AutoreTopic: G8 di Genova, assolti De Gennaro e Mortola  (Letto 1690 volte)


Offline G.P.G. 3

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« il: 07 Ottobre 2009, 11:47:36 »
G8 di Genova, assolti De Gennaro e Mortola
Per l'irruzione della Polizia nella scuola Diaz
07 ottobre, 11:28

Legale di De Gennaro: siamo soddisfatti per la sentenza GENOVA  - Assolti per non aver commesso il fatto l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro e l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola accusati di aver indotto alla falsa testimonianza l'ex questore di Genova Francesco Colucci in riferimento all'irruzione della Polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001. Mentre Colucci è stato rinviato a giudizio. L'ex capo Gianni De Gennaro non era presente alla lettura del dispositivo mentre è in aula Spartaco Mortola. Lo scorso luglio il pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini titolari dell'inchiesta avevano chiesto due anni di reclusione per De Gennaro e un anno e quattro mesi per Mortola.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/07/visualizza_new.html_965690797.html
" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline daniele63

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« Risposta #1 il: 17 Giugno 2010, 22:28:37 »
 :sti: (AGI) - Genova, 17 giu. - "Perche' non pensare che la sentenza di primo grado non era giusta? L'appello serve anche a questo".
  E' questo il laconico commento del pubblico ministero Enrico Zucca che insieme al collega Francesco Cardona Albini aveva indagato il prefetto Gianni De Gennaro e il vicequestore vicario Spartaco Mortola di induzione alla falsa testimonianza nei confronti dell'ex questore di Genova Francesco Colucci.
  Zucca si e' allontanato dal Palazzo di giustizia di Genova subito dopo la lettura della sentenza di appello che ha ribaltato l'assoluzione dei due imputati

Offline daniele63

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« Risposta #2 il: 17 Giugno 2010, 22:31:35 »
 :sti: Un anno e quattro mesi al capo della Polizia all'epoca dei fatti di Genova. La corte d'Appello decreta che si rese colpevole di "induzione alla falsa testimonianza" nei confronti dell'allora questore di Genova. Con lui - oggi a capo del Dipartimento informazioni per la sicurezza - condannato a un anno e due mesi, per lo stesso reato, l'ex dirigente della Digos Spartaco Mortola. De Magistris e Agnoletto chiedono le dimissioni di De Gennaro, Sel la riforma delle forze dell'ordine. Il tassello processuale di oggi conferma la linea dei procedimenti d'appello: condanna netta per l'operato di un folto gruppo di membri delle forze dell'ordine per i fatti della caserma di Bolzaneto e della scuola Diaz.

I giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Genova hanno condannato, nell'ambito del processo per l'irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001, l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro, oggi al vertice del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza, che ha il compito di vigilare sull'attività dei servizi segreti), a 1 anni e 4 mesi di reclusione per induzione alla falsa testimonianza nei confronti dell'allora questore di Genova Francesco Colucci. Condannato a 1 anni e 2 mesi di reclusione anche l'ex dirigente della Digos Spartaco Mortola, anch'egli accusato di istigazione alla falsa testimonianza. De Gennaro e l'attuale vicequestore vicario di Torino Mortola, condannati dalla Corte d'Appello anche al risarcimento delle parti civili, erano stati assolti in primo grado per insufficienza di prove.

Laconico il commento del pubblico ministero Enrico Zucca: "Perché non pensare che la sentenza di primo grado non era giusta? L'appello serve anche a questo". La difesa ha annunciato il ricorso, scontato, in Cassazione. Dal mondo politico e dell'associazionismo si è alzato un vespaio di dichiarazioni.

Vittorio Agnoletto, portavoce del Genova Social Forum ai tempi del G8, esulta: "Avevamo ragione. Finalmente giustizia è stata fatta. La condanna a De Gennaro è la dimostrazione di quanto sosteniamo dal 2001: i vertici della polizia erano perfettamente al corrente di quanto stava accadendo alla Diaz, del massacro di decine di persone inermi".

Agnoletto prosegue: "Se ci sono delle 'mele marce' queste sono da cercare innanzitutto in chi in questi anni è stato promosso ai vertici delle forze dell'ordine e dei servizi segreti. Ora - prosegue Agnoletto - tutti i condannati, a cominciare da De Gennaro, devono dimettersi dalla cariche che ricoprono. In qualunque Paese europeo sarebbero immediatamente rimossi". Ma, secondo Agnoletto, la condanna di De Gennaro non basta, perché adesso "deve essere fatta finalmente luce anche su chi furono i mandanti politici di quelle violenze, dei successivi depistaggi e di tutte le menzogne dette in seguito per infangare il movimento e il Social forum".

A chiedere le dimissioni di De Gennaro dal vertice del Dis sono anche l'europarlamentare dell'Italia dei Valori Luigi de Magistris, che ritiene che a questo incarico De Gennaro sia arrivato "in un modo discutibile e offensivo verso quanto accaduto a Genova nel 2001, quando è stato il referente di una catena di comando deviata e pericolosa che ha portato allo stravolgimento dello Stato di diritto". Paolo Cento di Sinistra ecologia e libertà chiede una riforma delle forze dell'ordine che parta dalla riconoscibilità degli operatori di ordine pubblico.

A dirsi "rammaricato" è il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, perché è convinto che l'ex capo della Polizia sia "un grande servitore dello Stato di cui essere orgogliosi". Si solleva anche il Popolo della libertà, che una serie di note di diversi parlamentari definisce la sentenza, tra le altre cose, "sconcertante", "incomprensibile", "dal sapore ideologico". La vicepresidente del gruppo alla Camera Jole Santelli attacca così la Corte d'Appello di Genova: "Ha deciso di essere l'angelo vendicatore degli ayatollah della procura".

La condanna di De Gennaro e di Mortola si aggiunge alla lunga serie di pene comminate in appello, in cui una corposo gruppo (69 persone) di membri e dirigenti delle forze dell'ordine, ma anche medici e militari, è stato condannato per le sevizie e gli abusi compiuti nella caserma di Bolzaneto e nella scuola Diaz nel luglio del 2001, nel corso dei giorni di svolgimento dl G8.

Lorenzo Guadagnucci del comitato "Verità e giustizia per Genova" ad "Aprileonline" definisce questo il tassello processuale di oggi "importante, perché dichiara che De Gennaro fu coinvolto, anche se da Roma, nelle operazioni che si svolsero alla Diaz e che il processo è stato manipolato in maniera pesante, come noi avevamo già detto in precedenza. Davanti al Paese e all'opinione pubblica il quadro adesso è chiaro".

Offline Frat

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« Risposta #3 il: 18 Giugno 2010, 12:45:22 »
Da notare come al buon Squalo non siano state anche imposte interdizioni dai pubblici uffici  [03]

Offline Sertorius

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« Risposta #4 il: 18 Giugno 2010, 13:25:55 »
A quanto risulta, la condanna di De Gennaro è per induzione alla falsa testimonianza e così anche per Mortola.
Le affermazioni degli esponenti dei comitati, in primis Agnoletto, sono come sempre inutili e sbagliate : nessuna conferma di operazione decisa "dall'alto"; di vertici della Polizia "compromessi", e così di seguito.
Vi è stata condanna di talune operatori per atti di violenza, accertati, suddivisi caso per caso.
Mi piacerebbe leggere le decine e decine di pagine della motivazione, per verificare - particolare che dai giornali non emerge - se all'atto dell'accesso della Polizia in quella che era la sede di comitati vari, vi sia stata, o meno, resistenza a p.u..
Questo spiegherebbe, ma non giustificherebbe, la successiva reazione dei reparti impegnati.
Come al solito, la verità riportata dai quotidiani è incompleta, faziosa, imprecisa, tecnicamente sbagliata, diretta ad enfatizzare un fatto (la condanna di De Gennaro), più che il capo di condanna (per induzione alla falsa testimonianza, che con i fatti ascritti al G 8 nulla c'entra).
Da evidenziare i dieci anni di giudizio per arrivare al secondo grado; la colpa di tale ritardo è sempre delle difese legali (perchè delle disfunzioni della Giustizia civile e penale, la più grave delle quali è l'intollerabile ritardo con cui giungono le sentenze, i magistrati accusano tutti, compresi gli operatori di P.G. [69], ma mai sè stessi ! [50]) ? 
Un'arte che ti insegna a vivere è più simile alla lotta che non alla danza, se si considera la necessità di trovarsi pronti a colpi subitanei e non prevedibili, saldi e sempre in piedi - Marco Aurelio, I ricordi, VII, 61

Offline Frat

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« Risposta #5 il: 18 Giugno 2010, 17:49:56 »
A quanto risulta, la condanna di De Gennaro è per induzione alla falsa testimonianza e così anche per Mortola.
Le affermazioni degli esponenti dei comitati, in primis Agnoletto, sono come sempre inutili e sbagliate : nessuna conferma di operazione decisa "dall'alto"; di vertici della Polizia "compromessi", e così di seguito.
Vi è stata condanna di talune operatori per atti di violenza, accertati, suddivisi caso per caso.
Mi piacerebbe leggere le decine e decine di pagine della motivazione, per verificare - particolare che dai giornali non emerge - se all'atto dell'accesso della Polizia in quella che era la sede di comitati vari, vi sia stata, o meno, resistenza a p.u..
Questo spiegherebbe, ma non giustificherebbe, la successiva reazione dei reparti impegnati.
Come al solito, la verità riportata dai quotidiani è incompleta, faziosa, imprecisa, tecnicamente sbagliata, diretta ad enfatizzare un fatto (la condanna di De Gennaro), più che il capo di condanna (per induzione alla falsa testimonianza, che con i fatti ascritti al G 8 nulla c'entra).
Da evidenziare i dieci anni di giudizio per arrivare al secondo grado; la colpa di tale ritardo è sempre delle difese legali (perchè delle disfunzioni della Giustizia civile e penale, la più grave delle quali è l'intollerabile ritardo con cui giungono le sentenze, i magistrati accusano tutti, compresi gli operatori di P.G. [69], ma mai sè stessi ! [50]) ? 


Vero, anzi di più.

Offline Ulysse

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« Risposta #6 il: 18 Giugno 2010, 18:12:34 »
A quanto risulta, la condanna di De Gennaro è per induzione alla falsa testimonianza e così anche per Mortola.
Le affermazioni degli esponenti dei comitati, in primis Agnoletto, sono come sempre inutili e sbagliate : nessuna conferma di operazione decisa "dall'alto"; di vertici della Polizia "compromessi", e così di seguito.
Vi è stata condanna di talune operatori per atti di violenza, accertati, suddivisi caso per caso.
Mi piacerebbe leggere le decine e decine di pagine della motivazione, per verificare - particolare che dai giornali non emerge - se all'atto dell'accesso della Polizia in quella che era la sede di comitati vari, vi sia stata, o meno, resistenza a p.u..
Questo spiegherebbe, ma non giustificherebbe, la successiva reazione dei reparti impegnati.
Come al solito, la verità riportata dai quotidiani è incompleta, faziosa, imprecisa, tecnicamente sbagliata, diretta ad enfatizzare un fatto (la condanna di De Gennaro), più che il capo di condanna (per induzione alla falsa testimonianza, che con i fatti ascritti al G 8 nulla c'entra).
Da evidenziare i dieci anni di giudizio per arrivare al secondo grado; la colpa di tale ritardo è sempre delle difese legali (perchè delle disfunzioni della Giustizia civile e penale, la più grave delle quali è l'intollerabile ritardo con cui giungono le sentenze, i magistrati accusano tutti, compresi gli operatori di P.G. [69], ma mai sè stessi ! [50]) ?  


Giusto sertorius

però io aggiungerei anche un altra cosa per chi vuole "giustizia a tutti i costi", tralasciando il fatto che ci sarà Cassazione e non è detto nulla di definitivo, tralasciando che durante questi dieci anni, se la matematica non mi inganna sono di più di uno e 4 mesi esatto? - quindi il Capo penso abbia già scontato la pena eventuale, quindi altro tempo perso. E tralasciando il fatto che è ormai consuetudine della Magistratura sparare nel mucchio, nella speranza di beccarne uno. Io dico ma vogliamo lasciare ancora in mano a questi soggetti il destino di un uomo? Vogliamo ancora che i magistrati decidano sulla libertà di un individuo scegliendo il da farsi tra le loro emozioni e le loro voglie? Oppure vogliamo una Giustizia con la G maiuscola?
Questi soggetti non solo decidono autonomamente su ogni processo od azione penale, dicendo che sono atti dovuti - con la scusa della democrazia e della giustizicciola, e poi quando si accorgono che la loro "investigazione" è fallimentare, scaricano le responsabilità sulla PG e magari non fanno pubblicare i loro errori, lasciando pieni di me*da colleghi che magari sono stai assolti o completamente scagionati. Continuiamo a dar credito a queste persone magari favorendo chi ha fatto parte del loro entourage ed oggi trova o cerca di trovare spazi in altri lidi usando le stesse parole che usava quando indossava una toga.

Ricordate il film di Alberto Sordi? "Tutti dentro", bene chi ha visto quel film ricorderà i "particolari" di come era "disegnato" dagli autori, nel film il magistrato interpretato dal grande Albertone. Bene le caratteristiche di quel personaggio gli autori non le avevano certo sottolineate a vuoto, anzi una precisa marcatura affidata all'attore è la chiave per capire il film che vi ricordo era del 1984, dieci anni prima di Tangentopoli!! Ora il regista era il grande Albertone, che fosse stato anche un veggente?
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I film e le fiction sulla Polizia e le Polizie estere non li vedete, causano danno cerebrali permanenti.

Offline Sertorius

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« Risposta #7 il: 18 Giugno 2010, 19:12:09 »
Caro Ulysse,  leggendo quanto hai scritto sfondi una porta aperta (almeno nel mio caso) e ti "quoto" integralmente.
Io voglio (anche se mi dovrei limitare al vorrei) una Giustizia con la G enorme, di cui andare fiero, amministrata da Magistrati con la M maiuscola, con una Dignità talmente grande da sapere riconoscere i propri errori (laddove commessi, beninteso) ed essere in grado di scusarsene, oltre che di pagarne le conseguenze, sia sotto il profilo disciplinare, sia patrimoniale (come tutti i "cittadini" termine usato oramai talmente tanto da essere divenuto sinonimo di "fessi").
Ciò non accade, mai, nè nel settore penale, nè in quello civile : la colpa è di tutti gli operatori, ma mai dei giudicanti.
Una riforma della Giustizia che sia effettiva, e non urlata ai convegni di Federalberghi da chi si definisce "vittima delle toghe rosse", deve essere, appunto, studiata da esperti, non improvvisata da sedicenti giuristi che cercano solo di escogitare trappole per chi deve lavorare nell'interesse, e ci risiamo, della Giustizia (guarda la recente ipotesi di legge sulle intercettazioni, il cui testo sembra scritto da uno di quelli italo-americani delle serie tv).
Posto che fa comodo sia ai giudici sia ai politici scaricare le accuse (quanto ai primi contro avvocati, cancellieri, Ministrero ed anche i  colleghi di PG; quanto ai secondi .... contro i primi), ma mai recitare atti di contrizione, tantomeno affidare ipotesi di studio a persone competenti, temo che più si va avanti, più la Giustizia perderà colpi .
Guarda il caso di Genova : indagini a senso unico; clima da Inquisizione contro la Polizia, con i PM che parevano i Cavalieri Templari a difesa di innocenti trucidati; campagna mediatica degna della strage del Vajont (e mi scuso con le vittime di quell'assurdo evento), per poi condannare un alto Dirigente ad un anno e rotti per induzione alla falsa testimonianza !!!
E i costi di questo show, a carico di chi si .... scaricano ???
Me lo ricordo il film che citavi, "ispirato" ad un noto magistrato romano dell'epoca; parrà strano ma, se ci fai caso, nella Prima Repubblica qualcuno aveva il coraggio di lanciare accuse che oggi nessuno si sogna neppure di immaginare.
E con questo sono andato totalmente OT; chiedo venia .....
   
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Offline Ulysse

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« Risposta #8 il: 18 Giugno 2010, 19:28:29 »
Non entro nel merito di chi reclama Giustizia oggi dall'assise di federalberghi, perché comunque è sempre una espressione del voto. Cosa ben diversa dal corpo dei Magistrati, ma ti rispondo con uno dei passaggi che più mi incuriosirono durante il mio tempo perso sui libri.

Latius est impunitum relinqui facinus nocentis quam innocentem damnari (Meglio lasciare impunito un colpevole che condannare un innocente)

Ora come ben sai la cronaca giudiziaria ci informa spesso come i giudici hanno disatteso questo principio di civiltà, mandando in galera (o con semplici secchiate di me*da) un innocente. L'errore giudiziario è ancora più grave del delitto, mi raccontavano all'Università, mentre è veramente rendere Giustizia - con G maiuscola - il dichiarare serenamente che la verità sta da qualche altra parte, anche se non si sà dove.
Ti aggiungo per sottolineare come la giustizia sia strana in questo paese, spesso ridicolizzandosi accompagnata da una certa stampa, come nel caso del Capo condannato, scritto a caratteri cubitali oggi, una frase di F. la Rochefoucauld
Nella maggior parte degli uomini,l'amore per la giustizia non è altro che timore di patire l'ingiustizia
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Offline Lupo Solitario

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« Risposta #9 il: 29 Luglio 2011, 19:24:53 »
:"Citazione di Agnoletto":................... ................: i vertici della polizia erano perfettamente al corrente di quanto stava accadendo alla Diaz, del massacro di decine di persone inermi".

................... ...............

Quello di Agnoletto fu intervento passionale quanto querllo che fece durante gli scontri alla Diaz.:Se ricordate bene  le immagini del Funzionario Tal  dei Tali...portatore di lenti...che disarmato ( lasciò la pistola agli operatori)...alzando le mani procedeva nel tentativo...per fortuna riuscito di riportare la calma.Durante quella ripresa ritennero di togliere l'audio per evitare gli sproloqui e le ingiurie di Agnoletto nei confronti di quel Funzionario.
Da quale pulpito giunge  la predica... [69] [64] [63] [72] [72] [72]
Fermezza e comprensione altrui non sempre sono inconiugabili...e non è solo filosofia....Conosc enza senza esperienza è mera filosofia;esperienza senza conoscenza è mera ignoranza;l'interazione di entrambi è  viva saggezza.

Offline fabio1968

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« Risposta #10 il: 07 Agosto 2011, 14:47:32 »
ognuno tira acqua al suo mulino pensando che sia la piu' limpida che ci sia, da una parte e dall'altra.

Offline triario

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« Risposta #11 il: 17 Ottobre 2011, 20:35:23 »
Non so, anzi sono costretto ad accettare le sentezze emesse. Certo non mi è molto chiaro quello che sia successo a Genova nei giorni del G8. Anzi nei giorni e nelle notti, in un carcere in cui non furono trasferiti i fermati e gli arrestati, nella scuola, in alcune caserme, e tutto ciò mi rattrista enormemente. Se quei dirigenti sono innocenti, giusto sia loro resa giustizia. Alla fine però sembra quasi che di loro iniziativa un (relativamente piccolo) numero di agenti abbia commesso degli abusi. Dove erano i loro superiori?
Perchè con troppo ritardo i fatti sono emersi e poi nascosti il più possibile sotto il tappeto? Questo non torna ad onore della quasi totalità di uomini e donne in divisa, qualsiasi divisa, che per stipendi inadeguati rischiano tutti i giorni la pelle per tutelarci.

Offline Cleanhead

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« Risposta #12 il: 17 Ottobre 2011, 20:45:03 »
..il fare di tutta un erba un fascio non ti fa onore. Io non c'ero, vesto la stessa uniforme,ma non per questo devo sentirmi colpevole e infatti non mi ci sento. Nessuno nega che a genova siano stati commessi errori e abusi, infatti ci sono processi tuttora in corso, ma processare tutti gli uomini in divisa è un assurdità. A distanza di anni, forse solo oggi capiamo meglio quello che è successo a genova e quanto abbiamo sbagliato, ma caricare solo i poliziotti di responsabilità è ingeneroso. Ma di fatto solo loro stanno pagando.
Ciao!
io sono un Assistente Capo e tu zietta NON sei proprio nessuno
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale !

Offline celeste

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« Risposta #13 il: 17 Ottobre 2011, 21:02:02 »
Triario, anch'io mi faccio spesso le tue stesse domande, soprattutto mi chiedo come mai nessuno li abbia fermati. Io( e sono certa anche tu) non faccio di tutta l'erba un fascio, ma penso che sia normale e legittimo porsi certi interrogativi per noi cittadini.  Probabilmente non avremo mai una risposta.