E’ facile dire “Lavoratori”


E’ facile dire “Lavoratori”

Facili domande, difficili risposte; questo probabilmente potrebbe essere l’assioma che più si addice alle mille sfaccettature di una professione, quella del Poliziotto, tra le più romanzate, specie in Italia negli ultimi 10 anni.
Ed è di facili domande che quotidianamente ci nutriamo, anche attraverso queste pagine, per portare avanti un progetto di comunicazione che si intreccia a doppio filo con le logiche multimediali di un blog e un vecchio diario di avventure tanto caro alle generazioni giovanili negli anni ’70.
Da questo diario che certamente non vuole essere quello del famosissimo “Capitano Kirk” dell’Enterprise ma solo un modo come un altro per buttare negli occhi di qualche veloce lettore qualche pensiero e qualche riflessione in più; da qui quindi mi chiedo perché non debbo essere considerato un lavoratore come un altro?
Facile la domanda, appunto, più difficile la risposta, come dicevamo all’inizio.
Possiamo magari prenderci un pochino in giro cercando di metterla sul romantico: il poliziotto arresta i cattivi, sta dalla parte dei buoni, è un lavoro idealmente pericoloso, non può certamente essere considerato un lavoro alla stregua di un altro.
Quasi quasi da dentro la mia divisa comincio a sciogliermi, mi gongolo nella riconoscenza di siffatta affermazione ma quando analizzo altre cose mi ritrovo solamente sotto una scarica di schiaffoni che solo il famosissimo collega “Maresciallo Girardi” riusciva a scaricare addosso al buon “Bombolo” in quel filone poliziottesco trash anni ’70.
“Bombolo”, icona della faciloneria e della schiettezza tipicamente romana, richiama nella mia mente che, schiettamente, non siamo visti come lavoratori alla stregua di altri, anzi, con noi si possono abusare di un sacco di leggi per fare in modo di risparmiare, come il bilancio attuale impone, davvero molti soldi.
Non so se sia colpa della gestione del pubblico impiego, più in generale, non so se derivi da quella consapevolezza tutta italiana che ciò che è statale è necessariamente lento, inefficiente e dispendioso, non capisco se sia colpa delle nostre pause al bar dove le persone non di rado pensano che siamo solo capaci di farci offrire il caffè dal barista utilizzando la nostra divisa – cosa che peraltro non mi riguarda, (io il caffè lo pago sempre! ) – oppure di tutti quei anni in cui l’uomo in uniforme era visto, specie in alcune realtà rurali, come quello che abusava della divisa stessa per proprio tornaconto e proprio interesse.
Il fatto è che anche se la gente erroneamente, nella maggioranza dei casi, pensa che siamo dei ruba stipendi e che di fatto portiamo a spasso una divisa a consumare benzina, dall’altro pare che anche la stessa politica sembra voler aderire a questo concetto populista che poco si addice a una popolazione moderna e attenta quale dovrebbe essere quella italiana.
Si sono consumate le migliori ideologie post belliche nel cercare di trovare nel poliziotto il male assoluto, la feccia della società, il vero obbiettivo da combattere per avere uno stato migliore, libero da imposizioni e scevro da influssi antidemocratici….peccato che non siamo altro che una parte viva e integrata dello Stato stesso, la Polizia è lo specchio in primis della società e poi della politica alla base della società stessa.
Quando ero militare, e non parlo di quando ero una Guardia di PS – nel 1981 avevo si e no 3 anni – mi dicevo che era tutta colpa delle stellette, che con quelle stellette le vessazioni erano all’ordine del giorno e di quelle potenti lobbie composte dagli ufficiali non dovevo che avere assoluto rispetto facendo venire prima il grado e poi successivamente valutare, ma solo molto dopo, la persona.
Oggi che le stellette non le ho temo di non aver risolto molto, alla fine certi uni e certi altri fanno comunque come meglio credono….funziona così!!!!
Quando indossai la giacca blu mi dissero che c’erano i sindacati, ho pensato: “Finalmente, allora qui SI che qui siamo lavoratori….”
Questi sindacati poi, ne potevi scegliere per tutti i gusti, verdi, gialli, a pois, a strisce dorate, pezzati….persino quelli “Neri” e “Rossi”; praticamente quegli stessi che per anni sono stati sempre in prima linea a organizzare movimenti di rivolta, colpendoci in primis durante le manifestazioni, per demolire quello stato che noi cercavamo di difendere e far rispettare…e pure nella 121 sono sicuro che quei sindacati così chiaramente colorati, nella Polizia degli Italiani, non ci possono stare…un’altra facile domanda dalla difficile risposta.
Con quella giacca blu quindi sin dai primi attimi mi sono sentito più tutelato, più protetto, un lavoratore, di quelli veri, come quelli della Fiat o della Pirelli, quelli che “se sgarri un contratto” levata di scudi immediata per ottenere, in trattative anche fino a tarda notte, il giusto compenso per le giuste ore di durissimo lavoro che quei lavoratori svolgono quotidianamente, così come giusto sia!
…e invece…invece no, io sono un Poliziotto non un metalmeccanico, non ho le stellette ma un importante legge come la 121 che limita come fossi un militare, giustamente, la mia libertà perché non sono un lavoratore come tutti gli altri, è evidente!!
Non mi spetta il diritto di sciopero; giusto !!
I cittadini devono poter contare sulla Polizia tutti i giorni a tutte le ore.
Non posso manifestare con la giacca blu addosso; giusto !!
La Polizia non deve protestare con un simbolo come l’uniforme con cui tanta gente è morta per portare avanti degli ideali veri.
Ma se non posso scioperare il mio datore di lavoro come farà a concedermi il giusto riconoscimento per il mio operato??
Quando potrà apprezzare il mio vero ruolo di lavoratore se mi avrà sempre e comunque in prima linea nonostante tutto ?
Facile domanda, difficile risposta anche questa se non riassumendo il tutto che, in fondo, non sono un vero lavoratore! – Questa l’amara verità! –
L’ha detto anche il Ministro La Russa qualche giorno fa definendo i Benemeriti Carabinieri più efficaci e più efficienti perché militari….e i militari, forse, non sono lavoratori (!!!??!!)
Lo confermano i contratti scaduti e rinnovati le cui trattative non si protraggono mai dopo le 19.00.
Lo confermano le cifre a cui abbiamo dovuto rinunciare: con l’ultimo contratto approvato abbiamo perso 2 anni di arretrati…e di questi tempi sono soldi davvero tanto tanto importanti.
Lo confermano gli straordinari degli ultimi mesi che da gennaio non sono stati ancora liquidati….un lavoratore vero metterebbe a ferro a fuoco un azienda di fronte a un simile ritardo…per non parlare del fatto che l’ora straordinaria, per me, vale economicamente meno di quella ordinaria ma questo è un altro discorso (forse!).
Allora a questo punto non sforziamoci di apparire lavoratori, non cerchiamo di adempiere sempre e comunque ai doveri del nostro ufficio, voltiamoci dall’altra parte anche dopo l’orario di servizio se davanti ai nostri occhi qualcuno dovesse avere bisogno del nostro intervento, tanto non stiamo “lavorando”!
Rassegnamoci solamente ad essere i servi del potere, come qualcuno crede davvero nel suo intimo siamo.
Già la so la risposta, già so la reazione: siamo Poliziotti e il Giuramento l’abbiamo fatto davanti alla bandiera per cui sono morti troppi colleghi e troppi uomini veri!
Nonostante tutto quello che NON rappresenta davvero il panorama sindacale mai rinunceremo a fare quello che quel importante giuramento ci impone.
…e domani, come sempre, di nuovo al “Lavoro”, di nuovo su quella volante!

Michele Rinelli- Poliziotto – 23/04/2009