Dopo 10 anni dico basta…


Dopo 10 anni dico basta…

Dopo 10 anni dico basta,
dico basta alle sistematiche prese per i fondelli, dico basta alle solite parole di circostanza, dico basta alle situazioni di “comodo” che ogni volta vedo nelle facce di chi “gestisce”, dico basta ai proclami trionfalistici per 5 euro netti in più sullo stipendio: la mia quota sindacale me la spendo una mattina al mese al bar.
Sono 10 anni che mi lascio “abbindolare”, economicamente, dai proclami e dalle mirabolanti avventure che si svolgono “in sede di contrattazione”, sono 10 anni che sento chiedere più tutele, più diritti,più equipaggiamenti ma alla fine siamo sempre fermi sulle solite posizioni, sempre più abbandonati a noi stessi, sempre più in preda ai deliri disfattisti di tutta la politica trasversalmente concepita.
Ora dico basta, almeno moralmente; quella quota mensile me la tengo in tasca, magari la regalo al barbone molesto del centro città, incazzato perché non ha i soldi per la colazione, la do a lui, mi serve di più, mi risolve anche l’intervento datomi dalla centrale operativa: tanto se sbaglio sarò sempre e solo io a pagare e a difendermi e non ho certo bisogno, grazie a Dio, della penna di un sindacalista di provincia, per scrivere le mie controdeduzioni….e se un errore grave commetterò, pazienza, andrò da un avvocato.
Non ho bisogno nemmeno di sapere la mia posizione in graduatoria per tornare trasferito a casa: a casa ci sono già e le graduatorie sono trasparenti sulla rete intranet della Polizia: grande il potere dell’informatica!
Non ci credo nelle logiche del sindacato, non ci credo nella tutela del poliziotto con i presupposti politici di questo periodo, non ci credo anche in relazione al nostro regolamento di servizio, ricalcato da quello militare, di concezione borbonica, non al passo con i tempi, capace solo di dire tutto e il suo contrario dando l’opportunità, non di rado, di far difendere, dai sindacati stessi, taluni personaggi assolutamente indifendibili.
Cosa ci sto a fare iscritto a una qualsiasi sigla del panorama sindacale della Polizia Italiana quando comunque se hai bisogno di una stupidaggine, anche solo una camicia dell’uniforme ordinaria, ti rispondono che non ci sono ?
Magari puoi accettarlo una volta, due volte ma in dieci anni innumerevoli sono state le volte in cui ho sentito rispondermi picche….un sindacato che non può oggettivamente farsi carico e risolvere i problemi, specie quelli piccoli, del personale, è un sindacato, una struttura, che non ha alcun senso di esistere.
Spesso leggo le attività, memorial, proposte, rivendicazioni, sensibilizzazioni, tutte manifestazioni importanti che vengono continuamente vanificate dal sistema, da quella vera mancanza di contrapposizione, vero motore delle battaglie sindacali.
Non crediate che il problema sia solo in polizia, pare un assurdo, ma il sopirsi degli scontri sociali, l’allinearsi alle possibilità del sistema stesso senza poter pretendere davvero miglioramenti reali, favoriti anche dal totale coinvolgimento politico dei primi rappresentati delle sigle sindacali stesse, confederali e non, ha svuotato a tutti i livelli le prerogative e le potenzialità del sindacalismo stesso: come puoi fare battaglia contro un qualcosa che alla fine è diventato parte viva e attiva di te stesso?
Un inutile guerra fratricida che non può che portare all’allineamento dell’intero sistema sindacale dove qualsiasi proposta governativa diventa un ottima opportunità specie se in ballo, nell’immediato futuro, ci può essere una poltrona in parlamento per i maggiori rappresentanti delle “Categorie”.
Nomi illustri che tutti ben conosciamo hanno avuto come palestra politica il sindacato vanificando, con il successivo e reale passaggio alla politica, il vero potere di contrattazione e di lotta che ha caratterizzato il mondo del lavoro nel ventennio 1970-1990.
Ed è per questo, per questo evidente fallimento del sistema sindacale che non riesce più a pretendere nulla da se stesso proprio perché parte dello stesso sistema che dovrebbe concedere e dare a seguito di giuste rivendicazioni, che lascio.
Se il sistema sindacale “Civile” che ha a disposizione un arma letale e temutissima qual è lo sciopero ha enormi difficoltà, di questi tempi, a ottenere giusti riconoscimenti in termini di condizione lavorative come posso avere fiducia nel sindacalismo di Polizia, Istituzione che offre sul mercato del lavoro un prodotto, la Sicurezza, non monetizzabile e per giunta senza l’opportunità, attraverso lo sciopero, di far capire ai cittadini quanto questa è, nonostante l’impalpabilità, così importante per il bene comune ?
Giusto non avere diritto allo sciopero, avvilente vedere l’approfittarsi da parte del sistema di questo diritto negato a gente che ancora, su molti fronti, non viene considerata nemmeno un lavoratore.
Molte cose positive sono state fatte dai sindacati di Polizia dal 2 Aprile 1981, moltissimi i sacrifici fatti da certi colleghi che pur di avere taluni diritti hanno subito enormi vessazioni, sino ad essere anche destituiti; innegabile e sacrosanto riconoscere a molti sindacalisti seri, del passato e del presente, enormi sforzi e grandi conquiste ma quel enorme spinta evolutiva, quel meccanismo virtuoso e positivamente funzionale alla nostra categoria di lavoratori, purtroppo, è finito da tempo.
Spero le cose cambino, un giorno….ma quel giorno temo sia ancora molto, molto lontano.

Michele Rinelli – Poliziotto 09/10/2009