A chi giova la tensione?


A chi giova la tensione?

Ci sono alcuni segnali importanti che stanno proponendosi (o meglio, riproponendosi) in vista del prossimo G8 in Sardegna. Sono segnali che mirano ad alzare la tensione in vista di un evento di politica internazionale tra i più importanti nel panorama mondiale: e guarda caso sono ancora segnali che mirano ad accendere fuochi, a creare ansie, ad esacerbare gli animi.

Luglio 2001. G8 di Genova.

Tutti sappiamo cosa è successo. Molti meno sanno cosa sarebbe potuto succedere se la situazione fosse definitivamente sfuggita al controllo. I tamburi di guerra avevano però iniziato a suonare molti mesi prima, con un losco individuo che dal pulpito mediatico si permetteva di “dichiarare guerra allo Stato in nome della pace”. Succedeva anche che orde di giornalai – che di giornalismo reale non capivano nulla – raccoglievano queste dichiarazioni e si prestavano come comoda cassa di risonanza amplificando l’assordante insensatezza di simili proclami, stabilendo già a priori che a Genova sarebbe stata guerra. In tutti i mesi antecedenti il G8 di Genova, mai una persona (politico, giornalista, opinionista o altro) ha cantato fuori dal coro cercando di abbassare il livello di pressione di una caldaia che alla fine è prevedibilmente scoppiata.
Poi, via allo scaricabarile di colpe e responsabilità come fanno i bambini quando alla fine di un gioco pericoloso hanno fatto danni in casa d’altri: bambini piagnucolosi dell’età media di sessant’anni parteciparono a tutti i programmi televisivi portando le loro fastidiose lamentazioni e dando al mondo un ottimo esempio di civiltà giuridica e di responsabilità. Alla già pietosa processione di Maddalene pentite ha fatto quindi seguito un processo che aveva assunto già da subito le connotazioni di un processo politico, più preoccupato a funzionare come nuova fonte battesimale per la “casta” che non ad accertare le reali responsabilità a qualsiasi livello esse fossero. E ancora: polemiche su polemiche che si trascinano fino ad oggi per mantenere alta la cortina di nebbia e confondere ancora di più il povero cittadino, l’unico forse a non avere capito nulla di quella situazione.

Luglio 2009. G8 della Maddalena.

Stessa spiaggia, stesso mare. Succede che in questa occasione la stampa deve avere imparato la lezione di otto anni fa: leggi i giornali, ascolti la televisione e traspare questa mielosa atmosfera pre-natalizia fatta di regali sotto l’albero, capponi farciti, buoni propositi e tanto “volemosebbene”. Anche i più accaniti sostenitori dell’oltranzismo no-global stanno adottando un’aria defilata, molto più politically correct di quanto ci si potrebbe aspettare da loro.
Succede però che un giorno, girovagando per la rete, dalla grassa Bologna spunti un sito dal titolo inquietante, “Caccia allo sbirro”: in esso vengono censiti in pura salsa Annisettanta alcuni Poliziotti in servizio nel capoluogo romagnolo, con il contorno di foto, notizie personali, auto usate e altro ancora. Nulla di nuovo, direte voi: trent’anni e passa fa gli archivi brigatisti avevano già fatto (e in maniera molto più accurata….) il censimento degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, tutti schedati in un contro-archivio con informazioni molto più dettagliate e scientifiche rispetto a quanto messo in rete da questi poveri moderni “antagonisti”.
Tuttavia…. Mancano quattro mesi al G8, tutto va bene, politici, stampa e movimenti antagonisti stanno facendosi reciprocamente lingua in bocca… E io mi preoccupo. Perchè quando tutto va bene, troppo bene, allora vuol dire che qualcosa sta andando storto. Ed ecco saltarti fuori da sotto un sasso questo sito, proprio all’antivigilia del G8: una piccola scintilla, siamo d’accordo. Niente a che vedere con i proclami di guerra di otto anni fa. Però guarda caso c’è qualcuno che ama rinfocolare antiche braci, qualcuno che ama la destabilizzazione di questo clima natalizio, qualcuno che a quell’albero di natale vorrebbe cambiare le palle colorate con palle di pistola.
E allora, a chi giova la tensione? Noi Poliziotti siamo troppo “scafati” per cadere nel tranello teso dai soliti noti. Nel bene o nel male, il G8 di Genova ci è servito per crescere professionalmente e umanamente perchè si è capito che l’ordine pubblico non è un gioco da ragazzi. Al G8 della Maddalena andremo in tanti, forti e preparati: e soprattutto mai intimiditi da tentativi di restaurazione di un clima da “caccia alle streghe”.

Gianmarco Calore- Poliziotto – 31/03/2009