G8, identificate
le voci della vergognaIsabella Villa
Sono una poliziotta in servizio alla questura di Genova e un agente toscano gli autori delle telefonate choc la notte dell’irruzione nella scuola Diaz. L’ha scoperto l’indagine interna dell’amministrazione scattata per decisione del capo della polizia Antonio Manganelli. Dopo la pubblicazione sui giornali di alcuni stralci, Manganelli aveva spiegato al Secolo XIX: «Ho avvertito la necessità di una verifica urgente e accurata su quelle telefonate».
I dialoghi tra la sala operativa e gli agenti in servizio sulle strade quella notte, il 21 luglio 2001, erano contrassegnati da un cinismo che (pure in un momento di grande concitazione) è apparso inaccettabile. «Speriamo che muoiano tutte, quelle zecche», dice l’agente. «Tanto è già uno a zero per noi», la risposta. Con un chiaro riferimento alla morte di Carlo Giuliani in piazza Alimonda.
L’indagine amministrativa è subito partita. I protagonisti di quella conversazione sono stati individuati e ora la questione è nelle mani del questore di Genova, Salvatore Presenti, che deve avviare l’azione disciplinare. L’agente donna è in servizio a Genova ed è in questo momento in congedo per motivi personali. Il poliziotto toscano faceva parte degli “aggregati” alla questura; di fatto, i rinforzi inviati da altre regioni in vista del summit dei Grandi. Anche il suo comportamento sarà comunque vagliato dalla questura genovese, per la quale in quei giorni prestava servizio.
Il questore Presenti si è già incontrato con i vertici della procura della Repubblica. La sua intenzione è di farsi consegnare, in via ufficiale, le registrazioni di quelle conversazioni, nella forma acquisita dai magistrati che stanno indagando sul blitz nella scuola Diaz.
Il procuratore della Repubblica Francesco Lalla, a quel che risulta al Secolo XIX, preferirebbe attendere la conclusione del processo perché tutti i passaggi tecnici siano completati e inappuntabili. E di questa sua perplessità il questore Presenti si è fatto interprete con una lettera inviata al capo della polizia. L’azione disciplinare, comunque, non si ferma e mira all’acquisizione di altri elementi che finiranno nel fascicolo dell’inchiesta interna.
Perché il contatto con la magistratura, che pur non sarebbe stato indispensabile? Presenti ha seguito le indicazioni di Manganelli, che vuole ricreare un’atmosfera di reciproca fiducia e collaborazione dopo le asperità che si sono verificate in questi anni di inchieste sui fatti del G8.
C’è chi ha letto in questa chiave anche l’avvicendamento del capo della squadra mobile di Genova Claudio Sanfilippo, protagonista di una violentissima polemica con il pm Enrico Zucca per le indagini sugli omicidi di Luca Delfino, già sospettato di aver ucciso una delle sue partner (Luciana Biggi) che ha poi assassinato un’altra ragazza, Maria Antonietta Multari. Dopo la morte di quest’ultima, Sanfilippo aveva spiegato che il pm aveva tra le mani tutti gli elementi per procedere al fermo di Delfino, sia per gli elementi raccolti sul caso Biggi, sia per gli atteggiamenti tenuti con la Multari. Zucca aveva ribattuto spiegando che gli elementi raccolti dalla squadra mobile sul delitto Biggi non erano sufficienti per chiedere e ottenere dal gip un provvedimento cautelare. La disputa ha raggiunto i livelli di guardia. Gli accertamenti voluti dal ministro della giustizia Clemente Mastella hanno dimostrato la correttezza dell’operato di Enrico Zucca. Che è anche uno dei protagonisti delle indagini sulle violenze della polizia al G8 del 2001.
Le parole di Manganelli, subito dopo il suo insediamento, erano state chiare: «Ho invitato personalmente i responsabili degli uffici della polizia di Stato a garantire la più ampia collaborazione con la magistratura». E oggi riconferma al Secolo XIX: «Avevo avvertito, appena lette quelle intercettazioni, l’esigenza di un accertamento. E così è stato».
Non è mistero che Manganelli, sulle vicende del G8, abbia sempre mantenuto un atteggiamento equilibrato: «Io non sono innocentista a oltranza - ha spiegato ai suoi collaboratori - qui è successo qualcosa di grave e dobbiamo esser noi stessi a capire che cosa».
Sulla disgraziata irruzione nella scuola Diaz non ha mai avuto grossi ripensamenti. Fu un’azione sbagliata, nei tempi e nei modi. Sentito a Roma, come testimone, dai pm genovesi il 16 dicembre 2002 , Manganelli raccontò le sue conversazioni con il suo predecessore Gianni De Gennaro quella sera. De Gennaro appariva soddisfatto dei risultati del blitz e degli arresti. «Io credo - racconta Manganelli ai pm - che tu abbia visto un altro G8, gli dissi... Noi ne usciamo male e insomma, a me non sembrano pregresse, quelle ferite». Commentava le prime dichiarazioni dei funzionari, secondo i quali gli arrestati erano rimasti coinvolti negli scontri della giornata, sulle strade. Versione perlatro ribadita nella contestata conferenza stampa in questura del giorno successivo.
E ancora: «Mi è sembrato che alla perquisizione Diaz ci fossero un po’ troppi generali senza contestuale distribuzione di compiti e di livelli di responsabilità... debbo dire che la cosa che mi ha colpito di più in assoluto, che non riesco a digerire, è la provenienza illegale delle molotov (le due bottiglie incendiarie sequestrate altrove e introdotte nella scuola per giustificare gli arresti, ndr). Io ne ho viste tante, mi spiace dirlo al registratore, ma ne ho anche fatte tante... ma la bustina in tasca allo spacciatore... insomma, l’avevo vista nei film, ma non credevo potesse succedere».
L’inchiesta disciplinare prosegue. Anche perché ci sono gli autori di altre conversazioni da scoprire e in questo caso è più complesso, perché si tratta di conversazioni via radio. L’importante, per il capo della polizia, è proseguire. E, come ha ribadito anche nella tragedia di Arezzo (il tifoso ucciso dal colpo esploso da un agente della stradale), «la polizia deve saper assumere su di sé le responsabilità dei suoi errori, anche di quelli più gravi. Non vuole nascondere nulla, perché è l’unico modo di conservare la fiducia dei cittadini»
SECOLO XIX WEB
VERGOGNA DI COSA?????DI AVER DETTO UNA FRASE?????