L’OP è una cosa seria


L’OP è una cosa seria

Credo ci sia un unico grande concetto che tutti gli operatori del comparto sicurezza devono tenere costantemente in mente, specie in questo periodo: l’Ordine Pubblico (OP) è una cosa seria che non può e non deve essere improvvisata da nessuno.
Sono passati 8 anni dalle tragiche sequenze di morte e devastazione del G8 di Genova, sono già stati celebrati processi, stabilite responsabilità, decapitate teste e erogate sentenze che in molti continuano a contestare più o meno giustamente.
Nelle recenti ore abbiamo assistito attraverso la TV all’ennesimo scempio, all’ennesima cultura dello scontro, ai soliti teppisti che, confondendosi a chi legittimamente e pacificamente vuole protestare riesce a portare sangue, odio e violenza all’interno di quei movimenti che tutto vorrebbero tranne che essere portatori di devastazioni, saccheggi e sangue.
Torino in questi giorni ci ha riproposto la drammaticità di certe situazioni, l’intrecciarsi della legalità con l’illegalità, della violenza e di quella stessa necessaria a respingerla; dell’ipocrisia che certe organizzazioni mostrano non riuscendo a tenere fuori da quei movimenti di pacifico dissenso coloro che vogliono solo manifestare con le logiche del teppismo e della distruzione.
Queste pagine e questa esperienza di comunicazione nacque proprio nel 2001 a seguito di quel G8 che ha visto noi Poliziotti, uscire da veri perdenti, da enormi falliti, come coloro che ancora troppo dovevano imparare per adattarsi al rinnovato pensiero politico ideologico che, da quella volta, ci ha definitivamente voltato le spalle sancendo per gli anni a venire quella consapevolezza che saremmo stati noi, tutori dell’ordine, a diventare la parte perdente della società italiana, concetto questo apparentemente ancora attualissimo.
Da quel maledetto G8, dal quel Luglio 2001, da quelle situazioni di degrado culturale e sociale che si intrecciavano a doppio filo con i giochi di potere della politica ne siamo usciti davvero a pezzi e ancora oggi, a distanza di così tanto tempo, ne paghiamo amaramente le conseguenze.
Da quel G8 però credo che in molti di noi abbiano imparato qualcosa, da quella disfatta sul piano “Politico-Operativo” molte cose sono cambiate e anche se qualcuno di noi preferirebbe vedere il muscolarismo e la contrapposizione violenta delle parti in causa mi sembra invece, nel vedere le recenti immagini provenienti da Torino, che da quella maledetta estate di inizio secolo tante cose siano cambiate in meglio.
Vi è forse un problema ad affliggere questa nostra evoluzione culturale: le velleità locali e le smanie di potere di taluni assessori, sindaci e “politici di zona”.
Come già detto l’OP è una cosa seria, un elemento su cui si basano i cardini della libera manifestazione del pensiero e della possibilità di poter vivere serenamente nelle nostre città; la legge impone che vi siano attori “incompetenti” di supporto alla gestione della piazza ma non di rado queste “comparse” riescono in maniera più o meno inconsapevole a fare in modo che quel meccanismo che ha funzionato per decenni venga a essere in qualche modo neutralizzato.
Difficile non pensare che uno dei problemi maggiori del G8 di Genova è stato provocato da un esponente del primo corpo che concorre all’OP in maniera permanente, i motivi possono essere vari ma l’adeguata preparazione e la formamentis possono senz’altro apparire fondamentali.
Pericoloso pensare quindi che alcuni politici locali possano anche solo lontanamente pensare di poter avere più voce in capitolo nella gestione delle piazze proprio perché certe decisioni non si improvvisano e nemmeno gli operatori della piazza dovrebbero farlo così come è accaduto a Napoli, nella piazza del mercato, che si è rivoltata per l’incompetenza di un operatore di Polizia Municipale, in Borghese, che ha avuto la brillante idea di estrarre dalla sua fondina la pistola davanti alla folla già agitata e in tensione; atteggiamento questo assolutamente deprecabile che ha messo a repentaglio la buona riuscita della manifestazione e l’incolumità degli operatori in servizio di qualsiasi divisa.
Due scenari diversi, quello del G8 di Genova e della piazza del mercato di Napoli, due valenze e rilevanze assai distanti ma che fanno saltare agli occhi come la mancanza di formamentis, di esperienza e di avventurismo possono prepotentemente minare la sicurezza di tutti gli operatori coinvolti nel servizio di OP.
Tra qualche giorno in molti di noi si ritroveranno all’Aquila per partecipare al prossimo vertice degli otto grandi, molti operatori qualificati e non saranno impegnati in una delle manifestazioni più difficili da gestire; speriamo vivamente di non assistere ancora a delle immagini di gratuita violenza con la grande speranza che tutti gli operatori impegnati possano fare affidamento su quello che Genova ha insegnato a noi tutti.
Speriamo inoltre che nessun appartenente , in particolare quelli dei “Corpi Concorrenti” , metta nuovamente in discussione il nostro operato, la nostra professionalità e la nostra capacità, nel bene e nel male, di gestire nel migliore dei modi queste importanti manifestazioni, perdere il controllo della piazza per colpa di personale che ci deve stare ma che dovrebbe stare in posizioni defilate sarebbe davvero un enorme deficienza.
La Polizia Siamo NOI, quelli con la Giacca Blu!!!! Che qualcuno se lo ricordi per bene specie nei prossimi mesi!

Michele Rinelli – Poliziotto – 20/05/2009