10 Anni in “Giacca Blu”


10 Anni in “Giacca Blu”

Sono passati 10 anni, come un alito di vento, come un rapido film, una successione incredibile di sequenze rapide, nitide; alcune molto colorate altre come un film muto in bianco e nero sintomo, forse, che poi, così “tanto poco” tempo non è passato.
Avrei voluto raccontare di sogni nel cassetto avverati, di desideri esauditi, di soddisfazioni lavorative raggiunte….mi sono bloccato e ho dovuto dire a me stesso che sono solo passati 10 anni e, ancora mi chiedo: “cosa voglio fare da grande ? ” .
Insomma l’età per dirmi che sono ormai adulto l’ho raggiunta da un pezzo, potrei anche rassegnarmi e dirmi che grande ormai lo sono già…ma manca ancora qualcosa, qualcosa di meglio, quel tassello, quel pezzo di vita privata e lavorativa che aggiungerebbero quella giusta consapevolezza in più per poter chiudere finalmente il cerchio.
La realtà purtroppo è che sono stati 10 anni in Giacca Blu un pò amari, vissuti intensamente per capire, principalmente, come fare in modo che questo lavoro non danneggi la tua vita, la tua salute, il tuo sonno notturno….perchè la “Prima Linea” è difficile; la Volante non è un gioco!
Dieci anni dove di soddisfazioni vere, di “ Un grazie”, di cittadini soddisfatti, di risposte vere e concrete date, purtroppo, ne ho potute collezionare veramente poche; dieci anni in cui i telefilm “La Squadra” o il “Distretto” diventano sempre più le icone di un fallimento che la gente comune percepisce come modernità, innovazione, possibilità di tutela e vero senso della giustizia….che in realtà non ci sono.
Dieci anni dove speravo di potermi meritocraticamente guadagnare un posto sempre più soddisfacente man mano che gli anni passavano accorgendomi poi, purtroppo, che gli unici a passare avanti non erano certamente quelli che avrebbero dovuto farlo con giusto merito….così và il mondo, dicono…e forse ormai mi sono adeguato e rassegnato.
Dieci anni dove al posto di arrivare pentagoni o barrette dorate, sulla spallina, aumentavano solo i baffi “rossi”- quelli che “li danno a tutti” – e le responsabilità perché, purtroppo, chi quelle barre o quei pentagoni se li era guadagnati con il sudore, l’esperienza e l’amore per questo lavoro era stato rimpiazzato, giustamente dopo tanti anni, da chi, purtroppo, aveva vinto un concorso per “meriti”(??) o che era rientrato in quell’aliquota prevista di persone che non potevano essere lasciate disoccupate….ma che dalla Polizia, sfortunatamente, volevano solo una comoda scrivania e un computer dove poter fare gli impiegati, lasciando un vuoto così grande da sentire quasi un imponente eco….e tanto senso di solitudine e abbandono su qualsiasi intervento con responsabilità, certe volte, che nemmeno dovresti avere.
Bene, mi dico, sono passati dieci anni: Auguri!!
Auguri quindi a me e a tutti quelli come me che quel 20 Aprile 1999 hanno varcato la porta della Scuola Allievi Agenti di Trieste con tanti sogni nel cassetto, con tante speranze nel cuore e tanta voglia di fare del bene alla propria gente….e che ancora oggi, nonostante tutto ci credono ancora e ringraziano questo lavoro, certi colleghi e, perché no, anche certi delinquenti, per aver imparato qualcosa della vita e dalla strada rimanendo però con l’intima speranza che, prima o poi, qualcosa, cambi in meglio; soddisfatti comunque, soddisfatti di quel ruolo di osservatore privilegiato che un Poliziotto ha nella società contemporanea e che può davvero farti sentire, in qualche modo, artefice e attore di un mondo che non tutti possono vivere, capire, percepire e apprezzare.
Auguri quindi agli Allievi del 148° Corso Allievi Agenti della Polizia di Stato, che quel giorno hanno giurato fedeltà alla Repubblica ricordando il collega Vincenzo Raiola; auguri a tutti noi futuri neo Assistenti solo “sulla carta”, ancora pieni di speranza e voglia di migliorare, per quel che si può, questa nostra strana società Italiana.
W il 148° Corso, W la Polizia di Stato.

Michele Rinelli- Poliziotto – 20/04/2009