157° Anniversario di Fondazione della Polizia di Stato


157° Anniversario di Fondazione
della Polizia di Stato

Auguri Giacche Blu

157° Anniversario di Fondazione della Polizia di Stato; scorro le parole di questa frase e mi affascino nell’analizzarne il significato, 157 anni, per un istituzione, non sono pochi.
“157” Piace quasi vederli scritti, forse gli unici anni che è bello non nascondere come, di solito, fanno le belle donne che della maturità e della consapevolezza che tante primavere comportano preferiscono non lasciare traccia.
Al contrario di una donna la Polizia di Stato di quei tanti anni si può vantare, può vantare di essere stata parte viva e attiva dei maggiori cambiamenti della società civile, può vantare di essere stata presente nella cattura dei maggiori latitanti della criminalità organizzata o nei più tragici avvenimenti del secolo scorso a iniziare dalle due guerre mondiali passando per le catastrofi del vajont per finire, si fa per dire, con quella più recente e viva nei nostri cuori che ha visto stravolto il popolo abruzzese, presenze ed esperienze che altre “Polizie” vorrebbero e, che che ne dica la politica, non avranno MAI.
In 157 anni di storia tanti sono stati gli attacchi subiti, gli scossoni ricevuti, le modificazioni strutturali e le denominazioni che, molte volte, venivano concepite non solo per meglio adattare il corpo alle mutazioni della società ma anche, certe volte, per modificare l’immagine di un lavoro che non sempre è stato ben visto anche grazie a una certa politica disfattista che ha cercato per decenni di trovare nel poliziotto il vero male della società civile.
157 anni di storia in cui la bandiera ha visto immolare nel suo nome e per il giuramento prestato centinaia di suoi figli che, anche da queste pagine, quotidianamente ci raccontano e ci ricordano chi siamo e dove dobbiamo andare ispirando il nostro cammino, il nostro fare il nostro operare in tutte le strade della penisola.
Sono 157 anni che ci hanno visto crescere, maturare, cambiare, dai presidi cittadini/metropolitani a quelli più periferici, dalle pattuglie a cavallo a quelle auto e moto montate, 157 anni che hanno visto le telescriventi e i fax diventare Email incardinate in un sistema multimediali di computer in rete nazionale.
157 anni che hanno visto una Polizia Scientifica passare dai cartellini dattiloscopici, per cui ci volevano giorni per risalire a un identità certa, al più moderno e tecnologico sistema Afis che, in pochi minuti, grazie a quelle linee, delta e doppio delta ti raccontano la vita criminale intera di quella persona.
157 anni di lotta alla mafia, al terrorismo, passando per il banditismo, di lotta sulla rete internet ma anche e soprattutto sulle nostre strade dove, certe volte, vorremmo essere più presenti, più vicini, più veloci, coordinati ed efficaci ma…non sempre ci riusciamo, non sempre per colpa nostra!
Allora Auguri a tutte le giacche blu, a quelle più entusiaste, magari perché appena entrate nel corpo, a quelle più esauste che, ormai, non credono più in questo mestiere….ne hanno viste troppe!
157 Auguri a chi lavorerà questo weekend, magari comandato forzatamente di servizio per le varie parate in giro per l’Italia.
Auguri a chi ancora, nonostante tutto, ci crede, ce la vuole fare, non vuole mollare perché, in fondo, se alcune zone d’Italia riescono ad essere un po’ più vivibili di altre è anche grazie al loro lavoro.
157 Auguri a chi, proprio, non ci riesce più, stanco, demotivato per colpa di un trasferimento mancato, di una famiglia lontana, di una magistratura solerte che fa solo il proprio lavoro che, anche se sappiamo di essere nel giusto, soppesa severamente il nostro operare disincentivando, certe volte, la voglia, la capacità, l’amore per uno dei lavori più belli del mondo.
Auguri quindi alla Polizia di Stato, all’unica, vera e prima Polizia Italiana dal 1852 presente sul territorio Italiano, Auguri a tutti quelli orgogliosi di indossare quell’uniforme che, nonostante sembra non funzionare nulla all’interno di questa nostra “difficile” famiglia, ogni giorno profondono immane impegno nel contrasto ai piccoli gradi soprusi del vivere civile.
E per concludere auguri ai nostri sindacati che, anche se apparentemente al palo e privi di qualsiasi peso nei confronti di questa classe politica, sono gli unici che, nel bene e nel male, tra mille problemi, intrecci di potere e “convivenze” tipiche di chi in qualche modo deve gestire, possono traghettarci in qualche modo al di fuori di questa enorme crisi che investe il nostro Corpo; speriamo davvero che si accorgano dei continui scempi quotidiani e che rinuncino loro stessi per primi al “potere della rappresentatività” per il bene comune nell’interesse della Polizia di Stato e di tutti i suoi appartenenti.
W le Giacche Blu, W la Polizia di Stato.

Michele Rinelli – Poliziotto – 07/05/2009