Non sono un particolare simpatizzante dei sindacati in genere....ma navigando sul web ho trovato questa cosa, ritengo molto indicativa, la riprova che siamo nelle mani a volte di talune entità che ad OGNI COSTO, quindi a discapito del benessere fisiologico di noi comuni mortali, cercano SOLO di razionalizzare le risorse in maniera a dir poco "selvaggia", Vorrei proporvi l'annoso problema della negazione del rimborso pasto non fruito in regime di missione ordinaria....contes
tazione gestita in questo caso dal sindacato COISP.....buona lettura.....e meditate
http://www.coisp.it/detail.asp?iNews=1167&iType=23Data pubblicazione : 08/06/2006 Categoria: ULTIMISSIME
Titolo: Rimborso pasto non fruito. Controrisposta
Descrizione:
Prot. 35023945/06 Roma, 8 giugno 2006
MINISTERO DELL'INTERNO
UFFICIO AMMINISTRAZIONE GENERALE
DIPARTIMENTO DELLA P.S.
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI
00184 ROMA
OGGETTO: Servizio Fuori Sede in regime di Missione Ordinaria.
Negazione del rimborso per pasto non fruito (art. 7 co. 6 D.P.R. 18.06.2002 nr. 164).
La presente fa riferimento alla nota di codesto Ufficio del 19 maggio u.s., recante protocollo 557/RS/01/20/14/3413 e pari oggetto della presente, pervenuta in risposta a precedente di questa O.S. del 23 ottobre 2005 recante protocollo 350195/06.
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Con la nota sopra citata questa O.S. evidenziava che l’Ufficio Territoriale del Governo di Venezia è solito negare ai poliziotti di quella provincia il diritto sancito dal comma 6 dell’art. 7 del DPR 164/2002, vale a dire il rimborso del 100 % del pasto non fruito per esigenze di servizio durante il servizio di missione, supportando tale diniego con l’affermazione che “…il beneficio non costituisce un diritto a sé stante, ma nasce dall’esigenza di assicurare al dipendente un indennizzo per una situazione operativa particolare che lo priva dell’opportunità di consumare il pasto”.
Rappresentavamo come l’aberrazione dell’Ufficio in questione andava sicuramente ricondotta in una inconcepibile interpretazione di una frase della circolare di codesto Dipartimento del 6.8.2002, recante prot. nr. 333-G/CONTR2002, nella quale codesta Amministrazione aveva specificato che in relazione al rimborso previsto dal summenzionato comma 6 dell’art. 7 “…l’Ente liquidatore si riserva di effettuare eventualmente un esame sulle ragioni addotte”.
E l’Ente liquidatore di Venezia, l’U.T.G.-Prefettura, aveva chiaramente inteso di avere il potere di decidere in maniera soggettiva piuttosto che oggettiva.
Ecco quindi che veniva assurdamente negato il rimborso ad un dipendente che era stato impossibilitato a consumare il pasto perché, nelle ore ad esso deputate, si trovava con un mezzo pesante dell’Amministrazione bloccato per ore in autostrada per un incidente, che veniva negato il rimborso al collega che non aveva potuto consumare il pasto perché, per servizio, si trovava presso una struttura dell’Aeronautica Militare distante chilometri dal centro abitato e senza la possibilità di potersi muovere, ma anche a quell’altro collega che non aveva potuto mangiare perché si trovava presso la sala partenze di un aeroporto internazionale ove, data l’ora serale, non vi era neanche un ristorante aperto!!!
Erano tutte situazioni, e sono solo esempi, che, se valutati in maniera oggettiva, avrebbero dovuto comportare il rimborso del pasto non fruito da quei colleghi. Ma per la Prefettura di Venezia non è così.
Rimborsare il pasto ai poliziotti??? Giammai!!!
Alla luce di quanto aveva esposto, questa O.S. aveva richiesto un immediato ed energico intervento da parte di codesto Dipartimento, volto a verificare il modus operandi dell’U.T.G. di Venezia in merito alla corresponsione di quanto previsto dall’art. 7 co. 6 del D.P.R. 164/02, a ricordare a quell’Ufficio i criteri secondo i quali deve essere erogato il rimborso, a ripristinarne le regole ed a censurare il succitato comportamento che non solo va contro il dettame di Legge, ma mortifica ed umilia il personale della Polizia di Stato in servizio presso la provincia di Venezia.
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In data 19 maggio u.s. questo Sindacato riceveva da codesto Ufficio una nota di risposta, nella quale si evidenziava che:
§ “al riguardo il Servizio TEP e Spese Varie ha rappresentato che non è possibile predisporre una casistica oggettiva di situazioni che possano giustificare la mancata fruizione dei pasti per motivi di servizio, poiché anche in presenza di medesime tipologie di servizio si potrebbero verificare circostanze che conducano a diverse valutazioni”.
§ “pertanto, non può che essere rimessa alla competenza dei dirigenti responsabili esaminare le modalità di svolgimento dei vari servizi fuori sede, al fine di applicare legittimamente le previsioni normative”
§ “peraltro, dalla documentazione presentata a rimborso dei servizi fuori sede dovrà risultare ogni notizia utile per consentire, nel rispetto di ogni competenza istituzionale, la corretta attribuzione di quanto dovuto”.
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- pagina nr. 2 -
Tale nota di risposta non soddisfa affatto il COISP.
Avevamo difatti lamentato una situazione che vedeva negata ai nostri colleghi una valutazione oggettiva e competente delle situazioni che li avevano costretti a non usufruire del pasto durante la missione, ed avevamo a riguardo rappresentato anche degli esempi. E codesto Dipartimento invece di preoccuparsi di rimediare a quella che è una chiara negazione dei diritti del personale, specificando quindi a quell’Ufficio Territoriale del Governo di Venezia che le circostanze addotte dai poliziotti a riscontro del mancato pasto debbono essere valutate con seria oggettività, ha preferito ribadire quello che da sempre è, cioè che alle valutazioni si deve arrivare esaminando le circostanze e lo svolgimento dei vari servizi.
Ribadendo inutilmente quello che a Venezia qualcuno proprio non vuole comprendere e che è stato proprio la causa della nostra richiesta di intervento!!!
È vero, come afferma codesto Dipartimento, che non è possibile predisporre una casistica oggettiva di situazioni che possano significare la mancata fruizione dei pasti per motivi di servizio. Ma codesto Ufficio, che con siffatta risposta non ha fatto altro che quasi avallare il comportamento assurdo dell’U.T.G. di Venezia, vuole almeno spiegarci in che modo avrebbe potuto mangiare quel collega che per motivi di servizio, ed a causa del servizio, si è ritrovato imbottigliato in autostrada per un incidente??? Doveva forse chiedere agli altri automobilisti, disgraziati come lui, se qualcuno aveva un fornellino da campeggio, una pentola e due etti di spaghetti??? E se magari dopo poteva anche rilasciargli una fattura?????
E quell’altro collega che era all’interno della struttura dell’Aeronautica per motivi di servizio e non aveva possibilità alcuna di muoversi per raggiungere il centro abitato più vicino che peraltro era distante chilometri??? Come doveva fare quest’altro????
Le risposte di codesto Ufficio, che sicuramente vengono suggerite da taluni competenti Uffici del Dipartimento, sono a volte veramente incredibili. Volete chiedere al Servizio TEP e Spese Varie di commuoverci ancora una volta fornendoci le risposte alle precedenti domande????
Ebbene, “non è possibile predisporre una casistica oggettiva di situazioni che possano giustificare la mancata fruizione dei pasti per motivi di servizio”???? E com’è allora che l’eccellentissimo Ufficio Territoriale del Governo di Venezia l’ha fatto???
Strabiliante, vero? Eh, ma quelli sono propri bravi, altro che TEP e Spese Varie, quelli della Prefettura di Venezia hanno sempre una risposta a tutto, soggettiva e personalissima ma ce l’hanno……… Loro non sono mica poliziotti del resto, loro sì che ci capiscono dei servizi di polizia!!!
La nota dell’Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Venezia del 20.4.2006, recante prot. 2005/292/242, è proprio una chicca perché, contrariamente a quanto afferma codesto Dipartimento (chissà chi avrà ragione poi), elenca una serie di casistiche che non conferiscono ai poliziotti il diritto al rimborso del pasto non fruito per motivi di servizio durante la missione…. Ed è solo un esempio chiaramente, che magari verrà aggiornato al bisogno pur di negare al personale della Polizia di Stato quello che è un preciso diritto!!!
Ma la massima aberrazione quell’Ufficio la raggiunge quando, sempre nella citata circolare, afferma che “il beneficio di che trattasi non è un diritto acquisito ma scaturisce da particolari situazioni operative tali da impedire l’effettiva consumazione del pasto”.
Il rimborso per i pasti non consumati per motivi di servizio non è un diritto acquisito????
Cosa vuol dire che non è un diritto acquisito ma scaturisce da particolari situazioni operative……..???
Il rimborso stabilito dal comma 6 dell’art. 7 del DPR 164/2002 è un diritto acquisito che scaturisce da particolari situazioni operative ….!!!!!
E c’è una gran bella differenza tra quanto afferma l’U.T.G. di Venezia, competente come pochi altri nel negare i diritti dei poliziotti, e quello che invece è la realtà!!!!
In attesa di cortese urgente riscontro su tutto quanto è stato evidenziato e lamentato con la presente e nella precedente nota, in attesa di poter conoscere anche se è corretto quanto affermato dal Servio TEP e Spese Varie in merito all’impossibilità di stilare una casistica di esempi, oppure se ha ragione la Prefettura – U.T.G.SC di Venezia che quelle casistiche invece le fa e pretende di applicarle a priori di qualsiasi circostanza collaterale, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.
Il Segretario Generale
Franco Maccari