Demoliteci….ma con rispetto!


Demoliteci….ma con rispetto!

Il Ministro Brunetta ha recentemente dichiarato:”Bisogna mandare i poliziotti nelle strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto “panzone” che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano»

Non passa mai molto tempo, forse qualche settimana, un mese, che non arrivi dalle mura dei palazzi del potere capitolino una qualche accusa, un monito, uno sfottò se non addirittura un insulto.
I politici nostrani pare stiano facendo la caccia al poliziotto, sembra cerchino strenuamente la ridicolizzazione dello stesso,ci stiano annientamento sul piano immaginario con la volontà di farci apparire ciò che veramente non siamo spiegando solo in parte e con estremo populismo concetti e situazioni che sono, – evidenti solamente per gli addetti ai lavori -, molto più complessi e articolati che troppo lungo sarebbe qui sviscerare e affrontare.
Così accade che il Ministro della difesa La Russa, non più tardi di un mese fa, paragonò Polizia e Carabinieri a due note aziende di produzione automobilistica italiana : Fiat e Ferrari .
La Polizia non poteva che essere paragonata alla Fiat, sindacalizzata e lenta mentre i Carabinieri, ovviamente, a una splendida Ferrari potente, rapida e veloce poiché affidabili e militari.
Da un Ministro della difesa, attento a non deludere i suoi Generali, dato che in quel periodo erano feroci le voci di una ipotetica fusione tra Polizia e Carabinieri, probabilmente sono parole che possiamo tollerare.
Certamente da un Ministro della Repubblica, che comunque non rappresenta solo il suo dicastero ma tutto il governo, possono apparire offensive e estremamente inopportune verso persone, i Poliziotti, che nella storia della Repubblica hanno contribuito pienamente allo sviluppo democratico del paese anche attraverso il sacrificio di moltissimi suoi figli.
Quello che però appare più deludente è che il titolare del dicastero della porta accanto, il Ministro degli Interni Roberto Maroni, nessuna parola ha speso ne in difesa ne a semplice tampone verso quelle parole comunque irrispettose verso quelli che lui dovrebbe in qualche modo ritenere i suoi uomini….ma forse ora come ora i suoi uomini sono le milizie comunali, probabilmente.
Arriviamo poi a qualche giorno fa quando il Ministro Brunetta, infelicemente, da discutibile comunicatore quale è, ha dichiarato :”Bisogna mandare i poliziotti nelle strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto “panzone” che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano».
Ed eccoci nuovamente di fronte all’ennesimo attacco nei confronti della nostra amata istituzione, questa volta il problema sono i burocrati Poliziotti (come se altri corpi di polizia dello stato anche più costosi del nostro non ne avessero), i burocrati con la “Panza”, come la definisce lui, tra il serio e il faceto che, se vogliamo, di questi tempi, non guasta mai.
Non si può non rilevare con quanta schietta incompetenza il Ministro Brunetta riesca ad affrontare una tematica dai contorni così complicati facendo venire il ragionevole dubbio che il suo modo di affrontare la situazione non voglia essere uno sprone per risolvere l’annoso problema della burocratizzazione della Pubblica Amministrazione ma semplicemente un modo per demolire e distruggere agli occhi dell’opinione pubblica un istituzione ultra secolare che ha difeso e difende, con i propri uomini proprio le persone che si permettono di essere estremamente irrispettose come lui con la consapevolezza di “Potere”.
Il Ministro si è affrettato a rendere pubbliche scuse ma il danno, intanto, era già stato fatto.
Il suo modo scanzonato di ridicolizzare chi, con problemi di peso, veste all’interno delle caserme la nostra uniforme genererà ancor più scherno, ancor meno rispetto nei confronti della nostra Polizia, un danno di immagine enorme ….come se non ne avessimo già abbastanza da scontare tutti i giorni.
Il tema della burocratizzazione e della questione degli uffici all’interno del corpo non si può affrontare con tale superficialità, non si può spiattellare all’opinione pubblica una tale scanzonatura dei problemi giusto per dire qualcosa e far del populismo ma soprattutto non si possono offendere in questi termini 110.000 mila persone che quotidianamente affrontano carenze organizzative e strutturali di cui la politica ha piena responsabilità e che troppo spesso risolve con estremo ritardo (se li risolve).
110.000 uomini che sulle strade e negli uffici aggiungono di tasca propria, con le proprie risorse, mezzi, vestiario, buffetterie, cancelleria e tutto quello che necessita perché, di fronte al cittadino, davanti alla popolazione, arriva il mio volto, la mia figura e certamente non voglio dimostrami trasandato o disorganizzato come il sistema alle volte impone, non posso presentarmi con una camicia lisa o un pantalone strappato perché, ai magazzini non arrivano più forniture.
Siamo certamente tutti stufi di questo populismo, siamo certamente stanchi di questi continui attacchi, siamo consci già da anni che la politica tutta ci ha voltato le spalle ma se quello che volete, signori politici, è demolirci, se quello a cui aspirate e chiuderci e ridimensionarci a favore delle nuove milizie comunali abbiate almeno, voi responsabili della politica democratica, la decenza del rispetto; la minima decenza del rispetto che si deve a oltre 110.000 operatori – UOMINI e DONNE – che tutti i giorni cercano di dare risposte ai cittadini anche quando risposte non ce ne sono, che mettono a repentaglio la propria vita, specie nelle realtà a più alta densità criminale, per poco più di 1200 euro al mese.
Chiediamo solo rispetto per un istituzione che in oltre un secolo e mezzo di storia ha protetto tutte le categorie di persone e fatto crescere la democrazia di questo paese attraverso mille ipocrisie di cui non di rado la Polizia è stata vittima e strumento – Tutti ricordano la disfatta del G8 di Genova tanto per citare un esempio -.
Signori politici tutti, nessuno escluso, se volete demolirci, annientarci, eliminarci dalla storia avete tutto il potere per farlo ma non negateci il rispetto e la dignità che si deve a un Corpo dello Stato, del Vostro Stato che voi democraticamente governate, che ha immolato alla bandiera centinaia di suoi figli.
W la Polizia di Stato

Michele Rinelli – Poliziotto – 29/05/2009