La lunga notte…della Polizia di Stato


La lunga notte…della Polizia di Stato

Dopo una lunga notte di servizio è inevitabile sentire il peso della stanchezza e forse questa nostra Polizia è nel momento più duro e difficile della sua notte.
Quando arrivano le 03.30 – 04.00 del mattino devi scendere dalla volante, sgranchirti le gambe, una buona boccata d’aria, meglio se fredda, e provi a ricominciare sperando di superare presto le ore 05.00 per mettere definitivamente fine a quel torpore e voglia di coperte e materasso che inevitabilmente ti colpisce tutte le notti di ogni turno.
Di questa notte che la Polizia di Stato pare attraversare non si intravede però la fine, anzi, sembra che l’orario difficile non stia affatto passando ma si stia allungando sempre di più….l’agognata colazione di fine turno sembra non arrivare mai!
Ed è così che la stanchezza si accumula, prende il sopravvento, decidi di “parcheggiare” la volante a lato strada perché, “cavolo”, questa notte non passa davvero mai e piuttosto che andare a schiantarti su qualche platano è meglio se ci fermiamo, rallentiamo….
E’ una stanchezza che però diventa cronica, deprimente, logorante, una stanchezza priva di soluzioni, di interlocutori, di risposte e speranze.
Ti chiedi ancora e sempre di più quando potrai scendere da questo “sedile” per sentirti appagato, soddisfatto e considerato un individuo che lavora e non solo ed esclusivamente un numero che deve necessariamente coprire un servizio: importante, basilare, unico e, forse ancora per qualcuno, speciale.
Forse aveva ragione una mia “Ex” quando mi ha lavorativamente paragonato a un extra comunitario sfruttato nella raccolta dei pomodori: tante ore di lavoro, tanti sacrifici e pochissima considerazione….ma io ci credevo e ci credo, anche se è difficile!
Quando scendi da quella volante ti appare tutto brutto, vecchio, privo di stimoli, cerchi qualcuno che ti possa in qualche modo scuotere da questa situazione, ti dicono che esistono i sindacalisti e i sindacati ma presto ti accorgi quanto siano distanti anche loro dalle vere logiche del lavoro reale, di quanto siano fuori da certe vere dinamiche del servizio, non puoi fare altro che rilevare che anche loro sono diventati sempre di più negli anni venditori di fumo.
Poveri sindacati, poi, cosa dovrebbero mai fare??
Quando ti scontri con il potere, quello vero, quando entri nei palazzi del potere, quello politico e ricchissimo, come puoi non venirne rapito, suggestionato, ammaliato?? – sono uomini ! –
Che valore può continuare ad avere il collega “Vecchio” che chiede il cambio su quella volante e aspetta che, magari, anche grazie al lavoro del sindacato, qualche giovane “Pinguino” in più arrivi a rimpinguare le fila??
Che valore può avere la sicurezza o le dotazioni del “collega” – che forse ormai non senti più nemmeno tale – davanti allo sfarzo, ai sogni, alle promesse di un “Tavolo delle trattative” davanti al “Miglior contratto possibile” ?
Contrapporsi al potere vero e forte senza una vera forza contrattuale come può essere il diritto allo sciopero equivale a diventare necessariamente proni al sistema e alle sue logiche….e questo non lo dico io ma la storia dei nostri sindacati in quasi 30 anni, meglio era, forse, rimanere militari per certi versi.
Siamo vecchi, siamo stanchi, siamo demotivati e poco orgogliosi del nostro Corpo e non sappiamo fare altro che lamentarci, da buoni italiani, che sanno rivendicare solo molti diritti e pochi doveri; se questa nostra cara Polizia è così malconcia, probabilmente, sarà anche colpa di chi la gestisce ma forse anche di chi ne fa parte…la verità su certe questioni è sempre nel mezzo.
Siamo diventati vecchi perché vecchi ci hanno fatto diventare, in tutti i sensi, – vedi taglio delle assunzioni – non riusciamo a superare alcuni empasse della recente storia, – G8 di Genova ad esempio – abbiamo dei sindacati che per quanto moderni solo ora cominciano a capire che ci stanno togliendo la terra sotto i piedi quando sono anni ormai che i segnali sono chiari in questo senso….forse perché, come detto, quasi completamente scollati dalla base e ammaliati dalla politica che ti riempie di parole, promesse, pochi fatti….e qualche poltrona ???
Ci stupiamo ancora della cavalcata delle Municipali, della forza che riescono a mettere nel loro lavoro e dell’orgoglio con cui lo fanno…orgoglio che noi abbiamo perso da anni.
Perché?
I motivi probabilmente sono diversi uno per tutti però credo sia indiscutibile: noi non abbiamo futuro, per noi non ci sono prospettive, noi non abbiamo possibilità di miglioramento, almeno per ora; io stesso in 10 anni di Giacca Blu non ho avuto alcuna possibilità di carriera, di avanzamento, di stimolo; non un concorso, non una selezione, pochi i corsi e le possibilità di vero aggiornamento professionale, tutti comunque strutturati sempre nella logica del risparmio e del taglio di bilancio.
Le Municipali, invece, basta guardarle: macchine nuove, divise comode e ben studiate, strutture e comandi nuovi e di nuova costruzione ma soprattutto un futuro, un rilancio, una considerazione politica ed economica evidente su più fronti, lo stesso Ministro degli Interni che non fa altro che parlare del loro ruolo, della loro importanza, delle loro potenzialità dimenticandosi, forse, che esiste quella Statale, la POLIZIA DI STATO, che ha davvero fatto, nel bene e nel male, l’Italia regalando alla bandiera centinaia di suoi figli.
Ci sentiamo anche un pò orfani di noi stessi e, per assurdo, è quasi bello vedere le fiction in TV che ti permettono ancora di sognare e sperare nella Polizia che vorresti.
Il turno di notte finisce sempre, per fortuna, la mattina arriva sempre e sentire per radio le volanti che montano alle 07.00 è sempre un sollievo, anche la mia notte è finita grazie al cielo ma….questa lunga notte della Polizia di Stato “Ha dà passà”…. ancora!

Michele Rinelli- Poliziotto – 02/04/2009