AutoreTopic: "Outing" televisivo di una poliziotta  (Letto 2777 volte)


giacal

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« il: 02 Ottobre 2008, 11:01:17 »
Da "Studio Aperto" delle ore 12:25 del 30 settembre 2008.

"L.Z., poliziotta in servizio alla questura di P., è stata intervistata da una giornalista della nota testata di Italia 1: la ragazza dichiarava la propria omosessualità e raccontava di come questo suo status le avesse creato problemi di discriminazione in seno all'ufficio in cui lavora, denunciando trasferimenti non richiesti dalla sua iniziale attività investigativa a compiti meramente burocratici d'ufficio. Veniva ventilato anche un suo blocco del trasferimento per la città di origine, vedendosi la stessa scavalcata in graduatoria per il suo rientro. Denunciava inoltre la presenza più numerosa di quanto si creda di poliziotti afflitti dal medesimo problema, augurandosi che gli stessi trovassero il coraggio di uscire allo scoperto per la tutela dei loro diritti".



I Latini in questi casi dicevano: "Cui prodest?", a chi giova?....  [69]

Offline paranoid park

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« Risposta #1 il: 02 Ottobre 2008, 11:09:10 »
quanto mi scoccia gettare al roba perchè si è avariata [39]
"Si è proteso su degli abissi. Ha rischiato più volte di cadere. Ma alla fine non è precipitato. In bilico sul vuoto, non ha conosciuto la caduta. Ci sono stati cedimenti, sbandamenti, delusioni, scoramenti, ma la vita l'ha sempre avuta vinta. " (P. Besson)

Offline Jason

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« Risposta #2 il: 02 Ottobre 2008, 12:25:04 »
Scusatemi se lo dico così: non mi fa pena! .....avesse problemi di salute ....mi farei in quattro per lei...non sapesse dove lasciare i figli mentre lavora glieli terrei io, nel limite delle mie possibilità, fosse sommersa dai debiti aprirei una sottoscrizione, ma per questa sua " devianza " veda di arrangiarsi da sola e non vada a piangere da " Telelacrima "!
Quello di cui è affetta non è un male incurabile......
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Offline stefi

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« Risposta #3 il: 02 Ottobre 2008, 12:30:37 »
io mi domando....invece di perdere tutto sto tempo a fare outing a destra e a manca....avesse tenuto il suo essere diversa x se e lavorato un po di piu....no eh.......mmmmm credo che oltre ad essere "diversa" soffra pure di un abbondante senso di vittimismo st'agente :136: :136: :136: :136: :136:

Offline Gridblinth

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« Risposta #4 il: 02 Ottobre 2008, 16:45:14 »
Ma di quali diritti parla? Di quelli eventualmente calpestati per il fatto di essere "omo" o di presunti ulteriori diritti che "spetterebbero" loro in quanto "omo"?
Mi piacerebbe sapere, se questi fatti siano realmente accaduti, le motivazioni con le quali sono stati "giustificati"... Non è facile trasferire un collega da un ufficio o da una mansione ad un'altra di tipo totalmente diverso senza apporre giustificate motivazioni... Più o meno come nell'impiego privato: se qualche datore di lavoro spostasse senza giustificati e comprovati motivi un lavoratore da una mansione in cui prende, per ipotesi, 1000€ ad una di "livello" inferiore in cui va a prendere 900€, se il lavoratore gli fa causa il datore è costretto a reintegrarlo nella posizione precedentemente occupata o perlomeno ad elargirgli lo stesso stipendio, oltre a un eventuale rimborso a danni morali e materiali... figuriamoci in una amministrazione pubblica...

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Offline folgore.45

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« Risposta #5 il: 02 Ottobre 2008, 17:05:42 »
Abbiamo su questo forum piu' di 3d sui trasferimenti, dove i colleghi si lamentano sia delle lungaggini sia degli scavalcamenti. Sorge spontanea , la domanda, che tutti loro siano fxxxi ??????  :sti: :sti: :sti:
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Offline dago113

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« Risposta #6 il: 02 Ottobre 2008, 17:17:44 »
Ma che non mi faccia ridere! ci sono colleghi/e etero (e magari anche qualche gay) che attendono i trasferimenti da un miliardo di anni senza le sue arie di vittimismo ed hanno problemi molto più seri dei suoi (genitori, coniugi o familiari malati, coniuge e figli a cui riunirsi dopo decadi di assenza etc.) e questa pensa di essere vittima di una cospirazione solo perchè dell'altra sponda ? ma che mi faccia il piacere!  [56]
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Offline scorpioncina78

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« Risposta #7 il: 02 Ottobre 2008, 18:10:04 »
Ma questa ragazza pensa che per vivere bene bisogna necessariamente sventolare ai 4 venti i propri gusti sessuali??

Offline dago113

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« Risposta #8 il: 02 Ottobre 2008, 18:11:58 »
Ma questa ragazza pensa che per vivere bene bisogna necessariamente sventolare ai 4 venti i propri gusti sessuali??


Temo che lo ritenga utile per i propri scopi personali.
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Offline Dukestralis

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« Risposta #9 il: 02 Ottobre 2008, 22:46:51 »
Ma questa ragazza pensa che per vivere bene bisogna necessariamente sventolare ai 4 venti i propri gusti sessuali??


Premesso che l'omosessialità nei manuali di psicopatologia non è più considerata una "malattia", credo che questa donna stia facendo solo del vittimismo, facendo leva sulla sua presunta diversità al fine di richiamare (riuscendoci) l'attenzione su di se e i suoi problemi.
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Offline EAGLE

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« Risposta #10 il: 02 Ottobre 2008, 23:43:23 »


Questa donna ha capito bene come funziona in questo Paese. Fare la vittima di discriminazioni, che siano razziali o sessuali, è diventato di moda e giova molto...perchè ha molto risalto nell'opinione pubblica e quindi un buon argomento da trattare per i mass media e quindi una patata bollente da raffredare nel più breve tempo possibile da parte di chi ce l'ha.






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« Risposta #11 il: 03 Ottobre 2008, 00:39:27 »
Quoto Eagle. Anche qui, però, io faccio una distinzione tra questa e altre colleghe che non hanno mai usato il proprio "status" sessuale usandolo come alibi o scudo. E siamo alle solite.  [11]
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (F.Nietzsche)

Offline scorpioncina78

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« Risposta #12 il: 03 Ottobre 2008, 01:37:54 »
Ma questa ragazza pensa che per vivere bene bisogna necessariamente sventolare ai 4 venti i propri gusti sessuali??


Premesso che l'omosessialità nei manuali di psicopatologia non è più considerata una "malattia", credo che questa donna stia facendo solo del vittimismo, facendo leva sulla sua presunta diversità al fine di richiamare (riuscendoci) l'attenzione su di se e i suoi problemi.

 concordo pienamente.. Il problema e' suo , non degli omosessuali in generale... probabilmente avrebbe avuto problemi anche se fosse stata etero!!
 

Offline lukas

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« Risposta #13 il: 03 Ottobre 2008, 09:23:59 »
Ho conosciuto una collega che stanca di essere donna si è fatta operare ed è diventato uomo ed è passato ai ruoli civili, per quel che mi risulta nessuno gli ha mai fatto pesare questo fatto all'interno di dove lavorava
ma che caxxi se sta collega vuole vivere la sua sessualità in modo diverso che si faccia i caxxi suoi e non vada a sventolarla a destra e a sinistra  [74]
Molto spesso fare ciò che vi fa star bene non significa fare ciò che è giusto

Offline EAGLE

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« Risposta #14 il: 03 Ottobre 2008, 17:31:51 »
Quoto Eagle. Anche qui, però, io faccio una distinzione tra questa e altre colleghe che non hanno mai usato il proprio "status" sessuale usandolo come alibi o scudo. E siamo alle solite.  [11]

Certamente WebCop. Infatti io mi riferivo a quelle persone, uomini,donne e ...... :130:..altro....che hanno la faccia tosta e l'abilità di sfruttare la situazione.

Offline dago113

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« Risposta #15 il: 04 Ottobre 2008, 18:56:46 »
Ritengo che sia interessante questo articolo del Corriere (edizione regionale)


     P — «L Z? La invito a togliersi dal nostro sindacato». Non va per il sottile Franco Maccari, segretario regionale del Coisp, in merito alla vicenda della poliziotta lesbica di R. attualmente in servizio alla sala operativa della questura di P. L'agente nei giorni scorsi ha denunciato, con un'intervista a Studio Aperto (il tg di Italia 1) e sul Corriere
di essere discriminata sul lavoro perché gay.
Tutto sarebbe cominciato nel 2005. «Ho fatto outing ha detto L Z, 38 anni, al Corriere  - e da allora sono iniziate le discriminazioni ». Nessun encomio per i tanti arresti compiuti nei servizi antidroga in borghese, nessuna nota di merito per uno sventato sequestro, ma il trasferimento dalle volanti alla sala operativa nel 2006 e il mancato cambiamento di sede da P a R, come aveva richiesto. «Il mio sogno era diventare funzionario entro i 40 anni, arrivare alla squadra mobile. Il marchio di gay mi ha messa all'angolo».
Per i sindacati le dichiarazioni dell'agente sono poco chiare. «Quello che mi sorprende è la scelta della denuncia pubblica - commenta Maccari del Coisp - . L Z accusa di essere stata adibita ad altri incarichi, lamenta di aver chiesto, senza successo, il trasferimento . Ma lo sa quanti agenti, ogni giorno, chiedono di essere trasferiti? Lo sa quanti agenti, ogni giorno, ritengono di essere assegnati ingiustamente ad altri uffici o quanti sono in attesa di poter cambiare mansioni? Ritengo che la vicenda possa essere al massimo "un caso normale" di diniego al trasferimento, anche se capisco che per ogni collega la propria discriminazione è la più grave in assoluto». Insomma, ordinaria frustrazione lavorativa non dipesa dall'orientamento sessuale. «Mi spiace che si senta criminalizzata, ma non capisco la scelta del clamore televisivo a due anni di distanza dal cambio mansioni. Se ci avesse interpellato, poi, saremo intervenuti, perchè non si è rivolta al sindacato?».
Anche Michele Dressadore, segretario regionale Sap, solleva qualche dubbio. «In generale non sono a conoscenza di discriminazioni sessuali tra le forze dell'ordine. In merito al caso di L Z. non conosco i dettagli della vicenda. L'agente, comunque, ha detto che tutti sapevano del suo orientamento sessuale, che "giravano voci". Se davvero fosse stato un problema, le discriminazioni avrebbero dovuto esserci anche prima del suo outing ». Il questore di P. nega contorni vessatori nell'operato della Polizia. «Se uno lavora bene, va avanti. La Polizia non si è mai occupata delle abitudini sessuali dei propri dipendenti. L'agente poteva contattare i sindacati. Come mai non lo ha fatto?».
Più cauto Alessandro Zan, presidente dell'Arcigay regionale. «Dobbiamo credere alla buona fede della denunciante. Nei prossimi giorni chiederò un incontro con il questore e mi metterò in contatto con la signora Z. per capire meglio il suo caso». Come dire, se la denuncia c'è, la situazione di difficoltà è reale e non importa com'è arrivata alla ribalta delle cronache. «Le forze dell'ordine - specifica Zan - sono considerate un luogo rigido in cui è difficile dichiararsi, anche se da parte dei vertici c'è la disponibilità ad accettare questo tipo di situazioni. La vicenda dell'agente Z. merita di essere approfondita, questo tipo di denuncia non è mai fatto a cuor leggero». Intanto L. si è concessa qualche giorno di ferie, rientrerà in servizio il prossimo 13 ottobre. E nel cassetto ha già pronta la domanda per tornare alle Volanti.


E' sorprendente sentire parole di buon senso istituzionale profferite da sindacalisti (comunque: grande Maccari!  [54] [54] [54]) tanto di cappello a loro, che hanno fatto piazza pulita degli stereotipi sulla Polizia "discriminatoria", stereotipi che evidentemente fanno presa sul presidente dell'Arcigay....
« Ultima modifica: 04 Ottobre 2008, 18:59:26 da dago113 »
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« Risposta #16 il: 05 Ottobre 2008, 11:09:28 »
E si, un megaquotone per Maccari e Dressadore lo faccio anch'io.
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giacal

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« Risposta #17 il: 08 Ottobre 2008, 15:20:05 »
Sta proseguendo sui principali organi di stampa locali la "battaglia" instaurata dal L.Z. contro presunte vessazioni subite in sede lavorativa dopo il suo "outing". La poliziotta ha dichiarato ora di essere stata estromessa dal ruolo di allenatrice di una squadra di calcio femminile mediante un sms ricevuto da un rappresentante di quella società sportiva e il cui testo faceva esplicito riferimento a non gradite preferenze sessuali che la renderebbero incompatibile con il ruolo rivestito sul campo da gioco. Dal canto suo, L.Z. afferma di non avere mai molestato in alcun modo le giocatrici, tutte perfettamente consapevoli dei suoi orientamenti sessuali e con le quali si è sempre comportata in modo assolutamente professionale. Inevitabile la presa di posizione ufficiale delle principali associazioni di cui un esponente regionale ha chiesto di conferire con il Questore per chiedere conto di una simile situazione.

[da Il Gazzettino di Padova del 6 ottobre 2008]