AutoreTopic: Maggy, la poliziotta che lottava per impedire i suicidi si è tolta la vita  (Letto 597 volte)


Offline WebCop

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« il: 15 Novembre 2018, 04:04:10 »
Aveva 36 anni ed era presidente dell’associazione «Policiers en colère», si è tolta la vita in casa sua usando la pistola d’ordinanza
di Annalisa Grandi

Si chiamava Maggy Biskupsky, aveva 36 anni e faceva la poliziotta. Aveva dedicato la sua vita a combattere i suicidi causati dall’odio e dall’intolleranza nei confronti di coloro che indossano la divisa, in Francia. E alla fine, ha ceduto a quello stesso odio. Maggy si è tolta la vita, si è uccisa in casa usando l’arma di servizio.

Un suicidio che ha scioccato il Paese transalpino, quello di questa donna molto nota anche al grande pubblico perché diventata un vero e proprio simbolo dell’odio contro la polizia. Presidente dell’associazione «Policiers en colère» si è tolta la vita il 12 di novembre, a poche ore dall’anniversario degli attacchi terroristici. Era diventata il volto televisivo e la rappresentante degli uomini in divisa, dopo che il 7 ottobre 2016 una macchina con degli agenti era stata attaccata da un gruppo di uomini che avevano lanciato bottiglie incendiarie contro di loro: due poliziotti erano rimasti gravemente feriti. In tv, denunciava l’odio e l’intolleranza nei confronti di chi faceva il suo stesso lavoro.
«Profonda tristezza» ha twittato il ministro dell’Interno Castaner. E sui social, oltre ai messaggi di cordoglio, corre anche la rabbia: c’è chi in particolare punta il dito il conduttore di una trasmissione dell’emittente C8: sabato scorso Maggy era andata ospite in quel salotto e lì il presentatore le aveva detto «Trovo che venire a fare la vittima durante degli spettacoli televisivi ti ridicolizzi davanti alla popolazione». Intanto è stata aperta un’indagine per chiarire l’esatta dinamica della morte. In Francia nel 2017 sono 51 i poliziotti che si sono tolti la vita, nel 2018 al momento sono 30.

14 novembre 2018 (modifica il 14 novembre 2018 | 10:49)
https://www.corriere.it/esteri/18_novembre_14/maggy-poliziotta-che-lottava-impedire-suicidi-si-tolta-vita-ac9d1d38-e7d4-11e8-b8c4-2c4605eeaada.shtml
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (F.Nietzsche)

Offline celeste

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« Risposta #1 il: 16 Novembre 2018, 20:25:22 »
mi dispiace.... [10] [10]

Suicidi causati dall'odio e dall'intolleranza non si può sentire comunque. Non è che i poliziotti si suicidano perché odiati...
Chi lo sa cosa  è capitato nella mente di questa donna che era in prima linea nel combattere il disagio psicologico di chi poi sceglie un gesto estremo.... [69]

Offline marco14628

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« Risposta #2 il: 16 Novembre 2018, 23:45:25 »
E tu cosa ne sai?
 
Sai cosa significa essere sempre additati sempre come assassini, torturatori, colpevoli a prescindere?
Non c'è altra categoria che venga così generalizzata sui mass media, nelle manifestazioni è la normalità ascoltare insulti a se stessi e alle proprie madri, tralasciando gli insulti sui muri.
Per non parlare del pregiudizio e dell'odio che ognuno di noi può ricevere gratuitamente nella vita privata, o che ancor peggio può colpire i propri figli. Ti potrei fare mille esempi di cari cittadini onesti e imbecilli nei quali mi sono imbattuto, e in genere proprio da questi ho ricevuto odio discriminazione e razzismo in virtù del lavoro che svolgo. Senso di abbandono, frustrazioni, colleghi picchiati, uccisi e dimenticati nell'indifferenza generale, come il povero collega cc di caserta.
Ognuno trova i suoi anticorpi, ma ci andrei piano a banalizzare, perchè i motivi ci sono eccome, e questi è solo una parte, poi arrivano gli altri, quelli di servizio magari e quelli personali.
Ma l'odio e la discriminazione, c'è eccome, e viverci dentro h24 non è affatto simpatico.
Il punto è che ci siamo assuefatti alla peggio immondizia. Alle manifestazioni mi gridano che devo morire, sui  muri leggo che sono meglio morto che vivo, le campagne "contro" non si contano, pregiudizi delle gente comune in ogni dove. Io mi stupisco di come riesco a fottermene allegramente piuttosto!

Offline marco14628

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« Risposta #3 il: 16 Novembre 2018, 23:53:08 »
Vogliamo parlare della pressione a cui si è sottoposti ogni giorno?
Quando mi sono arruolato io, nessuno mi aveva detto che avrei dovuto lavorare costantemente sotto pressione ripreso da 200 smart e sputtanato sui migliori media in mondo visione, e il tutto non mentre scrivo un tema, ma mentre sono nel mezzo di un arresto o di violenti disordini.
Nessuno nega che si debba operare secondo legge, ma quale altro lavoratore è costretto a lavorare costantemente ripreso e in diretta tv? Ripreso e scansionato al solo scopo di cercare errori e metterlo in croce anche solo per un "caxxo" o una smorfia. Se è normale mettiamo tutti in diretta streaming!

Offline Cleanhead

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« Risposta #4 il: 17 Novembre 2018, 09:33:05 »
senza considerare i "like" sui social, per i quali possiamo essere puniti, oppure se appendiamo una bandiera nella nostra camera da letto se c'è una finestra aperta.Se ci sono tanti colleghi che prendono la via dell'oscurità di certo delle ragioni serie ci sono, poi per comodità di coscienza possiamo pure pensare chissà quali segreti ci fossero dietro, evitando accuratamente di guardare la realtà...
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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Offline celeste

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« Risposta #5 il: 17 Novembre 2018, 20:37:17 »
....non ho banalizzato proprio un bel niente.
Ma dire che chi si suicida lo fa perche odiato e"estremamente riduttivo ed impreciso. Lo stress di questo lavoro puo' gare da detonatore nei casi in cui si aggiunge a motivi personali, familiari, economici, uniti a caratteristiche individuali del soggetto.

Offline Cleanhead

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« Risposta #6 il: 17 Novembre 2018, 21:10:22 »
Si può darsi, ma sono tue opinioni. Non le mie per esempio.
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Offline marco14628

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« Risposta #7 il: 17 Novembre 2018, 21:30:49 »
Il punto è che siamo assuefatti al peggio, vorrei sapere come si sentirebbe per esempio un medico o qualsiasi altro lavoratore se in ogni dove ci fossero solo incitamenti all'odio, alla sua morte, ingiurie e minacce. Sui muri, nelle manifestazioni, non parliamo di internet dove è la norma l'augurio di una morte dolorosa e abbondano filmati di incitamento all'odio, alla violenza e all'omicidio ove si vedono agenti picchiati, investiti, percossi e magari morti, chi lo sa.
E questo ripeto è solo la punta dell'iceberg, poi c'è tutto il resto. È la normalità per un appartenente alle ff.oo sentire o aver timore d'incontrare odio indiscrimnato e pregiudizio anche solo in persone conosciute per caso nella vita privato. A qualche altro lavoratore succede? E non mi dite che il lavoro me lo sono scelto io e ora sono affari miei, perché a 20 di certo non sai ste cose e di sicuro non 20 anni fa.

Offline marco14628

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« Risposta #8 il: 17 Novembre 2018, 21:58:30 »
A proposito di odio, isolamento sociale e frustrazione, apprendo che sputare addosso ad un agente non è reato causa tenuità del fatto! Ma è normale!? È normale che un lavoratore possa essere utilizzato come sputacchiera mobile in quanto fatto tenue? Poi vale solo per i poliziotti o anche per gli altri lavoratori, ormai non mi stupirei più di nulla. Voglio vedere se sputano ad un medico, un insegnante o un giudice se non è reato!?
Cosa credi che provochi questo se non umiliazione? Una onorata uniforme, non più difesa, scambiata per sputacchiera? Bhoo ....

Offline Ulysse

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« Risposta #9 il: 18 Novembre 2018, 13:02:36 »
....non ho banalizzato proprio un bel niente.
Ma dire che chi si suicida lo fa perche odiato e"estremamente riduttivo ed impreciso. Lo stress di questo lavoro puo' gare da detonatore nei casi in cui si aggiunge a motivi personali, familiari, economici, uniti a caratteristiche individuali del soggetto.

Ed invece stai banalizzando aggiungendo questi elementi. Ogni suicidio ha una sua caratteristica, non è un mix di elementi come hai fatto tu a causarlo, ma un solo elemento. Questo lavoro non crea problemi economici, ma solo familiari. E se dal problema familiare estrapoli le cause, torni sempre al punto di partenza. L'umiliazione.
L'umiliazione causata dal sistema che ha delegittimato una professione.
A tuo favore, posso dire che questa deleggittimazione è vecchia, e non è solo attuale.
Esisteva anche negli anni passati, ed in ogni paese, addirittura in quei paesi che spesso definiamo "civili" rispetto al nostro.
Addirittura qualche paese ha dovuto investire denari nel cinema per poter contrastare questo fenomeno per evitare che la Polizia si sollevasse in massa contro questo processo "banale".
In Italia si assiste da sempre ad una alternata fase di apprezzamento o denigrazione verso le FF.OO, perché l'italiano medio è più abituato ad "usare" la Polizia per gli affari suoi, per togliere la merda dal proprio giardino, confinandosi in una sua proprietà scevra da ogni responsabilità. Questa cultura dell'italiano non è differente se questi è un Poliziotto o un Imprenditore, ognuno pensa a se e non alla comunità. Forse è questo il vero antivirus al suicidio, o almeno quello che ne rende la nostra statistica differente in confronto agli altri paesi.
Si chiama Libertà, ma molti di voi cittadini, che leggete solo ciò che volete leggere, e seguite solo quello che vi piace seguire, non apprezzate questo, è la chiamate "banalità".     
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Il Poliziotto vero non è quello delle fiction, il sangue è vero, i proiettili sono veri, le auto si rompono veramente e il dolore è devastante. E per giunta il computer non funziona mai!

Offline celeste

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« Risposta #10 il: 18 Novembre 2018, 13:34:31 »
......quindi secondo te ogni poliziotto morto suicida lo ha fatto per problemi familiari dovuti al lavoro.
A parte che ogni storia e" a se stante, come dici tu.
Ma il fatto e" che non e"una mia opinione, e"una teoria ben precisa che si basasu decenni di studi, fatti da professionisti del settore.
Se fosse come dici tu, assisteremmo al triplo di suicidi in Polizia. Ne abbiamo gia abbastanza cosi" mi pare...
Sarebbe bello che venisse pensato qualcosa di davvero utile per contrastare almeno in parte il fenomeno e salvare delle vite umane.

Offline Ulysse

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« Risposta #11 il: 18 Novembre 2018, 20:21:20 »
......quindi secondo te ogni poliziotto morto suicida lo ha fatto per problemi familiari dovuti al lavoro.
A parte che ogni storia e" a se stante, come dici tu.
Ma il fatto e" che non e"una mia opinione, e"una teoria ben precisa che si basasu decenni di studi, fatti da professionisti del settore.
Se fosse come dici tu, assisteremmo al triplo di suicidi in Polizia. Ne abbiamo gia abbastanza cosi" mi pare...
Sarebbe bello che venisse pensato qualcosa di davvero utile per contrastare almeno in parte il fenomeno e salvare delle vite umane.

Tornare a casa e guardare i figli, magari dopo che a scuola sono stati insultati perché il padre è stato definito un aguzzino, torturatore, macellaio o altro di "delicato" come sempre ampiamente descritto dai giornali, credo che sia qualcosa che solo i Poliziotti provano. Non certo gli altri lavoratori, con tutto il rispetto per loro.
Quando il figlio di un poliziotto va a scuola e legge sui muri ACAB o 1312, più sbirri morti, sbirro merda, sbirri e fasci stessa corda stessa fine, più sbirri monchi grazie, ed altri inviti a simile odio, tu che pensi nascano dentro le famiglie? Discussioni di giubilo e festa?
Tornare a casa ed dire a tua moglie che magari per sei mesi o almeno fino alla fine dei risultati definitivi delle analisi, non puoi toccarla perché un malato di aids gli ha sputato in faccia sangue, cosa credi faccia crescere in un nucleo famigliare? Fiori?
Tornare a casa e ascoltare tua moglie, i tuoi figli che ti riferiscono che il tizio che hai arrestato, ma non è stato carcerato, li ha minacciati fuori scuola o al supermercato, pensi che non crei un problema famigliare?
Dimmi tu, come reagiresti a questo? Da moglie, da donna, da Mamma, come reagiresti?
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Offline celeste

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« Risposta #12 il: 19 Novembre 2018, 20:25:25 »
Ma non dubito di tutto ciò che hai scritto. Ci mancherebbe.
Ma non possiamo affermare con certezza che tutti quanti coloro si suicidano lo fanno per dinamiche relative a questi fatti che hai citato.
Ci può essere pure quello che si uccide e che magari stava seduto in ufficio senza avere rapporti con i soggetti di cui hai parlato.Ci può essere un giovane che si uccide prima ancora di prendere servizio...(episodio descritto in un altro topic)
« Ultima modifica: 19 Novembre 2018, 20:27:09 da celeste »