La riforma della Riforma, dopo 30 anni cambia la 121/81


La riforma della Riforma, dopo 30 anni cambia la 121/81
….sicuri che si cambia davvero?

Pare affacciarsi l’alba di un nuovo giorno per quanto riguarda la Pubblica Sicurezza; com’è noto il Ministro degli Interni Roberto Maroni all’ultima festa della Polizia di Stato a Roma ha finalmente annunciato che è in progetto una sostanziale riforma del sistema, riforma che negli ultimi giorni pare sembra essere davvero nei pensieri dei politici nostrani dato che il premier Berlusconi ha confermato ulteriormente questa ipotesi.
Appare evidente da più di qualche anno che il sistema necessiti di correttivi ma la sensazione personale che traggo dalle vicende che si affacciano sul panorama politico nazionale è che questa annunciata e sperata riforma, che tutti auspichiamo da tempo, non sarà che l’ennesima dimostrazione di quanto i Politici Italiani siano capaci di stravolgere tutto per non cambiare davvero nulla.
Recentemente il premier Berlusconi, a Firenze, ha annunciato un ulteriore intervento dei militari a sostegno dell’ordine pubblico, una misura che da mesi osteggiamo e riteniamo, non solo noi singoli operatori ma anche le organizzazioni sindacali, dispendiosa e inutile che snatura quello che dovrebbe essere il vero compito di talune istituzioni; la militarizzazione delle città con personale in stellette e mimetica appare non un rilancio dello stato di diritto ma una capitolazione dell’autorità dello Stato stesso che, con questo sistema, aumenta solo la confusione e lo scoramento di chi quotidianamente vuole fare il mestiere del Poliziotto senza lesinare nulla né combattere con le inefficienze di uno Stato che ormai da anni, progressivamente, non fa altro che tagliare fondi, forniture e mezzi.
Se una grossa riforma bolle nelle pentole del viminale forse è il caso di chiedersi cosa effettivamente scaturirà da questa prossima esperienza, a distanza di 30 anni dalla 121/81, che ha di fatto istituito la Polizia di Stato sulle ceneri del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.
I segnali per chi scrive, per chi indossa l’uniforme a Giacca Blu, paiono non essere assolutamente confortanti, almeno per quello che sarà il futuro della Polizia di Stato.
L’oggettività allo stato attuale è che siamo in progressivo smantellamento, mezzi, forniture, materiali paiono essere davvero merce rara come a significare che, in fondo, non ve ne sarà più bisogno, per non parlare dei presidi territoriali, i più colpiti quelli delle stradali, che negli ultimi 10 anni sono stati letteralmente decimati, anche questi, forse, a seguito della consapevolezza che, la Polizia Stradale fiore all’occhiello e prima vera specialità della Polizia di Stato potrà essere rimpiazzata senza problemi dalle Municipali.
Le Municipalità, vera e pesante mannaia degli ultimi anni per noi.
Dai sindaci pare arrivare la vera svolta della Pubblica Sicurezza, da loro sembra derivare il cardine della nuova riforma ma in molti si chiedono, effettivamente, quali saranno le limitazioni o i vantaggi?
Che fine faranno le “Giacche Blu” e cosa ci si deve aspettare nel prossimo futuro in relazione al nostro impiego, al nostro evidente ridimensionamento e alla possibilità di emergere, anche a livello di carriera all’interno di una Amministrazione che a oggi non sappiamo in che termini esisterà ancora.?
Anche i ripetuti attacchi (vedi On. Brunetta e On. La Russa) nonché i ripetuti silenzi del titolare del nostro dicastero, On. Roberto Maroni, non fanno ben sperare purtroppo; la ridicolizzazione e la voglia di farci apparire inefficaci e inefficienti sembrano dare una grossa mano e ripetute spallate al nostro Corpo e al progetto di ridimensionamento e ritiro dal territorio nazionale.
Non starò qui a tessere le lodi di un istituzione in evidente crisi, non starò qui a raccontare di quello che è stata la Polizia di Stato e le Guardie di Pubblica Sicurezza, non starò qui a raccontarvi di poche mele marce ne di tanti validi operatori che quotidianamente non meritano di essere rimpiazzati da nessuno però mi chiedo: siamo sicuri che sia il sistema sicurezza a dover essere riformato e non il sistema Giudiziario??
Un sistema sicurezza senza un sistema Giudiziario rapido, preciso, puntuale e veloce non sarà sempre e comunque un sistema inefficace??
Siamo sicuri che la riforma de “Più poteri ai sindaci” non sia la solita bufala all’Italiana dove cambiamo tutto per non cambiare nulla?
Cosa potrà mai fare un sindaco “Sceriffo” –non da intendersi in senso dispregiativo del termine – se le sue “Guardie” applicheranno regolamenti e leggi che non daranno comunque una puntuale e giusta sentenza, anche immediatamente detentiva?
Per quale motivo far passare i Poliziotti dello Stato come inetti, incapaci, vecchi, – lenti (On, La Russa), – Panzoni (On. Brunetta), quando tutto il contorno spesso lavora inconsapevolmente per vanificare i nostri sforzi, il nostro impegno, la nostra abnegazione?
Qualsiasi sistema lasciato alla fame, senza risorse, uomini e mezzi soccomberebbe come qualsiasi apparato finerebbe allo sfascio se uno dei suoi anelli, specie quelli conclusivi e fondamentali, fossero lenti, inefficaci e estremamente flessibili nel non irrogare i giusti dispositivi di contenimento….come la nostra giustizia.
Insomma, siamo servitori dello Stato, fedeli alla Repubblica, alla Bandiera e “sudditi” di questa politica, diventeremo e saremo quello che deciderà il parlamento sovrano ma, come già detto in altre circostanze, non prendeteci in giro, non fateci vergognare di entrare in un bar o di fermare le persone per strada, non vogliamo essere chiamati ne panzoni ne lumache, vogliamo solo rispetto, mezzi, uomini e possibilità di lavorare al meglio per il bene comune.
Fondamentalmente vogliamo solo essere poliziotti, rispettati e giustamente temuti da chi deve temere la Polizia, quel rispetto e quel timore che non si può negare a chi svolge al meglio il proprio compito, la propria missione, il proprio dovere senza essere derisi e scherniti anche grazie alle infelici battute di uomini delle stesse istituzioni.
Nessuna persona degna di questo aggettivo nega mai rispetto a onesti lavoratori, di qualsiasi estrazione sociale e culturale, noi più di altri forse dovremmo averne di più da certi componenti “Statali” perché servitori di questo Stato, lo Stato Italiano, a cui abbiamo giurato fedeltà ma che troppo spesso ci utilizza come figli sacrificabili e dimenticati “della serva”.

Michele Rinelli – Poliziotto – 04/06/2009