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Dirigente indagato, anche libri antisemiti

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G.P.G. 3:
Dirigente indagato, anche libri antisemiti

Busti e poster del duce sequestrati nella casa e negli uffici del responsabile dell’ufficio immigrazione della Questura

 di Claudio Ernè
 .«Come riconoscere e spiegare l’ebreo». «La difesa della razza». «Mein Kampf». «La questione ebraica».

Sono questi i titoli di alcuni libri antisemiti a cui si sono trovati di fronte gli investigatori della Guardia di Finanza e della polizia che stavano perquisendo l’abitazione di xxxxxxxxxx, il dirigente dell’Ufficio immigrazione, indagato per omicidio colposo e sequestro di persona. Nello stesso appartamento era affisso un poster del duce.

Poco prima nell’ufficio del dirigente della Polizia di Stato, gli stessi investigatori diretti dal pm Massimo De Bortoli avevano trovato nella scrivania del dirigente indagato sei colpi di pistola in più di quelli che xxxxxxxxx avrebbe potuto detenere; c’erano anche una vecchia sciabola, un fermacarte con impresso il fascio littorio e un piccolo cartello su cui, accanto all’indicazione “Ufficio epurazione”, era stampata la faccia di Benito Mussolini. Un gioco di parole: immigrazione - epurazione, anche se in quell’ufficio approdano storie terribili di uomini e donne costrette a rientrare in Paesi da cui erano fuggiti alla ricerca disperata di un futuro nell’Europa che a loro appariva scintillante.

Il poster del duce, la vecchia sciabola, il fermacarte con impresso il fascio littorio sono facilmente reperibili e acquistabili nei mercatini e su internet. Molti li collezionano per nostalgia ma anche per esorcizzarne l’antico potere. Icone del tempo che fu. Gli investigatori li hanno fotografati e posti sotto sequestro. Stessa sorte ha subìto un esiguo numero di libri di proprietà del vicequestore. Tra essi “Mein Kampf - La mia battaglia” di Adolf Hitler; la “Difesa della razza” di Julius Evola; “La questione ebraica” di Julius Streicker, l’editore-giornalista nazista di “Der Strumer”, condannato all’impiccagione al termine del processo di Norimberga per crimini contro l’Umanità. Tutti questi libri sono diffusi non solo in Italia e la loro pubblicazione ancora oggi suscita aspre polemiche. Li acquistano coloro che si riconoscono nelle liturgie del Terzo Reich. Ma c’è anche chi li compra nonostante la “maledizione” che li accompagna, per studiare dalle fonti originali un fenomeno che ha sconvolto l’intera Europa. Inoltre vietare la diffusione di un qualunque libro - per quanto l’autore diffonda idee criminali e di superiorità razziale - oggi non è più materialmente possibile, vista la presenza nelle “rete” di numerosissimi siti in cui questi testi sono disponibili.

«Non è reato detenere questi volumi» ha affermato ieri l’avvocato Paolo Pacileo, il difensore del dirigente di polizia. L’altra sera ha assistito nell’abitazione di xxxxxxxxxxx alle varie fasi della perquisizione e del sequestro. Ha cercato di far desistere gli uomini in divisa dal prelievo dei testi “razzisti”; poi ha indicato altri volumi, appartenenti alla Storia del movimento operaio, in dettaglio testi marxisti e lenisti. Ne ha chiesto il sequestro ma i finanzieri e i poliziotti hanno proseguito nella loro azione.
http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/05/11/news/dirigente-indagato-anche-libri-antisemiti-1.4494357

11 maggio 2012

Cleanhead:
Notizia piuttosto fuorviante ! Cosa c entrano i libri con il reato contestato ? Vabbe servono a corroborare la tesi poliziotto uguale fascista ! Credo che anche io ho alcuni testi anti semiti che devo fare ? Brucio tutto ?

pacotom:
Io ho ancora diversi libri su mafia, terrorismo e massoneria: dovendole combattere, per mestiere, cercavo di documentarmi e capirne qualcosa. Se me li trovano mi arrestano?

leone17:
dunque la notizia è nella seconda riga del primo capoverso, il resto è il nulla ........ il nulla assoluto,

io ho un ufficio una copia del "littoriale", peccato che si riferisce alla AS Roma Calcio campione nel ventennio, mi devo preoccupare? e una foto della Curva Sud, mi faranno il Daspo? farebbe tutto veramente ridere se non fosse che c'é una persona indagata per due reati gravi, ma si sa che quando questa persona è un Poliziotto,la corretta informazione va a farsi benedire.....

dago113:
Forse è meglio precisare questa storia, che in ambito locale a Trieste sta facendo molto rumore.

http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/05/10/news/ucraina-suicida-funzionario-indagato-1.4489216

Il pm Massimo De Bortoli si è presentato ieri mattina in Questura con una decina di finanzieri e due poliziotti della Procura. Hanno perquisito le stanze del settore immigrazione al terzo piano ma anche l’ufficio di **********, il funzionario responsabile per le pratiche relative agli stranieri che ha gestito la tragica vicenda di Alina Bonar Diachuk. Si tratta dell’ucraina di 32 anni morta suicida il mattino del 16 aprile in una stanza del commissariato di Opicina, dove era stata rinchiusa illegalmente in attesa dell’espulsione. **********è ora indagato per sequestro di persona e omicidio colposo: è rimasto negli uffici della finanza in Procura fino a tarda sera. «La perquisizione è un atto dovuto a seguito dell’iscrizione nel registro degli indagati del dottor ********** che è assolutamente sereno avendo rispettato nell’esercizio delle proprie funzioni quanto di dovere», ha dichiarato ieri sera il difensore, l’avvocato Paolo Pacileo.

Le ipotesi di reato per ********** riguardano a oggi il caso di Alina, ma nel corso del blitz in Questura sono stati sequestrati 49 fascicoli in originale relativi ad altrettanti cittadini extracomunitari anch’essi, in attesa dell’espulsione, detenuti secondo la Procura illegalmente al commissariato di Opicina. Le stesse stanze dove è morta la giovane donna. Gli investigatori infatti al loro ingresso in Questura avevano già una lista con i nomi dei 49 stranieri evidenziati dall’agosto del 2011 fino allo scorso aprile, nomi acquisiti grazie alla documentazione sequestrata nei giorni scorsi sia negli uffici del Giudice di pace che al commissariato di Opicina.

«Siamo a disposizione per fornire ogni elemento utile alle indagini relative al suicidio avvenuto all’interno di una struttura della polizia», ha dichiarato il questore Giuseppe Padulano. «Se abbiamo commesso degli errori», ha aggiunto «siamo di fronte a persone che hanno fatto il proprio dovere. Ho offerto alla Procura la massima collaborazione». Padulano ha sottolineato «la difficile situazione organizzativa» delle istituzioni «che si è cercato di fronteggiare». Nei weekend infatti non è in servizio un giudice che possa convalidare i decreti di espulsione. In quelle ore, secondo la Questura, gli stranieri non possono essere liberati. Ma per la Procura non possono essere nemmeno trattenuti. Un limbo, insomma, che si traduce però per gli stranieri in attesa di espulsione in una vera e propria detenzione.

Alina Bonar Diachiuk era stata scarcerata in forza di un provvedimento del giudice Laura Barresi il 14 aprile dopo una sentenza di patteggiamento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per la legge, risultava libera. Eppure era stata “prelevata” come fosse un’arrestata da una pattuglia della squadra volante che, su disposizione dell’ufficio immigrazione diretto da **********, l’aveva portata dal Coroneo direttamente al commissariato di Opicina. Lì era stata “reclusa” nella stanza di controllo - che in realtà è un’altra prigione - in attesa del provvedimento del questore e dell’udienza davanti al giudice di pace che peraltro non era stata né fissata né richiesta. Lì, su una panca, davanti all’obiettivo di una telecamera a circuito chiuso, si è impiccata legando una cordicella al termosifone.

La sua agonia - hanno accertato gli investigatori - è durata quaranta minuti. In tutto questo tempo l’agente che era in servizio di piantone al commissariato di Opicina, non è riuscito a dare “un’occhiata” al monitor posizionato a pochi centimetri da lui. Non si è accorto di quello che stava succedendo.

In merito ai libri in possesso del doc posso dire che ognuno ha i suoi gusti, anche se considero il "mein kampf" una delle più immani cagate mai scritte, un' "opera" che mi fa dubitare della sanità psico-fisica di chi lo ha scritto (sette-otto pagine dedicate alla sifilide... qualche dubbio su come era conciato Adolf mi viene) e dell'equilibrio di chi lo considera un "capolavoro".
Ripeto, ognuno ha i suoi gusti... confesso:  io a casa possiedo la collezione completa della Domenica del Corriere dal maggio 1915 al dicembre 1920 (sulla copertina di maggio 1915, Re Vittorio Emanuele III sembra più alto di un pivot degli LA Lakers  [09] [09] [09])  e la collezione 1938- 1942 del Cronache della Guerra. Se a perquisirmi casa fosse un certo utente che allignava qui fino a qualche tempo fa e che aveva l'abitudine di andare a ripescare messaggi vecchi come il cucco per interpretarli come cavolo gli pareva, mi darebbe certo del monarchico militarista.

In merito alla vicenda dell'indagine sul suicidio di questa povera donna invece sono molto perplesso e non prendo posizioni innocentiste a prescindere. Solo, a mio modesto parere, credo che sul banco degli imputati oltre ai nostri ci dovrebbe essere anche qualche PM o almeno qualche giudice di pace. Trovo infatti impossibile  che in Procura nessuno sapesse.

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