Amara Riflessione di una Dismissione(??)


Amara Riflessione di una Dismissione(??)

Saranno state la mezzanotte e venti minuti, appena finito il turno di servizio, il tempo di salire sulla mia vettura per andare verso casa che, svoltata la curva che mi immette sul viale, una paletta e un figuro in uniforme con un berretto bianco mi intima di arrestare la marcia per un controllo.
Poco male, avevo appena concluso il turno di servizio, nessun problema, documenti in regola, alcolemia pari a zero: in servizio non si beve!!
Mi fermo fiducioso, non avrei nemmeno voluto qualificarmi ma per sicurezza degli operatori su strada e rispetto nei loro confronti, ero armato, esibisco il tesserino di riconoscimento alla vigilessa alla quale specifico la mia semplice volontà di informarla che portavo al seguito la mia pistola d’ordinanza.
Nessun favoritismo era intrinseco in quel gesto, nessuna volontà di eludere o avere un controllo più blando; non è in questo modo che intendo sporcare il mio tesserino di riconoscimento. (..e qualcuno credo che comunque non mi crederà)
Patente, carta di circolazione, certificato assicurativo….tutto in regola, ci mancherebbe altro.
Con cortesia e professionalità mi lasciano andare a casa anche se non nascondo che un pò di amarezza mi ha colto nel breve tragitto.
Un amarezza consapevole che, la mia divisa, quella appena riposta all’interno dell’armadietto della caserma sarà sempre più difficile da vedere e apprezzare, perché sempre più raro sarà riuscire ad essere fermati dalla gloriosa specialità della Polizia Stradale e non solo.
Amaro rilevare come la politica nostrana ci abbia progressivamente e senza molti complimenti dismesso dal territorio, a parte qualche realtà più fortunata e densamente popolata, è sempre più difficile trovare un commissariato, un distaccamento o comunque un congruo numero di pattuglie visibili della Polizia di Stato lungo il territorio nazionale.
Difficile per me, che forse non ho bene l’idea dell’insieme, capire il perché, concepire il motivo di questa, a mio avviso, assurda dismissione, incomprensibile e devastante pensare che un giorno, nemmeno troppo lontano, per certi versi, non “esisteremo” nemmeno più.
A chi pensa che io sia catastrofista vorrei poter dare assoluta ragione ma oltre a uomini, mezzi, materiali, che non arrivano più da diverso tempo vedo anche una politica che sempre di più ci volta le spalle, ci lascia soli, in balia dei tempi, di un amministrazione che sembra fare di tutto per farci disinnamorare di questo meraviglioso lavoro e che, probabilmente, sta già contando i rintocchi a morto in previsione della prossima riforma della 121/81 .
Ed è da questa riforma, di cui nessuno vuole ancora rivelare i reali contorni, che potrebbe nascondersi la definitiva capitolazione della Polizia di Stato nei confronti delle Polizie Locali, Municipali e Regionali, da quel progetto, nemmeno troppo campato in aria, che i cittadini devono veder tutelata la loro sicurezza pubblica quasi esclusivamente dai politici locali e dai loro “eserciti”.
Mille realtà, mille problemi, enormi investimenti che creerebbero solo l’opportunità di giocare ancor di più non tanto con la vera e reale possibilità di fare del bene alla propria gente, al paese, ma di modulare in maniera del tutto strumentale al paniere di voti un determinato modo di concepire la sicurezza che, almeno quella, dovrebbe essere garantita a tutti i cittadini italiani in maniera equa lungo tutto lo stivale.
Eliminare quindi la Polizia di STATO, quello STATO che probabilmente ha fallito agli occhi di molti, equivarrebbe davvero, per alcuni, a cambiare rotta e a ridare, almeno a livello di immagine, un nuovo smalto, un nuovo corso, alla politica italiana….perchè tutto deve essere “Locale” o, ancor meglio, “Federale”.
Una politica che non vuole mai davvero guadare al nocciolo del problema, una politica che ci renderà tutti orfani di un importante e discutibilissima istituzione come la Polizia di Stato che prende le sue radici dal 1852 e che, con un colpo di spugna, verrà relegata a “prendere” solo le botte in piazza, estirpata dal territorio e nuovamente rinchiusa nelle sue caserme in attesa di qualche benpensante pagato dalla politica per criticarla e demolirla utilizzandola ancora una volta come strumento di “Lotta”, il nemico ideale, quel nemico che ancora serve, purtroppo, a una certa italiota corrente politico-culturale.
Proveranno a toglierci la storia, il territorio, i meriti, cercheranno di svendere il nostro patrimonio umano e professionale in nome della modernità, del progresso, dei tempi che cambiano: NON CREDETECI!
In questo momento politico ci stanno togliendo dignità, rispetto, amore, considerazione, un giorno dandoci solo le divise dei “Panzoni”, perché solo le taglie enormi sono rimaste (ha ragione l’On Brunetta evidentemente); un giorno con gli straordinari tagliati, gli stipendi in ritardo, le divise logore non sostituibili, i mezzi che prendono fuoco in autostrada perché esausti….domani per questo diranno all’opinione pubblica che siamo il vecchio, il sorpassato, il passato, vecchi e panzoni.
La verità è che purtroppo la Polizia di Stato, nelle sue varie denominazioni, ha sempre subito, ogni tot di anni, una revisione, una rivisitazione, una sorta di ricollocazione; le varie denominazioni storiche, la soppressione del corpo per alcuni anni durante il periodo fascista, ne sono ancora oggi viva testimonianza di questa convulsa storia.
Per certi versi, forse, è un po come essere i secondogeniti ribelli, amati e odiati….che a un certo punto vanno ridimensionati, bastonati, reinquadrati.
Non è vero che siamo vecchi, non è vero che siamo sorpassati, non siamo il passato: ci hanno solo umiliato, demolito, ridimensionato e fatto apparire, togliendoci i fondi, il “cibo”, ciò che non siamo.
Diventeremo ciò che la politica vorrà, così come è giusto sia, perché fedeli servitori della Repubblica e delle sue istituzioni ma non crediate che dismetterci risolverà il problema.
L’Italia non diventerà più sicura grazie alle “Superpolizielocali” a cui è giusto e doveroso riconoscere specificità e meriti ma senza una vera riforma della giustizia e una vera e sana iniezione di fondi nell’edilizia e nella gestione penitenziaria, ci manderanno semplicemente altri al posto nostro: Polizie Locali, Militari e le Ronde, loro al posto nostro ad essere considerati inutili spaventapasseri in un florido “Campo di Grano”.
Onori quindi ai nostri Caduti, alla nostra Bandiera e alla nostra gloriosa e mai davvero conosciuta storia.

Michele Rinelli – Poliziotto 25/07/2009