E' un medico e la prima udienza si doveva svolgere già a luglio, ma l'indagato era ricoverato in clinica ad Agnone. l'altro ieri quindi si è svolta la nuova udienza. Appuntamento ora il prossimo 21 dicembre...
È stato riconosciuto dai due testimoni oculari il conducente del potente Suv nero che alla fine dello scorso mese di marzo, lungo la statale 85 Venafrana, rimase vittima di un incidente mortale Giuseppe Iacovone, il 28enne consigliere comunale agente della Polstrada che si trovava alla guida della volante schiantatasi contro un tir proprio mentre stava inseguendo una Audi Q7 che non si era fermata all'alt durante un posto di blocco. Il confronto si è tenuto l'altro ieri mattina nel corso dell'incidente probatorio fissato dal gip Messa presso il Tribunale di Isernia. I due testimoni hanno entrambi confermato che quell'uomo identificato a fine maggio dagli uomini del Questore Salvatore Torre, si trovava quel pomeriggio a bordo del suv, per cui il giudice per le indagini preliminari ha fissato una nuova udienza per il prossimo 21 dicembre sempre presso Palazzo di Giustizia Pentro, dove il notissimo professionista che vive ad Isernia, dove ha un incarico pubblico, dovrà comparire per difendersi dall'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e morte derivante da tale reato. Il Pubblico ministero, la parte civile da una parte e gli avvocati difensori del professionista dall'altra, intanto, affilano le armi legali in vista dell'udienza di fine anno, con la difesa che punta a dimostrare che non ci fu inseguimento, perché troppo ravvicinato il momento dello scontro della Pantera della Polizia, rispetto a quando era partita, insomma troppo limitato lo spazio.
In aula c'erano anche la madre e la sorella del poliziotto che hanno incontrato per la prima volta, dopo la tragedia del 23 marzo scorso, l'uomo: "Si è messo a piangere - ha detto la madre dell'agente - dopo cinque mesi si è messo a piangere. Non mi ha guardato", mentre per l'avvocato della famiglia Iacovone Arturo Messere "abbiamo raccolto una prova decisiva per il giudizio dibattimentale perché c'è stato il riconoscimento da parte di due testimoni oculari dei fatti. Riconoscimento avvenuto secondo le norme del nostro Codice di rito". Per l'indagato, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ha parlato il suo avvocato, Marco Franco del Foro di Roma: "Il presupposto del reato ipotizzato secondo me non esiste. Siamo nella fase delle indagini preliminari e aspettiamo fiduciosi quello che noi riteniamo il vero, l'unico accertamento da fare. Mi riferisco alla perizia già disposta per il 21 dicembre. A Natale si farà giustizia". Il perito nominato è Achille Farraci, un ingegnere di Isernia. A lui il compito di stabilire se durante l'inseguimento sulla Statale 85, l'auto della polizia poteva essere vista dall'indagato attraverso tutti i dispositivi attivati, come il lampeggiante e le sirene.
http://www.caiazzorinasce.net/2012/09/capriati-al-volturno-morte-dellagente.html
Scommetto che riusciranno a dimostrare che la volante stava andando a forte velocità per altri motivi..... e che l'autista del suv non poteva vedere e sentire lampeggianti e sirena perchè impegnato a sorpassare i veicoli...