AutoreTopic: Bari, rubano auto a disabile. L'appello via web: cercate una Peugeot 307  (Letto 995 volte)


Offline paranoid park

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« il: 18 Novembre 2008, 00:21:26 »
Bari, rubano auto a disabile. L'appello
via web: cercate una Peugeot 307
 
 
 
di GIANLUIGI DE VITO

BARI - Un’auto rubata. La disperazione di una donna nordafricana che non può più trasportare il figlio disabile. L’angoscia del ragazzo, 21 anni, costretto a rimanere chiuso in casa sulla carrozzina. E l’appello: «Almeno ridatemi i documenti e le cartelle cliniche, sono vitali per mio figlio».



Rabbia e dolore rompono la voce di F. L. (Effelle), 55 anni, agronoma, in servizio in un istituto di ricerca: «Ho paura, non vorrei subire anche minacce. La prego, non scriva nulla». Bisognerebbe fermarsi davanti alle lacrime e rispettare la volontà di tacere. Ma questa non è una storia come le altre. È più di un furto è un atto che somma al’ingiustizia altra sofferenza. E quelle di Effelle sono lacrime in una pioggia di dolore. Allora, passi la «forzatura» di raccontare comunque; l’appello va lanciato eccome. Cominciamo da qui, dall’appello: chiunque abbia visto una Peugeot 307 Station Wagon, di colore grigio scuro, targata DA450RH dia notizie. Lo faccia inviando un’email a cronaca.bari@gazzettamezzogiorno o contatti la redazione allo 080 5470.430. Oppure telefoni direttamente ai numeri di pronto intervento di polizia (113) o carabinieri (112)


È un appello che ha il sapore di una sfida. Di civiltà. E che non può, non deve finire nella tasca dell’indifferenza.

Racconta, a fatica, Effelle: «Ho acquistato quell’auto perché avevo bisogno di una station wagon. Mio figlio non è indipendente e quando devo accompagnarlo fuori per le visite, i controlli e la riabilitazione, devo portare dietro una serie di cose oltre alla carrozzina. Nella macchina è rimasta anche la pedana della sedia a rotelle. E poi ci sono i documenti, soprattutto le cartelle cliniche. Non è una macchina, è una casa in miniatura e lì c’è tutto quello che serve se da un momento all’altro sono costretta a portare mio figlio dal medico o urgentemente in ospedale».

Quella station wagon fra l’altro non è nuovissima. È del 2006. Era parcheggiata nel posto riservato ai portatori di handicap sotto casa di Effelle in una delle vie principali di un comune alle porte di Bari. E questo fa ancora più rabbia. Chi ha rubato la Peugeot sapeva: ha dovuto forzare anche un antifurto meccanico.


Un dovere fare echeggiare l’appello. E non può essere solo un sogno nutrire ancora la speranza che un barlume di buon senso possa illuminare chi quella casa in miniatura l’ha rubata: magari l’ha già fatta a pezzi o l’ha imbarcata per chissà quale destinazione. Amen. Ma almeno che ritornino ai proprietari quei documenti e quegli arnesi: Effelle e suo figlio direbbero due volte grazie Bari.

17/11/2008

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=215653&IDCategoria=1
"Si è proteso su degli abissi. Ha rischiato più volte di cadere. Ma alla fine non è precipitato. In bilico sul vuoto, non ha conosciuto la caduta. Ci sono stati cedimenti, sbandamenti, delusioni, scoramenti, ma la vita l'ha sempre avuta vinta. " (P. Besson)

Offline mami

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  • Claudia, ma prima di tutto mami!
« Risposta #1 il: 26 Novembre 2008, 07:15:17 »
Certa gente fà proprio schifo!!! maledetti delinquenti ingnoranti!!!... AGrrrrrrrrrr...  [56] :136: