AutoreTopic: Neri e rossi contro i poliziotti una foto riscrive Valle Giulia  (Letto 1834 volte)


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« il: 11 Ottobre 2008, 23:41:29 »
Neri e rossi contro i poliziotti una foto riscrive Valle Giulia

Debbo confessare che quella «foto di gruppo», chiamiamola così, riprodotta a metà del libro e che forse farà scalpore - sai tu quanti e quali dibattiti sulla «natura del Sessantotto» finirà con l’alimentare - per me non è affatto una novità. Anzi, la conosco benissimo. È scolpita nella memoria, anche se da un’altra visuale, opposta a quella delle camionette della polizia. Il mio fotogramma è scattato dalla scalinata di Valle Giulia; e anche se visti di spalle, i giovani che in quel momento fronteggiavano le gip della Celere li conoscevo. Li conoscevano tutti, nel movimento studentesco romano. E che fossero fasci, in quel 1° marzo di quarant’anni fa, non scandalizzava nessuno.

O meglio: scandalizzava i burocrati del Pci e quelli del Msi, che quindici giorni dopo provvidero a restaurare il giusto ordine delle cose anche nella ribellione giovanile, con la sciagurata spedizione di Almirante e Caradonna alla facoltà di Giurisprudenza: blitz che ristabilì l’egemonia dei due partiti sulle rispettive aree ideologiche, e guai agli eretici. Sarà un caso se un anno e mezzo dopo, quando a Piazza Fontana e sull’Altare della Patria s’aprì la stagione delle stragi, nel mirino finirono anarchici, nazimaoisti, gruppettari di destra e di sinistra?
Il libro che, insieme ad altre, ripropone tale foto, è quello di Nicola Rao Il sangue e la celtica (Sperling&Kupfer, in libreria da martedì 14 ottobre; 458 pagine, euro 18). Per onorare il titolo parte dagli anni Cinquanta, raccontando del neofascismo armato che voleva «vendicare Piazzale Loreto», ma giunge presto al Sessantotto, da qui muove per concludersi non a caso con le stragi, quel rosario insanguinato che dal 12 dicembre 1969 giunge a Piazza della Loggia, l’Italicus e via terrorizzando, sino all’alba cupa degli anni di piombo. Ordine Nero, il golpe Borghese, Avanguardia Nazionale, sono i protagonisti della storia di Rao. Il quale, avendo scritto due anni fa La fiamma e la celtica, non poteva che proseguire con questo libro. Ma essendo persona precisa, ha già quasi pronto il terzo, che s’intitola Il piombo e la celtica, e che uscirà l’anno prossimo.

Quella foto però, è cruciale. Non solo perché documenta una realtà rimossa dalla storiografia ufficiale e dalla memoria di sinistra, ma perché la «battaglia di Valle Giulia» come pomposamente viene chiamata dai reduci, rappresenta la scintilla di un Sessantotto che non c’è stato. Come l’isola di Peter Pan. Mario Merlino - il “mago” poi implicato nella madre di tutte le stragi - che indica all’autore i personaggi con spranghe o sanpietrini, «questo con i capelli lunghi sono io, con una molotov in mano, questo è Tonino Fiore... questo è Franco Papitto... questo coperto è Guido Paglia... tutti quelli più dietro sono dei compagni», e ancora Stefano Delle Chiaie detto er Caccola per via della statura, Adriano Tilgher e svariati altri camerati, racconta una verità nota e condivisa dall’intero movimento studentesco. Rao certamente esagera, quando scrive che «l’assalto alla polizia degli studenti romani fu dunque lanciato e guidato dagli universitari fascisti». Basta cercare altre foto di quella giornata: in una spicca un giovanissimo Giuliano Ferrara più impavido all’assalto e scatenato di Paglia.

Gli è che quando alla Sapienza iniziarono le occupazioni, mentre a Lettere e Architettura dominavano i giovani di sinistra espulsi o in rotta col Pci, a Legge prevalevano quelli di destra ormai border line con la Fiamma di Arturo Michelini collaterale alla Dc. Ma le due aree convivevano, s’annusavano, per quanto sommessamente dialogavano. Non fosse stato per l’intervento del 16 marzo, con l’assalto a Giurisprudenza del Msi, avrebbero anche potuto incontrarsi, sull’isola che non c’è. Per menar le mani si incontrarono ugualmente anche dopo Valle Giulia e la separazione imposta dai partiti bisognosi di «opposti estremismi», se quando il movimento andò a manifestare per il maggio francese represso, cercando di giungere sotto l’ambasciata e divampò la guerriglia urbana intorno a Piazza Farnese, in quei vicoli erano in azione pure i fasci. Forse non ci sono foto, ma io li ho incontrati.

Dopo Valle Giulia, è la storia della gioventù di destra che non voleva starci, quella che ha scelto - o forse è stata costretta a scegliere - la violenza. Speculare a quella dei giovani di sinistra che rifiutavano la protezione e il controllo del partito madre. Quel che oggi ancora rimane incomprensibile, è perché le due «fazioni» si siano esercitate principalmente a massacrarsi tra loro, almeno sino all’avvento degli anni di piombo. Il libro di Rao però, offre un contributo per questa risposta. Oltre a svariate rivelazioni, come quella fatta da Guido Paglia sul mistero di un suo portafoglio smarrito nel dicembre ’69 e delle avventure capitategli per l’omonimia con un altro giornalista di destra, Guido Giannettini.

                                                 

di Gianni Pennacchi
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297218&START=0&2col=                   

11.10.2008
"Si è proteso su degli abissi. Ha rischiato più volte di cadere. Ma alla fine non è precipitato. In bilico sul vuoto, non ha conosciuto la caduta. Ci sono stati cedimenti, sbandamenti, delusioni, scoramenti, ma la vita l'ha sempre avuta vinta. " (P. Besson)

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« Risposta #1 il: 13 Ottobre 2008, 15:32:58 »
Neri e rossi contro i poliziotti una foto riscrive Valle Giulia

di Gianni Pennacchi
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297218&START=0&2col=                   

11.10.2008

Un libro che sicuramente conterrà spunti di riflessione e di "filosofate"...ho provveduto ad ordinarlo questa mattina...grazie per la notizia... [52] [52] [52] [47] [47] [47]
Fermezza e comprensione altrui non sempre sono inconiugabili...e non è solo filosofia....Conosc enza senza esperienza è mera filosofia;esperienza senza conoscenza è mera ignoranza;l'interazione di entrambi è  viva saggezza.

Offline paranoid park

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« Risposta #2 il: 13 Ottobre 2008, 23:42:03 »
Un saluto e "a disposizione"! [03]
"Si è proteso su degli abissi. Ha rischiato più volte di cadere. Ma alla fine non è precipitato. In bilico sul vuoto, non ha conosciuto la caduta. Ci sono stati cedimenti, sbandamenti, delusioni, scoramenti, ma la vita l'ha sempre avuta vinta. " (P. Besson)

giacal

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« Risposta #3 il: 16 Ottobre 2008, 10:42:15 »
Linko un thread già postato tempo fa:

http://www.poliziotti.it/public/polsmf/index.php?topic=3803.0



Su Valle Giulia è stato scritto di tutto e di più. Talvolta cose sensate, altre volte mere speculazioni che cercavano di portare il torto e la ragione dall'una piuttosto che dall'altra parte. Ammesso che di "parti" si possa parlare.
Personalmente, ho parlato con chi quel giorno a Valle Giulia c'è stato: colleghi del "Celere" di Roma, oggi illustri pensionati. Se si potesse tracciare una classifica ideale delle sensazioni che hanno pervaso l'animo delle "parti", di sicuro al primo posto ci sarebbe lo sgomento e l'incredulità da parte della Polizia per una reazione a cui gli agenti non erano abituati. Per la prima volta a Valle Giulia i manifestanti non solo non scapparono alle cariche della Polizia, ma attirarono quest'ultima in una trappola scientificamente predisposta e organizzata.

Di sicuro non discuto che quando si trattava di menare le mani contro la Polizia, rossi o neri non facevano differenza. Ma le testimonianze e gli atti giudiziari che seguirono a quella giornata parlarono di una reazione politicamente ben delineata e di sicuro non di destra.... Tanto che uno dei leaders, Mario Capanna, si attribuì senza smentita alcuna l'organizzazione e l'esecuzione del "trappolone" in cui cadde la Celere.
Emerge inoltre un dato di fatto nuovo per quell'epoca: il nuovo nemico contro cui schierarsi era la Polizia. Un simbolo di tutto il potere autoritario incarnato da genitori, professori, apparati statali, datori di lavoro. Un simbolo di quel clichè di vita sociale ritenuto ormai arcaico e superato, quindi da abbattere. Un apparato che non era pronto ad accettare che i giovani potessero anche ragionare con la propria testa, cercando risposte alternative a quelle obsolete che continuavano a ricevere da organi sociali ed educativi che si basavano sul "voglio, posso, comando".
Del resto, diamo una veloce occhiata alla tipologia di manifestazioni che la Polizia aveva fronteggiato prima del 1968: manifestazioni politiche legate più all'esigenza di mangiare (vedi le rivolte di contadini nel Meridione, spesso soffocate nel sangue); manifestazioni di piazza ancora legate alla contrapposizione fascismo - partigiani (un esempio su tutti, Genova 1960) o scaturite da particolari vicende di cronaca (sempre un esempio, l'attentato a Togliatti). Fino ad allora i sindacati dei lavoratori contavano poco, per non dire nulla. Erano in grado di organizzare uno sciopero, ma non avevano alcuna convenienza a mettersi contro lo Stato, figurarsi contro il suo aspetto più repressivo.

Tornando a Valle Giulia, di sicuro dai vari scritti emerge una destra assolutamente incapace di organizzare attività sovversive su larga scala che non fossero più di una sca**ottata all'università o fuori delle scuole. Una destra che non aveva ancora formato un proprio "servizio d'ordine", operativo solo dalla metà degli Anni '70 e che sfocerà nel terrorismo "nero" stragista della Mambro e di Fioravanti e nella strage di Acca Larenzia. La sinistra operativa a Valle Giulia vantava ancora due grossi primati sulla destra sca**ottara e disorganizzata: prima di tutto, un appoggio politico del P.C.I. (che verrà meno solo con la nascita delle Brigate Rosse e con i primi omicidi a sfondo politico-reazionario, ma da Valle Giulia dovranno passare ancora alcuni anni...); in seconda analisi, la presenza fin dagli esordi dei movimenti di contestazione dei cosiddetti "cattivi maestri" (anche per questa definizione dovranno però passare alcuni anni): persone colte, dalla facile loquela, sicuramente preparate a dare risposte ai giovani che la destra conservatrice dell'epoca ancora non riusciva a fornire; persone in grado di modulare scientificamente il soffio sulla brace e viceversa il secchio d'acqua quando il fuoco diventava pericoloso. Su Valle Giulia ci furono processi: su 250 arresti operati nella sola giornata del 1° marzo 1968, guarda caso la stragrande maggioranza erano giovanotti in eskimo e passamontagna afferenti ad una corrente di pensiero che oggi definiremmo "da centri sociali". Lo stesso Capanna delineò la metodologia di scontro pianificata a tavolino diversi giorni prima: l'idea venne dal fatto che la Polizia stava presidiando da settimane gli istituti universitari, impedendo di fatto momenti di aggregazione studentesca. Perchè allora non dare battaglia a loro, anzichè continuare a pestarsi i piedi con i "neri"?

Personalmente, di Valle Giulia mi sono fatto un'idea che è svincolata da contrapposizioni politiche fini a se stesse. Fu la prima reazione sociale ad un sistema che non reggeva più. Una reazione che sarebbe potuta provenire anche da destra, se solo quest'ultima si fosse organizzata meglio e avesse saputo raccogliere i disagi dei giovani della generazione post-bellica. Ci arrivò prima la sinistra, sapendo meglio veicolare ed assorbire le idee che avevano portato pochi mesi prima al "maggio francese". Valle Giulia ci sarebbe comunque stata, anche in assenza di destra o sinistra. Ci sarebbe stata a prescindere da contrapposizioni ideologiche: e in questo posso credere che agli scontri parteciparono anche i "neri", anche se solo marginalmente e solo per il gusto di menare comunque le mani. Forse fu proprio questa la differenza metodologica dei due schieramenti politici: neofascisti bramosi di picchiare ma incapaci di andare con un'analisi più approfondita al di là del loro naso; una sinistra invece con una formazione decisamente più scientifica, acculturata e con obbiettivi a medio-lungo termine già più chiari. Insomma, una sca**ottata doveva essere finalizzata al raggiungimento di un risultato e non al semplice sfogo di istinti picchiatori. Questa teoria, portata alle estreme conseguenze, sarà l'insano germe che farà nascere il terrorismo brigatista.

Grazie per la segnalazione di questo libro che comprerò sicuramente, anche se so già che non sarò d'accordo su alcune sue posizioni.
« Ultima modifica: 16 Ottobre 2008, 10:46:17 da giacal »

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« Risposta #4 il: 27 Novembre 2008, 15:15:02 »
Linko un thread già postato tempo fa:

http://www.poliziotti.it/public/polsmf/index.php?topic=3803.0



Su Valle Giulia è stato scritto di tutto e di più. ................... ........... Per la prima volta a Valle Giulia i manifestanti non solo non scapparono alle cariche della Polizia, ma attirarono quest'ultima in una trappola scientificamente predisposta e organizzata.....

................... ..............

Non ero ancora in forza al Corpo delle GG.di P.S.......però ho vissuto quelle giornate...in ambienti ...come si suol dire ..."al riparo da spifferi"...ma questa è altra  storia.
Il Bel Capanna...strumento utilizzato...verosi milmente sotto falsa bandiera...come tante altre risorse umane di quel periodo...non dirà mai che la trappola fù una sceneggiata.
In realtà...tutte quelle occasioni vennero "create" ad arte...dal "piano di sopra"...non certo per le capacità... molto modeste di Lui.
Gi operatori non capivano perchè fosse necessario quello schieramento debole...anche  se la parola d'ordine che scorreva tra i Capi ...dal Capo... era..."bisogna attuare la politica della tolleranza".
Qualche tempo dopo quelli del Collettivo.... di Via dei Volsci...nell'Urbe ricevettero il via libera ad incrementare le azioni...pensando di essere i più forti...e lo credettoreo veramente perchè ,alcuni modesti e banali successi vennero raccolti.
Poveri illusi...la partita agli scacchi pensavano di averla vinta...però avevano"catturato"elementi di apparente valore...ma non riuscirono a porre il Re sottoscacco anche se più volte catturarono gli altri pezzi compresa la Regina.
Un conoscente di quei tempi più volte mi invitò a "passare dalla sua parte"...richiesta rinnovata anche di recente.
Confesso che più volte ho provato invidia per il suo atteggiamento...per chè ancora oggi è rimasto eterno fanciullo...che vive con la speranza di non vedere il sole tramontare...ma sceglie di vivere in luoghi temperati .
L'anno scorso in Corso Vittorio...con i suoi capelli bianchi...oramai... impartiva ancora ordini e  guidava le sue squadre di "Pirla" all'attacco contro di Noi.
Peccato non mi abbia riconosciuto...l'avrei invitato i campo de' Fiori ad una Fumata di Coiba...per Lui e ...di un bel "mezzo Moro" per me...quello che lascio per le "grandi occasioni"....
La storia di quei tempi è sempre storia interessante...per le notizie apprese...da varie fonti...ma quella parte non scritta ,però in qualche modo osservata e vissuta,è ancor più entusiasmante...se non ci fossero i nostri morti di mezzo...ma siccome ci sono stati...allora diventa un storia molto triste...
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« Ultima modifica: 28 Novembre 2008, 15:16:23 da Lupo Solitario »
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« Risposta #5 il: 30 Dicembre 2008, 19:19:32 »
Un saluto e "a disposizione"! [03]

Ho letto l'ultimo libro di Nicola Rao, ed anche il precedente che illustrano ciò che è stata la destra (istituzionale, extraparlamentare ed eversiva) dal dopoguerra aggli anni '70. Direi che storicamente è interessante. Ma per capire veramente che cosa provavano gli eversivi o terroristi neri dell'epoca vi consiglio di leggere "Io l'Uomo Nero" di Pieluigi Concutelli.
Per lavoro mi interesso all'argomento e mi farebbe piacere discutere con Paranoid del fenomeno che, secondo la mia personale opinione, si starebbe riproponendo in altri termini nel breve periodo.
Piuttosto che vincere per mezzo di un'infamia, meglio cadere lottando sulle strade dell'Onore.

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« Risposta #6 il: 30 Dicembre 2008, 22:15:10 »
Un saluto e "a disposizione"! [03]

Ho letto l'ultimo libro di Nicola Rao, ed anche il precedente che illustrano ciò che è stata la destra (istituzionale, extraparlamentare ed eversiva) dal dopoguerra aggli anni '70. Direi che storicamente è interessante. Ma per capire veramente che cosa provavano gli eversivi o terroristi neri dell'epoca vi consiglio di leggere "Io l'Uomo Nero" di Pieluigi Concutelli.
Per lavoro mi interesso all'argomento e mi farebbe piacere discutere con Paranoid del fenomeno che, secondo la mia personale opinione, si starebbe riproponendo in altri termini nel breve periodo.


Devo rivelarti che non sono esperto in materia, osservatore forse. Hai ragione ad avere dei dubbi per il futuro, anche se su tutto prevale uno spettro sicuramente non previsto da molti: "la recessione".  Facci caso, sono dei mesi che sembra "tutto fermo", non si ode nulla, proclami, azioni, beghe, nulla. Strano, alcuni mesi fa eravamo di altri pareri.
"Si è proteso su degli abissi. Ha rischiato più volte di cadere. Ma alla fine non è precipitato. In bilico sul vuoto, non ha conosciuto la caduta. Ci sono stati cedimenti, sbandamenti, delusioni, scoramenti, ma la vita l'ha sempre avuta vinta. " (P. Besson)

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« Risposta #7 il: 31 Dicembre 2008, 09:25:37 »
Un saluto e "a disposizione"! [03]

Ho letto l'ultimo libro di Nicola Rao, ed anche il precedente che illustrano ciò che è stata la destra (istituzionale, extraparlamentare ed eversiva) dal dopoguerra aggli anni '70. Direi che storicamente è interessante. Ma per capire veramente che cosa provavano gli eversivi o terroristi neri dell'epoca vi consiglio di leggere "Io l'Uomo Nero" di Pieluigi Concutelli.
Per lavoro mi interesso all'argomento e mi farebbe piacere discutere con Paranoid del fenomeno che, secondo la mia personale opinione, si starebbe riproponendo in altri termini nel breve periodo.


Devo rivelarti che non sono esperto in materia, osservatore forse. Hai ragione ad avere dei dubbi per il futuro, anche se su tutto prevale uno spettro sicuramente non previsto da molti: "la recessione".  Facci caso, sono dei mesi che sembra "tutto fermo", non si ode nulla, proclami, azioni, beghe, nulla. Strano, alcuni mesi fa eravamo di altri pareri.

Bravo, sei più che un osservatore. Hai colto nel segno quando affermi che sembra "tutto fermo", ma vi è un fermento sottobosco. E' come se le braci siano coperte dalla cenere. Ma appena soffierà un po' di vento, le braci si riattizzerano, e ci saranno problemi.....
Piuttosto che vincere per mezzo di un'infamia, meglio cadere lottando sulle strade dell'Onore.