Forse è fatta e se è così, complimenti ai colleghi!
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/brindisi-sospettato-attentato-vendetta-privata_9c947eae-afeb-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
Dal Corriere della Sera
ATTENTATO DI BRINDISI
Attentato di Brindisi: la procura conferma Fermato il presunto colpevole
Si chiama G V, ha 68 anni
Avrebbe confessato di essersi costruito da solo la bomba
MILANO - La svolta è arrivata poco dopo le 22. La conferma poco dopo l'1.30 della notte: avrebbe finalmente un volto e un nome il responsabile dell'attentato alla scuola «Morvillo» di Brindisi in cui è morta la 16enne Melissa Bassi ed altre cinque studentesse sono rimaste ferite. Il procuratore di Lecce Cataldo Motta ha confermato ai giornalisti le voci che si inseguivano da tempo: è stato fermato G V, un benzinaio di 68 anni di Copertino in provincia di Lecce. A quante pare il benzinaio avrebbe anche confessato, dicendo: «Sì, quella bomba l'ho fatta io da solo. L'ho pensata e l'ho costruita». Sembra anche che l'uomo abbia alternato momenti di lucidità a stati confusionali.
L'AUTO - La sua auto, una Fiat Punto, sarebbe stata ripresa dalle telecamere nei pressi della scuola Morvillo poco prima dell'esplosione. Una circostanza alla quale gli inquirenti attribuiscono grande importanza. Ma le telecamere della zona avrebbero ripreso anche un'altra automobile di un familiare del sospettato. L'uomo è accusato di strage aggravata alla finalità di terrorismo.
Attentato di Brindisi, il sospettato
IL MOVENTE - L'uomo avrebbe fatto tutto da solo e il movente sarebbe una vendetta privata. Si parla di rancori non nei confronti degli studenti o di loro familiari ma contro il preside della scuola «Morvillo» Angelo Rampino. Non ci sarebbe dunque alcun coinvolgimento della criminalità organizzata nè di terroristi. Ma il sua il preside della scuola, parlando a Corriere.it, afferma: «Non ho nemici e di sicuro non ho come nemico nessun titolare di pompe della benzina». Ma ci potrebbe essere anche un'altra ipotesi di movente secondo la quale l'uomo ce l'aveva con la giustizia per un torto subito in occasione di un processo. Avrebbe dunque deciso di colpire la scuola «Morvillo» perché intitolata alla coppia di magistrati. Al momento si tratta solo di ipotesi perché in procura il riserbo è massimo.
:CAUTELA DELLA POLIZIA - Per tutta la giornata, nonostante le indiscrezioni, la procura di Lecce, che coordina le indagini, ha mostrato estrema cautela per evitare di ripetere gli stessi errori fatti nei giorni successivi alla strage quando venne fermato un cinquantenne subito additato come l'assassino e che per questo rischiò il linciaggio, tranne poi risultare totalmente estraneo all'attentato. Per questo pomeriggio il procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce Cataldo Motta ha cercato di raffreddare gli animi. «Non c'è alcuna novità - ha affermato - novità non ci sono e se ci saranno vi informeremo al momento opportuno». Poi nella notte il capo della polizia, Antonio Manganelli ha voluto fare i complimenti al procuratore Cataldo Motta «e a tutti i magistrati che si sono impegnati in questa indagine con passione e competenza e a dispetto di tutte le teorie emerse in questi giorni».
CONTROLLI SUL TERRITORIO - La polizia ha invece diffuso i risultati di un'intesa attività di controllo sul territorio. Dopo l'esplosione all'Istituto «Morvillo» la Questura di Brindisi ha avviato «servizi di controllo del territorio eccezionali» con 1.400persone controllate e 32 perquisizioni domiciliari. «L'attività - si legge in una nota- è stata svolta da decine di volanti supportate da altrettanti equipaggi del Reparto prevenzione crimine Puglia». Oltre cento uomini che giornalmente presidiano la provincia di Brindisi. «Gli agenti presenziano all'ingresso e all'uscita degli studenti, monitorano persone e veicoli, osservano, attuano simultaneamente perquisizioni e posti di blocco». Un servizio che ha consentito di denunciare 28 persone per reati contro il patrimonio e un arresto.
Alfio Sciacca
Visti i precedenti del mancato linciaggio ho preso la decisione di lasciare solo le iniziali del nome del presunto assassino, disponibili comunque nell'edizione online.