Immagini e disperazione Dalla Libia la Soluzione ?


Immagini e disperazione
Dalla Libia la Soluzione ?

Il Valore delle immagini nella società contemporanea pare essere sempre più inestimabile; dagli scandali di una futura pseudovelina che tanto hanno avvelenato l’appena conclusa campagna elettorale a quella più provocatoria e certamente discutibile esibita da Gheddaffi, dittatore Libico, che in visita ufficiale in Italia, forse, poteva risparmiarsi l’esibizione di un icona che tanto sapeva di rivalsa e sfida culturale nei confronti del nostro paese.
Se da un lato sua altezza Gheddafi è stato certamente poco gentile con il paese che lo sta ospitando in questi giorni dall’altro non si può non apprezzare, dal punto di vista di un cittadino Libico, il fatto che pur feriti dallo scempio fatto oltre 70 anni fa dalla lucida e deprecabile follia del dittatore Italiano la visita del loro capo di Stato non deve rappresentare una capitolazione, non un ipocrisia dei tempi ma solo un modo per far crescere e avvicinare lentamente la Libia alle ricchezze dell’Europa e dell’occidente intero.
Una visita storica, non si discute, un vero successo della diplomazia, un segno dei tempi che cambiano ma assai triste appare valutare quante immagini ben più gravi e ben più vicine a noi nel tempo vengano in qualche modo ignorate da quegli stessi governanti del bel paese, di qualsiasi colore politico, che ogni giorno, specie in certi periodi dell’anno, assistono quasi impotenti alla disperazione delle umane genti che approdano con speranza e voglia di ricominciare sulle nostre coste senza che però, chi li accoglie, possa dare loro vera speranza di riscatto e rinascita.
L’Italia per eccellenza ha sempre avuto la fama di paese accogliente, tanti sono gli immigrati che negli anni sono riusciti a trovare una giusta collocazione all’interno del nostro tessuto sociale adattandosi con rispetto e senso di umiltà alle nostre leggi, ai nostri usi e ai nostri costumi in taluni casi facendoli diventare propri.
Molti altri purtroppo sono coloro invece che in totale dispregio della nostra cultura, delle nostre leggi e delle nostre usanze arrivano sulle nostre coste con il solo scopo di depredare il suolo Italiano approfittando della mitezza delle nostre leggi, delle difficoltà di accoglienza reale che da anni dimostriamo, della buona dose di tolleranza che gli Italiani, ancora, riescono comunque nonostante tutto, a esprimere verso queste folle di disperati.
Non vi è però speranza di migliorare le cose almeno fino a quando non ci sarà una giusta legge, pragmatica ed efficace, che sancisca senza ipocrisie di alcun tipo che il nostro territorio non è un pozzo senza fondo, non è l’america del boom economico, non è lo Stato che può permettersi di accogliere tutto e tutti indiscriminatamente.
Perché se da un lato le leggi fatte hanno alternato periodi di enorme tolleranza, spacciata come integrazione, e periodi di enorme rigore, spacciato come pugno di ferro, di fatto tutte le leggi sino ad oggi approvate hanno semplicemente favorito chi, in qualche maniera, approfittava dello stato di clandestinità per sfruttare il nostro suolo patrio come un parassita, nella fondata e spesso dimostrata speranza che, tutto sommato, l’impunità, in Italia, è possibile.
Una sequenza di accordi internazionali si sono susseguiti nel tempo, dalle polemiche con la Romania, degli ultimi mesi, dove avremmo dovuto mandare i loro connazionali a scontare le nostre pene nella galere Rumene (peccato che siano ancora tutti qui) a quelle con le autorità nord africane, una per tutte la Libia, che nulla sembra possano davvero contro l’orda di disperati che affollano quelle carrette del mare troppo spesso causa di morti e vere e proprie tragedie umanitarie.
In realtà non credo che non si possa davvero nulla perché, non so nelle vostre realtà, ma nella mia da quando la Romania è diventata “Europea”, ad esempio, i suoi cittadini sono diventati molto più virtuosi a parte qualche episodio di stupro che, a mio avviso, era solo una modaiola tendenza mediatica di ricerca del “Mostro…rumeno”!
Come non credo, francamente, che non si possa nulla per fermare quelle “Noci” galleggianti che solcano il mediterraneo dal Nord Africa alla Sicilia, come non credo non si potesse puntualmente rispedire al mittente tutti coloro che, per varie ragioni, non potevano avere accesso al suolo Europeo.
Non ci credo perché se in Italia il più grosso problema dell’immigrazione è la provenienza geografica dell’immigrato perché non favorire l’immigrazione “Certificata” rispetto a quella totalmente clandestina???
In Italia se non sappiamo da dove arriva un immigrato clandestino, perché senza alcun tipo di documento, facciamo enorme fatica a rimpatriarlo, dall’altro non possiamo pretendere che uno stato estero riconosca come proprio un suo cittadino che magari in patria era solo un problema, un costo, un delinquente.
Chiaramente gli inespellibili perché di patria “sconosciuta” ci toccherà sempre tenerli qui perché i CIE (Centro Identificazione Espulsione ex CPT), nati per dare il tempo alle autorità italiane di rintracciare la nazionalità di un individuo, dopo 60 gg, sono costretti a lasciarli liberi per poi porre giustamente fine a quella che di fatto è senza mezzi termini una detenzione giuridicamente discutibile per la giurisprudenza del nostro paese….fino al prossimo controllo di Polizia a seguito del quale, non di rado, verrà riaffidato ai CIE.
Vi sarebbe però un’ulteriore strada da intraprendere per fare in modo di trovare una vera integrazione a queste masse di disperati: favorire l’immigrazione documentata.
Un immigrato che arriva su un barcone della speranza se titolare di passaporto ordinario non può, ad esempio, avere subito un permesso di soggiorno di 6 mesi o un anno per ricerca prima occupazione?
Superato il periodo concesso se non regolarmente occupato lo stesso, grazie al passaporto, non può che essere rimpatriato….grazie alla certezza della provenienza determinata dal passaporto. Qualsiasi paese estero non può non riprendersi un suo cittadino con tanto di documento valido per l’espatrio.
Oggi, ancora e con l’amaro in bocca, dopo anni di fallimenti, discutiamo degli accordi con la Libia, delle polemiche su un immagine “giustamente” ostentata al mondo dal suo Leader in visita in Italia perché, “è ovvio” – almeno all’estero -, un popolo non deve dimenticare gli scempi della sua storia, come è uso fare lungo tutto lo stivale.
Spero solo che la strada intrapresa dall’attuale compagine di governo sia quella giusta perché sino ad oggi ne Turco-Napolitano ne Bossi-Fini hanno avuto ragione di un tema, quello dell’immigrazione, che come tanti altri andrebbero trattati con senso di responsabilità, umanità e giusta dose di pragmatismo senza facili proclami ne manovre emergenziali che servirebbero, per l’ennesima volta, a svendere l’Italia allo Straniero…quello delinquente però!

Michele Rinelli – Poliziotto – 12/06/2009