Liberi di fare e di Pensare…


Liberi di fare e di Pensare…

Non vi può essere democrazia senza libertà di pensiero e non può essere democrazia se questa libertà non può essere manifestata senza ricevere odio e gratuita violenza.
Odio e violenza sembrano essere il vero motore pulsante di questa nostra società contemporanea, della nostra democrazia, del nostro vivere civile, in barba ai sani principi di chi ha dato la vita per la nostra Repubblica.
Libertà e Libero Pensiero, grandi conquiste queste che non tutti hanno la fortuna di poter vivere, che che ne dicano certi personaggi il nostro paese riesce, tutto sommato, a garantire, qualsiasi sia il colore del governo in carica, questo principio e questo spazio “di pensiero”, credetemi, ne è l’esempio lampante.
Tanti sono stati nel passato coloro che hanno cercato di far passare questa vetrina come “illegale” ma mai nessuno, di chi davvero avrebbe potuto, si è mai permesso di intimorirci o farci chiudere.
La libertà di pensiero non è una cosa banale, chiunque vuole imporre il proprio, tutti vogliono egoisticamente che ci si uniformi a se stessi: controllare le menti e i pensieri è di fatto il vero grande obbiettivo di chi detiene il potere, qualsiasi esso sia: bianco, rosso, verde o nero non importa, controllare il pensiero significa avere consensi e consensi significa avere il potere.
Ed è in questo tranello che ogni giorno caschiamo, quotidianamente siamo vittime dell’altrui volontà di controllare le nostre scelte, i nostri gusti, le nostre preferenze; ne sono un esempio gli spot televisivi – una volta la chiamavano “Reclame” – o più semplicemente i quotidiani di informazione, quelli di opinione ma anche quelli che si “vendono” come “al di sopra delle parti”, “obbiettivi” … reclamizzano di fatto un bluff, vendendo, alla fine, semplicemente un prodotto perché ciascuno di noi, in fondo, vuole leggere quello che “piace” così da trarne soddisfazione.
Democrazia significa anche libertà di pensiero e non libertà di violenza contro nessuno.
Libertà di pensiero dovrebbe significare anche rispetto per il tutto ciò che è diverso, per cui anche il pensiero altrui, altrimenti non ci ritroveremmo più veramente liberi ma vessati da chi quel pensiero lo può esprimere in maniera più forte, più compatta, più coesa….e alle volte, forse, in maniera più violenta.
Ed è un clima di violenza quello che si respira negli ultimi anni, i segnali sono forti da tempo e da tempo nessuno sembra davvero riuscire a porvi un rimedio.
Ideologicamente sembra di rivedere i sentimenti popolari vissuti negli anni ’70, “Gli anni di Piombo” dove con violenza, disprezzo dell’essere umano, ardore politico, si scendeva nelle piazze al costo della propria vita.
Violenza vera, odio reale, morti e cadaveri veri finivano al suolo, in una stupida guerra fratricida che non ha fatto altro che rallentare la crescita di un popolo, di una nazione, di un grande paese altamente “Acculturato” come l’Italia.
Odiare per fare in modo che non si cambi mai davvero, solo questo sembra che il nostro paese sia in grado di fare, un clima e un modo di pensare già noti alla nostra Repubblica, un sistema che dovrebbe davvero concludersi con buona pace di tutti.
È inaccettabile questo stato di cose, è inconcepibile ancora, dopo tanti anni, ricorrere alla violenza in maniera così gratuita, per ribadire le proprie idee, non è tollerabile assistere a scene come quelle che hanno visto coinvolto ieri sera il Presidente Berlusconi, non è accettabile in un paese “Europeo” e maturo quale dovrebbe essere l’Italia.
Odio genera odio, come violenza genera violenza, sfido chiunque a smentire questo dato di fatto, la storia è piena di corsi e ricorsi che dimostrano questo ma tutti i popoli imparano dalla propria storia tranne il popolo Italiano.
Odiare il proprio avversario politico non serve se non si affossano le sue idee, usare violenza contro quel politico non serve se non si fornisce una vera alternativa alle masse, distruggere una persona per ribaltare un sistema è assolutamente funzionale a quella politica dell’immobilismo.
Quanti morti sono stati immolati alla causa negli anni ’70, quante persone hanno pianto lacrime in nome di una rivoluzione che non c’è mai stata?
Quanti singoli uomini sono stati annientati fisicamente per sovvertire tutto il sistema ?
Quanta gente ha combattuto una vera e propria guerra in nome di quella rivoluzione per ritrovarsi, poi, all’interno di quello stesso sistema che ha tanto avversato?
Quanti caduti hanno visto le forze di polizia in quei anni e quanti terroristi hanno visto inutilmente la morte ?
Per cosa poi ?
Per quale grande rivoluzione ?
Quanto dolore, quanta violenza….per cambiare cosa ?
NULLA!
Leggetele quelle cronache, documentatevi, si è pubblicato di tutto da una parte e dall’altra e rileggendo quelle cronache vi renderete conto che in questo bellissimo paese non è cambiato nulla, che i morti sono morti solo per generare dolore e odio e non per cambiare davvero le cose, lasciandoci tutti lì, al palo, nella stessa e identica situazione.
Non è quindi con una statuetta del duomo di Milano scagliata violentemente contro un avversario ideologicamente opposto che si cambieranno le cose.
Non è con il clima di odio che si può davvero “fare la rivoluzione” come forse ancora qualcuno crede e non è certamente con quei “Gruppi Facebook” che inneggiano alla violenza che si darà lo slancio a questo paese per ricominciare.
Negli anni ’70, sbagliando, uomini e donne hanno immolato la loro vita nelle piazze, nei cortei, usando la mente, il corpo, i gesti quotidiani per raggiungere un ideale.
Quelle persone, pur sbagliando, non erano fantocci che si nascondevano dietro un click del mouse, non erano gente che senza un I-Phone o un NetBook poteva andare in crisi depressiva.
Pur sbagliando erano uomini con la forza vera delle loro idee, che inneggiavano alla violenza per un ideale vero, credevano nelle loro idee sino a mettere in discussione la loro vita e non erano stupide marionette che lasciavano agli squilibrati, ai matti, ai deboli, la massima espressione del loro dissenso….perchè questo è accaduto, ieri, a Milano.
Vergogna quindi a tutti coloro che inneggiano a qualsiasi tipo di violenza.
Le idee si cambiano con la forza di altre idee e non colpendo con violenza, in maniera subdola e del tutto inutile, un rappresentate di altrettante “schifose” idee.
Una massa di codardi si nasconde dietro quei click, gente che non avrà nemmeno il coraggio di andare onestamente a manifestare ma che delegherà “ai deboli” azioni pretestuose e senza senso come quella accaduta al Presidente Berlusconi.
Nessuno dovrebbe subire certi gesti, ne da una parte ne dall’altra, non in un paese che si ritiene altamente democratico e che uno dei partiti maggiormente rappresentativi ha scelto quale aggettivo per denominarlo.
Le idee si rispettano, si professano e si lasciano professare: questa è la democrazia.

Michele Rinelli – Poliziotto 14/12/2009