Marco Cavagna, Capo Squadra dei Vigili del Fuoco


Marco Cavagna, Capo Squadra dei Vigili del Fuoco
Esempio di Solidarietà Umana e senso del Dovere

Sono giorni questi in cui l’Italia si è sentita tragicamente unita, sono giorni di storie e di dolore, di morti e feriti, di soccorsi e solidarietà che in molti non dimenticheranno mai.
La solidarietà poi, questa sconosciuta che, come di incanto, sembra ritornare prepotente, vigorosa, importante e presente come da anni questo nostra malandata Repubblica sembrava quasi aver dimenticato. La solidarietà, importante e imprescindibile, che troppo spesso si intreccia con le professioni, con il lavoro, con quello che ti consente di sbarcare il lunario, restituendoti uno scopo, una missione, una soddisfazione che spesso la routine fa scemare, vacillare e scomparire.
Qui parliamo di Poliziotti e di Forze dell’Ordine in generale oggi però non possiamo non parlare in maniera particolare di coloro che in questa tragica sequenza di morte che si è consumata in Abruzzo hanno avuto il ruolo più importante, cardine e basilare: I Vigili del Fuoco.
“Ove tutti fuggono io vado”,
con questo motto i vigili del fuoco quotidianamente affrontano il loro gravoso servizio non sottraendosi mai, sino all’estremo sacrificio, al giuramento prestato alla bandiera e alla Repubblica Italiana in difesa dei cittadini, sempre in prima linea nel soccorre e salvare le persone dai mille pericoli che le nostre città, nelle più diverse situazioni, offrono.
L’Italia tutta si stringe a loro in particolar modo perché senza di loro, senza la loro professionalità, competenza e capacità di coordinamento non avremmo mai visto tante immagini di vita, di vite salvate, di spirito di sacrificio e di abnegazione che tanto orgoglio e coraggio hanno infuso nei cittadini abruzzesi e dell’Italia tutta.
La solidarietà è un valore comune che tutte le divise hanno condiviso tra quelle macerie, tra quell’odore di morte, di distruzione, di polvere e disperazione che mai nessuno avrebbe mai voluto vedere ne vorrebbe mai vedere in nessun luogo del pianeta. Senza solidarietà e senso del dovere nessuno di quei salvatori sarebbe riuscito a fare anche solo la metà di quello che le immagini dei mass media ci hanno mostrato in questa tragica settimana pasquale.
Ma la solidarietà pesa, pesa fatica, costa sentimento e non tutti, alle volte, riescono a sostenerne l’onere fisico che tale impegno genera e per questo Marco Cavagna, 50 Anni Capo Squadra dei Vigili del Fuoco di Bergamo, accorso anch’egli dalla lontana Lombardia in terra Abruzzese per assolvere ai doveri del suo “Ufficio” , è morto, stroncato da un infarto sulla “Prima Linea” scaturito probabilmente dalla fatica, dall’impegno, dalle lunghe ore trascorse su quei cumuli e dall’angoscia di dover correre il freneticamente, in quelle prime ore, per poter salvare più vite possibili, per strappare alla morte tante persone tragicamente intrappolate tra macerie, polvere, calcinacci e…morte.
Marco la Solidarietà la conosceva certamente bene, l’ha assaggiata tante volte nella sua lunga carriera di Vigile del Fuoco, l’ha gestita sempre al massimo lasciando, probabilmente, il peso della fatica che quel sentimento genera, sempre fuori dal focolare familiare perché, lo sappiamo anche noi Poliziotti, chi fa certi lavori pericolosi non vuole angosciare, preoccupare, disturbare troppo la vita di chi ti vive al fianco.
Stavolta però quella solidarietà l’ha schiacciato, la fatica fisica ed emotiva è stata forse troppa e per il Capo Squadra Cavagna non c’è stato scampo lasciandoci, purtroppo, un eroe in più da raccontare, ricordare, stimare ed apprezzare.
Marco è morto facendo il suo dovere, per svolgere la sua missione e la sua vocazione, Marco è morto perché esistono dei valori inalienabili che tutti coloro che vestono un uniforme conoscono dal primo giorno che la indossano. Marco nel suo cuore malato, a sua insaputa, aveva anche rispetto, dedizione, senso del dovere e solidarietà altissime nei confronti dei suoi simili che noi tutti non possiamo che prendere come esempio e metterne un pò, anche noi, nei nostri cuori.
Marco è morto da Eroe facendo il suo dovere sino al suo ultimo alito di vita; chi come lui vive per salvare gli altri, vivendo quel lavoro come una vera e propria missione, forse, è morto con tanta soddisfazione nel cuore per aver fatto il suo dovere sino all’ultimo momento.
Onore quindi a Marco Cavagna Capo Squadra dei Vigili del Fuoco morto per salvare vite importanti tanto quanto la sua per tutti noi.
Grazie Marco Grazie a tutti i Vigili del Fuoco di cui troppo poco si parla.

Michele Rinelli- Poliziotto – 10/04/2009