Bastano davvero “Pazienza Pistola Sfollagente e Manette” ?


Bastano davvero “Pazienza Pistola Sfollagente e Manette” ?

Il Sequestratore fermato recentemente a Cinisello Balsamo (Mi)

La cronaca spesso ci riserva delle ottime letture, possiamo con esse analizzare attraverso determinati reportage la vera evoluzione della società moderna, dove in qualche modo ci stiamo dirigendo e quali piccoli o grandi drammi di solito colpiscono i cittadini di determinate realtà culturali sia che esse appartengano a quelle più strettamente metropolitane o a quelle più attinenti alle realtà provinciali.
Se da un lato possiamo scorgere tra quegli eventi il mutare del tempo e le modificazioni di una cultura, dall’altra però, chi suo malgrado della “Cronaca” né è anche attore coprotagonista, come i Poliziotti, possiamo comprendere, con l’occhio critico di chi certi eventi li vive in prima persona, quanto invece di questa civiltà non si vogliano modificare alcuni lati che, in qualche modo, rivestono un ruolo, almeno per chi scrive, di cruciale importanza.
Cinisello Balsamo, nel interland Milanese, teatro di un recente cronaca, ha visto in azione uno squilibrato che, coltello alla mano, ha tenuto in ostaggio per diverse ore un portiere di un albergo minacciato con un affilato coltello puntato alla gola.
Dopo ore di trattative Polizia e Carabinieri decidono per l’azione di forza, un tipo di intervento che si sarebbe voluto evitare attraverso la pregressa opera del “Negoziatore”; figura resa celebre, per lo meno in Italia, dalle sequenze cinematografiche di Hollywoodiana produzione, che non ha dato purtroppo nella recente “realtà” Milanese i risultati sperati.
La “Negoziazione di Polizia”, questa materia meravigliosa e sconosciuta, al confine tra il lavoro del Poliziotto e quella dello Psicologo, tanto importante quanto evanescente sia nei contorni che nella definizione reale di cosa effettivamente consista.
Il Negoziatore, però, in Italia, pur essendo una figura professionalmente formata con appositi corsi organizzati dal Ministero degli Interni è basilare in talune situazioni proprio per il modo “particolare” di affrontare certe tipologie di interventi ma non sempre riesce a trovare il canale giusto con la persona con cui trattare.
I Malati di mente, in particolare, non sempre offrono lo spunto giusto o la “frequenza” giusta su cui sintonizzarsi per risolvere senza violenza o addirittura con vittime determinati eventi.
E’ così che nella mente mi ritorna il tragico 29 Giugno del 2002 quando il Dott. Scrofani, Dirigente del Commissariato di Porta Ticinese di Milano, tentò attraverso la “Negoziazione” di salvare le mura di un palazzo e delle relative vite che ne abitavano gli ambienti, da una deflagrazione, provocata da uno squilibrato che, purtroppo, nel successivo scoppio, si portò via la preziosa vita di un nostro stimatissimo funzionario.
Negoziare, parlare, discutere, mantenere la calma perchè, come sostengo da sempre, il cittadino ci stima, ci apprezza e ci “paga” lo stipendio per tenere calmi gli animi, non esacerbandoli ma non sempre è possibile e fattibile e non sempre gli strumenti più idonei sono la “Favella, le Manette, la Pistola e lo Sfollagente”.
L’ha saputo “bene” a sue spese Daniele Maccianteli che a Genova il 25 Settembre del 2008 nel quartiere Pontedecimo morì su intervento per un coltellata vibrata da uno squilibrato affrontato dai colleghi accorsi sul posto con solo la forza del coraggio e della mediazione così come da sempre ci costringono, su alcuni fronti, ad operare….perchè forse essere il più efficace possibile non “serve”.
E se per la dotazione di umana pazienza e comprensione, che è personale e strettamente individuale dell’operatore di Polizia, così come la responsabilità penale, dobbiamo comunque accontentarci di chi, in qualche modo, le scuole di formazione e istruzione ci passano – ultimamente molto poco a livello numerico purtroppo – dall’altro forse sarebbe giusto chiedersi se davvero il datore di lavoro, il Ministero degli Interni possa ancora di questi tempi ritenere i nostri “Ferri” del mestiere già citati ancora assolutamente idonei all’evoluzione e alle tecnologie dei tempi e del perchè non cambiarli.
Dall’episodio di Cinisello Balsamo (Mi), di cui abbiamo fatto menzione prima, sono state diffuse immagini (di cui una in apertura) che fanno non solo rabbrividire chi assurdamente ritiene che le forze di Polizia con la forza del pensiero possano fare e ottenere tutto ma chi sopratutto, confrontando le dotazioni di altri corpi di Polizia esteri nemmeno troppo lontani geograficamente da noi, avrebbero potuto evitare, con strumenti e tecnologie diverse, quello scempio.
Tanta giustificabilissima violenza poteva essere evitata nei confronti di quel criminale ?
Io credo proprio di si, francamente, gli strumenti esistono e si chiamano “NO LETAL WEAPONS” ossia Armi Non Letali.
I Cataloghi di tutte le armerie, non solo italiane, spaziano dagli spray al “Peperoncino” alle pistole Taser con arpioni o ad arco voltaico che, in taluni circostanze, come quella di Cinisello, avrebbero potuto evitare lunghissime ore di inutili trattative e con un costo di gestione sanitario del sequestratore di gran lunga inferiori.
Del resto l’adrenalina sale, i colpi sferrati dagli agenti tanti, troppo facile degenerare in una situazione di quel tipo dopo diverse ore: perchè rischiare tanto quando le tecnologie esistono? Perchè dare materiale facile alla malafede di alcuni organi di stampa quando gli strumenti possono esistere??
Perchè ferire in quella maniera un sequestratore aumentando così gli inutili costi sanitari che costituzionalmente devono essere garantiti anche a certi malviventi?
Non è facile avere a che fare con la follia, cronica o acuta che sia; la mente umana può diventare all’improvviso ricca di spropositata violenza e senza gli idonei strumenti per contrastarla è difficile poterne avere la meglio senza farsi mai del male: “Pazienza, Pistola, Sfollagente e Manette” appaiono il più delle volte strumenti inutili e scarsamente contenitivi.
Della pazienza abbiamo già parlato…la Pistola, mezzo di coazione fisica altamente letale,rigidamente disciplinato dalla legge, rimane un extrema ratio di cui pochi, pochissimi, sono i casi in cui è possibile riconoscerne la scriminante della difesa legittima.
Il “Manganello”, come adorano chiamarli certi “sinistri” personaggi, in materiale plastico, altamente flessibile, poco può fare contro le menti molto spesso adulterate da sostanze psicotrope e alcoliche che molto spesso, nel loro mix, alle volte letale, riescono a inibire i centri del dolore vanificando qualsiasi sforzo contenitivo.
Le manette….se non si fermano i movimenti dell’esagitato in qualche modo è difficile poterle utilizzare.
Ed ecco qui che le cronache ci sbattono i prima pagina:
I mostri in uniforme, gli assassini con le mostrine, i killers al soldo del potere, coloro che escono in pattuglia con il solo scopo di menare le mani, sfogare le loro frustrazioni, colpire inermi cittadini indifesi; con videotelefonini, videocamere nascoste e telecamere sparse in ogni dove i mass media e giornali analizzano sempre i fatti e non gli antefatti scrivendo sempre quello che più aggrada una certa platea.
I casi di strumentalizzazione di certe immagini hanno costellato la recente cronaca in maniera importante e a soccombere, non sempre giustamente, siamo sempre e solo noi che, comunque, in certe situazioni dobbiamo ritrovarci per dovere d’ufficio….e affrontarle alla bene e meglio.
Ed in queste ore, in attesa che si consumino le battute finali del processo a carico dei colleghi colpevoli di aver Colposamente Ucciso Federico Aldrovandi a Ferrara, non possiamo che invitare le istituzioni preposte alla nostra formazione e equipaggiamento a prendere atto delle nostre difficoltà operative, dell’incapacità di affrontare troppo spesso con gli strumenti in dotazione situazioni difficili che non devono per nessun motivo, anche fortuito o tragico, sfuggire di mano…perchè Federico Aldrovandi è morto e quattro colleghi non sapranno forse mai se davvero, perchè nemmeno le perizie sono concordi, se sono stati inconsapevoli carnefici di quella giovanissima vita spezzata che, se affrontata con idonei strumenti ESISTENTI, forse sarebbe ancora tra i suoi cari….e la Polizia di Stato potrebbe ancora avere tra le sue fila competenti e sereni operatori che di certo non erano usciti di pattuglia quella notte per “Uccidere anche solo Colposamente” una giovane vita.

Michele Rinelli – Poliziotto – 21/06/2009