AutoreTopic: Il vostro lavoro......  (Letto 5538 volte)


Laserfive

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« Risposta #25 il: 08 Marzo 2008, 12:36:43 »
Credo che inconsciamente ogni Poliziotto non sia non sia fatalista. Se dovesse pensare ogni volta che esce di servizio a quello che può capitare, svolgerebbe male il proprio compito.
Poi mettici che il 99% di noi crede in quello che fa e che quindi come ogni buon soldato sacrifica la propria vita per il prossimo. Con tutti gli annessi e connessi.

Offline Eva_Kant

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« Risposta #26 il: 11 Marzo 2008, 16:12:16 »
"Non si sa mai quando tornate, se tornate o come tornate"

oddio... ho avuto il babbo poliziotto e per fortuna questa domanda non se la faceva troppo spesso o non ce lo diceva...
la famiglia si preoccupa abb cosi per loro
vero che spesso non tornano a casa quando dovrebbero perchè devono rimanere a lavoro
vero che è un lavoro pericoloso
vero che a volte viene da pensare "ma se succedesse qualcosa.........." (con tanti puntini)
ma qualcuno dovrà pure farlo questo lavoro!
 
da bambina credevo che fosse un super eroe e che non poteva succedere nulla
non avevo paura di niente e se qualcuno mi dava fastidio dicevo "stai attento a ciò che dici mio padre è poliziotto se glielo chiedo ti fa a pezziiiiiii!!!!!! "
il mio eroe correva rischi...ed ero delusa quando lo aspettavo -con il cane- dietro la porta di casa e suonava il telefono per dire che non tornava all ora prevista...
ma...... che eroe sarebbe stato senza tutti sti rischi...


mio padre stava arrivando per sostituire una pattuglia con un suo collega quando hanno sparato... ad un nostro parente (poliziotto).. che -ringraziando Dio- è stato più veloce ed ha sparato per primo salvando una vita -e putroppo -non avrebbe voluto farlo- togliando la vita al delinquente.. ora vive con questo ricordo (non proprio bello)

hanno sparato anche a mio zio -un altro poliziotto- (ne è uscito vivo  [01] )


siete ammirevoli .. (non tutti ma insomma.... ) .. lo siete si
 [01]

Offline francesco527

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  • La madre dei creitini è sempre gravida
« Risposta #27 il: 11 Marzo 2008, 20:10:42 »
Ho letto tutto il topic, in molte cose mi trovo sostanzialmente d'accordo, le paranoie è meglio lasciarle a casa, ogni lavoro ha i suoi pericoli ma il pericolo + grosso in ogni lavoro è la routine, ho visto posti di controllo della stradale che facevano venire il voltastomaco per la pericolosità in cui si mettono gli agenti operanti.

Se vi va, vi faccio leggere una cosa un po lunghetta però.
 
  La maggior parte delle persone percorre a tentoni la propria vita, beatamente inconsapevole del mondo circostante. La loro mente è costantemente occupata con pensieri di lavoro, o problemi personali, o come avere un appuntamento, o altre cose comuni, senza alcuna attenzione al mondo immediatamente attorno a loro. Non prestando attenzione a quanto accade intorno a loro si mettono fatalmente ed inutilmente in pericolo.

   Come esercizio educativo andate una di queste sere a sedervi nei pressi dell’accettazione di un pronto soccorso. Osservate i malcapitati che arrivano per essere curati e ricaverete una perfetta dimostrazione di questo punto.
   Circa il 20% dei pazienti è effettivamente ammalato, quindi scartiamoli. Il restante 80% si trova lì semplicemente perché non ha prestato attenzione al mondo circostante. C’è gente che è caduta da un piano di carico, o da una scala a pioli alta 6 metri, oppure in un macchinario in funzione o a attraversato la strada senza guardare. Si può essere stupidi, disattenti e distratti nel proprio ambiente giornaliero di lavoro e continuare così fino al giorno in cui la fatalità si verifica e si finisce feriti.

   La stessa cosa si applica alla strada. Si può essere stupidi, disattenti e distratti e continuare così fino al giorno in cui la fatalità si verifica e si finisce per incrociare il cammino di un criminale. La maggior parte dei criminali è costituita da opportunisti che colpiscono solo quando si presenta una facile occasione. Rimuovendo l’occasione rimuoverete il rischio dal vostro cammino!

   Nell’imparare ad osservare l’ambiente che vi circonda valutatelo costantemente e reagite appropriatamente a quello che vedete, in modo tale da aumentare il vostro grado di controllo sul vostro destino.
   Per fare ciò è necessario che impariate a muovervi rapidamente su e giù per una scala di prontezza, esattamente come nel cambiare le marce in auto, in modo tale da adattare costantemente il vostro livello di consapevolezza/prontezza alle necessità del momento.
   In macchina le marce vengono cambiate in funzione della salita che si affronta o della velocità che si desidera mantenere. Sulla strada dovete imparare a cambiare mentalmente le marce in funzione del livello di minaccia che incontrate.
   C’è una scala mobile di prontezza/attenzione, che va dalla condizione di disattenzione ed impreparazione fino alla condizione di immediata prontezza alla violenza massima nel caso questa si rendesse necessaria.
   Non si può vivere costantemente a nessuna delle due estremità di questo scala.
Se provate a vivere alla base di questa scala fatalmente sarete vittime di incidenti o aggressioni. E’ solo una questione di “QUANDO” e non di “SE”. D’altro canto non si può vivere la vita di tutti i giorni con la mano sempre vicina al calcio della pistola, pronti a sparare se qualcosa si muove!

   Quello che bisogna imparare è “salire o scendere di marcia” su questa scala a seconda di quanto impongono le circostanze attorno a voi. E’ un metodo che si può apprendere facilmente a che vi aiuterà a trovarvi sempre nell’atteggiamento mentale giusto ad affrontare qualunque tipo di conflitto che vi capiti di trovare sul vostro cammino.

   Nel momento in cui vi doveste trovare ad affrontare un attacco potenzialmente mortale da parte di un criminale, come persona normale dovrete confrontarvi con tre enormi difficoltà:

riconoscere in tempo la presenza dell’aggressore;

capire, fare vostro il concetto ed accettare il fatto che PROPRIO QUELL’UOMO, PROPRIO LI’, ha l’intenzione di aggredirvi, e forse uccidervi, per ragioni che non comprendete;

superare la vostra umana riluttanza ad usare una violenza potenzialmente mortale nei confronti di un altro essere umano.

Esaminiamo questi tre punti.

Per prima cosa dovete vederlo e capire che rappresenta una minaccia. I delinquenti sono fati di carne ed ossa e non sono invisibili.

1) - Contrariamente all’opinione comune non appaiono all’improvviso da un’astronave, vi attaccano e scompaiono. Tipicamente vengono verso di voi senza essere notati a causa della “nebbia mentale” nella quale la maggior parte delle persone vive avvolta tutti i giorni. Se imparate a sollevare quella cortina di nebbia imparerete a riconoscere i segni in anticipo e sarete più preparati.

2) – Purtroppo è molto difficile per persone normali, sociali e civilizzate comprendere a fondo che vivono a stretto contatto di gomito con persone che NON SONO normali, sociali e civilizzate. In strada ci sono persone alle quali non importa assolutamente NULLA delle vostre speranze o progetti per il futuro; a loro non importa nulla della vostra famiglia, delle pene e sofferenze che possono infliggervi, per il solo semplice motivo che non glie ne importa nulla.
   Sono pronti ad uccidervi per il contenuto del vostro portafogli in modo da potersi comprare un’altra dose giornaliera di droga. Possono violentarvi perché si sentono impotenti, degradati, sfruttati, solo che sono loro che stanno degradando ed abusando di voi. Possono volervi uccidere semplicemente per salire di grado nella considerazione del loro “branco”. Sapete una cosa? Non è una questione di PERCHE’?. La tipica reazione della vittima è “Ma perché qualcuno dovrebbe voler fare del male proprio a me?” A chi importa perché?
3) – Vi sarà tremendamente difficile mirare al centro del torace di un altro essere umano e premere il grilletto, sapendo che state per trasformare una persona verticale, vivente e respirante, in un mucchio orizzontale di carne morta.

Non permettete ad alcuno di dirvi che è facile.

In quanto società non vogliamo che ciò sia facile, non vi pare?

   Questo è il motivo per cui cittadini legalmente armati NON sparanoad altri in base ad un litigio o ad un incidente stradale e simili. In effetti una uccisione da parte di un cittadino armato è quasi sempre considerata giustificabile da parte delle autorità, mentre circa un terzo delle uccisioni da parte di un poliziotto vengono giudicate discutibili o inaccettabili.
   Il privato cittadino è in effetti riluttante a sparare anche quando necessario per difendersi. Dovete superare questa barriera mentale se è la vostra vita ad essere minacciata.
   Dovrete imparare che ci sono occasioni nelle quali la violenza mortale non solo è scusabile, giustificabile o accettabile ma ASSOLUTAMENTE NECESSARIA.

   Per fortuna è disponibile un metodo per aiutarvi a superare tutti e tre i problemi su esposti. Imparando a usare questo metodo, praticandolo e facendolo diventare parte integrante della vostra routine giornaliera potrete essere certi di riconoscere una aggressione nelle sue fasi iniziale rendervi sia fisicamente che mentalmente pronti a difendervi. Jeff Cooper, che ha sviluppato ed insegnato questo metodo, lo ha battezzato “Codice a colori”. Ho avuto la grande fortuna di apprenderlo direttamente da lui e posso affermare senza riserve che questo metodo mi ha salvato la vita in varie circostanze. Non è una questione di armi o di munizioni, è un approccio mentale ed io sono fermamente convinto che sia l’arma più importante di tutto l’arsenale e ritengo di doverlo condividere con voi tutti.

   Ho detto più sopra che bisogna imparare a muoversi come usando un cambio di marcia. I rapporti di questo cambio sono quattro stati mentali cui Jeff ha assegnato dei colori. Il colore ci serve per concettualizzare e discutere gli atteggiamenti mentali di base. Bisogna imparare a salire e scendere di marcia  al cambiare delle situazione e circostanze attorno a voi, come succede in tutta la vostra giornata.
Condizione BIANCA

   Il livello più basso. In questo momento siete quasi non coscienti, non in allerta, dimentichi. Questo stato mentale può essere definito del “sognare ad occhi aperti” o “preoccupati”. La gente in questa condizione tende a camminare guardando in basso come guardandosi i piedi. Non sono in grado di accorgersi di una minaccia fino a che non se la trovano alla gola.

   Ci sono frequenti esempi. Quando è stata l’ultima volta in cui avete visto qualcuno su un’altra auto sbucare all’improvviso da dietro un ostacolo o da un’auto ferma e aspettarsi che voi vi fermaste e lo faceste passare? Stanno guidando in BIANCA. Quando un automobilista investe un motociclista e lo uccide quali sono le prime parole? “NON LO AVEVO VISTO”, e non stanno mentendo. Erano così disattenti e presi da sé stessi che non hanno notato un uomo di 90 kg. su un mezzo di 180 giusto di fronte a loro. Quando lo stesso individuo “taglia” uno Stop e vi urta nella fiancata uccidendo vostro figlio, dirà: “NON LO AVEVO VISTO”.

   Questi stessi individui saranno le prime vittime di un crimine violento perché il criminale cerca proprio il distratto, il disattento, il preso di sé. Perché? Perché il criminale vuole proprio lui ed i suoi beni e perché vuole fuggire senza essere ferito o preso.
   Quale vittima più facile di una persona in BIANCA?
Sono sicuro che avete ben presente il cartoncino della Legge Miranda che tutti i poliziotti portano con se per leggerlo ai fermati prima di interrogarli. Le vittime predestinate portano l’equivalente con sé. Se sono vivi quando la polizia arriva tirano fuori questo cartoncino e lo leggono: “Diamine, è accaduto tutto così in fretta. Si è materializzato all’improvviso di fronte a me. Non sono neppure riuscito a vederlo.”

   Allora, secondo voi, quando è consentito essere in BIANCA?

   A casa vostra, con le porte ben chiuse, l’allarme inserito ed il cane da difesa ai vostri piedi. Allora potete “staccare”, se volete, perché avete sufficienti livelli di protezione e di avvertimento che vi consentiranno di alzarvi, prendere ciò che vi serve e ri-accendere il cervello. Quando lasciate casa vostra dovete lasciare a casa la CONDIZIONE BIANCA.

   In quel momento dovete salire a CONDIZIONE GIALLA.
CONDIZIONE GIALLA.

   E’ uno stato rilassato di attenzione generale, senza alcun problema specifico. Non state cercando niente o nessuno in particolare; semplicemente siete attenti e con gli occhi ben aperti. Fate attenzione a voi stessi ed ai vostri dintorni.
   E’ difficile che possiate essere sorpresi e, conseguentemente, è improbabile che possiate essere danneggiati. Non vi aspettate di essere aggrediti ma siete consci che potrebbe succedere.

   Un paragone calzante: siete su una motovedetta in pattuglia nel Mediterraneo. Non siete in guerra con alcuni oggi e così non vi aspettate un attacco. Però sapete che esiste una sia pur remota possibilità e quindi il radar è in funzione 24 ore su 24, con una scansione a 360 gradi per individuare problemi potenziali.
   Un improvviso blip sullo schermo, dal quale non potete comprendere se si tratti o meno di una minaccia, vi suggerisce di passare all’azione preventiva.
   Richiedete quindi l’intervento di un aereo da caccia per verificare l’entità del problema. Se si tratta di un aereo civile italiano fuori rotta il pilota, agitando le ali, lo avviserà. Se si tratta di un MIG libico diretto verso la vostra nave sarà probabilmente abbattuto se non invertirà la rotta.

   Questo è esattamente lo stesso processo da attuare a terra. Appena fuori di casa dovete accendere il vostro radar personale e continuare a controllare il territorio intorno a voi per individuare minacce potenziali.

   Quando qualcosa attira la vostra attenzione dovete verificare. Se non è una minaccia dimenticatevene. Se invece è una minaccia cominciate a prepararvi mentalmente a gestirla.

   Qualsiasi cosa e qualunque persona intorno a voi che appaia insolita, fuori posto o non inserita nel contesto generale, deve essere considerata potenzialmente pericolosa fino a quando non avrete avuto la possibilità di verificare. Chiunque appaia fuori posto, o intento ad attività per le quali non ci sia un fine ovviamente legittimo deve essere valutato attentamente.

   Quando il vostro radar mentale emette un blip dovete immediatamente passare alla marcia superiore, a CONDIZIONE ARANCIONE.
CONDIZIONE ARANCIONE.

   E’ uno stato elevato di attenzione, rivolta ad un problema specifico. La differenza fra questa e la precedente è che, in ARANCIONE, avete un bersaglio specifico della vostra attenzione.
   Il vostro riferimento è la persona che sta facendo quella qualunque cosa che ha attirato la vostra attenzione su di lui.
   Potrebbe essere stato il fatto che indossa una giacca a vento in agosto, oppure che si stia riparando dietro una colonna del garage invece di entrare nell’edificio o nell’auto per andarsene.
   Potrebbe essere stato il fatto che, in CONDIZIONE GIALLA, lo abbiate notato in tutti e cinque i piani dell’edificio in cui siete stati.
   Le SUE azioni hanno fatto sì che lo notaste e, a questo punto, si rende necessario individuare se si tratti di una minaccia potenziale, esattamente come avete richiesto al caccia nella situazione precedente.

   Come fate a definire che qualcuno rappresenta una minaccia?
Dovete considerare la totalità degli indizi a vostra disposizione. Il suo abbigliamento, il suo aspetto, comportamento, azioni, qualsiasi cosa che vi dica, sono tutti indizi.
   Il più importante indizio è il suo LINGUAGGIO DEL CORPO. Almeno l’80% della comunicazione umana avviene attraverso il linguaggio del corpo. L’aggressore mostra sempre sia pur minimi indizi che appaiono ovvi UNA VOLTA CHE AVETE IMPARATO A CERCARLI E A RICONOSCERLI.
   Quando “cambiate” in ARANCIONE, cominciate a focalizzare la vostra attenzione su questo individuo che ha catturato la vostra attenzione, MA NON ABBANDONATE IL CONTROLLO PERIFERICO. Non potete permettervi di essere distratti da suoi eventuali complici.

   Cominciate a tenerlo d’occhio e a verificare le sue intenzioni, ancora cercando tutti gli indizi a vostra disposizione. Nove volte su dieci, dopo alcuni secondi di osservazione, sarete in grado di capire che ci sono ragioni del tutto innocue nel suo comportamento e potrete lasciarlo perdere. Appena sicuri che non si tratta di una minaccia dimenticatelo e “scalate” in GIALLA.

   Ma chi è eventualmente il decimo? L’aggressore, quello che vi avrebbe “fottuto” se foste stati disattenti. Adesso che lo avete capito siete meno in pericolo.
   Nel momento in cui, verificando questo individuo, ricavate la convinzione che ha intenzioni nocive cominciate a giocare nella vostra mente a: “ Che cosa, se?” in modo da formulare un piano d’azione di base. Questo è il modo di “superare la curva di potenza”.
   Se agisce all’improvviso dobbiamo avere pronto almeno un piano rudimentale di contromisure in modo da reagire con sufficiente sveltezza.
   Dicendo a voi stessi: “Questo tipo mi sembra pronto a colpirmi, che cosa sto per fare per impedirglielo?”, voi avete cominciato la preparazione mentale per uscire indenni dal conflitto.
   Anche col più semplice dei piani ben chiaro in mente la vostra reazione è contemporaneamente sicura ed immediata nel caso il “cattivo” mostri le sue intenzioni.

   Se, dopo averlo verificato, siete convinti che rappresenti un pericolo “evidente ed immediato”, passate immediatamente in CONDIZIONE ROSSA.
CONDIZIONE ROSSA.

   A questo livello siete pronti a combattere. Forse combatterete e forse no, ma a questo punto SIETE MENTALMENTE PRONTI a combattere. Nella maggior parte dei casi in cui andrete in ROSSA probabilmente non farete niente FISICAMENTE.

   L’intero processo di salire da GIALLA ad ARANCIONE a ROSSA e poi di “scalare di marcia” se la situazione di pericolo si è risolta, avviene senza alcuna reale attività fisica da parte vostra. L’arma vincente è che eravate pronti al confronto e, conseguentemente potevate agire fisicamente se la situazione lo avesse richiesto.

   Quando ritenete che la minaccia sia reale e siete in ROSSA, state aspettando il “Grilletto Mentale”, cioè un’azione specifica e predeterminata da parte sua che comporterà da parte vostra UNA REAZIONE DI DIFESA IMMEDIATA, POSITIVA, AGGRESSIVA.
   Questo è il modo di conseguire la velocità necessaria per non soccombere. Avere in mente una decisione già preparata vi farà muovere abbastanza rapidamente da poter gestire il problema.
   Senza la decisione già preparata avrete sprecato tempo prezioso a decidere cosa fare dopo il suo attacco, tempo che era invece necessario ad agire prontamente.

   Il Grilletto Mentale cambia con le circostanze. Potrebbe, per esempio, essere: “Se agita la pistola verso di me gli sparo. Oppure: “Gli ho detto di fermarsi, se fa un altro passo verso di me con quel (coltello, leva-copertoni, cacciavite) in mano, gli sparo”.
   Qualunque sia il Grilletto Mentale, si tratta di un bottone che, una volta premuto, innesca una immediata reazione da parte vostra.

   Il vostro principale nemico è il tempo di reazione. Se non siete perfettamente coscienti di quanto accade intorno a voi e mancate di individuare il tipo sospetto, potrete essere sopraffatti prima ancora di aver messo in piedi uno straccio di difesa efficace.
   D’altro canto, se dite a voi stessi: “E’ possibile che io debba far male a stò tipo se non mette la testa a posto.” probabilmente avete già vinto il confronto perché avrete, rispetto a lui, una migliore comprensione di quello che sta succedendo.

   Il miglior confronto termina PRIMA che il soccombente comprenda esattamente ciò che è accaduto. Se venite colti in CONDIZIONE BIANCA vi mancheranno da 5 a 6 secondi per capire quello che sta succedendo, raccogliere le idee e reagire.
   Semplicemente, non avete TUTTO quel tempo.

   Ci sono un paio di trucchi mentali che potete utilizzare a tal fine per aiutarvi nelle fasi iniziali del vostro addestramento. Ricordatevi che uno dei tre problemi menzionati all’inizio sarà specificamente “FARLO”, utilizzare una forza potenzialmente mortale se necessario.

   Per ottenere ciò, ogni mattina, quando indossate fondina e pistola, ripetetevi questa frase: “Oggi potrebbe capitarmi di doverla usare”.
   Questa frase si imprime nel vostro subconscio (che governa il 90% della vostra vita) ricordandovi che c’è una ragione ben precisa per la quale avete quell’arma con voi: potreste averne bisogno per salvare la pelle vostra o altrui!”.

   Quando ipotizzate una minaccia potenziale e passate in ARANCIONE dite a voi stessi: “Oggi potrebbe capitarmi di doverla usare contro di lui!”.
   Credetemi, se avete interiorizzato che una persona specifica è un pericolo immediato per la vostra vita ma che voi avete i mezzi per fermarlo, se si rendesse necessario, vi sarà molto più facile gestire la situazione in maniera ottimale.
 Lavoriamo adesso ad uno scenario che illustri questi principi.

   Diciamo che oggi siate in servizio ad una gioielleria, un negozio fronte strada situato in un centro commerciale di periferia. Tutti gli impiegati vanno a pranzo e voi siete lì, da soli. Non ci sono neppure clienti nel centro commerciale, siete soli. In quale stato mentale siete?

   (GIALLO. Non siete in pantofole a casa vostra, siete FUORI, nel mondo reale).

   Così tenete su la testa e, occasionalmente, guardate attraverso la vetrina per controllare il parcheggio. Dato che nel centro non ci sono persone qualsiasi problema potrà solo arrivare dall’esterno e voi volete individuare un problema quando è ancora là fuori, non quando ve lo trovate di fronte al di là del vostro banco.

   Mentre osservate attraverso la vetrina notate due giovani, sulla ventina parcheggiare una vecchia auto a retromarcia verso il vostro negozio, scendere indossando identiche tute ginniche, attraversare la porta e dividersi.

   Immediatamente salite in ARANCIONE. Non hanno fatto ancora niente di illegale o aggressivo, ma sono fuori posto, fuori del normale, così voi adeguate il vostro stato mentale e cominciate a pensare:”Questa potrebbe sembrare una rapina in preparazione. Probabilmente potrei dover far del male a stì due tipi. Che cosa dovrei sapere? Se le cose vanno male mi butto giù dietro questa riparo e posso sparare in direzione di quella parete senza mettere in pericolo qualcuno nel parcheggio. HO UN PIANO.”

   A questo punto li guardate continuando a tener d’occhio le loro mosse. Se se ne vanno “scalate” a GIALLA appena spariti dalla vista.

   Se invece rimangono, probabilmente si riuniranno all’altra estremità del negozio e faranno brevemente il punto su quello che hanno vista. Poi si muoveranno verso di voi al bancone e, dopo aver tentato di distrarvi (Posso vedere quell’anello là dietro?) tireranno fuori le armi e dichiareranno l’attacco.

   Se avete usato il sistema fin qui, siete passati da GIALLA ad ARANCIONE quando loro sono entrati, adesso passate in ROSSA mentre si avvicina al bancone. Siete pronto.
   Dato che anche i criminali devono saper leggere il linguaggio del corpo (le loro vite dipendono proprio da questo) vedranno che siete pronto ad affrontarli e semplicemente se ne andranno.
  Circa 9 di assalitori su 10 coppie a questo punto se ne vanno senza accettare lo scontro. Mentre si allontanano, potete scalare da ROSSA a ARANCIONE a GIALLA.

   Che dire della decima coppia di aggressori? Sono drogati, ubriachi, probabilmente entrambe le cose, e non hanno capito il vostro livello di allerta.
   Secondo gli studi del FBI probabilmente l’80% di quelli con cui dovrete confrontarvi saranno appunto sotto l’influenza di alcol, droghe o entrambi.
   Qual è la buona notizia? Che l’essere drogati e/o ubriachi sarà una vera calamità per i loro riflessi, tempo di reazione e coordinazione motoria. Sarà quindi relativamente facile affrontarli, SE siete mentalmente pronti (CONDIZIONE ROSSA) e se avrete fatto i compiti a casa.

   Se entrano e, osservandoli, voi passate ad ARANCIONE e, mentre si avvicinano, a ROSSA, ma poi se ne vanno e voi “scalate”, avrete percorso tutta la gradazione di livelli di allerta senza neppure toccare la pistola, cosa molto comune.

   Questo è il punto: eravate pronti ad impugnarla se fosse stato necessario.

   E’ così che si può vincere: essendo preparati a vincere.
Pare che lo sport principale degli italiani sia di inventarsi limitazioni
che non esistono nella legge; come se non bastassero quelle che già ci sono!

Offline igor

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    • Scuola di Artiglieria
« Risposta #28 il: 15 Marzo 2008, 15:31:08 »
Ogni volta che accendo il pc o il cellulare, al centro dello schermo campeggia la frase "Ricordati che devi morire !": prima o poi capiterà, è destino.
La cosa mi scoccia un po' e spero di riuscire a fare qualcos'altro di buono, prima di andarmene: solo questo.   [45]
Appena alzato, accendo il cellulare, leggo la frase e cerco di vivere al meglio la mia giornata, magari sorridendo ai miei cari e mostrando una serenità che non sempre ho.

Mio padre è morto in servizio e la sua dipartita ci è piombata addosso come una doccia fredda: questo mi ha insegnato che, a volte, è meglio non rendere partecipi le persone che amiamo dei pericoli che affrontiamo ogni giorno, grandi o piccoli che siano.
Oltretutto, prendendo come esempio proprio la sua vita e la sua morte, posso dire che cercare di non abbassare troppo la guardia ed essere sempre attenti a quello che ci circonda è un ottimo modo di "morire con la coscienza a posto": visto che non possiamo evitarlo, perlomeno non andiamocela a cercare.

Credo che, alla fine, siano giuste le parole pronunciate da Russel Crowe ne "Il Gladiatore":-"... la morte sorride a tutti gli uomini, l'unica cosa che possiamo fare è sorriderle di rimando ...".
Io sorrido a tutti, tranne al responsabile dei servizi ...  [03] [03] [03] [03] [03] ... non è vero, spesso sorrido anche a lui (quando mastico le foglie di malva).

Igor
« Ultima modifica: 15 Marzo 2008, 15:32:55 da igor »
"... nel segno dell'ariete durocozzante." (D'Annunzio) Div. Cor. Ariete


Offline Woobinda69

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« Risposta #29 il: 01 Aprile 2008, 22:27:47 »
Mi piacerebbe sentire le vostre testimonianze...... ..Se usate sempre la regola di NON ABBASSARE MAI LA GUARDIA o se a volte per forza dell'abitudine agite superficialmente rischiando la vostra vita....... [62]

Credo sia soggettivo e personale.....
Per un pò di anni ho lavorato in prov di Napoli ...... Radiomobile di Compagnia ........ qualche volta c'è stato l'effettivo pericolo ....  ma ho sempre continuato a mantenere la dovuta e giusta attenzione e "calma" altrimenti saltano i nervi

penso sia fondamentale il rapporto col collega ..... fiducia, rispetto, professionalità...

quando tornavo a casa .... non parlavo mai di lavoro

sinceramente .... mi davano + da pensare gl'incidenti stradali che ci "falciano" quando viaggiamo liberi dal servizio per tornare a casa
« Ultima modifica: 01 Aprile 2008, 23:50:09 da Namib69 »
...Tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di ROMA