La Coscienza di Chi ce lo fà fare(??)


La Coscienza di Chi ce lo fà fare(??)

Cari Colleghi

Io non so nei vostri reparti cosa accade, non so quello che avviene tra le mura dei vostri luoghi di lavoro, ma quello che vivo io ora, in questo momento, è un misto di amara rassegnazione e voglia di rinascita sincera, vera e reale.
E’ difficile spiegare a chi non vive certe cose cosa significhi, tante volte, sentirsi davvero in balia di se stessi e della propria capacità e coscienza nei confronti di un sistema che poco tollera, non solo le storture insite nel sistema stesso, a cui nessuno può davvero porre rimedio, ma anche che tu, umile servo della gleba, cerchi di ovviare dal basso della tua sempre e comunque ridotta esperienza, a tutte le carenze che, gioco forza, questo sistema da anni sempre più ci impone quotidianamente.
Svolgiamo un lavoro importante, lo riconoscono tutti, anche quelli che spesso e volentieri ci vedono come antagonisti, assassini, sanguinari fascisti, molti di loro molte volte si ritrovano a doverci chiedere aiuto per poi, poco dopo, sputarci contro perché, dicono, era semplicemente nostro dovere aiutarli.
Il dovere, che bel concetto, alto valore civico e morale viene attribuito a uno dei principali verbi della nostra grammatica, il dovere che diventa sostantivo ricco e basilare che deve per forza di cose essere aggettivo caratteristico di ciascuno di noi Poliziotti. Cavolo, il dovere è una cosa seria ma non sempre si è in grado di adempierlo nel migliore dei modi specie quando, come già detto, è il sistema stesso che fa di tutto per svuotarlo di qualsiasi connotazione positiva.
Troppo difficile ormai è diventato adempire alla nostra missione specie in questo periodo dove chi ci comanda pare non capire, non vedere, non valutare, interessandosi a noi, agli “Operai”, solo quando si fa “il pezzo” che diventa per loro un pezzo di carriera, un pezzo di vita, merce di scambio.
E per quel pezzo, certe volte, mi vengono tanti dubbi, ci sono persone e colleghi che per “Un Pezzo” si venderebbero la mamma o l’anima al diavolo pur di far bella figura ma, forse, “Il pezzo” non và proprio d’accordo con il “Dovere”. “Il pezzo” alle volte è così importante che non importa come, l’importante è arrivarci, devi fare i salti mortali, devi fare cose che non sai fare, che non hai mai fatto, che qualcuno qualche tempo fa ti avrebbe detto come farle ma, l’incompetenza e la non curanza di chi ci gestisce, non di rado, azzera generazioni di esperienza lasciandoci in balia delle situazioni spesso difficili da affrontare senza il supporto di quella vita da “sbirro” vissuto di tanti colleghi “trasferiti a domanda”…. che spesso chiamiamo Ispettori. (Quando c’erano ed esistevano….gli Ispettori, quelli veri!!!)
Come si fa ad azzerare l’esperienza di un ufficio??
Come si fa a chiedere “i pezzi” senza chi quei pezzi sa comporli adeguatamente indirizzandoti nel miglior modo possibile?? Perché pretendere dal nulla un lavoro così delicato è difficile??
Noi siamo uomini come gli altri e come altri sbagliamo, spesso, per inesperienza ma la nostra inesperienza non può e non deve gravare sul futuro e sulla vita delle persone che in questo lavoro coinvolgi….e se ti và male la tua inesperienza ti porta pure ad essere additato al pari del delinquente che hai arrestato: è facile con i mass media di oggi ribaltare le carte e passare per un carnefice.
Cari colleghi non so da voi cosa accade, forse non lo voglio nemmeno sapere, oggi; ma quando sento il mio primo e supremo capo, il Ministro Maroni, dire che i tagli alla sicurezza sono una bugia io mi chiedo con quale coscienza questo nostro capo ci chiede di continuare? Con quale forza dovremmo sperare di poter sentire i nostri vertici più prossimi vicini al nostro operato quando, da certe dichiarazioni, il primo a scaricarci è proprio il nostro Ministro?
Sappiamo bene tutti che su quelle strade siamo soli e forse ci siamo anche un pò abituati a questo ma difficile è non percepire, specie ora, che quella solitudine si sta sempre di più rivelando vero e proprio abbandono.
Ma a noi, cari colleghi, ancora, chi c’è lo fa fare?

Michele Rinelli – Poliziotto – 10/03/2009
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