“Che Dio Salvi La Benemerita Arma”


“Che Dio Salvi La Benemerita Arma”

Berretto in testa e fiamma ben in vista, impeccabili nella forma e ogni presenti lungo tutta la penisola Italiana: la Benemerita Arma dei Carabinieri costituisce un fiore all’occhiello non solo delle nostre forze armate ma è una delle reali artefici dell’unità Repubblicana, della storia Italiana, che si intreccia a doppio filo al confine tra istituzione concorrente nella gestione dell’ordine pubblico e istituzione romanticamente incardinata nel tessuto sociale; specialmente di quelli a carattere più rurale da quasi due secoli.
Chi di noi non ha visto “Pane Amore e Fantasia” dove il Maresciallo di un piccolo paese, interpretato da un magnifico Vittorio De Sica, regge le fila delle mille storie, anche d’amore, che gioco forza coinvolgono i suoi abitanti, oppure chi non si è sbellicato dalle risate con i giovanissimi e bravissimi Enrico Montesano e Carlo Verdone ne “I Due Carabinieri” che bene hanno espresso la goliardia tipica che un istituzione come la Benemerita Arma è sempre riuscita ad attirare su di se. Chi poi non si è sentito affascinato dal Capitano Ultimo, da un Raoul Bova che meglio non poteva rappresentare una grande istituzione che, tra il serio e il faceto, non può che essere una delle più importanti e più apprezzate in Italia e nel mondo.
“Che Dio Salvi l’Arma Benemerita”, questo è forse il motto che da qualche mese probabilmente si sente risuonare all’interno dei comandi territoriali ancor più del più celebre e blasonato “Usi Obbedir Tacendo e Tacendo Morir”.
La prossima riforma della legge 121/81 probabilmente sta impensierendo più di qualche “Alto Pennacchio” dato che non passa settimana che, nell’incrociare una “Gazzella”, non si affrontino, con non poca preoccupazione, i futuri e ipotetici scenari a cui una grande istituzione come la loro potrebbe andare incontro.
La Granitica e Monolitica Arma dei CC forse sta davvero sentendo una pesante aria di smobilitazione intorno a se, forse la recente elevazione a Quarta Forza Armata non l’ha del tutto resa immune dagli improvvisi quanto inimmaginabili colpi di testa della politica nostrana.
Qualcuno ventila uno smembramento – a una parte la Pubblica Sicurezza, all’altra La “Military Police” -, altri invece credono in una futura e possibile smilitarizzazione del corpo – addirittura esiste un gruppo su Facebook contro questa ipotesi -, altri ancora, forse i più attenti e meno “Catastrofici”, a un passaggio delle aliquote territoriali sotto le dirette dipendenze del Ministero degli Interni tralasciando definitivamente quella dipendenza, economicamente e senza dubbi vantaggiosa, anche dal Ministero della Difesa.
Allo stato attuale non è ben chiaro cosa davvero accadrà, di certo per esserci tutto questo fermento tra le mura delle loro caserme, qualcosa di concreto e per alcuni ”pericoloso” sta arrivando: le riforme, di solito, fanno perdere qualche importante poltrona del resto!
Certamente sino ad oggi l’Istituzione Arma è stata davvero molto caparbia nel fare in modo di non perdere un solo punto di visibilità: nessuna Casermetta è stata chiusa, anche solo con il minimo personale a gestire la logistica e la burocrazia; una bandierina ben fissata al suolo, perchè l’importante è esserci.
Non so francamente cosa possano permettersi Comandi di quel tipo, che genere e reale attività operativa possano davvero svolgere ma, come detto, l’importante è la Bandiera…probabilmente!
Al contrario delle nostre “Stradali”, che non passa mese che non ne venga chiusa qualcuna in qualche luogo più o meno importante dello stivale, la Benemerita Arma è stata sempre capace di non rinunciare mai ai suoi comandi, anche a quelli più periferici e”inutili”….così com’è giusto, un ufficio di Polizia, una Stazione dei Carabinieri, sono presidi importantissimi cui nessun cittadino dovrebbe vedersi privato.
Certo, ora come ora, no so quanto ancora potranno resistere le “Greche” dei granitici e sempre fieri Generali dei Carabinieri nei confronti di questa politica dei tagli, non è da escludere che anche loro, espressione di una vera e forte unità nazionale, almeno per quanto riguarda le forze di polizia, debbano piegarsi alle logiche di una politica che punta moltissimo sulle Municipalità e sull’ estro delle ordinanze Sindacali. Probabilmente anche loro dovranno rinunciare a qualche bandierina sul mappamondo, probabilmente anche loro in maniera diversa, vedranno messo in discussione una certa predominanza, almeno per quanto riguarda quelle di alcune realtà più industrializzate ma forse anche di quelle più rurali dove da sempre il loro ruolo costituisce un riferimento che nessun Vigile Urbano potrà mai veramente colmare.
Sorrisi e sfottò, poi, non mancano a chi invece sostiene che siamo a un passo dall’unificazione, una scelta scellerata, almeno allo stato attuale dei fatti, secondo me, troppa differenza, troppo distacco culturale tra i due corpi per fare in modo che l’uno finisca conglobato nell’altro….e poi non vorrete mica che l’On La Russa presenzi alle parate militari con una gamba in meno ??!!!???(ricordate le dichiarazioni di qualche mese fa??)
Certamente qualcosa si sta muovendo, sicuramente un palliativo di unificazione verrà adottato, i doppioni costano e il Ministro On. Brunetta lo sa davvero bene.
Non è da escludere quindi una riforma alla Francese, come detto, tutti sotto la stessa direzione del Ministero degli Interni così da poter avere un unico sistema di istituti di istruzione, un’unica e più completa formazione del personale, un unico “cervellone” per la gestione della burocrazia, un unico sistema di comunicazione tra i vari uffici e, in ultimo ma non ultimo in importanza, una vera Centrale Operativa unica di cui si parla da oltre 30 anni, sempre auspicata e mai davvero attuata.
Rinunciare dall’oggi al domani alla Benemerita Arma dei Carabinieri sarebbe un suicidio culturale per tutta la Nazione, impossibile oggi come oggi riprovare, come fece negli anni 20 Mussolini, a riunirci , troppo difficile accontentare tutti e far rinunciare a certe poltrone…. di solito in Italia “Sistemiamo” tutti.
Per noi Poliziotti, forse, che da anni viviamo una crisi culturale e una specie di disaffezione nei confronti dell’istituzione e della divisa, unirci a loro non potrebbe che portare enormi vantaggi ma anche, per certi versi, un involuzione, dovuta alla rigida e assurdamente anacronistica disciplina militare, che potrebbe provocare enormi problemi in termini di operatività, produttività e gestione del lavoro.
“Che Dio Salvi La Benemerita Arma” ma ci salvi soprattutto da chi concepirà una riforma senza davvero sapere nulla di quello che ne deriverà perché il rischio reale è che si cambi tutto per non cambiare davvero nulla….anzi si potrebbe addirittura peggiorare!
W l’Arma benemerita di cui sono orgoglioso figlio e ex appartenente e per questo, forse, credo di potermi permettere qualche parola in più e qualche giusto e meritato elogio.

Michele Rinelli – Poliziotto – 17/06/2009