AutoreTopic: Dirigente indagato, anche libri antisemiti  (Letto 1511 volte)


Offline cobra 11

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« Risposta #25 il: 14 Maggio 2012, 09:05:34 »
fate sparire il  MEIN KAMPF, ed I PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION... hai visto mai.... [13] [13]
meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

Offline Sertorius

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« Risposta #26 il: 14 Maggio 2012, 09:52:03 »
Più che i PM ed assieme a loro anche i media andrebbero esposti alla gogna, visto che quando decidono di "distruggere" una persona (spesso per secondi fini) non si fanno scrupoli di adoperare i peggiori metodi stalinisti.
Quello dei busti del Duce, del Mein Kampf ecc. ecc. non è neanche il peggiore (il posto lo occupa quello dei video porno), ma è il più pesante, specie per un dirigente di PS; esiste anche il sistema di pubblicare le intercettazioni a goccia, magari con gli scambi di opinioni sulle donne, sui politici, sui personaggi dello spettacolo.
In qualsiasi modo si voglia distruggere una persona, lo si può fare; questo è il messaggio che certe indagini vogliono trasmettere, PM presente di persona alla perquisizione.
Il fatto è che le regole sono saltate, nessuno controlla chi ci controlla (avete mai visto un Ministro di Giustizia dire che i magistrati dovrebbero rispettare le regole ?), le inchieste nascono (e si spengono) come fuochi di paglia e nel frattempo la carriera di qualcuno va a farsi benedire, con l'accusa di nostalgico fascista e "antisemita".

 [07] [11] [56]
Un'arte che ti insegna a vivere è più simile alla lotta che non alla danza, se si considera la necessità di trovarsi pronti a colpi subitanei e non prevedibili, saldi e sempre in piedi - Marco Aurelio, I ricordi, VII, 61

Offline G.P.G. 3

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« Risposta #27 il: 14 Maggio 2012, 10:43:23 »
....dietro ad una poltrona c'è sempre un nemico....    [03]
" Non esistono altezze troppo grandi,ma solo ali troppo corte. "

Offline dago113

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« Risposta #28 il: 14 Maggio 2012, 10:52:02 »
fate sparire il  MEIN KAMPF, ed I PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION... hai visto mai.... [13] [13]

Per quello che valgono come "opere".... un libretto scritto da un tizio con la sifilide all'ultimo stadio e il "manuale delle giovani marmotte" degli antisemiti... se uno li butta avrebbe più spazio in libreria per cose più serie, come le raccolte delle prime vignette Disney degli anni '30 oppure almeno dieci numeri di Tex...
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Offline harryb

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« Risposta #29 il: 14 Maggio 2012, 11:22:58 »
..............se uno li butta avrebbe più spazio in libreria per cose più serie, come le raccolte delle prime vignette Disney degli anni '30 oppure almeno dieci numeri di Tex...

Cavolo! Hai detto niente! Se i dieci numeri di Tex sono i PRIMI dieci numeri, magari in edizione originale... Altro che bruscolini!
Basta OT, giuro! [53]

Offline dago113

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« Risposta #30 il: 14 Maggio 2012, 11:27:24 »
Cavolo! Hai detto niente! Se i dieci numeri di Tex sono i PRIMI dieci numeri, magari in edizione originale... Altro che bruscolini!

Guarda, per le striscette del primo Tex del 1948  sarei pronto a venderti al mercato degli schiavi!  [51] [51] [51]

OK, chiudo l'OT!  [65]
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Offline bope

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« Risposta #31 il: 15 Maggio 2012, 18:54:02 »
Inchiesta sul capo dell'ufficio immigrazione del capoluogo giuliano, accusato di omicidio colposo e sequestro di persona. La giovane, infatti, non doveva essere trattenuta in cella di sicurezza, ma accompagnata al Cie. Nell'ufficio del funzionario trovato anche il cartello "Ufficio epurazione" e una foto di Mussolini
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/trieste-lufficio-immigrazione-rinominato-epurazione-dagli-agenti/230329/


Il capo dell’ufficio immigrazione di Trieste C B è indagato per omicidio colposo e sequestro di persona per la morte di una donna di 32 anni avvenuta in una camera di sicurezza della polizia. Alina Bonar Diachuk era ucraina e aveva 32 anni: un mese fa era stata trovata con un cappio al collo al termosifone di una cella del commissariato di Villa Opicina, una frazione del capoluogo giuliano, dove era custodita da due giorni. Un episodio sul quale è stata aperta un’inchiesta della Procura che non solo si potrebbe estendere anche ad altri agenti della questura, ma anche ad altri aspetti: tra questi anche il cartello “Ufficio epurazione” attaccato all’interno dell’ufficio immigrazione e una foto di Benito Mussolini affissa nelle stesse stanze. Una storia raccontata dal Piccolo di Trieste e ripresa anche dal Manifesto.

La morte. Secondo i primi rilievi dei magistrati la Diachuk in realtà non doveva essere trattenuta in custodia dalla polizia. Era stata infatti accusata di favoreggiamento all’immigrazione e aveva patteggiato, così era tornata in libertà il 14 aprile: avrebbe dovuto essere trasferita nel Centro di identificazione ed espulsione di Bologna. Al contrario dopo la lettura della sentenza era stata sì prelevata da una pattuglia della polizia, ma trovata morta dopo due giorni nella camera di sicurezza. Sulla cella vigilava una telecamera di sicurezza ma per i 40 minuti di agonia della donna nessuno ha notato cosa stava accadendo (inoltre la ragazza aveva già tentato di togliersi la vita in carcere). Una serie di anomalie che ha spinto la magistratura ad aprire un’indagine.

Per capire qualcosa di più la Procura ha disposto la perquisizione degli uffici del commissariato e gli agenti si sono imbattuti nel cartello “Ufficio epurazione” e nella foto di Benito Mussolini. Ma non solo: nell’abitazione di ******* sono stati trovati alcuni libri dal contenuto antisemita: “Come riconoscere e spiegare l’ebreo”, “La difesa della razza” di Julius Evola, “Mein Kampf” di Adolf Hitler, “La questione ebraica”. In Procura, al momento non intendono dare grande rilievo all’altro aspetto emerso durante le indagini, e cioè all’acquisizione di materiale di natura antisemita e di cartucce trovate in casa di ***** durante una perquisizione. Materiale, quello documentale, giustificato da un sindacato di Polizia dal fatto che ***** abbia lavorato anche alla Digos. “I rapporti con la Questura di Trieste – afferma Dalla Costa – sono sempre ottimi e collaborativi, tanto che il questore mi ha assegnato suo personale proprio per sviluppare questa indagine. Non c’è alcun ostruzionismo da parte della Questura”, ribadisce il capo della Procura.

Le indagini condotte dal pm Massimo De Bortoli devono verificare se in effetti la Diachuk fosse trattenuta in commissariato senza alcun titolo, se fosse chiusa a chiave dentro una stanza e se si sia trattato di un caso isolato, o, come ha confermato il procuratore capo Michele Dalla Costa, ci siano stati altri casi di stranieri trattenuti a Opicina senza alcun titolo. “Stiamo valutando decine di posizioni, a partire dal secondo semestre del 2011, per verificare se quello dell’ucraina sia stato un caso isolato o meno” conferma Dalla Costa.

Gruppi politici e realtà di movimento hanno indetto per oggi un presidio per protestare. Ci saranno, tra gli altri, Occupy Trieste, Sel e Rifondazione comunista.
« Ultima modifica: 18 Maggio 2012, 15:07:36 da dago113 »
MISSÃO DADA É MISSÃO CUMPRIDA

Offline dago113

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« Risposta #32 il: 18 Maggio 2012, 15:04:19 »
come ha confermato il procuratore capo Michele Dalla Costa, ci siano stati altri casi di stranieri trattenuti a Opicina senza alcun titolo. “Stiamo valutando decine di posizioni, a partire dal secondo semestre del 2011, per verificare se quello dell’ucraina sia stato un caso isolato o meno” conferma Dalla Costa.

Ovviamente tra le posizioni valutate ci sono anche quelle dei giudici di pace soprattutto le loro considerando che, pur avendo sottomano gli atti, non hanno mai segnalato il malvagio comportamento dei feroci sbirri come sarebbe stato loro dovere, se il "trattenimento" era davvero senza alcun titolo.
Ah, no scusate! è chiaro che erano intimiditi dagli sbirri cattivi!
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Offline marco14628

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« Risposta #33 il: 18 Maggio 2012, 22:26:31 »
Mi avvicino alle norme sull'immigrazione completamente da profano, e mi chiedo ..... pur nella complessità delle leggi queste attività non dovrebbero già essere procedure ormai standardizzate e fatte anche in assoluto accordo con la locale procura? Mi riferisco in particolare al termine "assoluto", poichè a prescindere da quel che che dice la norma è il superiore giudice che interpreta e quindi potrebbe creare probabili rogne.
Com'è possibile che si sia arrivato a questo? Non si parlavano? Non si scambiavano info e disposizione anche informali sull'indirizzo da intraprendere? E dire che trieste è tutto sommato una piccola realtà dove tutti dovrebbero conoscersi e frequentarsi, un caffè, una cosa tira l'altra e si fanno un po' di public reletinship.

Offline leone17

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« Risposta #34 il: 18 Maggio 2012, 22:47:24 »
la Procura con le espulsioni non ci entra, si fanno accordi eventualmente procedurali tra Questure e Ufficio del Giudice di Pace