AutoreTopic: Controlli a piccoli esercizi commerciali  (Letto 3930 volte)


Offline hyena

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« il: 17 Aprile 2007, 15:00:20 »
Piccola osservazione/domandina, che forse sarebbe più appropriata in un forum di finanzieri che in uno di poliziotti, ma già che ci sono...

...è proprio necessario che i controlli dei piccoli esercizi commerciali avvengano durante gli orari di apertura al pubblico?

La scorsa settimana mi trovavo in mezzo alle campagne del Nord Italia e mi è capitato almeno tre volte che il pub dov'ero con vari amici (tre pub diversi, tra l'altro) fosse teatro di un controllo della GdF o dei Carabinieri. Si noti che stiamo parlando di piccoli centri di province tranquillissime, dove esercizi di questo tipo sono a conduzione familiare, gestiti da persone del luogo magari da più di una generazione, e dove il peggio che succede è che alcuni degli avventori, che anche loro si conoscono tutti da secoli, si scambino qualche parolaccia per il calcio. La mia reazione istintiva di fronte all'abbondanza di controlli è stata, a dire il vero, "Ma perchè?", e mi chiedevo se per lo meno non si possa svolgere quest'attività - che immagino sia di controllo fiscale, anche se devo dire che i CC una volta hanno chiesto anche i documenti a tutti i presenti - in momento di chiusura del locale, quando si sa bene che i proprietari sono comunque presenti perchè fanno le pulizie, organizzano la merce eccetera... Voglio dire, se devi controllare i libri contabili che bisogno c'è di creare questa sensazione di continua ansia da controlli in un posto del genere? Normalmente se mi fermano per strada per controllare il libretto del motorino non mi dà nessun fastidio, capisco che gli agenti fanno il loro dovere, e cerco di collaborare. Però la sensazione di avere "il fiato sul collo" che consegue al controllo di tutti i posti dove uno per caso va secondo me non è positiva.
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Offline Axel

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« Risposta #1 il: 17 Aprile 2007, 16:10:32 »
Non è raro che si facciano controlli ai locali con relativo controllo avventori, cioè un controllo alle persone che sono presenti all'interno di qualche locale pubblico.... A volte con questo sistema si è acciuffato anche qualcuno con qualche cattura.
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« Risposta #2 il: 17 Aprile 2007, 19:31:32 »
secondo me non c'è altro modo.

distinguiamo un controllo amministrativo "puro", un controllo di pubblica sicurezza o ancora da controlli con finalità di polizia giudiziaria.

sicuramente nel forum ci sono utenti più qualificati per cui mi astengo da ogni tecnicismo, e mi limito al solito buon senso. che spero appaia da queste righe, ogni tanto. [69]

allora. l'amministrativo puro lo può fare qualunque autorità amministrativa comprese quelle comunali. si verifica la licenza e tutto quanto attiene ai presupposti della concessione della medesima.

la pubblica sicurezza, oltre alla verifdica delle licenze come sopra, applica il TULPS, leggi e regolamenti. ci sono i Ns. uffici PAS predisposti all'uopo.

ah.. dimenticavo.
un classico è questo:

art 100 tulps:
"Oltre i casi indicati dalla legge, il Questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini.

Qualora si ripetano i fatti che hanno determinata la sospensione, la licenza può essere revocata. "


qui le caratteristiche tecniche della concessione della licenza (per intenderci quelle che la parificano ad un altro atto pubblico, come una cncessine edilizia, ad es. ) non c'entrano per nulla.
qui siamo nel campo della pubblica sicurezza pura.
non si è commesso alcun reato. però il locale è frequentato da pregiudicati, brutta gente. si chiude, basta. non è meraviglioso? la sicurezza pubblica!

un controllo di polizia giudiziara viceversa è mirato alla ricerca di una persona, ad esempio, o di prove della commissione di un reato (stupefac. armi etc).

nel caso dei controlli dei cc potevamo essere in ps o in pg. ovvio che non si potevano fare a locale vuoto.
quanto al fiato sul collo...
non c'è nulla da fare.
ormai ci rinuncio.
 [02]


Offline WebCop

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« Risposta #3 il: 17 Aprile 2007, 22:21:55 »
Una volta i controlli nei locali erano una (buona) abitudine, Axel ha indicato uno dei motivi per i quali si facevano ma soprattutto avevano uno scopo preventivo, di p.s. appunto. Nel contempo si facevano i controlli di tipo amministrativo. In questo caso é stato fatto congiuntamente quello di p.s.e quello fiscale. E se non li fai quando sono aperti i locali che fai ? Vai a rompere ai proprietari nel loro tempo libero ? Un'esercizio commerciale lo controlli mentre é...in esercizio appunto.  [03]
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (F.Nietzsche)

Offline hyena

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« Risposta #4 il: 17 Aprile 2007, 23:30:10 »
La mia sensazione, anche se magari mi sbaglio, è che fossero principalmente controlli fiscali. In linea con la (giusta) politica del Governo di riduzione dell'evasione.

Ma non mi piace lo stesso tutto il teatro.  [29]
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Offline Cleanhead

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« Risposta #5 il: 17 Aprile 2007, 23:37:59 »
.....dalle mie parti si fanno spesso e sono amministrativi e non fiscali, i negozianti onesti sono contenti di avere i controlli perchè cosi facendo si dissuadono quelli poco onesti a mettere su attività senza licenza. Chi paga fior di quattrini per avere le licenze e stare tutto in regola non vede di buon occhio chi fa il furbetto e aggira la legge o la elude del tutto. il controllo dura pochi minuti se non ci sono grandi irregolarità e deve essere fatto in orario di apertura per verificare che tutto sia assolutamente a norma. I controlli si fanno dapperutto e con maggior frequenza dove si sa che si puo trovare qualcosa ma anche dove si sa di non trovare nulla per una legge di equaglianza e per far stare tutti in "guardia" onde evitare che pensino di tralasciare qualche dovere....purtroppo però non sempre riusciamo a fare questo tipo di attività nonostante sia utilissima in tutti i sensi perchè ti permette di essere nel territorio e vedere la gente che si trova nei vari locali. Personalmente sono ben felice di assistere ai controlli dei locali che mi trovo a frequentare per una mia garanzia di igiene soprattuto e di sicurezza e sinceramente mal comprendo questo strano "fastidio" che possa creare.
Non bisogna frasi ingannare dalle apparenze e spesso i locali più inn nascondono delle cucine pietose nelle quali non preparerei neanche il pasto per il mio cane....ma tutti in sala ne mangiano copiosamente.....no n credo che ti farebbe piacere....
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« Risposta #6 il: 17 Aprile 2007, 23:40:33 »
Una volta i controlli nei locali erano una (buona) abitudine, Axel ha indicato uno dei motivi per i quali si facevano ma soprattutto avevano uno scopo preventivo, di p.s. appunto. Nel contempo si facevano i controlli di tipo amministrativo. In questo caso é stato fatto congiuntamente quello di p.s.e quello fiscale. E se non li fai quando sono aperti i locali che fai ? Vai a rompere ai proprietari nel loro tempo libero ? Un'esercizio commerciale lo controlli mentre é...in esercizio appunto.  [03]

ma di questi tempi abbiamo ripreso! su su su !  [01] dateci tempo..  [69]

Offline hyena

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« Risposta #7 il: 18 Aprile 2007, 12:55:56 »
ti permette di essere nel territorio e vedere la gente che si trova nei vari locali.

Si, ecco, è questo che non mi piace. Vado in albergo e lascio i documenti. Prendo un aereo e presento i documenti. Compro un motorino e lascio gli estremi. Vado in un locale e mi "vedono". E poi che fine fa tutta questa informazione? Qual è il motivo per raccoglierla? Per me l'autorità di PS può pure venirmi a domandare a che ora mi sveglio il mattino o che marca di sigarette fumo, e renderò dichiarazione veritiera. Però mi piacerebbe sapere le motivazioni e in che modo l'informazione viene trattata, visto che come gran parte dei cittadini non ho mai dato causa a tutta questa curiosità.
« Ultima modifica: 18 Aprile 2007, 13:01:02 da hyena »
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Offline Cleanhead

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« Risposta #8 il: 18 Aprile 2007, 14:21:56 »
...ma non c'è nessuna informazione!..solo che nelle mie conoscenze so che tu sei li ma se non delinqui  abitualmente la tua presenza mi è assolutamente anonima......oppure se ti prendo il documento i tuoi dati vanno nel cervellone e vi rimangono nel rispetto di tutte le leggi vigenti nel nostro paese, dalla privacy al codice penale. Se cosi non fosse vivremmo quasi come nella giungla dove l'unica legge che conta è quella del più forte e dove non credo uno possa appellarsi al garante della privacy....... [47]
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Offline urbano stanco

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« Risposta #9 il: 18 Aprile 2007, 21:09:20 »
il controllo degli esercizi di somministrazione è una tipica attività di polizia amministrativa a cui mi dedico periodicamente va da se che le ispezioni vadano eseguite in orario di apertura e che se il controllo eè congiunto con i loclai cc questo avvenga in orari serali o notturni al fine di poter meglio "monitorare" la clientela del locale e valutate le eventuali "criticità" procedere con azioni più incisive. L'avventore che sorseggia la sua birra in tutta tranquillità non ha nulla da temere anzi dovrebbe essere felice perchè si opera per la sua tutela e siciurezza.

Offline hyena

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« Risposta #10 il: 18 Aprile 2007, 22:46:17 »
L'avventore che sorseggia la sua birra in tutta tranquillità non ha nulla da temere anzi dovrebbe essere felice perchè si opera per la sua tutela e siciurezza.

Ecco, ma qui sembra una questione di avere la coscienza a posto o meno. A mio avviso non è così. Se qualcuno che non conosco mi incrocia per strada e mi chiede "Dove vai?" io gli direi un po' "Fatti gli affari tuoi", perchè ho quel genere di carattere. Pure stessi andando a casa a leggere un libro. Quindi devo mettermi lì e pensare "E' proprio per il bene comune" per vedere il motivo per cui un'autorità pubblica dovrebbe sapere dove vado. Così come mi secca quando il datore di lavoro mostra eccessivo interesse a ciò che faccio fuori orario: sono cavoli miei. Bah. Non auspico minore sicurezza. Solo maggiore discrezione. Ma capisco che è difficile trovare un bilanciamento.
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Offline Cleanhead

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« Risposta #11 il: 18 Aprile 2007, 22:56:41 »
...purtroppo questo è il prezzo da pagare per esistere!!!!.....se uno va in giro necessariamente è visto da tutto il resto dell'umanità che lo circonda, a meno che non decida di andare in giro con il passamontagna opure con una parrucca ed occhiali (nel mio caso.... [03] [03] [03]).....la sicurezza si accerta ed opera nel momento in cui associa ad un volto un nome..altrimenti è come non ci fossimo mai visti.....non è che uno si puo ricordare TUTTI quelli che si incontrano....
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Offline deeppink

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« Risposta #12 il: 18 Aprile 2007, 23:07:28 »
Sempre meglio incappare in una  di queste operazioni o blitz .....che trovarsi in banca duramte una rapina a mano armata e vedersi puntare una pistola contro! [02]
Sono operazioni normali.....di routine...nella società in cui viviamo.....è il loro lavoro!
Deeppink

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« Risposta #13 il: 18 Aprile 2007, 23:08:56 »
ti permette di essere nel territorio e vedere la gente che si trova nei vari locali.

Si, ecco, è questo che non mi piace. Vado in albergo e lascio i documenti. Prendo un aereo e presento i documenti. Compro un motorino e lascio gli estremi. Vado in un locale e mi "vedono". E poi che fine fa tutta questa informazione? Qual è il motivo per raccoglierla? Per me l'autorità di PS può pure venirmi a domandare a che ora mi sveglio il mattino o che marca di sigarette fumo, e renderò dichiarazione veritiera. Però mi piacerebbe sapere le motivazioni e in che modo l'informazione viene trattata, visto che come gran parte dei cittadini non ho mai dato causa a tutta questa curiosità.

ah.
non ti piace?
nemmeno a me. non sei mai libero, almeno per il turno (ma poi è una cosa che non ti lascia mai) di entrare in un locale, di interagire con le persone, di guardare i dettagli che ti circondano con occhi da poliziotto. guardi, osservi, registri.
uno dei nostri amici vigili aveva detto che loro possono permettersi di rapportarsi con la gente da cittadini in divisa a cittadini che magari violano il codice della strada, un regolamento amministrativo ma che non rappresentano una minaccia. lo stesso vigile diceva che noi non possiamo, dobbiamo sempre avere la presunzione di avere davanti un potenziale delinquente.
quante volte in un posto di controllo notturno "pesante"  gli occhi dell'operatore in copertura, hanno seguito i tuoi movimenti? le tue mani a cercare la carta di circolazione? è brutto, orribile, tremendo e peggio, ma è così.
io ho la resposnsabiltà dei miei colleghi, e viceversa. non posso dire, dopo, "pareva brutto spaventare quelle brave persone"
scusa la deriva...
torniamo al locale.
anche il più pacifico.
ne sei sicura?
io no. non posso. se lo facessi, se escludessi a priori che lì noin accade niente possono succedere due cose: 1) non passo mai, non controllo mai, e prima o poi qualche forma di delinquenza prende piede nel locale. 2) un domani, se succedesse qualcosa di "casuale" non saprei cosa, come, chi.
ergo, devo entrare, prendere un caffè, valutare a colpo d'occhio avventori e personale, entrate e uscite, atmosfera, sfumature, dettagli.
registrare, memorizzare, schedare.
si chiama controllo del territorio. non solo volanti sgommanti e barbe lunghe e occhiali scuri.  non essere sul territorio, ma essere IL territorio.
ma tranquilla. ormai si fa molto meno. quasi più. [01]
« Ultima modifica: 18 Aprile 2007, 23:59:24 da Bumper »

Offline hyena

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« Risposta #14 il: 19 Aprile 2007, 12:33:35 »
In realtà stai venendo a me, credo.
D'accordissimo sul controllo del territorio come lo descrivi tu. Entri, guardi la gente, prendi un caffè, parli, ti fai un'idea. Questo mi va bene. Niente fanfara e niente teatro. Tu hai fatto il tuo dovere, io non so nemmeno che sei un poliziotto, tutti tranquilli, e anche più efficace: non dai origine a comportamenti non naturali, a me non dà fastidio perchè non lo so (e mi rendo conto che è un argomento cretino, ma così funziona la gran parte dell'umanità), a te serve perchè così sai quello che devi sapere. Sarà solo un trucchetto psicologico, ma mi sembra meglio. Se non delinquo, non dovrò mai incavolarmi dicendo "Ecco, vedi che quello era un poliziotto, mi ha fregato"; se delinquo verrò a sapere che quello era un poliziotto e ben mi sta.
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Offline Cleanhead

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« Risposta #15 il: 19 Aprile 2007, 12:50:32 »
...si ecco ci manca pure che entro prendo qualcosa da bere mi guardo intorno faccio il super detective..e poi non mi accorgo che il locale è senza licenza, ha i sorci nella cucina e serve cibi scaduti da tre anni....certo sicuramente una gran bella figura....
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Offline pacotom

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« Risposta #16 il: 19 Aprile 2007, 13:11:39 »
Si è già chiarito che col termine "controllo" si intende un'attività complessa, che si articola un una serie di verifiche, nemmeno da farsi tutte insieme: amministrative, contabili, fiscali, sanitarie e di P.S., e qui si controlla tanto il locale e i gestori, quanto la clientela. Va da sè che libri contabili, fatture, cucine e libretti sanitari si possono controllare negli orari di chiusura, ma l'attività nel suo complesso va verificata quando c'è, quando il locale funziona, ergo quando gli avventori lo stanno frequentando e sono, a loro volta, oggetto di controllo. E' previsto, è possibile, è normale ed è pure auspicabile, io mi sentirei più sicuro in un locale dove ci sono spesso controlli, la gente che non ne vuole fatti ci sta lontana e ho meno probabilità di trovarmi invischiato in episodi spiacevoli. C'è da dire che negli ultimi anni il sistema dei controlli sanitari si è spostato dalle verifiche sul campo e a campione a quelle periodiche e preventive (HACCP), per cui l'igienicità di aree, attrezzature ed alimenti è certificata da esami di laboratorio obbligatori e gli agenti devono solo verificare la regolarità della documentazione, riservando attenzioni maggiori solo ai casi dubbi. Tempo fa lessi sul giornale che i NAS avevano controllato una dozzina di ristoranti cinesi. Diversi furono chiusi per gravi carenze igieniche, gli altri solo multati per irregolarità di poco conto. Fui felice di sapere che, in quello che frequentavo regolarmente, fu rilevata solo l'assenza della dicitura "surgelato" nel menu per i gamberetti. Ma a dare un'occhiata in cucina non ci andrei mai comunque!  [03]
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

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« Risposta #17 il: 19 Aprile 2007, 17:44:20 »
In realtà stai venendo a me, credo.
D'accordissimo sul controllo del territorio come lo descrivi tu. Entri, guardi la gente, prendi un caffè, parli, ti fai un'idea. Questo mi va bene. Niente fanfara e niente teatro. Tu hai fatto il tuo dovere, io non so nemmeno che sei un poliziotto, tutti tranquilli, e anche più efficace... 

no no.
io parlo dei controlli in divisa.
in tante aree urbane, metropolitane e periferiche e sub periferiche le divise sono un optional di passaggio.
io voglio le divise. le macchine con i colori di istituto.
non è teatro.
è negare spazio a chi crede che quello spazio sia suo.
prima ci puo' essere, anzi ci DEVE essere quello che dici tu. ma poi voglio le pantere. senno' non funziona.
fidati.
 [39]

Offline folgore.45

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« Risposta #18 il: 19 Aprile 2007, 22:52:21 »
In realtà stai venendo a me, credo.
D'accordissimo sul controllo del territorio come lo descrivi tu. Entri, guardi la gente, prendi un caffè, parli, ti fai un'idea. Questo mi va bene. Niente fanfara e niente teatro. Tu hai fatto il tuo dovere, io non so nemmeno che sei un poliziotto, tutti tranquilli, e anche più efficace: non dai origine a comportamenti non naturali, a me non dà fastidio perchè non lo so (e mi rendo conto che è un argomento cretino, ma così funziona la gran parte dell'umanità), a te serve perchè così sai quello che devi sapere. Sarà solo un trucchetto psicologico, ma mi sembra meglio. Se non delinquo, non dovrò mai incavolarmi dicendo "Ecco, vedi che quello era un poliziotto, mi ha fregato"; se delinquo verrò a sapere che quello era un poliziotto e ben mi sta.

Cara Hyena, ti porto un esempio caldo caldo, oggi Volante, per cui orgolgiosamente in uniforme,  turno 13/19, mi sono fermato a molestare dei cittani dereliti extracomunitari, solenti e solerti frequentatori di  un povero bar sito in un quartiere periferico. Risultato: tutti pregiudicati, 2 accompagnati in Commissariato in quanto, mesi addietro, gli era stato revocato il permesso di soggiorno, e comunque continuavano a frequentare il locale predetto. Dulcis in fundo richiesta al Questore per l'applicazione art.100 T.U.L.P.S. - SCUSA DEL FASTIDIO - Sbirro in Uniforme [59]
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« Risposta #19 il: 19 Aprile 2007, 22:56:36 »
...art 100....= chiusura del locale... per i non addetti al lavoro....
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« Risposta #20 il: 20 Aprile 2007, 00:47:23 »
Scusa Clean, mi ero dimenticato di inserire la spiegazione. Grazie proff. [53] [53] [51] [36]
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