Fiducia: -“Pensare bene a priori di una persona e credere alle sue parole.” ( WIKIPEDIA )


Fiducia: -“Pensare bene a priori di una persona e credere alle sue parole.”
( WIKIPEDIA )

La fiducia, un elemento importante che dovrebbe caratterizzare molti dei rapporti esistenti nella civile convivenza del nostro tempo, senza la “Fiducia” molte delle attività esistenti su questo nostro sgangherato pianeta non potrebbero essere nemmeno pensate.
Ogni giorno riponiamo fiducia in qualcuno o in qualcosa basti solo pensare a quelle che riponiamo nei confronti degli amici, della propria compagna/o, figli a cui spesso confidiamo e affidiamo tutta la nostra vita ma pensiamo anche, per essere un pò più venali, a quella che riponiamo nelle banche, nei promotori finanziari, negli amministratori di condominio, gente che senza la nostra assoluta fiducia potrebbe non solo renderci la vita più difficile ma in taluni casi distruggerla completamente così come molto spesso i fatti di cronaca riportano.
“In God we Trust”: “In Dio abbiamo fiducia”, questo è il motto di una delle più importanti democrazie del mondo, quella degli Stati Uniti d’America, la fiducia come elemento di aggregazione, di unità, di stimolo per il raggiungimento in Dio e con Dio degli alti valori democratici che un motto come quello vuole rappresentare.
Se la fiducia è quindi un elemento cardine della democrazia nel nostro lavoro la fiducia rappresenta uno dei principali motori e valori che dovrebbero muovere le nostre coscienze, il nostro vivere quotidiano e tutto ciò che, lavorativamente e umanamente, passa per le nostre mani proprio perché Poliziotti.
Una fiducia che il cittadino dovrebbe riporre nei nostri confronti in maniera incondizionata senza paure ne timori di sorta, nella netta certezza che il nostro operato non può che essere scevro da pregiudizi, condizionamenti, sensi di vendetta, rivalsa o semplicemente carrierismo.
Sappiamo bene però che chi svolge questo mestiere non sempre è libero da taluni coinvolgimenti, non sempre riesce a mettere avanti quei valori che quella fiducia in noi riposta ci pone davanti quotidianamente: gli infedeli e gli indegni ci sono in ogni categoria e la Polizia, purtroppo, non è certo immune.
Potrebbe essere consolante, affrontandolo con un desolante “Mal comune mezzo gaudio” , che tutte le istituzioni, negli ultimi anni, hanno subito un enorme processo di delegittimazione e di sfiducia da parte dei cittadini e in questo uragano fatto di scandali, carte bollate, avvisi di garanzia e scoop televisivi alla “Striscia la Notizia” non potevano purtroppo non essere coinvolte tutte le forze dell’ordine.
Un moto negativo che appare sempre più inarrestabile, una voglia quasi di esautorazione del potere costituito da parte di una buona parte dei cittadini che dovrebbe far riflettere non solo la Polizia che, come detto, è vittima tanto quanto altre istituzioni, ma la politica tutta di questo paese che non riesce, evidentemente, a instillare nel cittadino piena fiducia nei propri apparati.
La sfiducia, palpabile in ogni dove, da nord a sud dell’Italia, ha assunto una rilevanza importante nella tristissima vicenda di cronaca a Pistoia dove due Maestre di un Asilo nido sono state arrestate per violenza su minori.
Un reato di uno squallore tale da suscitare non solo incredulità ma anche sfiducia in quello che le Forze dell’Ordine, la Polizia di Stato, aveva rilevato nel corso delle indagini.
Infatti uno dei primi lanci dell’agenzia di informazione “Ansa” testualmente cita: -“ Dal portone dell’asilo nido esce una mamma visibilmente adirata e grida più volte vergogna verso i poliziotti che da tempo sostano davanti al cancello del nido. “Si, ho gridato vergogna verso i poliziotti perché non si compiono azioni di questo genere davanti a bambini piccoli nel pieno dell’attività, potevano usare altri metodi” ”.
Credo purtroppo che in molti siano coloro i quali hanno pensato e valutato la situazione come questa donna, in tantissimi credo abbiano avuto un sussulto ad aver pensato a dei poliziotti che stavano entrando armati, in un asilo nido, per arrestare due bravissime maestre – come se l’arma fosse sempre tenuta in pugno pronta a sparare !!??!!- .
Credo francamente che quei colleghi, alle grida di quelle persone, non sapessero se ridere o piangere, se davvero stessero assistendo alla scena di un film comico o alla disfatta di una professione, quella del Poliziotto, che molto spesso viene messa in discussione anche quando sta adempiendo egregiamente al proprio dovere.
In quell’asilo si stavano compiendo delle violenze nei confronti di piccolissimi esseri umani che non potevano essere difesi se non dall’arrivo della Polizia che, mentre quelle scene si stavano compiendo, d’urgenza ha dovuto chiamare il magistrato per avere l’autorizzazione ad intervenire: troppo duro, troppo cattive quelle sequenze in diretta dalle telecamere nascoste, per aspettare che i bambini uscissero tutti da scuola e portare via da quella scuola quegli esseri di razza disumana.
Polemiche poi ci sono state, il giorno seguente, a seguito della diffusione delle immagini viste da quei Poliziotti, una sequenza che anche chi scrive avrebbe voluto non vedere, che tanta rabbia ha provocato non solo in me, fortunatamente, nel vedere innocenti creature trattate con inumana violenza.
Una sfiducia quindi che ha reso necessaria la diffusione delle immagini perché, purtroppo, in Italia siamo tutti diventati come “San Tommaso” – “se non vedo non ci credo” -….e per come vanno certe cose è difficile dare torto a certi concittadini.
Una sfiducia che ha visto pullulare nel noto social network “Facebook” centinaia di “Gruppi” contro queste due ignobili maestre , in alcuni casi vere e proprie minacce di morte che, da quel che sappiamo, anche nelle carceri di Sollicciano (Fi) non sono mancate.
Situazioni sociali allarmanti queste se associate alla sfiducia sino a qui esposta.
Una realtà questa che vede il nostro paese vittima di se stesso, un paese che evidenzia palesi incapacità di fornire reali e forti risposte di giustizia con il pericolo che, tra non molto, assisteremo a un sommario giustizialismo del popolo se non si correrà a breve a sanare questa situazione.
Uno Stato con istituzioni sfiduciate associate a reazioni popolari di così forte portata non può non far riflettere questa nostra classe politica che, probabilmente, da queste parole riesce a intravedere inutili “Cassandre”.

Michele Rinelli – Poliziotto 07/12/2009