Vivere la Polizia > Poliziotti
Axel-Speedy é volato via
vt75:
Amico mio ancora non ci credo, ci conosciamo dai tempi del Reparto Mobile e proprio l'altro giorno abbiamo parlato dei nostri progetti, del futuro e della nostra VOGLIA di andar via da Milano. Avevi deciso di andartene a Reggio Emilia anche per i motivi legati a questo tuo amatissimo Hobby; Giuro che ti sto scrivendo queste parole ancora incredulo per quello che ti è accaduto...
Speedy veglia su di noi...
laworder65:
Ti abbiamo conosciuto e stretto la mano a Perugia....... non riesco ad aggiungere altro.....
Buon riposo Alessandro..... dove ci rincontreremo un giorno........ sicuramente sara' meglio che di qua.
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Rino & Anna
harryb:
Non conoscevo Axel di persona ma ho avuto modo di apprezzarlo qui, sul Forum.
Mi spiace tantissimo. Non so cos'altro dire.
Un abbraccio alla famiglia e a tutti gli amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
Cieli blu Alessandro... [10]
postman78:
REGGIO EMILIA – L’esperienza, questa volta, non è bastata. Uno scontro accidentale nel vuoto, i due corpi che ruotano, precipitando in caduta libera. Poi, lo schianto al suolo. Alessandro Spedicato e Mariano Del Medico sono morti così. Da amici hanno affrontato quel loro ultimo volo. Da amici, sono andati via, per una fatalità, sulla quale ora è aperta un’inchiesta. Trentaquattrenne il primo, di un anno più grande il secondo. Uno, Spedicato, di Lecce, l’altro, Del Medico, della provincia di Torino. Un agente di polizia della squadra mobile, in forza a Milano e un militare del IV reggimento alpino paracadutisti di Verona. Due amanti dei lanci d’alta quota.
La tragedia è avvenuta nel tardo pomeriggio nella zona di Reggio Emilia, dove sorge un campo volo. L’aereo che trasportava i due uomini, insieme ad un’altra decina di persone, era decollato poco dopo le 18,30. Il lancio, nella zona di Villa Curta, fra le campagne reggiane. Gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica sono al momento ancora in corso. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia, vigili del fuoco, sanitari del 118.
Secondo le prime ricostruzioni (si vagliano anche alcune testimonianze da terra e forse potrebbero esservi dei filmati), Spedicato potrebbe essere finito addosso a Del Medico, pochi istanti dopo il lancio. A quanto pare, il paracadute di quest’ultimo era già aperto, quando il poliziotto leccese gli è finito addosso. Sta di fatto che i due, dopo il contatto, sono precipitati con violenza al suolo. E la morte è stata immediata.
Fonte: http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=30153
postman78:
Cosa rimane di noi ?
Abituati alla materialità della vita la risposta potrebbe essere tanto facile quanto difficile in proporzione, e forse in contrapposizione continua con ciò che pensiamo, con ciò che siamo e con quello che facciamo e materialmente abbiamo.
E’ già qualche ora che mi chiedo che cosa davvero rimane, cosa davvero siamo, cosa ci portiamo via, cosa lasciamo a chi rimane quando moriamo…già perché nella contemporaneità dei tempi che viviamo forse ci occupiamo troppo poco della morte e di ciò che veramente rappresenta.
Un aspetto, quello del fine vita, tanto naturale quanto democratico perché, agli occhi della morte, siamo davvero tutti uguali.
E del cosa rimane avrei voluto, che so, cominciare con una lista tipo quella della spesa, un lungo elenco da sistemare in ordine di importanza… ma non ci sono riuscito forse perché di fronte alla morte non è del peso della materia che davvero possiamo curarci.
Ho pensato, che so, ai soldi, alla fama, al lavoro, alla casa….ma nessuno di questi è riuscito a guadagnarsi un posto tra tutto ciò che davvero lasciamo.
Forse amare la vita, vivere, essere degni dell’appellativo “essere umano”, non può prevedere un qualche lascito materiale perché, aldilà della barricata, in quella dimensione non terrena a cui forse mi aggrappo per sopportare il peso di questa esistenza che fugge e spesso ti lascia andare senza preavviso, la materia non conta.
Quello che veramente conta viene chiamato generalmente amore, quel sentimento che sempre di più rimane sepolto, sconosciuto, escluso dalla quotidianità di molte persone, chissà forse anche dalla mia, semplicemente perché il materialismo dell’amore è un concetto inapplicabile ma che in questo mondo tende ogni giorno di più a farsi strada perché di materia siamo fatti, con la materia viviamo, della materia godiamo e senza di essa, probabilmente, saremmo troppo poco ma non è nella materia che possiamo e dobbiamo trovare la vera percezione di noi stessi e dell’esistere.
Non è di solo amore che si vive e non è certo di sola materia che possiamo crescere anche perché se così fosse non avremmo frotte di individui ricchi, ricchissimi ma eternamente infelici.
Cosa rimane quindi di noi ?
Di noi rimangono le parole, i gesti, gli sguardi, i sentimenti dati e ricevuti nel momento giusto, nel modo giusto, con il giusto calore; rimangono gli ideali, rimangono anche quei difetti che avremmo voluto migliorare di cui forse lasceremo ai nostri figli l’onere di migliorarli per nostro conto.
Le nostre idee, le umanità, i sentimenti proseguono il loro cammino con chi ci è stato affianco, con chi da noi è disceso, con chi trasporta nei gesti e nei fatti l’umanità e la bontà di una nostra carezza….così da non morire mai per davvero.
Oggi è morto un amico, un collega, un compagno di avventure, si chiamava Alessandro Spedicato, aveva solo 33 anni, pieno di ideali e con ancora tanta vita da spendere.
Quello che rimane di lui ciascuno lo deve portare impresso nel proprio cuore e nella propria anima perché non si muore mai davvero finchè qualcuno, anche inconsciamente, agirà in conseguenza di un nostro gesto, donato da quell’alito di vita di cui ciascuno è portatore e che mai potrà davvero morire.
Cieli Blu Speedy, quanto ci mancherai….
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