Dignitosamente “Grazie” alla Catturandi di Palermo!


Dignitosamente “Grazie” alla Catturandi di Palermo!

-L’arresto di Mimmo Raccuglia –

Potrebbe bastare molto poco per gratificare, specie in questo periodo, la professionalità lavorativa di un poliziotto, può sembrare strano ma anche solo un sincero grazie da parte di un cittadino può fare tanto.
Molto più semplice è purtroppo ritrovarsi davanti a coloro i quali percepiscono la nostra funzione come “giustamente dovuta” dal sistema: pago le tasse e tu devi lavorare “bene” per me che alla collettività contribuisco.
Molti di noi hanno sentito più e più volte quella pessima frase che suona più o meno così:”Come si permette lei di fermare un onesto cittadino, lei lo sa che le pago lo stipendio ?”…nella peggiore delle ipotesi, mio malgrado, forse, mi pagherà anche qualche indennità accessoria grazie al provento per una sanzione amministrativa legata al comportamento stradale nell’occorso elevata.
Certo, una valutazione questa che potrebbe risultare assai sgradevole ma molto più sgradevole è assistere quanto molti cittadini percepiscano il nostro mestiere come un qualcosa di inutile, di astratto, taluni quasi a volerlo tra le righe deridere non sapendo, forse, di quanti siano i rischi insiti nei mille scenari in cui veniamo chiamati ad operare.
Ed è per questo che Poliziotti.it, definito un Blog (lo sarà poi davvero?), cerca di raccontare attraverso queste pagine, integrate con un forum di discussione, la voce di chi, tante volte, con il “Proprio datore di lavoro”, è meglio stia zitto per non esacerbare animi facendo degenerare irrimediabilmente stupidissime situazioni quotidiane.
Anche i Caduti, presenti nel sito cadutipolizia.it, naturale appendice di questo sito, servono a questo scopo, per cercare di aprire uno squarcio, un attimo di riflessione in chi, spocchiosamente, si crede di poterci trattare solo come squallidi servi del potere cercando anche attraverso il loro esempio e il loro sacrificio di restituirci un po di quella dignità che ogni lavoratore dovrebbe avere.
Credo che nessun lavoratore possa davvero deficitarie di dignità, a partire dal più umile per finire all’importante manager d’azienda, ciascuno nel suo ruolo, tutti devono pretendere dignità e rispetto.
E’ difficile però parlare di dignità del Poliziotto in Italia, è difficile perché la storia, la cronaca, i media, ci raccontano accuratamente di episodi indegni, di sbirri corrotti, di persone ignobili che indossano o che hanno indossato una divisa. Situazioni davvero deprecabili e infami.
Cronache queste che durano settimane, mesi, enfatizzate ai massimi livelli e molto spesso senza un vero contraddittorio ma solo scrivendo tutto il male possibile: quello che in fondo la gente si vuole sentir dire.
Non importa cosa questa campagna denigratoria comporterà, tante volte nemmeno importa se effettivamente quell’ indegno sbirro lo sarà sino alla fine davanti a un tribunale della Repubblica, a chi scrive queste poche righe, però, il risultato è lampante: vita distrutta, sguardi sospettosi, amici che si dileguano e tanto dolore che, in caso di innocenza, non verrà mai veramente confortato.
Dignità…. forse a molti di noi non è rimasta neanche quella a sentire certe notizie.
La gloriosa Squadra Catturandi della Squadra Mobile di Palermo ha consegnato nelle braccia della giustizia Domenico Raccuglia, Boss di spicco della Cupola Siciliana, dopo anni di indagini, rischi e enorme fatica hanno finalmente messo le manette ai polsi a uno dei Capi Mafia più ricercati e temuti della Sicilia.
Un risultato importante che oltre a farci essere orgogliosi di appartenere alla Polizia di Stato rende onore e giustizia a tutti i caduti delle forze dell’ordine periti per mano mafiosa, un risultato questo atteso da anni per i quali i colleghi hanno speso sudore, fatica e…danaro.
Si danaro, ma non quello dello Stato, il Loro, quello del Loro stipendio, quello che ci accreditano in conto corrente, quando non è in ritardo, il 22 di ogni mese.
Infatti un articolo di “Repubblica” a firma di Salvo Palazzolo oggi titola: “Da mesi non ci sono soldi per le missioni fuori sede dei ragazzi della Catturandi
che arrestarono anche Lo Piccolo e Provenzano. “Ci autotassiamo” – Raccuglia, il sacrificio degli agenti le spese anticipate di tasca propria – .
Una situazione ben nota da anni, da sempre gli appartenenti delle forze dell’ordine italiane sopperiscono di tasca propria alle carenze dello stato. Lo hanno raccontato Baglioni e Costanza nel caso della “Uno Bianca”, lo dissero sempre a Palermo per l’arresto di Lo Piccolo e Provenzano, lo vivono quotidianamente gli operatori di volante che non di rado devono provvedere di tasca propria al ripristino di una calzatura o all’acquisto di un capo di abbigliamento adeguato alle esigenze del servizio.
Lo sanno gli operatori Squadra Mobile e Uffici Investigativi Vari…tante ore di straordinario che alle volte nemmeno vengono pagate.
Elencare quello che un singolo operatore può arrivare ad acquistare a proprie spese lungo tutta la carriera per sopperire alle sistematiche carenze del sistema sarebbe inutile e noioso.
Ma se è vero, e vi giuro esserlo, tanti uomini appartenenti alle forze dell’ordine pur di giungere a lusinghieri e storici risultati come la Cattura di Bernardo Provenzano o Mimmo Raccuglia , si autotassano per mangiare, uscire con la pattuglia civetta, cambiare una lampadina, acquistare una calzatura…se è vero tutto questo perché è così difficile ottenere la giusta dignità ?
Perché la stampa, i media, la politica dei “Panzoni”, con le loro dichiarazioni, distruggono e demoliscono ogni giorno la nostra onorabilità con frasi che rasentano l’insulto ?
Tutti si indignano del Poliziotto corrotto e violento, troppo pochi invece per quelli che non possono e non riescono a lavorare con i giusti mezzi.
Perché signor Cittadino, tanto bravo e capace a difendere la tua voglia di trasgredire, non vedi l’ora di demolirmi con la tua spocchia tutte le volte che passi per strada nonostante voglia solo vedere chi sei, solo quello…???
La tua dignità, signor Cittadino, credimi, è molto più rispettata di quanto lo sia la mia….e non sono io a dirlo ma i fatti.
Complimenti comunque agli uomini della Mobile di Palermo, gente davvero in gamba che con il loro coraggio, senso del dovere, amore per la propria terra e tenacia hanno consegnato nelle mani della magistratura uno degli individui più pericolosi ancora in circolazione.
A loro e alla loro abnegazione ma anche alle loro famiglie che hanno sopportato mesi di assenza dei loro congiunti non possiamo che dire Grazie.
W la Polizia di Stato!!!

Michele Rinelli – Poliziotto 17/11/2009