E questa e' del 2006
Intervista di Placanica al quotidiano Calabria Ora
«Sparai in aria e non contro Giuliani»
L' ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo
Giuliani, avvenuta il 20 luglio del 2001 durante il G8 a Genova.
CATANZARO - «Continuavano con il lancio di oggetti, io ho gridato che
avrei sparato. Poi ho sparato in aria. Due colpi, tutti e due in aria». È
quanto racconta in una lunga intervista (due pagine) al quotidiano
Calabria Ora, Mario Placanica, l' ex carabiniere accusato e poi prosciolto
per la morte di Carlo Giuliani, avvenuta il 20 luglio del 2001 durante il
G8 a Genova.
Placanica ricostruisce il suo arrivo a Genova ed il rapporto con i suoi
superiori che «gridavano sempre. Ci dicevano di stare attenti, ci
raccontavano che ci avrebbero tirato le sacche di sangue infetto. Ci
dicevano di attacchi terroristici. La sensazione era come se dovessimo
andare in guerra». Sui fatti di Piazza Alimonda, l'ex carabiniere
aggiunge: «ci hanno lasciato soli, ci hanno abbandonato. Potevano
intervenire perchè c'erano i carabinieri e anche gli agenti della polizia.
Potevano fare una carica per disperdere i manifestanti e invece non hanno
fatto niente. Quel momento è durato una vita».
Al rientro di Placanica in caserma, i colleghi «mi chiamavano - racconta -
il killer. Hanno fatto una festa, mi hanno regalato un basco del Tuscania,
'benvenuto tra gli assassinì, mi hanno detto. Si, erano contenti. Dicevamo
Morte sua vita mia, cantavano canzoni. Hanno fatto una canzone anche su
Carlo Giuliani. Io ero assente, non volevo stare con nessuno, mi sentivo
troppo male». L'ex carabiniere illustra anche la vicenda relativa al
congedo dall'Arma e dice di essere «un capro espiatorio usato per coprire
qualcuno. Le porte sono chiuse per Placanica. Però se vengo congedato per
problemi psichici chi mi crede».
A distanza di cinque anni dalla morte di Carlo Giuliani, Placanica ritiene
di essersi trovato in «un ingranaggio più di me. Ero nel posto sbagliato,
non si potevano mandare ragazzi inesperti e armati in quella situazione.
Secondo me sul G8 non è stata detta tutta la verità. Ci sono troppe cose
che non sono chiare, come ad esempio: perchè alcuni militari hanno
'lavoratò sul corpo di Giuliani? Perchè gli hanno fracassato la testa con
una pietra? Ritengo che cremare il corpo di Giuliani sia stato un errore,
forse si sarebbe potuto scoprire di più. Sono alla ricerca della verità.
Come fanno a dire che l'ho sparato in faccia. Non è vero. È impossibile.
Non potevo colpire Giuliani. Ho sparato sopra la ruota di scorta del
Defender». Oggi sul 'Quotidiano della Calabrià si riferisce, inoltre, che
questa «nuova verità» di Placanica sarebbe circolata ieri «negli ambienti
del Viminale» e si parla di un «colloquio confidenziale» dello stesso
Placanica.
29 novembre 2006