AutoreTopic: Una Polizia diversa  (Letto 8885 volte)


Offline gs127

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« il: 22 Marzo 2007, 16:47:57 »
Sto vivendo da qualche anno l'esperienza di tenere conferenze a scuola su vari temi legati al nostro lavoro.
E' una bella esperienza anche se ... non capito dai miei colleghi.
Una Polizia che lascia i propri Uffici per avvicinarsi al cittadino ed in primis a quello più giovane.
Un esperienza diversa che porta lustro alla nostra bistrattata Istituzione.
Che ne pensate?

Offline dinosesto

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« Risposta #1 il: 22 Marzo 2007, 16:54:52 »
Non posso che pensarne bene!  [54]
Sono perfettamente d'accordo con te, non possiamo lasciare che di noi si parli solo con le fiction.
E' giusto interloquire direttamente con il cittadino, soprattutto quello più giovane, per farci conoscere come realmente siamo.
Ho avuto anch'io esperienze del genere e ne ho avuto delle belle soddisfazioni.
Dinosesto
 [23]
...E vincere bisogna.

Bumper

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« Risposta #2 il: 22 Marzo 2007, 17:48:35 »
sottoscrivo.
bisogna solo modulare il tipo di intervento.
ad un corso, l'anno scorso, molti colleghi - e soprattutto colleghe- si dicevano in difficoltà ad "affrontare" certe scuole, magari difficili per il tasso di delinquenza o per le impostazioni ideologiche espresse dagli studenti.
non dico che sia possibile ovunque, pero', studiando un minimo l'approccio si può fare di tutto. che è poi solo e soltanto fare quello che facciamo su strada. di tutto.

non dico nemmeno che tutti quanti noi possiamo essere portati - e chi non lo è non dovrebbe essere costretto a farlo - poichè serve entusiasmo, adattabilità, prontezza e un minimo di improvvisazione...m a i risultati si vedono!   [03]

deve essere un mix di carisma, coinvolgimento, razionalità, impegno, esempio, presentazione di modelli alternativi, etc etc.. ovvio che un liceo dove si studia il greco antico è diverso da un  professionale, dove al 5 anno trovi tutti maggiorenni.. a volte paga presentarci in divisa (perfetta eh!) altre stile "mobbile" in jeans e giubbotto.. dipende.. a volte li prendi con un discorso sociocriminologico oppure con gli archetipi junghiani, altrove servono un po' modi bruschi e sorrisi aperti .. che ne so!   [69]  non sono un esperto.. vado a braccio! però mi piace..

per quanto riguarda il socio qua sopra, sarei curioso di vedervi nel cortile della scuola con le vostre moto.. uno spettacolo!
i ragazzi hanno bisogno di noi.
assolutamente.
cerchiamo di esserci..
anche non nelle scuole, perchè no? basta avvicinarsi alle comitive, ai gruppetti nei parchi.. spesso non chiedono altro, hanno mille domande ed è l'occasione per presentarci in quel modo diverso che stiamo dicendo.

spesso infatti queste iniziative devono essere mediate dall'alto.. e la mediazione fa saltare tutti i buoni propositi..  [69]

Offline (pantera113)

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« Risposta #3 il: 22 Marzo 2007, 18:04:53 »
Sto vivendo da qualche anno l'esperienza di tenere conferenze a scuola su vari temi legati al nostro lavoro.
E' una bella esperienza anche se ... non capito dai miei colleghi.
Una Polizia che lascia i propri Uffici per avvicinarsi al cittadino ed in primis a quello più giovane.
Un esperienza diversa che porta lustro alla nostra bistrattata Istituzione.
Che ne pensate?


Bravo.  [30] [30]


Offline WebCop

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« Risposta #4 il: 22 Marzo 2007, 18:31:07 »
Sto vivendo da qualche anno l'esperienza di tenere conferenze a scuola su vari temi legati al nostro lavoro.
E' una bella esperienza anche se ... non capito dai miei colleghi.
Una Polizia che lascia i propri Uffici per avvicinarsi al cittadino ed in primis a quello più giovane.
Un esperienza diversa che porta lustro alla nostra bistrattata Istituzione.
Che ne pensate?
Penso che sia una gran cosa e anzi che debba essere una delle priorità per la Polizia quella di mettere in atto ogni iniziativa utile che possa contribuire ad un reale avvicinamento dell''Istituzione e i suoi uomini ai i nostri concittadini, c'è solo da guadagnarci perché quando ci si guarda in faccia e ci si parla di persona anche se il rapporto può essere difficile e a volte anche conflittuale per le ragioni già enunciate si fa qualcosa di concreto che vale più di mille slogan ad effetto o altro. E non ti preoccupare se qualche collega non capisce o non condivide. Nel secondo caso sarebbe interessante sapere perché e conoscere le sue ragioni, magari parlaci e prova a raccontargli la tua esperienza e gli effetti, nel primo...beh, pazienza. Non si può avere tutto dalla vita.  [01]
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (F.Nietzsche)

Offline ISPANICOP

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« Risposta #5 il: 22 Marzo 2007, 19:24:12 »
 [54] [54] Apprezzo quello che fai e concordo con tutti i post  [47]
 [71]
FORZA E ONORE Massimo Decimo Meridio

Bumper

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« Risposta #6 il: 22 Marzo 2007, 19:26:47 »
in genere chi non condivide, credo, sia frenato solo da un ansia da prestazione "non riuscirò a comunicare, quindi non lo faccio".
oppure vede ogni rapporto polizia/cittadino come uno scontro, un conflitto..

oppure è in sindorme da "sbirrocinicoedisinc antato"

o vede la comunicazione nelle scuole come una attività declassante, sai, noi siamo quelli che buttano giù le porte, blindano i cattivi, li vedi i fori di ak47 nel berretto?

io la vedo come una sfida. sono un modello positivo, rappresento un modello positivo, un'isitituzione positiva. eccomi qua.

il modello positivo non sono i ladruncoli di motorini, quelli che piazzano due pezzi di coca grattata dal muro e quattro pezzi di fumo, non sono i bulli, i belli&bravi siamo noi, guardateci.. tutto qui!
magari vi sembro troppo facilone o ottimista, ma occorre solo essere seri e realistici, non pessimisti e disfattisti. non vendere un'immagine che non esiste, ma nemmeno rinunciare in partenza.

non funziona sempre, non funziona ovunque, ma almeno provateci.   [01]

ripeto, non occorre la scuola . lì è vero, sono più costretti a seguire un certo modello di approccio al dialogo. ma provaci anche in volante. a volte non aspettano altro. e il ritorno è notevole. [04]

Offline Lauritzen

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« Risposta #7 il: 22 Marzo 2007, 22:30:36 »
Non posso che concordare con voi che l'iniziativa non puo' che portare soltanto effetti positivi!
Anch'io nel mio piccolo ho avuto un esperienza del genere, qualche anno nel  progetto di lancio della figura del poliziotto di quartiere erano previste delle "riunioni" con bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie inferiori e da ciò mi sono reso conto che l'impressione che hanno di noi è molto distante da quella che è la realtà quotidiana.
Quella scolastica specialmente, è un'età molto importante per la formazione di un ragazzo che un giorno farà parte della società futura, e che cosa c'è di meglio che fargli sentire che la "Polizia" o le istituzioni in genere sono dalla sua parte? Per il bambino questo contatto con il poliziotto che gli è vicino non può che giovarci poichè molto probabilmente questo è il primo contatto con la divisa e sappiamo tutti che la prima impressione, se positiva verso una persona, in questo caso verso la polizia, è difficile che venga poi modificata. Continua così e lascia stare quei colleghi che ti criticano poiché si tratta di persone che non riescono a capire l'importanza di tali iniziative. 

 [26] [54] [54] [54] [30] [30]
« Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana. »
 (Giovanni Falcone)

Offline pacotom

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« Risposta #8 il: 23 Marzo 2007, 09:16:24 »
Ci ho sempre creduto fermamente, a queste iniziative e anzi, posso dire di esserne stato un precursore in una città dove non erano mai state organizzate, non nei 6 anni precedenti, almeno. Questo è un appunto che avevo preparato per il questore, in vista di un incontro preliminare col provveditore agli studi, da cui ebbe seguito una sua circolare che raccomandava ai presidi di offrire massima collaborazione alla questura nell’organizzazione di incontri con la popolazione studentesca. Che curai personalmente per due anni scolastici (1992/93 e 1993/94), a cadenza mensile.

Questura di XXX - D.I.G.O.S. 
Rapporti fra popolazione studentesca ed Istituzioni. A P P U N T O

Una caratteristica peculiare del contesto socioculturale del meridione è costituita, notoriamente, dalla scarsa propensione del cittadino medio ad identificarsi nelle Istituzioni o, quantomeno, a ravvisare nei poteri dello Stato (e nelle persone che li rappresentano) la presenza di qualificati e disponibili interlocutori in grado di recepire le molteplici problematiche della collettività e di adoperarsi attivamente per una loro rapida risoluzione.
Negli ambienti socialmente più disagiati, anzi, si riscontra la presenza di numerosi soggetti che colgono, nell'esercizio delle funzioni istituzionali, la sola connotazione repressiva e/o sanzionatoria, ponendosi in atteggiamento di marcata antitesi concettuale, ove non addirittura di aperta ostilità, nei confronti degli organi ed apparati dello Stato (valga per tutti l'esempio del sistema fiscale, notoriamente alieno dalle simpatie dei consociati).
Tale fenomenologia, come noto, ha origini remote, eterogenee e connesse ad un elevato numero di fattori causali, la cui analisi richiederebbe la padronanza di cognizioni di varia natura e, comunque, estranee all'elemento teleologico della presente analisi, volta ad individuare le modalità concrete di un auspicabile e progressivo "riavvicinamento" della popolazione giovanile alle Istituzioni, segnatamente attraverso una serie di incontri da svolgersi nei plessi scolastici.
L'iniziativa in esame, in verità non inedita, si inquadra nel più ampio contesto di costruttiva interazione fra le Istituzioni e persegue 1'esclusiva finalità di contribuire al “metodo formativo globale”, offrendo ai giovani la possibilità di integrare una conoscenza spesso frammentaria, ove non anche distorta, degli apparati della P.A. diversi da quelli scolastici. L'istituzione scolastica, infatti, annovera fra le sue primarie finalità anche (e, forse, soprattutto) quella di "educazione globale" dell'individuo, congiuntamente perseguita dal corpo docente nel suo complesso mediante la costante applicazione, nell'insegnamento delle varie discipline, di criteri didattici non circoscritti al mero nozionismo, bensì volti all'armonico sviluppo dell'intera personalità umana ed alla valorizzazione dello spirito di valutazione critica dei fenomeni scientifici, storici, sociali ed ambientali; ciò, oggettivamente, risulta più agevole nell'ambito delle materie di tipo umanistico, mentre in quelle c.d. tecniche richiede supplementi di applicazione ed una visibile distinzione dall'aspetto meramente didattico. Peraltro, tale opera educatrice e tutoria, in buona parte demandata alla sensibilità ed all'iniziativa dei singoli docenti, incontra sovente vari limiti, derivanti principalmente dal deleterio assottigliarsi del numero complessivo di giornate effettivamente dedicate alle attività scolastiche, per i più disparati motivi (astensione dalle lezioni, per cause endogene ovvero in segno di solidarietà con categorie di lavoratori in sciopero, utilizzazione delle strutture scolastiche per altri scopi, come consultazioni elettorali o referendarie ecc.). L'ovvia esigenza di completare i programmi d'insegnamento e di effettuare la valutazione degli alunni diviene pertanto prioritaria ed incide sul tempo destinabile ad altre iniziative, di carattere socializzante o comunque di più ampio respiro.
D'altro canto, non tutti i docenti possono vantare cognizioni personali normalmente estranee al loro specifico campo di preparazione ed applicazione. Da qui 1'esigenza di affiancarli, nel loro delicato compito, con esponenti di altri settori della P.A., disponibili ad intrattenere gli studenti in sintetici incontri a carattere informativo su argomenti di eterogenea natura (sanitaria, giuridica, sociologica ecc.). Luogo naturale di tali incontri appare, senza dubbio, lo stesso istituto scolastico frequentato, non soltanto per motivi di praticità, risparmio di tempo e sicurezza degli allievi, ai quali sarebbero evitati controproducenti spostamenti, ma anche per simboleggiare la disponibilità ed apertura dei rappresentanti delle Istituzioni al “riavvicinamento” in parola.
E’ intuitivo come tale progetto debba essere indirizzato verso una componente sociale particolarmente ricettiva, cioè quella collocabile nella fascia d'età compresa fra i 15 ed i 18 anni ed individuata nei frequentatori degli istituti d'istruzione secondaria di secondo grado; ciò per un duplice ordine di motivi:
a) al di sotto di tale limite minimo, i concetti di "istituzioni" e di "senso dello Stato" rientrano nel patrimonio culturale di un ristretto numero di soggetti, con conseguenti possibili difficoltà interpretative de1 messaggio proposto;
b) oltre il limite superiore, per converso, gran parte degli individui ha già autonomamente maturato proprie convinzioni sull'atteggiamento da adottare nei riguardi dei pubblici poteri, anche sulla base di pregresse e personali esperienze di vita. Ogni tentativo di "riavvicinamento", pur sempre attuabile, andrebbe pertanto adeguatamente calibrato, anche in previsione di eventuali resistenze oggettivamente più consistenti, sia sotto il profilo quantitativo, sia sotto quello qualitativo.
A tal fine appare opportuno indirizzare il messaggio agli alunni delle classi quarte, sufficientemente maturi, ma non gravati dai carichi di studio connessi alla frequenza dell’ultimo anno ed ai relativi esami di maturità. Quanto alla collocazione temporale degli incontri, gli stessi dovrebbero svolgersi all’inizio del secondo quadrimestre, inserendosi in un momento che favorisce la ricettività, in quanto successivo alla prima verifica ed ancora distante dalla seconda.
Il contenuto essenziale dell'incontro tipo può sintetizzarsi in una "presentazione" dell'istituzione Polizia di Stato (e, più in generale, forze di polizia), con sommaria enunciazione delle sue principali finalità ed attribuzioni, illustrazione delle varie "specialità" (Stradale, Frontiera, Postale ecc.) e della struttura dei suoi uffici centrali e periferici.
Punto nodale del tema è la quantità e qualità del lavoro quotidianamente svolto dalla Polizia e degli obiettivi perseguiti, nonché delle modalità operative adottate nei compiti di prevenzione (sotto le direttive del Ministero dell'Interno) e di polizia giudiziaria (alle dipendenze funzionali dell'A.G.). A corollario di quanto precede sarebbe opportuno un cenno sul coordinamento con le altre forze di polizia e, in particolare, sull'impegno sociale degli operatori, troppo spesso identificati in asettici ed insensibili esecutori di norme repressive.


****

Fu un’esperienza bellissima, non soltanto sotto l’aspetto umano, ma anche professionale: una volta avviato questo rapporto con presidi, docenti e alunni, i sequestri di stupefacenti ebbero un’impennata! Ovvio che non ero spinto dall’intento di trovare confidenti a buon mercato, ma quell’effetto collaterale venne da sé… 
[29]
Quando arrivai a Palermo (1993) e provai a lanciare l’idea, sfondai una porta aperta: gli incontri con le scuole erano una realtà consolidata da tempo e molto curata da personale DIGOS e UPGSP, secondo un calendario articolato e ben pianificato, con preciso orientamento ai quartieri a rischio (Brancaccio, Oreto, CEP, ZEN ecc.). Mi mossi allora per fare il contrario: far venire le scuole negli ambienti di polizia. Grazie ai miei rapporti col mondo scolastico (papà e moglie insegnanti, rispettivamente a geometri e ragionieri, una cugina segretaria in una scuola media) contattai alcuni presidi ed organizzai delle visite guidate in Caserma per mostrare i settori più interessanti (cinofili, automezzi, CED ecc.). Questo è un facsimile della nota che inviai in questura, giusto per dare all’iniziativa un tocco di ufficialità e non scavalcare nessuno: ricordiamoci che le iniziative di rilevanza pubblica e che coinvolgono altre istituzioni sono sotto l'esclusiva responsabilità dell'autorità provinciale e che eventuali spontaneismi, per quanto animati da lodevoli intenzioni, sono vietati e possono essere controproducenti.
                                                                     
AL SIG. QUESTORE
   
OGGETTO:   Istituto ..., incontri con la popolazione studentesca.
La Prof.ssa XXX, docente di Economia Aziendale presso l’I.P.S.C.T. “L. Einaudi” nonché Fiduciaria della Sezione Distaccata dell’Istituto, anche a nome del Dirigente Scolastico, Prof.ssa YYY, ha espresso il desiderio di effettuare delle visite guidate degli studenti presso strutture dell’Amministrazione, nonché una serie di incontri con rappresentanti della Polizia di Stato, da svolgersi nella citata Sezione, sita in V.le ---, n. 2 (tel. 091-). La stessa ha precisato di essere animata dall’intento di realizzare un auspicabile "riavvicinamento" fra i frequentatori dell’Istituto, in buona parte appartenenti a fasce sociali disagiate, e le Istituzioni, offrendo ai giovani la possibilità di integrare una conoscenza spesso frammentaria, ove non anche distorta, dell’operato delle forze dell’ordine e, in particolare, della Polizia di Stato. In ordine alle visite presso le strutture dipendenti da questo Reparto, lo scrivente rappresenta ogni ampia disponibilità. Per quanto attiene alle iniziative da svolgersi presso l’Istituto, trattandosi di attività con rilevanza esterna, si rimette alla S.V. ogni valutazione sull’opportunità di inserire il citato Istituto nel quadro di eventuali incontri già programmati, ai quali potrebbe partecipare anche personale di questo Reparto. IL DIRIGENTE...


Scusate la lunghezza, ma ho ritenuto opportuno postare quei vecchi appunti per metterli a disposizione di chiunque abbia voglia di avviare e mantenere questo rapporto, la cui importanza mi è sempre parsa essenziale per la vita di entrambe le Istituzioni (scuola e sicurezza).  Un plauso a chiunque ci crede e vuole perseguire questa strada.  [54]
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline dinosesto

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« Risposta #9 il: 23 Marzo 2007, 12:46:51 »
Caro Bumper, tu organizza e io ci sarò con un buon parter!!!!!
Ho già svolto tale attività per le scolaresche in visita in Questura, tutti i mercoledì mattina per circa due anni, poi, come sai  [02], è cambiato il pastore e i cani ora devono fare altro  [07]...........
Dinosesto
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Offline Axel

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« Risposta #10 il: 23 Marzo 2007, 15:16:18 »
Due o tre anni fa, mentre facevo la mattina come autista in Volante, ci mandano ad una scuola elementare.
Il capo chiama in centrale e dopo aver parlato con la C.O. dice che dovevamo fare i maestri.....
Ci avevano mandato per far conoscere la Polizia alla scolaresca.
Arriviamo alla scuola e veniamo circondati da decine di bambini che ci chiedono di tutto..... alla fine improvvisando abbiamo tenuto la nostra "lezione" facendo vedere anche la Volante.....
Alla fine tutti contenti  [03] [03]
Una volta che avrete imparato a volare camminando sulla terra guarderete il cielo perchè là siete e là vorrete tornare (Leonardo da Vinci)
Vola solo chi osa farlo (Luis Sepulveda)
Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. (Einstein)

Offline gs127

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« Risposta #11 il: 23 Marzo 2007, 17:38:47 »
« Ultima modifica: 23 Marzo 2007, 17:40:21 da gs127 »

Bumper

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« Risposta #12 il: 23 Marzo 2007, 21:17:02 »
Caro Bumper, tu organizza e io ci sarò con un buon parter!!!!!
Ho già svolto tale attività per le scolaresche in visita in Questura, tutti i mercoledì mattina per circa due anni, poi, come sai  [02], è cambiato il pastore e i cani ora devono fare altro  [07]...........
Dinosesto
 [23]

non ho parole. hai perfettamente ragione. chiudo qui perchè aprirei un OT degno di figurare in "Sistema Sicurezza".  [69]

e visto ch eil pastore è cambiato anche per me.. credo che dovremo rimandare a tempi migliori..   [46]


Offline WebCop

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« Risposta #13 il: 25 Marzo 2007, 01:02:57 »
è cambiato il pastore e i cani ora devono fare altro  [07]...........
Dinosesto  [23]

Ah, caro fratello, non ti riconosco in questa frase/concetto.  [63] [01]
Porta in giro la tua Nibbio che quei colleghi che sono meno "esposti" hanno bisogno di colleghi come te che sanno stare in mezzo alle persone e rappresentarli in modo sì degno.  [04] [16] [47]

p.s. - di solito quando cambia il pastore sono le pecore che cambiano il loro modo di comportarsi, non i cani (pastore).   [04]
« Ultima modifica: 25 Marzo 2007, 01:04:37 da WebCop »
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (F.Nietzsche)

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« Risposta #14 il: 30 Marzo 2007, 19:11:21 »
è cambiato il pastore e i cani ora devono fare altro  [07]...........
Dinosesto  [23]

Ah, caro fratello, non ti riconosco in questa frase/concetto.  [63] [01]
Porta in giro la tua Nibbio che quei colleghi che sono meno "esposti" hanno bisogno di colleghi come te che sanno stare in mezzo alle persone e rappresentarli in modo sì degno.  [04] [16] [47]

p.s. - di solito quando cambia il pastore sono le pecore che cambiano il loro modo di comportarsi, non i cani (pastore).   [04]

mah.
non è facile, eh, webcop. nemmeno un po'.
non che non ci piacciano le cose difficili.
ma renderle tali e poi per quali ragioni...   [02]

notturnaindivisa

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« Risposta #15 il: 23 Aprile 2007, 05:36:01 »
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Offline Mike

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« Risposta #16 il: 21 Maggio 2007, 13:09:22 »
io vi dico una cosa da cittadino che vuole diventare Poliziotto
secondo me la Polizia dovrebbe fare delle iniziative in modo da avvicinarsi al cittadino e farsi conoscere senza le finzioni delle fiction o le "mediazioni di certa gente"
ad esempio qualche stand nelle manifestazioni come al motor show
già il Poliziotto di quartiere è un tentativo
lo vedo anche io che la Polizia diciamo sta un pò sulle sue
non dico che un Poliziotto debba fermarsi a chiaccherare con tutti quelli che incontra però cercare di riuscire a far avvicinare la Polizia ai cittadini
COME FOLGORE DAL CIELO
sempre fiero del mio basco amaranto

Offline klas

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« Risposta #17 il: 23 Maggio 2007, 00:03:06 »
io vi dico una cosa da cittadino che vuole diventare Poliziotto
secondo me la Polizia dovrebbe fare delle iniziative in modo da avvicinarsi al cittadino e farsi conoscere senza le finzioni delle fiction o le "mediazioni di certa gente"
ad esempio qualche stand nelle manifestazioni come al motor show
già il Poliziotto di quartiere è un tentativo
lo vedo anche io che la Polizia diciamo sta un pò sulle sue
non dico che un Poliziotto debba fermarsi a chiaccherare con tutti quelli che incontra però cercare di riuscire a far avvicinare la Polizia ai cittadini

Io ti dico una cosa da cittadino che é diventato Poliziotto da parecchi anni, la gente dovrebbe smetterla di guardarci come extraterrestri e parlo della gente presunta normale, invece di osservarci come strani animali che popolano le città estranei al tessuto sociale del quale si sente padrona e considera le persone in divisa un corpo estraneo alle quali relazionarsi con modalità spesso provocatorie. Si parla sempre del Poliziotto arrogante, maleducato, prepotente, ok. Parliamo anche dell'arroganza, della prepotenza, della maleducazione, delle provocazioni che mandiamo giù ogni giorno e facciamo una bella statistica, poi vediamo se é la Polizia che deve avvicinarsi alla gente o la gente a dover cambiare atteggiamento e mentalità.
Da quando faccio il Poliziotto di Quartiere mi tocca sorbirmi certe leggende sulla maleducazione e l'arroganza e la prepotenza dei colleghi delle Volanti o della Stradale, tutti che hanno un aneddoto da raccontare e tutti che mi dicono "però con voi é diverso, con voi si che si può parlare, che c'é dialogo". Ma a chi la raccontano ? Per l'appunto io sulla Pantera ci sono stato per anni e so bene, molto bene come si comportano i cittadini "normali", soprattutto quelli, in confronto il pregiudicatone ti rispetta molto di più ed é anche più leale.  [11]

Offline Mike

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« Risposta #18 il: 23 Maggio 2007, 10:50:12 »
no ma mi rendo conto di quello che dici
pensa che a me che ancora non sono Giacca Blu certa gente mi fa già frecciatine quindi.....
il problema è che i cittadini o non sanno come avvicinarsi ai Poliziotti (perfino io a volte mi piacerebbe fermarmi a parlare con un Poliziotto magari davanti allo stadio durante una partita ma non saprei mai che dire  [03] ) oppure non ha intenzione o interesse di avvicinarsi alla Polizia
quindi o si resta così oppure dobbimo fare lo sforzo di avvicinarci noi
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Offline vicesov

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« Risposta #19 il: 25 Maggio 2007, 17:50:31 »
io vi dico una cosa da cittadino che vuole diventare Poliziotto
secondo me la Polizia dovrebbe fare delle iniziative in modo da avvicinarsi al cittadino e farsi conoscere senza le finzioni delle fiction o le "mediazioni di certa gente"
ad esempio qualche stand nelle manifestazioni come al motor show
già il Poliziotto di quartiere è un tentativo
lo vedo anche io che la Polizia diciamo sta un pò sulle sue
non dico che un Poliziotto debba fermarsi a chiaccherare con tutti quelli che incontra però cercare di riuscire a far avvicinare la Polizia ai cittadini

Io ti dico una cosa da cittadino che é diventato Poliziotto da parecchi anni, la gente dovrebbe smetterla di guardarci come extraterrestri e parlo della gente presunta normale, invece di osservarci come strani animali che popolano le città estranei al tessuto sociale del quale si sente padrona e considera le persone in divisa un corpo estraneo alle quali relazionarsi con modalità spesso provocatorie. Si parla sempre del Poliziotto arrogante, maleducato, prepotente, ok. Parliamo anche dell'arroganza, della prepotenza, della maleducazione, delle provocazioni che mandiamo giù ogni giorno e facciamo una bella statistica, poi vediamo se é la Polizia che deve avvicinarsi alla gente o la gente a dover cambiare atteggiamento e mentalità.
Da quando faccio il Poliziotto di Quartiere mi tocca sorbirmi certe leggende sulla maleducazione e l'arroganza e la prepotenza dei colleghi delle Volanti o della Stradale, tutti che hanno un aneddoto da raccontare e tutti che mi dicono "però con voi é diverso, con voi si che si può parlare, che c'é dialogo". Ma a chi la raccontano ? Per l'appunto io sulla Pantera ci sono stato per anni e so bene, molto bene come si comportano i cittadini "normali", soprattutto quelli, in confronto il pregiudicatone ti rispetta molto di più ed é anche più leale.  [11]

KLAS quanto racconti corrisponde alla realtà quotidiana ed hai perfettamente ragione sul fatto che è giunta l'ora di un cambiamento radicale da parte del cittadino nei nostri confronti, evitando di raccontarci aneddoti sulla corruzione,sull'arroganza e sulla prepotenza degli operatori di polizia che sanno tanto di invidia... 

Offline Lauritzen

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« Risposta #20 il: 29 Maggio 2007, 05:27:05 »
Successo del programma di incontri con le scolaresche nella Questura di Piacenza. In questo periodo più circa 150 ragazzi di città e provincia hanno visitato i diversi ambienti della Questura. È stato creato un percorso ideale per avvicinare sempre di più il mondo dei giovani e dei ragazzi alla Polizia di Stato. Per far conoscere ai bambini i numerosi aspetti del lavoro del personale della Polizia di Stato sono stati accompagnati a visitare la sala operativa, gli uffici della Polizia Scientifica ed a conoscere nei particolari la nuovissima vettura Alfa Romeo 159 2.4 Jtd, utilizzata per i servizi della Squadra Volante. A tutti gli alunni - a ricordo della visita - è stato donato un apprezzato "diplomino", gadget e adesivi della Polizia di Stato.
La vivacità dei ragazzi, e la loro straordinaria volontà di sapere il perché delle cose, la particolarità degli ambienti visitati, hanno destato il loro vivo interesse per quanto stavano conoscendo, dando origine a tantissime domande sul lavoro dei poliziotti.
Molti dei giovani visitatori hanno poi recapitato in Questura i disegni e gli elaborati realizzati nelle loro classi dopo la visita, lavori dai quali si percepisce chiaramente la viva attenzione prestata negli incontri e le riflessioni scaturite in seguito.(fonte LIBERTA' 26-05-07)

Tornando ai discorsi precedenti iniziative di tale genere sono lodevoli e utili e nella maggior parte dei casi possibili solo grazie a qualche collega animato di "buona volontà" nell'organizzare il tutto scontrandosi spesso con le diffidenze degli altri e dalle difficoltà burocratiche.
Ma credo che alla fine il risultato di vedere questi bambini affascinati e incuriositi dal nostro mondo non abbia prezzo!  [47] 
« Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana. »
 (Giovanni Falcone)

Offline pensionato(w)

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« Risposta #21 il: 31 Maggio 2007, 12:09:05 »
Penso ad alta voce, cioè scrivendo, e mi pongo una domanda: "è una Polizia diversa quella che serve? o una società diversa? o entrambe?".
Una volta (... la fatidica frase del "vecchietto"), diciamo quasi 50 anni fa, le cose erano molto diverse, diversa era la cultura. Da ragazzo, come tutti, facevo le mie belle "bravate", le "stupidate" tipiche dei giovani.
Anche noi facevamo i lanci dal cavalcavia, ma erano pomodori, piccoli e belli maturi, non sassi. Anche noi facevamo "casino" di notte, ma solo d'estate e al massimo sino alle 23, e non alle 3 o alle 4 del mattino. Anche a noi sono capitate le "risse" con i gruppi rivali, ma volavano cazzotti, non coltellate o peggio piombo. Anche noi ci nascondavamo negli scantinati, ma per farci una sigaretta, appena estratta dal pacchetto del padre, non una sniffata o peggio siringa. Anche noi facevamo le corse con le biciclette, per i più fortunati era il motorino, non con potenti auto ai 200 all'ora. I tempi sono cambiati e di conseguenza le abitudini. Direte voi, ma allora dove sta la differenza?
Semplice: sapevamo di fare una cosa sbagliata e quando ci "pizzicavano" eravamo remissisi, non arroganti, e ci assumevamo le nostre responsabilità. Quando arrivava la "pula" il nostro primo ed unico pensiero era quello di darsela a gambe... ed io ero uno che correva forte. Ma un paio di volte sono stato sfortunato, sono corso "in bocca" al Poliziotto... ero scappato dalla parte sbagliata  [62], mi hanno preso e portato a casa. Sapete cosa vi dico? Era meglio se mi portavano in Questura, non nelle mani di mio padre  [63].... la differenza sta tutta qui.
Ecco: il Poliziotto era un secondo padre.... ma molto, molto più buono e comprensivo.
Sapevamo di infrangere la legge, infrangere fra virgolette, ma portavamo rispetto a chi la faceva rispettare. Il nostro "lavoro" di ragazzi era in contrapposizione con il loro "lavoro" di tutori dell'ordine, non dico un gioco, ma quasi.
Terminati i mie pensieri ad alta voce  [70]

Offline folgore.45

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« Risposta #22 il: 31 Maggio 2007, 14:41:32 »
Concordo con quanto scritto da Pensionato. Anche io mi ricordo situazioni simili. Per un piccolo periodo, fra i 15 ed i 16 anni, ho vissuto in paese dell'entroterra toscano, dove mio padre, funzionario statale, era stato trasferito. Dato il lavoro del mio genitore, questi stava molto spesso a contatto il M.llo Comandante la Stazione Carabinieri, di cui era diventato anche amico. Quante fughe con il mio Caballero 50 modificato ho tentato di fare alle pattuglie dell'Arma, ma poi, appena tornavo a casa, chi mi aspettava davanti il portone? il Maresciallo, che a calci nel sedere mi riportava da papa'. A quel punto era meglio che il caro Sottufficiale continuasse lui con i calcioni, ed io a dirgli grazie ad ogni pedata,  anziche lasciarmi nelle grinfie dell' ic.....mo padre.........
Noi pochi felici, Noi banda di Fratelli: Perche' chiunque ha versato il suo sangue insieme a me e' mio fratello.

Corpo delle Guardie di P.S.

Offline snafuz

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« Risposta #23 il: 31 Maggio 2007, 22:10:21 »
VICINI ALLA GENTE!!!è questa la strada!! [54]
CHI SI FERMA E' PERDUTO!!

postman78

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« Risposta #24 il: 01 Giugno 2007, 17:55:59 »
VICINI ALLA GENTE!!!è questa la strada!! [54]

...vicini alla gente se la brava gente non si allontana.... [10]