vergogna, ministro !


vergogna, ministro !

Proprio non ci siamo. Le immagini le hanno viste tutti, e non ci sarebbe stato niente da aggiungere ma solo da procedere come la legge prevede nei confronti dei calciatori del Galatasaray che si sono resi responsabili di una aggressione ai poliziotti allo stadio Olimpico al termine della gara.
Ma questi “gentili signori”, che di signorilità ne hanno veramente poca, anzi, niente, hanno pensato bene di sottrarsi alle loro responsabilità scaricando tutto sui poliziotti, e addirittura il ministro degli esteri turco li ha accusati pesantemente, guarda un pò, di “azioni squadriste da fascisti”.
Ci sembra veramente paradossale che certe accuse provengano da rappresentanti di un Paese che fino a poco tempo fa non si è certo distinto per democrazia, per cui quand’anche volessero rivolgere accuse di tale gravità non avrebbero bisogno di cercare esempi tanto lontani nel tempo e nella distanza.
Evidentemente, anche il ministro degli esteri turco ha creduto di potersi nascondere dietro un dito prendendo in prestito un motivetto scontato e prevedibile che preso in prestito da talune mode italiane.
Nemmeno il pudore del silenzio, nonostante le immagini abbiano ampiamente dimostrato come sono andati i fatti. Meglio avrebbe fatto quel ministro, se proprio non poteva fare a meno di intervenire, a presentare le scuse formali del suo governo per l’indegna rappresentazione offerta dagli atleti del Galatasaray, invece di immaginare di poter mascherare quello spettacolo vergognoso del quale essi si sono resi protagonisti travisando totalmente i fatti.
Viene da chiedersi come si sarebbero comportati loro se fatti simili fossero stati commessi a parti invertite e sul campo del Galatasaray. Chissà se i calciatori italiani sarebbero stati trattati con la stessa diplomazia dopo avere aggredito, percosso e sputato ripetutamente addosso ai poliziotti turchi.
Siamo certi che i poliziotti turchi sono più sensibili e realisti del ministro, e per niente ipocriti nell’esercizio delle loro funzioni dei rappresentanti del loro governo, ma non giureremmo, vista la situazione, che sarebbe stato sufficiente un intervento dell’Ambasciata per far rilasciare i fermati colti in flagranza di reato.
Proprio così. Non avevamo memoria di calciatori che aggrediscono dei poliziotti ai margini di un incontro di calcio, poi sono arrivati loro. Altro che caso diplomatico, è questione di educazione, di chi la usa e chi no.

25 agosto 2002 S. Baiocchi