FOTO La sua scheda alla scuola di polizia
12 maggio, 18:26
Scheda di Luigi Calabresi al corso di formazione per commissari alla Scuola superiore di Polizia, Roma 1966.
di Anna Lisa Antonucci
Sono raccolti in una cartellina rosa antico, sgualcita e un po' consunta, i pochi fogli che, con termini per lo più burocratici, documentano il passaggio di Luigi Calabresi alla Scuola superiore di polizia di Roma dove, nel 1966 nell'istituto allora all'Eur, frequentò il corso per diventare commissario. Un fascicolo scarno ma che tra aride ricevute dello stipendio, che per un vice commissario in prova come lui ammontava a 114.515 lire, certificati sanitari e documenti ufficiali, racconta anche qualche momento di vita di un Calabresi appena ventinovenne. Si era laureato in giurisprudenza nel 1964, con una tesi sulla mafia siciliana, e nel 1965 aveva vinto il concorso per vice commissario di pubblica sicurezza.
"Alto 1,88, viso molto aperto, sensibile, intelligente, corporatura snella, distinto, molto curato nella persona e nell'abito - lo descrive la scheda di ammissione al 46° corso di formazione - disinvolto, padrone di sé, sa accattivarsi simpatia e fiducia, si esprime in maniera scorrevole, piacevole e precisa". "L'impressione - è riportato alla fine della scheda - è veramente ottima". Un giovane studioso, volenteroso e attento ma che, qualche volta, arriva tardi al corso e allora giustifica con fantasia i pochi minuti di assenza: una volta per un guasto tecnico alla sua auto, un'altra volta per l'interruzione di servizio della metropolitana. In altre due occasioni chiede alla direzione della Scuola di potersi assentare. Il corso è rigido, richiede dedizione e disciplina e per ottenere una giornata di libertà Calabresi avanza e racconta motivi familiari. Il 16 maggio, un lunedì, spiega nel foglio scritto a mano, "essendo l'unico figlio maschio e gestendo mio padre un esercizio pubblico, mi trovo nella necessità di dover accompagnare in automobile mia madre nel suo paese natale(Ferentino) dovendo essa curare interessi familiari. La mia presenza - aggiunge - si rende indispensabile". Di nuovo, il 15 dicembre chiede "di essere esonerato dalle lezioni dovendo fare da testimone al matrimonio di un cugino a San Martino al Cimino(Viterbo)".
Tra i suoi compagni di corso c'é Emilio Del Mese, che diventerà poi prefetto di Roma e più tardi direttore dei Servizi segreti. "Aveva fin d'allora - dice di lui Del Mese - un forte senso dello Stato e un'unico grande amore, la Polizia". A luglio il corso si conclude e alla scheda personale di Luigi Calabresi, a cui è allegata una foto tessera che lo ritrae serio e incravattato, viene allegato il giudizio finale "il predetto funzionario, dotato di adeguata cultura generale si è prodigato per affinare la propria preparazione al fine di conseguire una valida qualificazione professionale ed ha riportato agli esami la media di 8.292". "Per intelligenza, spigliatezza, senso di responsabilità e attitudine fisica- si aggiunge nel giudizio - il dott. Calabresi può considerarsi idoneo all'immissione in carriera". Oggi la Scuola superiore, considerata la 'Bocconi' della sicurezza, che occupa lo storico istituto nel quartiere Flaminio a pochi passi dal Tevere, continua a formare giovani commissari, in media 200 l'anno. Lo stipendio per i due anni di corso è diventato 1.900 euro. Qui il ricordo di Calabresi è sempre vivo. A lui è dedicata la biblioteca frequentata dagli 850 allievi del master in scienza della sicurezza. Una targa a suo nome spicca tra quelle delle vittime del terrorismo nel sacrario realizzato da Maurizio Ceroli in ricordo di tutti i poliziotti caduti in servizio
http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2012/05/12/FOTO-sua-scheda-scuola-polizia_6860096.html
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