :-)  ovunque, perchè il mondo non finisce nel quartiere in cui uno vive, perchè si può vivere benissimo ovunque, le mura, le strade dove passeggi, i panorami che tu guardi non sono i tuoi e non sono di nessuno e ciò che tu vedi oggi non è quello che vedevi vent'anni fa. Chi ha paura di non saper vivere in un altro luogo è vittima di se stesso. Se vedessi il mondo come una cosa tutta da scoprire, l'unica cosa che veramente ti renderebbe triste sarebbe quella di non avere abbastanza tempo per scoprirlo tutto, non certo quello di non saper vivere fuori dalle tue quattro mura.
« Ultima modifica: 10 Novembre 2017, 09:53:37 da Cleanhead »
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Offline Sertorius

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« Risposta #34 il: 10 Novembre 2017, 10:26:26 »
Concordo integralmente con Clean  [24]
Per quanto mi concerne - restando consapevolmente e colpevolmente OT - un luogo dove ci si fermi con l'auto perché è un obbligo, quando qualcuno attraversa sulle strisce (di modo da non dovere ringraziare chi, occasionalmente, lo fa), dove la spazzatura sia raccolta nelle giornate dedicate, dove il traffico sia civile, dove chi viola le regole sia fuori dalla comunità e non coccolato.
Posto che in questo mondo dovrebbero esservi rovine archeologiche dell'impero romano (al momento la mia unica droga, ma non si sa mai ... [03]), ho ampia scelta (restando in Europa) : Scozia, Galles, Inghilterra, Germania, Austria, Croazia, Svizzera e, last but not least, Umbria, la terra dove ancora esiste nel popolo un cuore gentile (un po' di nazionalismo non guasta...)
Un'arte che ti insegna a vivere è più simile alla lotta che non alla danza, se si considera la necessità di trovarsi pronti a colpi subitanei e non prevedibili, saldi e sempre in piedi - Marco Aurelio, I ricordi, VII, 61

Offline Gerard

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« Risposta #35 il: 11 Novembre 2017, 00:20:39 »
......rispondo alla domanda scusandomi anch'io per l'ot. Sì le radici sono italiane ed indubbiamente è assai amaro doversene andare e dover lasciare i luoghi pieni di ricordi della propria infanzia e dei propri cari, ma da tempo, da molto tempo non mi riconosco più in questo paese e nella sua cultura, nonostante sia indubbiamente popolato anche da ottime e belle persone in ogni dove. Per parte materna ho parenti acquisiti in Austria. E' una cultura che mi piace ed in cui mi riconosco e quindi una volta finita la mia vita professionale desidererei trasferirmi là o comunque in un paese di lingua e cultura tedesca dove mi trovo più a mio agio e mi sento più "a casa" escludendo purtroppo la Svizzera nettamente al di fuori delle mie possibilità.......S ono comunque molto pessimista e per come sta andando la nostra economia non nascondo di vivere con l'angoscia di trovarmi un giorno di fronte ad un fallimento economico finanziario dello stato...una specie di situazione tipo quella tedesca dopo la prima guerra mondiale e di essere quindi costretto a scappare come un disperato con quel poco che mi rimarrebbe in una delle tre nazioni dove stanno scappando in molti: Bulgaria, Tunisia o Portogallo......... .
Mi consolo scherzando e mi dico che.....se Carlo Alberto è andato in esilio ad Oporto e Umberto II a Cascais......beh... .ci può stare anche che un poveretto come me........finisca i suoi giorni tristemente a guardare l'oceano...... [03]

Offline G.P.G. 3

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« Risposta #36 il: 11 Novembre 2017, 14:37:18 »
Ulysse le radici sono italiane ma possono essere trapiaintate e fatte crescere in un terreno fertile.In questo paese i "lavori in corso" ne hanno tagliato una parte e la pianta in queste condizioni non potrà mai crescere sana.Ci sono altri valori che meritano di essere vissuti dignitosamente in questa stupenda ma breve vita.
Permettimi ma avendo lavorato all'estero e avendo parenti e amici sparsi per quasi tutto il pianeta,India compresa,posso affermare che chi è partito con la voglia di lavorare accompagnato dalla tenacia e la speranza ha trovato sempre un terreno capace di accogliero e di conseguenza di integrarsi,altra importante capacità nostrana.
Chiaramente non è facile è dura,ci vuole coraggio,si parte piangendo e piangendo passi i primi tempi fino a quando ti rendi conto che la meritocrazia non è un valore estinto e che qualsiasi lavoro,anche il piu umile ti permette di viviere con dignità.Poi passa tutto come a quella mia amica che non viene più neanche a trovare la madre,preferisce pagargli l'aereo e il taxi e l'attende a Berlino.
La certezza non la potrai mai raggiungere da nessuna parte, ma hai la possibilità di far crescere la tua pianta e i tuoi frutti ( figli ) in un campo migliore e magari anche più sicuro ...perchè di sicurezza stavamo anche parlando
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Offline Ulysse

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« Risposta #37 il: 13 Novembre 2017, 15:51:53 »

La domanda non è scontata come sembra ad una prima lettura, ma è una domanda precisa perché le tue radici sono italiane, ed "avendo la possibilità" non significa per un italiano semplicemente andare via, ma credere di piantare le sue radici italiane da un'altra parte, sperando che il terreno accolga, e non con la certezza che il terreno accolga. Perché la speranza è tipicamente italiana, mentre la certezza non lo è. Quindi dopo tutto ciò che hai scritto riguardo la soluzione al problema del nostro utente, quali pensi sia la tua certezza? Di qui la domanda...dove andresti?

Avevo scritto in questi termini perché non era mia intenzione andare in OT, ma purtroppo ha iniziato Clean ad andarci e gli siete andati dietro. Ribadisco la domanda perché non parlavo di preferenze di vita come avete scritto, ma parlavo di comparazioni giuridiche - il riferimento in rosso vista la soluzione proposta - cioè quale paese sceglieresti se potessi scegliere, che ti consenta di avere le stesse scelte giuridiche e legali?
Spero sia più chiaro adesso.
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Offline Cleanhead

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« Risposta #38 il: 13 Novembre 2017, 18:32:21 »
sei chiaro come la parte della luna dove non ci batte il sole... [03] [03] [03]...bisognerebbe conoscere le leggi di ogni paese cosi come conosciamo le nostre.
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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« Risposta #39 il: 14 Novembre 2017, 10:26:33 »
Ulysse, non fare come quegli italiani che affermano che la nostra Costituzione è la migliore del mondo, che il nostro sistema giudiziario non ha confronti, che le nostre leggi non hanno eguali per principi e profondità di ragionamento ....
Il nostro sistema giuridico è sclerotizzato, il nostro ordinamento è sepolto dalla discrezionalità che diviene arbitrio, per cui ogni Stato dell'Europa continentale può andare bene.
Le fondamenta del diritto europeo sono quelle romane e poi quelle napoleoniche, con la sovrapposizione delle dottrine germanistiche (che la nostra dottrina ha parecchio applicato nel secolo scorso).
Per cui, considerato che l'intera Europa di recente "acquisizione" (mi riferisco agli Stati "danubiani o transdanubiani", Ungheria, Rep. Ceca, Polonia, Slovacchia, forse meno Albania e Macedonia, attesi i conflitti religioso-razziali tra ortodossi e islamici) è laica e legata a doppio filo al diritto tedesco, non vedo particolari difficoltà per ciascuno di noi a spostarsi in uno degli Stati europei sopra menzionati.
Forse, a stretto rigore, sarebbe più difficile ambientarci giuridicamente in uno Stato come l'India, dove - per quel poco che so - a fronte di una base laica si innestano sul sistema di vita componenti religiose poco per noi comprensibili (e a me sconosciute).
Un italiano serio all'estero impiega poco ad ambientarsi, specie la prima volta che prende una multa con l'auto e scopre che non esiste il ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace per impugnarla, assumendo che non può mettere la cintura perché un certificato medico lo esonera .... [03] [04] [06]     
Un'arte che ti insegna a vivere è più simile alla lotta che non alla danza, se si considera la necessità di trovarsi pronti a colpi subitanei e non prevedibili, saldi e sempre in piedi - Marco Aurelio, I ricordi, VII, 61

Offline Ulysse

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« Risposta #40 il: 14 Novembre 2017, 20:19:05 »
Ulysse, non fare come quegli italiani che affermano che la nostra Costituzione è la migliore del mondo, che il nostro sistema giudiziario non ha confronti, che le nostre leggi non hanno eguali per principi e profondità di ragionamento ....
Il nostro sistema giuridico è sclerotizzato, il nostro ordinamento è sepolto dalla discrezionalità che diviene arbitrio, per cui ogni Stato dell'Europa continentale può andare bene.
Le fondamenta del diritto europeo sono quelle romane e poi quelle napoleoniche, con la sovrapposizione delle dottrine germanistiche (che la nostra dottrina ha parecchio applicato nel secolo scorso).
Per cui, considerato che l'intera Europa di recente "acquisizione" (mi riferisco agli Stati "danubiani o transdanubiani", Ungheria, Rep. Ceca, Polonia, Slovacchia, forse meno Albania e Macedonia, attesi i conflitti religioso-razziali tra ortodossi e islamici) è laica e legata a doppio filo al diritto tedesco, non vedo particolari difficoltà per ciascuno di noi a spostarsi in uno degli Stati europei sopra menzionati.
Forse, a stretto rigore, sarebbe più difficile ambientarci giuridicamente in uno Stato come l'India, dove - per quel poco che so - a fronte di una base laica si innestano sul sistema di vita componenti religiose poco per noi comprensibili (e a me sconosciute).
Un italiano serio all'estero impiega poco ad ambientarsi, specie la prima volta che prende una multa con l'auto e scopre che non esiste il ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace per impugnarla, assumendo che non può mettere la cintura perché un certificato medico lo esonera .... [03] [04] [06]     


Concedimi qualche perplessità riguardo i paesi danubiani, sulla loro laicità, sopratutto per quanto riguarda la Polonia. Parlavo di diritto penale e non certo di pubblico o Costituzione comunque.
Concesso poi che chi ha lamentato il rimpianto per essere rientrato, vede oggi quel paese splendido sull'orlo del fallimento economico. Mi riferisco al Venezuela.

Mi Rispiego meglio. Siamo legati alle nostre radici, significa che la legge - qualunque - è disegnata per la nostra società, ciò vuol dire che in altri sistemi giuridici, i nostri comportamenti, le nostre abitudini i nostri schemi mentali, andrebbero in conflitto. Conflitto che creerebbe una situazione di disagio che potrebbe sicuramente a problemi. Ora senza scendere nelle particolarità dei problemi - di natura psicologica, sociale, o anche di salute - basta fare un salto indietro e vedere come e quanto tempo ci hanno messo gli immigrati italiani nell'inserirsi nella società americana dei primi del '900. Oppure quanto tempo, due o tre generazioni, hanno impiegato gli italiani ad accettare gli schemi tedeschi post seconda guerra mondiale con la massiccia emigrazione dal profondo sud italiano a quello che doveva essere l'eldorado europeo. Perché non esistono comunità numerose italiane, come invece quelle dei più "plasmabili" africani e mediorientali (sotto il profilo legislativo) che invece sono piantati da più generazioni nell'europa? Semplicemente perché le nostre radici - culturali, sociali, religiose fai tu - sono più complesse, più complete e più solide di molti altri cittadini europei. Sottolinerei più solide, perché sono tradizionalmente legate alle comunità primordiali di Sant'Agostino, che ti piaccia o meno sono comunità che gravavano intorno ad un centro ben preciso e di cui ancora oggi noi non sappiamo rinunciare.
Un complesso schema di "libertà" individuali come per esempio quello americano, non è propriamente come sembra, tutt'altro, ma ci attrae perché non conosciamo il nostro, quindi ci illudiamo che l'erba del vicino sia più verde, quando in realtà non è così.
Comprendo i vostri dubbi riguardo le leggi e la legge italiana, ma analizzando bene la confusione che regna è solo figlia di schemi improvvisati e privi di fondamenti. Confusione che ben si adatta al nostro modo di vivere - basta fare un confronto con il traffico per esempio, o con il mercato del lavoro - e di conseguenza ben combacia con il nostro essere cittadini. Questo meccanismo invece, se trasportato in un'altra realtà, giuridica, sociale, e perché no anche geografica, non si adatta, non collima, costringendo chi decide di fare questa scelta a rinunciare a molte cose, a meno che non siate tutti ricchi e benestanti ed allora è un altro discorso.
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Offline Cleanhead

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« Risposta #41 il: 14 Novembre 2017, 21:24:14 »
Non sono per niente d accordo. Tutti noi siamo esseri viventi con determinate necessità, passiamo la nostra vita a soddisfare tali necessità. Una cosa è viverle con angoscia ansua e paura e un altra viverle serenamente nel rispetto reciproco. Ad abituarsi alle regole e alle cose che funzionano ci metti pochissimo, a cercare di sopravvivere in mezzo al caos puo diventare letale. Poi sono gusti, tu ami il caos, il traffico, il ritmo caotico, allora stai bene dove stai, ma credimi che ti stai solo difendendo. Mi piace passeggiare dove ci sono marciapiedi intatti, dove ci sono percorsi pedonali, senza monnezza, senza incontrare questuanti, dove non ci sono auto abbandonate, palazzi fatiscenti....conti nuo appena posso..
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Cleanhead 6969-06 (così è contento Manconi)

Offline Gerard

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« Risposta #42 il: 15 Novembre 2017, 01:07:13 »
Concordo. E' quello che capita a me quando vado dai miei parenti in Austria........dopo alcuni giorni mi sento meglio.......rimane indubbiamente la grande amarezza dei ricordi di un'infanzia ed un'adolescenza vissuti in un sistema non ancora distrutto come quello attuale..........

Offline Ulysse

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« Risposta #43 il: 15 Novembre 2017, 13:00:53 »
Possiamo e dobbiamo non essere d'accordo, perché fa parte della dialettica. Resta un dato reale ed incontrovertibile però, che il vostro idealismo non vuole prendere in esame. La realtà sociopolitica italiana è questa ogni comparazione dovete farla con elementi oggettivi e soggettivi che sono propri di quel territorio. Non potete farla pensando a voi due o solo a chi sogna - e non applica - una nuova vita dalle altre parti. 
Perché starai anche meglio quando vai in Austria, ma poi torni, ed allora...perché non vai a vivere in Austria? Non sarà perché sei radicato in questa terra? E non può essere solo una questione di lavoro, perché se si ha intenzioni di trasferirsi ci si adatta a fare qualsiasi lavoro e si ricomincia, anche solo per "stare meglio", ed invece tutto ciò non avviene, almeno nelle intenzioni immediate che uno prevede, perché semplicemente ci sono legami strutturali, endemici, sociali e giuridici che ci tengono saldamente ancorati dove siamo.
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Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline Cleanhead

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« Risposta #44 il: 15 Novembre 2017, 17:22:55 »
non mi sembra un argomentazione forte. E' chiaro che non posso trasferirmi perchè lavoro qui, ma che c'entra ? quindi se uno non lo fa perchè impossibilitato vuol dire che è radicato e vive bene ? Certo che non è facile lasciare tutto e partire, ma sta di fatto che gli italiani che vanno all'estero sono un aumento esponenziale, quindi una ragione ci sarà, forse dovresti rivedere la tua teoria. Sappi che appena mi sarà possibile partirò anche io e mi aggiungerò al lungo elenco di persone che abbandonano questo sciagurato paese oramai diventato invivibile. poi se mi pento ti chiamo :-)
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Offline Sertorius

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« Risposta #45 il: 15 Novembre 2017, 17:54:06 »
Concordo con Clean e con Gerard.
Nella sostanza, Ulysse, sosteniamo la stessa teoria, da punti di partenza opposti.
Non nego di essere legato a questa terra dove sono nato, cresciuto e vissuto fino ad oggi, di amare i suoi scorci, il clima, una parte della mentalità, il modo di vivere e, perché no, anche il cibo.
Personalmente però non mi ci riconosco più e non vedo l'ora di levare le tende.
Certo, non posso farlo perché lavoro qui, ma appena smetto - tra 5, massimo 10 anni - se Dio vuole e ci sono ancora, me ne vado.
E' evidente che le regole penali in altri Stati d'Europa sono diversi, ma - proprio perché la cultura giuridica europea ha dei tratti comuni di base - saranno meno difficili da apprendere di quelle, ad es., degli USA.
E quindi ?
Chi se ne va anela a maggiore dignità di vivere sociale (= della comunità di individui), ad un maggiore ordine esterno, un maggiore rispetto delle regole e per avere questi benefici è disposto a rinunciare ad una maggiore libertà individuale, quella di cui in teoria dovremmo beneficiare qui da noi.
In realtà questa c.d. libertà altro non è che un indistinto e poco chiarito diritto di fare tutti quello che vogliamo fregandocene del prossimo; personalmente questo menefreghismo non lo tollero più.
Qualche rinuncia individuale si impone a beneficio di un maggior rispetto delle regole della comunità.
Chi viola le regole è fuori dalla comunità, non come da noi un paladino della libertà individuale.
Un'arte che ti insegna a vivere è più simile alla lotta che non alla danza, se si considera la necessità di trovarsi pronti a colpi subitanei e non prevedibili, saldi e sempre in piedi - Marco Aurelio, I ricordi, VII, 61

Offline Gerard

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« Risposta #46 il: 16 Novembre 2017, 00:31:29 »
.....esattamente. Anch'io mi sto organizzando in tal senso e non è un idealismo, sono fatti reali. I paradisi non esistono ma esistono posti dove si sta meglio e dove si sta peggio. L'Italia è divenuta un paese invivibile e sono convinto che non manchi molto da un botto di dimensioni spaventose, molto peggio che Argentina e Grecia messe insieme............ i segnali ci sono tutti........sempre se poi non mi succede come a molti di essere assassinato da una banalissima malasanità.......

Offline celeste

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« Risposta #47 il: 17 Novembre 2017, 18:21:43 »
Concordo con Clean e con Gerard.
Nella sostanza, Ulysse, sosteniamo la stessa teoria, da punti di partenza opposti.
Non nego di essere legato a questa terra dove sono nato, cresciuto e vissuto fino ad oggi, di amare i suoi scorci, il clima, una parte della mentalità, il modo di vivere e, perché no, anche il cibo.
Personalmente però non mi ci riconosco più e non vedo l'ora di levare le tende.
Certo, non posso farlo perché lavoro qui, ma appena smetto - tra 5, massimo 10 anni - se Dio vuole e ci sono ancora, me ne vado.
E' evidente che le regole penali in altri Stati d'Europa sono diversi, ma - proprio perché la cultura giuridica europea ha dei tratti comuni di base - saranno meno difficili da apprendere di quelle, ad es., degli USA.
E quindi ?
Chi se ne va anela a maggiore dignità di vivere sociale (= della comunità di individui), ad un maggiore ordine esterno, un maggiore rispetto delle regole e per avere questi benefici è disposto a rinunciare ad una maggiore libertà individuale, quella di cui in teoria dovremmo beneficiare qui da noi.
In realtà questa c.d. libertà altro non è che un indistinto e poco chiarito diritto di fare tutti quello che vogliamo fregandocene del prossimo; personalmente questo menefreghismo non lo tollero più.
Qualche rinuncia individuale si impone a beneficio di un maggior rispetto delle regole della comunità.
Chi viola le regole è fuori dalla comunità, non come da noi un paladino della libertà individuale.
.....ne sei proprio sicuro?? Guarda che potrebbero sempre alzare l'età pensionabile a 80-85 anni [13] [13]
Comunque, al di la' di tutto, io non me ne vado. Bisogna restare per tentare di migliorare le cose. Se tutti gettassero la spugna, che ne sarebbe di questo paese?? Diventerebbe ancora più sciagurato di quello che è gia'. [69]

Offline Gerard

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« Risposta #48 il: 19 Novembre 2017, 18:33:28 »
......la mia esperienza di vita e professionale ultraquarantennale mi ha portato a pensare che non vi sia più nulla da fare...un paese irredimibile...natu ralmente spero sempre di sbagliarmi e di essere recisamente smentito.....e torno a ripetere: ma se non si riesce a fare nulla per fatti tutto sommato banali come quelli oggetto di questo thread, si può mai pensare di poter fare qualcosa di serio per fatti e cose ben più grandi?
Tornando ai fatti oggetto del thread, mi permetto un'ultima considerazione. Posso anche capire il tentativo di mettere una pezza a situazioni gravi come il rischio di collasso nei tribunali per i molti procedimenti, quindi le varie depenalizzazioni avvenute nel tempo per reati minori, anche se la cosa non mi trova concettualmente d'accordo, ma rilevo che proprio la sottovalutazione di fatti e situazioni diciamo così di piccola dimensione spesso è prodromica a fatti gravi. Una persona che viene fatta oggetto di una miriade di piccole aggressioni costituite da atti di inciviltà che però sono quelli che rendono la quotidianità invivibile, prima o poi raggiunge il suo punto di rottura e reagisce violentemente...... ed allora ci scappa il morto od il ferito grave e spesso magari anche innocente.......

Offline Mauro C.

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« Risposta #49 il: 17 Dicembre 2017, 08:14:46 »
Ultimi aggiornamenti: nuova esplosione di grosso petardo questa mattina alle ore 5:30 circa, con manifesti segni pirotecnici rimasti sugli scalini del caseggiato.
Sarà sicuramente qualche burlone che si sta preparando per le imminenti celebrazioni del Capodanno.
Intanto siano già alla sesta denuncia presentata in Questura dalla signora che vive e subisce questi atti minatori, sicuramente a lei non indirizzati.
Buona domenica a tutti.
Mauro